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domenica 5 novembre 2023

Giornata di Istruzione AMAP a Cameri

 
La visita

Un'altra bella Giornata di istruzione organizzata dalla infaticabile presidente del Museo dell'Agricoltura del Piemonte, Giacomina Caligaris che ci ha portato ieri a Cameri, presso la Latteria Sociale, noto centro di produzione del Gorgonzola di alta qualità. La visita al caseificio che raccoglie il latte di produttori Novaresi e dintorni, è stata di grande interesse, in quanto ha mostrato nei particolari tutta la fase di lavorazione, che se pure eseguita in uno stabilimento modernissimo e dotato di ogni requisito di efficienza, mantiene una lavorazione artigianale che contribuisce decisamente ad ottenere una produzione di altissima qualità. infatti i tempi di lavorazione e la metodologia di stagionatura conferiscono al prodotto finale una qualità non eguagliabile dai pure efficientissimi metodi industrializzati che sono tesi soprattutto ad una diminuzione dei costi con la limitazione della mano d'opera estremamente specializzata dei casari. Questa della Latteria Sociale, pur con le sue 400 forme prodotte al giorno, rimane dunque una produzione di nicchia, apprezzatissima dagli estimatori del prodotto noto in tutto il mondo e che rimane assieme al Parmigiano, il formaggio più conosciuto nel mondo e che viene esportato ed apprezzato dovunque. La testimonianza di questo interesse è confermata dal fatto che il paese maggiormente importatore del Gorgonzola è proprio la Francia, patria dei formaggi e se lo ammirano loro, che sono evidentemente degli intenditori della materia, direi che questa primazia è assolutamente confermata. 

La interessantissima visita si è conclusa con un assaggio dei due prodotti fondamentali della Latteria, la versione dolce, quella indubbiamente più richiesta e quella piccante, che è comunque la tipologia più vicina alla tradizione di questo formaggio. Bisogna davvero dire che la qualità si sente e il successivo assalto allo spaccio adiacente per aggiudicarsi i famosi quartini (pezzi da 750 gr) ha formato una bella coda, d'altra parte al sabato mattina il negozio è frequentatissimo da tutto il circondario, dato che qui si posssono trovare anche le altre produzioni dello stabilimento come il Taleggio Dop ed una serie di formaggi di capra, erborinati e non, che vale davvero la pena di assaggiare. Lo spaccio offre infatti anche tutta una serie di formaggi rari dei territori vicini e DOP italiane tra le più richieste. Insomma una visita assolutamente saporita e coinvolgente che ha avuto il suo seguito al Circolo della paniscia di Novara, dove abbiamo avuto modo di assaporare il famoso piatto della tradizione novarese. Qui si apre la diatriba tra questo piatto e il suo gemello diverso, la panissa vercellese, in teoria più semplice. Infatti mentre nel piatto di Novara il piatto di riso (da non confondersi conla panissa ligure a base di ceci) viene arricchito oltre che da una complessa unione di verdure che vanno dal sedano, carota, verza, cipolla e pomodoro e naturalmente di fagioli Borlotti, con l'aggiunta di cotiche di maiale e soprattutto del salam d'la duja, il salume maturato e conservato nello strutto, il tutto con l'aggiunta di abbondante vino in cottura, mantecando alla fine col burro, la versione Vercellese prevede un più semplice brodo di carne con sedano e carota e l'uso del tenero e più grande fagiolo di Saluggia in luogo del Borlotto, mentre la parte suina si limita all'uso della salciccia, escludendo del tutto anche la ormai rara mortadelle di fegato, usata un tempo soprattutto nella parte più montana del Novarese. Le origini di questo piatto sono antiche e se ne trova traccia addirittura in menù nuziali del '700. Il nome sembra derivi dal fatto che il riso sia di utilizzo solo recente e che originariamente si utilizzassero cereali più umili come il panico. Comunque per capire al meglio la tipicità del piatto si è dovuto compiere più di un assaggio ed a forza di bis, i vassoi forniti dal circolo sono stati svuotati con una certa imbarazzante celerità. E' rimasto quindi ancora il tempo per completare la giornata con la visita del Museo di Storia Naturale che presenta una bene ordinata collezione di animali provenienti da ogni parte del mondo, suddivisi per areale di competenza, sito proprio dietro la grande Basilica di S. Gaudenzio, nella quale, approfittando della vicinanza, è convenuto buttare un occhio non fosse altro che per godere dello splendido polittico di Gaudenzio Ferraris, che ne arricchisce una delle cappelle laterali. Alla prossima.


La maturazione



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lunedì 28 maggio 2012

XV World Kendo Championship - Novara - Italy!


La nostra squadra nazionale .

