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martedì 21 aprile 2026

Mostre a Torino 3 : Orazio Gentileschi a Palazzo Reale

 

In questo momento la mostra più importante in città è quella di Orazio Gentileschi a Palazzo Reale che raccoglie un gran numero di opere prestate da importanti musei e che racconta con dovizia di particolari il tema del viaggio che accompagna tutta la sua vita di lavoro attraverso l'Europa. Pittore di grande fama al suo tempo, caduto poi in oblio e surclassato a favore della sua più famosa e forse anche più talentuosa figlia Artemisia, la cui notorietà è stata vieppiù aumentata dalle vicende personali che ne hanno condizionato la vita, in questa serie si possono bene apprezzare le ispirazioni caravaggesche e michelangiolesche, che così bene ne hanno ispirato la vena pittorica. In effetti io non sono molto appassionato da questi autori manieristici che puntano tutto sulla posa esagerata dei soggetti, ma in questo caso il gran numero delle opere esposte e la loro intelligente disposizione a spiegare il valore del suo lavoro, consente di apprezzare comunque l'artista, il suo colorismo e le sue caratteristiche peculiari. Dopo esservi gustati la mostra, approfittate dell'opportunità di vedere il meraviglioso Giudizio universale del Beato angelico, prestato eccezionalmente dalla Toscana (in cambio della Madonna dell'Umiltà, che si può ammirare a lato) e messo in paragone allo speculare lavoro del fiammingo Bartholomeus Sprangler della Galleria Sabauda. Interessantissime nella seconda sala, le ricerche sui pigmenti eseguiti sulle due opere. Insomma due piccioni con una fava. Magari finito il lavoro potrete fermarvi al bar del giardino per bervi un Bicerin in tono con la città (certo non all'altezza di quello servito nell'omonimo locale alla Consolata. 



domenica 19 aprile 2026

Mostre a Torino 1 - Vermeer a Palazzo Madama


Per la prima volta a Torino a Palazzo Madama, un Vermeer recentemente restaurato, in prestito dal Rijksmuseum. Forse non uno dei più belli in assoluto, ma considerato che al momento si conoscono solamente 37 opere dell'artista, che era caduto nell'oblio per oltre due secoli e che certamente uno dei maggiori in assoluto del '600, si tratta comunque di una visita imperdibile. L'opera racconta la solta camera raffigurata in quasi tutti gli altri quadri dell'artista, di piccola dimensione, con le caratteristiche fondamentali sempre mostrate dal grande olandese di Delft- Soprattutto di grande impatto il blu straordinario della casacca, riportato allo splendore originale dal restauro e che illumina e condiziona tutto il resto del quadro. Anche se si tratta di un solo oggetto, peraltro ben spalleggiato da una ricca  ed interessante documentazione, vale assolutamente la pena di andare a dare un'occhiata, approfittando magari per buttare un'occhio ai documenti mostrati al piano terra sui vari rifacimenti operati su palazzo madama dalla sua costruzione ai giorni nostri. 


lunedì 5 maggio 2025

Altre mostre a Torino

 

Continuo col panorama mostre torinesi, visto che mi sono fermato in zona per qualche giorno. Cominciamo con quella che una mostra non è, alla Promotrice delle Belle Arti al Valentino, visto che non viene esposto neppure un quadro reale. Per correttezza almeno te lo dicono prima di staccare il biglietto, ma devo dire che non sono d'accordo su questa che sta diventando una moda, visto che io non ti pago con i soldi del Monopoli ma con svanziche reali, ancorché digitali, dunque a mio parere sarebbe opportuno che fossero presenti almeno due o tre opere vere, almeno una, se proprio non si può fare di più, però credo che sarebbe bello dopo aver goduto di tutta la meraviglia delle varie realtà virtuali e così via, trovarsi di fronte un'opera tangibile dell'artista in questione, tanto per averne una rappresentazione non solo formale e teorica. Detto questo non posso negare che l'organizzazione della vita e delle  opere di Munch è stata presentata in maniera davvero spettacolare con l'uso di caschi con i quali penetri direttamente all'interno dei quadri e vieni avvolto completamente dall'atmosfera cupa ed ossessiva che ha accompagnato la vita di questo straordinario artista. Anche la sala finale dove vieni completamente avvolto dalle sue opere principali che si muovono sulle pareti è straordinariamente coinvolgente, per non parlare del pavimento che si sgretola sotto i tuoi piedi. Insomma un modo nuovo di vedere l'arte, assolutamente interessante, ma che suggerirei, come ho detto di accoppiare anche a qualche cosa di reale, anche per meglio giustificare il costo del biglietto. 

