giovedì 2 dicembre 2021

XIX giornata: I giardini della Venaria

Reggia di Venaria

 I giardini d'inverno, quando le aiuole sono rinsecchite, il terreno nero e le siepi si ergono come lapidi a separare campi spogli, sono davvero tristi e sconsolanti? Forse lo è solo a dirlo. Nella realtà il giro di ieri alla Reggia della Venaria Reale mi ha decisamente dato un'altra sensazione. Benché non fosse certo il momento più favorevole per una visita, con un cielo plumbeo ed un'aria di neve incombente, l'essere accompagnati dalla curatrice dei restauri e dello sviluppo dei giardini stessi, l'arch. Bellone, che ce ne ha illustrato la storia, la genesi e tutto l'iter che in questi ultimi decenni ha condotto alla situazione attuale e soprattutto il suo genuino entusiasmo, mi ha fatto apprezzare veramente la bellezza intrinseca, lo studio e l'attenzione filologica che sottendono a questa operazione. Questo vastissimo spazio, che va dal roseto, al Potager Royal, alla Peschiera ed ai grandi spazi del giardino all'italiana, recuperato ormai quasi del tutto secondo le intenzioni paesaggistiche per cui era stato progettato dagli architetti dai nomi altisonanti che si sono succeduti nel compito, dallo Juvarra all'Alfieri, non disgiunti dall'evoluzione storica avuta dalla reggia  stessa, è davvero un punto focale per l'interesse storico-artistico di chi visita Torino e soprattutto ti invoglia come non mai a ripetere l'esperienza in altri mesi squisitamente vocati, come marzo per la fioritura dei ciliegi, maggio per l'ormai famosissimo roseto e settembre per il foliage degli aceri rossi. Insomma una visita degna e completa in se stessa, specie se già si conosce la Reggia, monumento di valore assoluto in ogni caso, aggiungendovi anche i suoi molteplici eventi che ormai vengono organizzati in continuo. Grazie alla solita perfetta organizzazione del Museo dell'agricoltura del Piemonte ed alla infaticabile opera organizzativa della Dott. Giacomina Calligaris, che non finiremo mai di ringraziare per l'impegno profuso, abbiamo così anche potuto godere dell'interessante conferenza sull'Evoluzione del paesaggio in funzione dei cambiamenti climatici e delle malattie delle piante. Bisogna dire tuttavia che anche soltanto passare passeggiando nella galleria di Diana, con i raggi dell'ultimo sole, regalati da una giornata fredda ma comunque piacevolissima, che indoravano gli stucchi spettacolari, valeva la pena disobbarcarsi la successiva tangenziale affollata.


Galleria di Diana


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