Un altro Men
 Cose che capitano una volta nella vita. I mondiali di Kendo in Italia. Certo molti tra i miei lettori non sanno neppure di che cosa si tratta, ma , tanto per informarvi, questa arte (o sport, dipende da che punto di vista lo si guarda) che anche io ho praticato per una decina di anni (con risultati molto modesti, invero, se  pur in linea con la mia filosofia tuttologica), vede l’Italia tra le nazioni più forti del mondo, tanto per cambiare. I campionati del mondo si svolgono ogni tre anni e nel 2006 a Glasgow, l’Italia ha conquistato nientemeno che il bronzo dopo Giappone e Korea a cui ovviamente è impossibile soffiare il primo ed il secondo posto. La prossima edizione nel 2015 si terrà in Giappone, ma quest’anno i XV campionati del mondo si sono svolti nello scorso weekend, nella bella cornice dello Sporting Village di Novara, presentando anche per la delizia degli appassionati una splendida mostra di antiche lame ed armature giapponesi, una straordinaria performance del maestro forgiatore Yoshindo Yoshihara che ha forgiato una katana davanti agli occhi di un numeroso pubblico secondo l'antica tradizione metallurgica nipponica, oltre a molte altre manifestazioni collaterali di cultura giapponese, dai bonsai, agli origami, all'ikebana ed alla cerimonia del the..

Un perfetto men dalla semifinale Giappone - Ungheria
Domenica è stata la giornata conclusiva del torneo con la gara principe della manifestazione, che ha visto impegnate una sessantina di squadre in rappresentanza di tutte le nazionali presenti, con la vittoria di misura, se pur contestata, del Giappone sulla solita e sempre più forte Korea. La nostra equipe era chiamata a dare prova del suo pieno diritto a prendere posto nel gotha del kendo mondiale e si è presentata all'appuntamento con i suoi migliori atleti che già hanno primeggiato nelle più importanti gare europee, sotto la direzione tecnica del torinese Pomero e dell'alessandrino Scarcella entrambi già bronzi mondiali. Nelle eliminatorie i nostri ragazzi hanno battuto senza problemi dapprima la compagine thailandese con un brillante 10 a 0 e di seguito l'Argentina, anche questa per 9 a 0 senza subire neppure un ippon. Negli ottavi ci siamo trovati di fronte la caparbia squadra dell'Irlanda che tuttavia abbiamo superato brillantemente con l'ennesimo cappotto. A questo punto il sorteggio non troppo favorevole ci ha messo di fronte agli Stati Uniti, una delle formazioni più forti del torneo. 
Uno Tzuki in Korea -Usa

La squadra statunitense composta esclusivamente da atleti orientali è l'unica che può vantarsi nientemeno di aver battuto i maestri giapponesi in un incontro ufficiale e rappresentava dunque uno scoglio davvero estremo. Negli ottavi non avevano avuto difficoltà ad eliminare i pur fortissimi canadesi con un secco 10 a 0. Superare gli USA avrebbe significato nuovamente la conquista del bronzo e la semifinale con la Korea. Per rispondere a questo compito quasi impossibile, i nostri ragazzi sono scesi sul tatami con la determinazione che li contraddistingue. Al primo incontro Orlando, opponendosi caparbiamente otteneva un ottimo pareggio 0 a 0. Nel secondo combattimento Filippi purtroppo soccombeva 2 a 0, mentre il mandrogno Mandia nel terzo, riusciva ancora a pareggiare senza subire colpi. Il quarto incontro diventava così già decisivo  per passare alla semifinale e il nostro Soldati scendeva in campo sotto il peso della responsabilità di raddrizzare una gara ormai compromessa.
Filippi nei quarti

Ma la sua caratteristica guardia alta e la sua attitudine aggressiva mettevano subito in difficoltà l’avversario, che continuamente incalzato, subiva uno dietro l’altro due bellissimi ippon che riportavano l’incontro in perfetta parità 1 a 1, con due ippon per parte. Tutto era nelle mani del messinese Giannetto, il fortissimo campione italiano 2012 che si trovava di fronte un osso durissimo, il 6° Dan, capitano della squadra statunitense. Accompagnato da un tifo infernale, che  forse avrà lasciato perplessi i compassati giapponesi, il nostro atleta ha tenuto testa in maniera davvero brillante al roccioso Yang, in una alternanza di attacchi e difese che ha mantenuto tutto il palazzetto con il fiato sospeso. Al termine dei regolamentari cinque minuti, i due atleti erano ancora in perfetta parità non essendo riusciti in nessun modo a penetrare l'attenta guardia dell'avversario. 
Un controllo da parte della Korea

Nei successivi minuti di prolungamento del mach la lotta è continuata avvincente fino a che con un ben calibrato colpo lo statunitense ha avuto ragione del nostro atleta. Certamente una piccola delusione dopo che eravamo arrivati ad un soffio dal sogno, ma è doveroso un grande ringraziamento a tutti i nostri ragazzi che hanno dimostrato una tecnica davvero ottima e tale da farci annoverare tra le nazionali più forti e temute del mondo. Il valore del nostro kendo è stato ulteriormente dimostrato dalla successiva semifinale in cui la squadra USA ha ceduto ai Koreani dopo una lotta allo spasimo mantenendo il risultato in bilico fino all'ultimo. Datemi retta, date un'occhiata a questa disciplina davvero avvincente, non rimarrete delusi. magari un'altra volta ve ne parlerò un po' più diffusamente. Intanto godetevi questo filmato che contiene gli 8 minuti della finale degli individuali maschili, in particolare l'ultimo minuto con lo spettacolare tzuki alla gola che ha dato la vittoria al campione del mondo giapponese Takanabe.



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