Come seconda indicazione vi voglio segnalare alle Gallerie di Italia, il polo museale del San Paolo in piazza San Carlo, che presenta una serie di foto della grande fotografa americana di colore Carrie Mae Weems, sui temi a lei cari delle discriminazioni razziali e al richiamo al periodo schiavista negli USA, argomento che sta ritornando in auge, visti i tempi. Passiamo poi alle due mostre temporanee organizzate al MAO, Museo di Arte Orientale, che presenta sempre argomenti di particolare interesse per chi vuole tenere un occhio a quella parte di mondo. La prima, Haori, espone tutta una serie di abiti maschili, oltre 50 Haori e Juban appunto, appartenenti ad una collezione privata, che raccontano il primo novecento in Giappone con le sue contaminazioni con la cultura occidentale. L'altra, esposta al secondo piano, che mostra una ricca iconografia riguardante gli Hanauri, i venditori di fiori e di composizioni floreale giapponesi , apprezzate figure del mercato tra il XIX ed il XX secolo, ritratte con le foto d'epoca della fotografa Nagel, davvero interessanti. Passiamo infine a Palazzo Madama, dove assieme alla mostra sulle lettere di Primo Levi indirizzate ai lettori tedeschi di Se questo è un uomo, e all'esposizione del famoso e preziosissimo cofano del Cardinal Guala Bicchieri, completamente restaurato, viene esposta una serie bellissima di oltre 200 manifesti "turistici" di inizio secolo, che pubblicizzano tutte le località italiane più famose con la forma dei più noti disegnatori dell'epoca, incluso Boccasile. Insomma a Torino non ci si annoia.



  

domenica 27 aprile 2025

Recensioni : Ancora mostre a Torino


 Alla fondazione Accorsi, una bella selezione di un centinaio di opere che rende omaggio a Carol Rama, artista torinese a dieci anni dalla morte. L'artista che io, nella mia ignoranza artistica, specialmente per quanto riguarda il 900, non conoscevo, viene raccontata in tutte le fasi e gli interessi che l'hanno accompagnata nella sua lunghissima vita, quasi 100 anni, a partire dai primi licenziosi e segreti acquarelli degli anni '30, profusi da una potente carica erotica che l'ha accompagnata per tutta la sua geniale e sregolata vita, come recita il titolo della mostra, e per lungo tempo rimasti nascosti, per poi passare al periodo espressionista degli anni '40 e alle suggestioni cubiste della lezione picassiana e poi informali dei '50. Segue il periodo dei cosiddetti bricolage, collage fatti di sfumature, occhi di bambola inquietanti e altro, poi le gomme degli anni '80 per le quali raggiunse la tarda notorietà, fino ad arrivare alla ultima produzione più recente col ritorno ad una vena figurativa e al tema della mucca pazza che la interessò e che le valse il premio alla Biennale di Venezia del 2003. Interessanti anche la serie di foto realizzate da Ghiotti nella casa dove lei visse per 70 anni in via Napione oggi piccolo museo visitabile su richiesta. Ecco, anche se io non sono una grande estimatore dell'arte moderna, perché non ne conosco abbastanza per comprenderla a fondo, queste sono le mostre che apprezzo e gradisco, organizzate presentando un congruo numero di opere dell'artista in oggetto che te ne fanno ripercorrere il suo pensiero artistico nella completezza e che quindi, riescono a farti capire qualche cosa dell'artista presentato, non quelle costruite attorno ad un quadro e tanta fuffa di contorno, come le due di cui vi ho parlato ieri, fatte per acchiappare il pubblico con un nome e basta e questo non per fare polemica gratuita. Basta così. Poi devo darvi conto della bellissima mostra di fotografie presentate alla galleria Camera - Centro italiano di fotografia, che presenta oltre 160 opere del grande fotografo Cartier-Bresson e che raccontano il suo rapporto privilegiato con l'Italia attraverso i lavori dei suoi numerosi viaggi nel nostro paese, dalla sua rusticità del dopoguerra, agli aspetti di un meridione quasi favoleggiato nei suoi momenti di esotica primitività, arrivata al resto del mondo dopo la notorietà avuta da Cristo si è fermato ad Eboli, per passare poi alle viste degli anni successivi, con la Roma dell'elezione di Giovanni XXII e la dolce vita, e poi quella successiva di Pasolini e delle periferie. Una completa espressione di amore per il nostro paese continuato per decenni. Ecco quindi un'altra bella mostra di quelle che mi piacciono ed emozionano e che alla fine, vale il prezzo del biglietto.



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martedì 23 aprile 2024

Mostre a Torino

 

Un suggerimento per chi passa da Torino. Non perdetevi la bellissima mostra al Mastio della cittadella di Torino che presenta oltre 120 opere del grandissimo Toulouse Lautrec, in occasione del 160 anni della nascita. Una serie di lavori molto completa che racconta con grande ricchezza di particolari, la vita e l'opera di questo postimpressionista, inventore della grafica pubblicitaria e del manifesto, oltre che avere la capacità di raccontare i personaggi e la vita di quella Belle epoque che segnò la fine del XIX secolo. Un paio d'ore ben spese. A qualche centinaio di metri di distanza se avete ancora un po' di tempo, a Palazzo Lascaris, universalmente riconosciuto come uno dei più bei palazzi di Torino, potrete vedere, con accesso gratuito, una bella mostra che racconta la storia dei proprietari che si sono succeduti nei 400 anni di vita del palazzo, oggi sede del Consiglio regionale. Se poi rimanete a Torino due giorni, consiglierei di non perdere la straordinaria esposizione alla Promotrice delle Belle Arti al Valentino, di Antonio Ligabue. Quasi 100 opere esposte, tra l'altro con una ottima illuminazione che permette di gustarle nel modo migliore, per raccontare la storia di questo artista straordinario, che forse non ha avuto la fortuna che si meritava. Molti dei suoi quadri più noti ed anche parecchie straordinarie piccole sculture, forse ancora più coinvolgenti per la forza plastica che mostrano. Una vita perennemente in bilico tra manicomi e selvaticità, che tanto lo avvicinano a Van Gogh, a cui quantomeno, lo accomuna la straordinaria matericità coloristica. Davvero una visione piacevole e soddisfacente.




martedì 27 febbraio 2024

I macchiaioli a Torino



Oggi voglio relazionarvi di una interessante mostra che potrete vedere a Torino al Mastio della Cittadella dedicata al movimento dei Macchiaioli, un aspetto della pittura italiana e toscana in particolare, stranamente poco conosciuto e apprezzato all'estero, se lo si vuole confrontare con l'impressionismo francese, da decenni sull'altare assoluto delle preferenze contemporanee ed al quale si avvicina per idee, forma e svolgimento e con il quale ha avuto innumerevoli contatti. Anche questo infatti nasce dal rifiuto proprio di quel periodo, delle indicazioni accademiche della metà dell'ottocento, momento di grandi mutamenti rivoluzionari. La mostra è interessante proprio per il racconto che viene portato avanti e che illustra bene il movimento dai suoi iniziali contatti con la Francia che in quel momento era il faro della cultura europea e la scuola di Barbison, e con l'importanza del plain air di cui in quel momento si scopriva l'attrazione e l'interesse. Segue quindi lo sviluppo del movimento attraverso molti dei suoi rappresentanti, mostrando anche l'interessante rapporto avuto con l'uso della fotografia, mezzo tecnico che con il suo concetto implicito di riproducibilità tecnica, fu alla base di questi cambiamenti epocali nel mondo dell'arte, fino agli epigoni ed agli allievi dei maestri iniziali. Molto rappresentati anche gli autori francesi e i paesaggisti italiani a partire da Piranesi, da cui il movimeto prese le mosse. 

Interessante e molto godibile la parte riferita al caffè Michelangelo, la base intellettuale nella quale si formò il gruppo, con una serie di godibilissime caricature che rappresentano gli artisti che lo frequentavano assieme ai clienti senza nome. Un richiamo evidentemente a quel Toulouse Lautrec che a Parigi percorreva analoghe strade se pure su altri livelli. Insomma una visione di una ottantina di opere assolutamente interessante. Se dobbiamo vedere anche la parte del bicchiere mezzo vuoto, bisogna dire che le opere degli artisti più importante presentate, Fattori, Lega, Signorini, sono state scelte tra le minori e non è presente nessun capolavoro assoluto, cosa che in questo casi farebbe piacere vedere, ma certo sarà come sempre un problema di costi e questo bisogna capirlo. Inoltre un altro problema tecnico è dato da una illuminazione decisamente penalizzante che rende difficile godersi le opere, in particolare quelle con il vetro, che riflettono le luci in maniera  tale da rendere faticoso il guardarle. Non solo, le discascalie, fatte tra l'altro con molta cura e decisamente interessanti ed esplicative, sono poste a mezza altezza di fianco ai quadri, obbligando a leggerle in posizione chinata e faticosa. Ma non si può avere tutto dalla vita.

Mastio delle Cittadella - Torino - Ingresso 14 € - Ridotto 8 € - Audioguida gratuita disponibile - fino al 1° aprile -  Aperto tutti i giorni 8:30 - 18:39 (19 festivi)


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sabato 20 gennaio 2024

Mostre Torinesi

Hayez alla GAM 

 

Un paio di suggerimenti per i nullafacenti come me, per impiegare bene il proprio tempo. Ho visto ieri  e l'altro ieri a Torino alcune cose che vi incito ad andare a vedere a vostra volta. Alla Gam fino al 1 aprile è aperta una spettacolare mostra su Hayez con 100 opere di questo straordinario pittore, famoso soprattutto per il suo Bacio, che tuttavia qui non è presente, purtroppo, ma che potrete anche andare a vedere di persona, se non lo avete già fatto, a Brera dove è conservato. L'esposizione ben commentatta, è decisamente completa e presenta opere di tutto il suo percorso artistico, nel quale potrete considerare lo spettacolare mutamento dai suoi inizi accademici fino alle meraviglie espressive del romanticismo che pervade le sue opere seguenti, diventando irresistibile nella sua produzione matura. Dipinti top, L'accusa segreta e La meditazione, oltre ad una magistrale serie di ritratti. Presenti anche molti interessantissimi disegni preparatori. Mostra imperdibile. Già che siete lì non perdetevi una rinfrescata alla memoria (visto che è sullo stesso piano) della galleria del '900, una vera e propria antologia di tutti i movimenti del secolo scorso, non manca quasi nessun nome importante. Nel sotterraneo, mentre siete lì potrete dare un'occhiata, anche se non sarà nelle vostre corde (specialmente se apprezzate Hayez), una antologica di Carlo Caravaggio, un contemporaneo che ha tuttavia un certo nome. Ora per coloro che non seguono l'arte contemporanea, queste istallazioni poste sul pavimento possono suscitare perplessità, se non ironia, specialmente nel leggere le spiegazioni che le accompagnano, sulla brochure, ma credo che sarebbe un errore. 

A mio parere sarebbe necessario l'accompagnamento di qualcuno che, conoscitore dei movimenti e delle espressioni artistiche degli ultimi due secoli, ne parlasse. Il tempo, poi giudicherà come sempre il valore intrinseco di questi artisti. Approfittanto poi della vostra permanenza nella città del gianduiotto, vi spingerei ad arrivare fino al fondo di Via Po per vedere a Palazzo Accorsi, la mostra dedicata a Casorati e ai futuristi fino a Sironi, che espone una settantina di opere di cui almeno una ventina del maestro, seguita da una buona scelta di lavori nelle successive tre sezioni, indicate come I sei di Torino, I nuovi futuristi, Il novecento milanese. Se non lo avete mai visto proseguite poi nella visita del museo del palazzo stesso, che raccoglie pezzi pregiatissimi in una serie di sale meravigliosamente agghindate, in particolare la Sala Piffetti con quello che viene chiamato il più bel mobile del mondo, che magari non sarà del vostro gusto essendo davvero molto pesante, ma indubbiamente è un capolavoro incredibile di artigianato. Tornando verso la stazione passate davanti a Palazzo Madama, approfittate per dare un'occhiata alla bella mostra Il Liberty a Torino, non troppo grande dato che comprende solamente opere esposte nel salone centrale del primo piano, ma dove potrete vedere molte cose riguardanti questo affascinante periodo storico artistico, con  molto materiale del nostro Bistolfi e soprattutto con una mappa scaricabile dove sono reperibili circa 500 opere di architettura Liberty presenti a Torino, in particolare i famosi Bow window. Direi tempo ben speso. Ricordatevi che solo per fare queste tre visite se ne andranno circa 45 Euro, che ormai la cultura costa e che con la stessa cifra potrete farvi la tessera musei Piemonte e valle d'Aosta che vi consente di visitare tutti i musei di queste due regioni (a 80 Euro anche tutti quelli della Lombardia se siete dei frequentatori di MIlanoe dintorni). Direi che vale assolutamente la pena. 

martedì 19 ottobre 2021

La mostra di Carrà

Carrà - Lacerba e bottiglia, 1914

 Domenica mattina ho fatto un salto, passando davanti al nuovo monumento di Baleta per guardarlo senza il tripudio di folla di sabato, a vedere la mostra di Carrà che al Palatium Vetus è in esposizione da maggio. Alla faccia di chi dice che ad Alessandria non si fa mai niente. Interessante, una quarantina di opere esposte, alcune decisamente importanti come la maternità e il collage della bottiglia del 1914, una serie di lavori che illustrano, mi sembra, abbastanza bene, l'opera globale e i vari momenti artistici dell'autore alessandrino. A corona, come a circondare questa esposizione in un abbraccio mandrogno, una serie di altri artisti alessandrini, dei quali giustamente la Fondazione ha voluto mostrare pubblicamente le opere in suo possesso. Già che ero lì mi sono fatto un giro di ripasso per vedere il resto del palazzo con l'esposizione permanente, che ha comunque dei pezzi di valore, considerando che siamo in fondo, una piccola cittadina di provincia, fuori dei centri turistici, che hanno la possibilità, di tenere collezioni come questa negli scantinati, avendo molto di meglio da mostrare, siamo realistici. Ho dato un'occhiata anche alla piccola esposizione acoté, nel porticato del cortile, ricca di stampe e rari documenti riguardanti la battaglia di Marengo, tra cui molte chicche interessanti. Perdeteci una mezz'oretta esaminando editti e piante della battaglia. Oltretutto ho potuto usufruire dell'accompagnamento di una esaustiva visita guidata, eseguita per un solo fruitore, me stesso, dato che non c'erano altri visitatori, cosa che capita poche volte. Capisco che ormai dopo diversi mesi che la mostra è aperta, da maggio mi sembra, e ad Alessandria chi voleva è già venuto, tuttavia, l'ho vissuto come un piccolo privilegio, graditissimo. A chi non è ancora andato, ricordo che la mostra è stata prolungata fino al 5 Novembre, tutti i sabati e domeniche (9-13e 15-19). Ingresso gratuito. Già che c'è non perdetevela, non facciamoci riconoscere.


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giovedì 22 maggio 2014

Kandinskij all'Arca di Vercelli

Kandinskij - Composizione su bianco
Ieri era la giornata che per tradizione dedico, grazie all'invito di amici carissimi, alla mostra annuale presentata dall'Arca di Vercelli sugli artisti del '900. Quest'anno, cessata la collaborazione quinquennale con il Guggenheim, è iniziata una nuova serie con il Museo nazionale di San Petroburgo, dedicata a Kandinskij. Si tratta di un gruppo di opere di rilievo di questo artista russo, che ripercorrono la sua carriera artistica fino al 1922 e che mette in rilievo soprattutto il legame con il mondo della Russia Siberiana della sua infanzia, con tutti i richiami alla natura e alle influenze di quella terra estrema, partendo da quella atmosfera onirica generata dai riti sciamanici e dai racconti popolari ascoltati da bambino. Scorrendo il percorso si riesce ad apprezzare bene il cammino che ha portato Kandinskij al graduale abbandono delle forme figurative fino ad arrivare all'astrazione del Blaue reiter. Dura fino al 6 luglio, quindi avete ancora tempo per gustarvi le 22 opere esposte, in aggiunta ad alcune altre di artisti russi suoi contemporanei, che aiutano a capire di più il senso del percorso artistico. 

Inoltre per meglio comprendere i suoi punti di partenza, sono esposti un gruppo di oggetti rituali di tradizione popolare e sciamanica, provenienti dalla fondazione Poggianella, di forte suggestione. Ma poiché non di sola cultura vive l'uomo, provvedo anche a segnalarvi anche, a qualche chilometro dal centro di Vercelli, in un piccolo paese tra le risaie, Lignana, un gradevolissimo locale per rifocillarvi con una tutto pesce (ma se andate a pranzo prenotate prima, richiedendolo, altrimenti avrete solo l'offerta pizzeria). Si tratta di: La Rada - Corso Garibaldi, 70 - 13034 Lignana (VC) - 0161.314349. Abbiamo avuto delicato e tenerissimo polpo su salsa di patate, pasta al nero di seppia sapida e profumata, pesce a cotto a bassa temperatura e tortino di verdure, in salsa di peperone e panna cotta alla Nutella, il tutto presentato con molta cura dallo chef Gianluca Boda. Non posso dirvi niente del costo perché tanto per cambiare ero ospite, ma direi che il rapporto qualità/prezzo dovrebbe essere, a naso, molto interessante. Lo raccomando assolutamente.


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venerdì 20 settembre 2013

Trenini e soldatini.


 

Ci sono cose strane al mondo e non facili da spiegare. Alcune poi seguono regole contorte ma che si muovono sempre nella medesima direzione. C’era quello spiritosone che affermava, ad esempio che le tette le avevano inventate per i bambini, ma poi alla fine ci si divertivano soprattutto i papà. In effetto sono cose che succedono di frequente. Prendete per esempio il modellismo, di cui in questi giorni c’era una bella esposizione qui a Mentone  nel Palais de l’Europe. Davvero singolare che a passeggiare tra i molti banchi, ripieni fino all’inverosimile di soldatini di ogni specie, dimensione, arma ed epoca, modellini di auto, aerei, navi e treni, plastici di città fantasy con creature mostruose e ogni altra cosa che vi può venire in mente, non ho visto neanche un bambino. Eppure vi assicuro che c’era da rimanere incollati ai banchi per osservare da vicino, anche con apposite lenti in alcuni casi, tanto erano minuscole le opere esposte, una serie di oggetti che definire capolavori non è esagerato. Invece ecco una serie di personaggi di ogni età pencolare attorno, ammirando, commentando, facendo richieste del come, del quando e soprattutto del quanto. Vi assicuro che c’erano soldatini tanto minuscoli da guardarli con la lente, ussari prussiani, generali napoleonici, ulani con le lance in resta, truppe austriache ed inglesi, dipinti così perfettamente e minuziosamente, che potevi contar loro gli alamari o rimirar le medaglie appuntate sul petto ad una ad una. Aerei di ogni tipo, con i portelli semi aperti così che se ne potessero apprezzare i particolari interni fino alle cinture di sicurezza mollemente slacciate. 

Velieri maestosi, con la tolda ricoperta di minuti oggetti, botti, materiali, sartiame come malamente abbandonato e invece messo apposta con cura minuziosa che avrà necessitato di ore e ore di attento e paziente lavoro. Il capolavoro assoluto era in un banchetto il cui espositore presentava tutti mezzi bellici che parevano abbandonati alla incuria del tempo. Legno corroso e spezzato, lamierini contorti e rugginosi, reti consunte e ruote ormai sgonfie ed affondate in quello che pareva fango di palude. Davvero straordinari. Ma come mai gli uomini sono attirati da queste cose? Da piccolo non avevo mai desiderato il famigerato trenino elettrico. Appena ho avuto una figlia, mi sono precipitato comprarne uno, unico sodale in famiglia, mio suocero, con cui abbiamo concordato forma dimensioni, percorso delle rotaie e naturalmente numero e forma dei vagoni. La scatola troneggiava al posto d’onore sotto l’albero di Natale. Cercammo di finire in fretta e furia il pranzo natalizio con gran disdoro delle femmine di casa che come ovvio ci tenevano al menù approntato in giorni e giorni, per buttarci subito nel montaggio che durò quasi tutto il pomeriggio. Quando finalmente la locomotiva coi vagoncini al seguito cominciò a fare il suo mestiere, rimanemmo estatici a rimirarcela, quasi ci dimenticammo di chiamare mia figlia, che aveva seguito distrattamente di lontano tutto quell’armeggiare. Lo guardò per un attimo, poi se ne andò via subito, annoiata, verso la casa della Barbie.


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