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domenica 13 ottobre 2019

E' uscita la mia 19° s-Guida su Malta

Ecco qua l'ultimo mio lavoro uscito dalla tipografia pochi giorni fa. E' stata data alle stampe, come di consueto, con Lulu.com la Diciannovesima s-guida di viaggio di 204 pagine, che utilizza lo schema delle precedenti e cioè, con la scusa di dare informazioni utili a chi voglia programmare un viaggio sulla falsariga del mio itinerario, quindi indirizzi e giudizi su hotel, ristoranti, agenzie, escursioni varie, in realtà racconto sensazioni, emozioni, storie che mi sono portato a casa o almeno cerco di farlo. E' stato anche questo di certo un viaggio davvero interessante, sia per il luogo in sé, che per i tantissimi punti di interesse che presenta.

Il viaggio, da cui stupidamente non mi aspettavo molto, tant'è che l'ho rimandato per anni, anche se di soli dieci giorni, mi ha consentito, oltre che a completare la visita di tutti i paesi europei, di avere una conoscenza abbastanza completa di questo interessantissimo paese, che vi invito a vedere, usufruendo anche dei consigli che ho dispensato a piene mani nelle pagine del libro. Naturalmente dieci giorni non saranno sufficienti se pensate di usufruire, nella stagione adatta anche del mare, ma possono essere un buon punto di partenza per vedere quasi tutte le cose più importanti che questa terra, carica di storia millenaria, offre. Penso che questo libro possa essere di qualche utilità per chi progetta un viaggio laggiù e anche per coloro che sono interessati solamente a leggere storie di mondi lontani.

E' disponibile sia la versione cartacea per gli amanti del solido che quella e-book ad un prezzo di affezione, cliccando sui due appositi bottoni sotto la copertina.



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sabato 28 settembre 2019

Cina 1 - Prenotare i voli

Risultati immagini per thai airways


Che belle giornate e ragazzi, sarà pure il riscaldamento globale, però in pratica a fine settembre non si sta niente male, anche se io sono inchiodato davanti a questa maledetta/benedetta tastiera a lavorare per mettere a punto le scartoffie di questo ormai prossimo viaggio d'autunno. Guardate che è un lavoro a tempo pieno, che riesco a fare proprio perché sono un pensionato nullafacente, che se no sarebbe dura, anzi non so come facciano le agenzie di viaggio a farsi tutto sto mazzo ai costi che poi ti espongono nel pacchetto. Vero che molti si divertono, ma è fatica improba, incluse le tante possibilità di errore, perché adesso questi siti malefici sono pieni di trappoloni. Partiamo intanto dalla ricerca dei voli. Qui ci sono le più diverse teorie. Molto prima, col rischio che poi i prezzi scendano, all'ultimo momento rischiando che ci siano pochi posti ed esaurite le tariffe scontate parti a prezzi stellari. Sembra comunque che i prezzi migliori viaggino attorno ai 40 gg prima della partenza. Poi ci sono le malizie suggerite, quando cerchi l'itinerario migliore fallo con un altro PC, perché se no alla terza o quarta ricerca dello stesso viaggio i prezzi magicamente aumentano. Poi pare che i prezzi siano minori se prenoti nei giorni di martedì o mercoledì e non da smartphone, che chi lo fa è etichettato come più ricco o con meno tempo da perdere e quindi lo carichiamo di più. 

Infine ci sono i siti venditori. Direttamente dalle compagnie è un'avventura, molto complicati i siti e difficilmente arrivi all'acquisto inoltre spesso i prezzi sono superiori a quelli degli altri siti. Quindi devi cadere sui vari venditori di biglietti, partendo di norma da quelli generalisti che paragonano i prezzi dei vari siti per lo stesso volo (tipo Skyskanner, che ha il pregio di mostrare anche la variazione prezzi nei vari giorni del mese, non sempre reale, ma interessante). Questo poi ti presenta i vari voli in ordine crescente di prezzo con le diverse alternative. Clicchi quella che ti sembra logisticamente più interessante per il tuo progetto e vai sul sito venditore che ti fa compilare la tiritera dei dati, che già tira via un bel po' di tempo, col pericolo di fare errori che poi implicano l'impossibilità di utilizzare il biglietto (es. se sbagli un numerino del passaporto o delle date di nascita). A questo punto iniziano le furbate dei vari siti per farti salire il costo del biglietto, assicurazioni, bagagli e altro, fino all'esagerazione di farti pagare per scegliere i posti vicini. Io metto no a tutto, tanto per non sbagliare, quando arrivi al pagamento l'altra furbata (indebita e vietata teoricamente) è quella di metterti un sovrapprezzo per l'uso della carta di credito, roba anche da 50 euro o più. A questo punto io chiudo e vado a cercare un altro sito e ricominci il lavoro. 

Quando riesci ad arrivare fino alla fine (e questo accade specialmente nei siti che erano in cima alla lista per il prezzo più basso, anche solo di qualche euro) ecco che appare una scritta che recita: Ci dispiace ma durante il tempo della compilazione, la compagnia ha aumentato il prezzo del biglietto che ora è di:----. E ti caricano magari 100 o 200 euro in più. Mica male. Anche qui siti segnalati e si passa ad altro. Alla fine riesci a prenotare, ma poi devi aspettare la conferma del buon fine dell'operazione sia da parte della banca che dall'emettitore del biglietto che a volte per motivi misteriosi non va e devi ripartire da capo un'altra volta, soprattutto per biglietti interni o di paesi lontani. Ecco qua, il lavoro l'ho fatto, ma alla fine mi sono accorto di aver fatto una belinata e di aver preso per il ritorno da Taiwan, un volo che fa scalo a Shanghai, ma nel quale bisogna ritirare i bagagli e cambiare aeroporto (oltre 1 ora di bus +metro o costoso taxi) con la grana di avere moneta locale per pagare il trasferimento e l'incertezza sulla eventuale necessità di un visto accessorio perché esci dall'aeroporto internazionale. E meno male che la sosta è lunga (9 ore). Insomma un mal di testa. E adesso dobbiamo ancora prenotare i vari alberghi nella jungla dei vari Booking e Hotel.com. Un lavoro a tempo pieno e per fortuna che ho un'amica viaggiatrice che mi dà delle dritte e aiuti fondamentali per un povero vecchio con carenze digitali. Quindi faccio perdere tempo anche a lei. Grazie davvero Simona, date un'occhiata al suo blog molto utile e interessante! Fatemi gli auguri che ne ho ancora bisogno.


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mercoledì 17 luglio 2019

E' uscita la 18° s-Guida sull'OMAN!

Ecco qua l'ultimo mio lavoro uscito dalla tipografia pochi giorni fa. E' stata data alle stampe, come di consueto, con Lulu.com la Diciottesima s-guida di viaggio che utilizza lo schema delle precedenti e cioè, con la scusa di dare informazioni utili a chi voglia programmare un viaggio sulla falsariga del mio itinerario, quindi indirizzi e giudizi su hotel, ristoranti, agenzie, escursioni varie, in realtà racconto sensazioni, emozioni, storie che mi sono portato a casa o almeno cerco di farlo. E' stato di certo un viaggio davvero interessante, sia per i luoghi visitati, sia per le esperienze vissute con l'auto della struttura Casa Oman in cui ho soggiornato e che vi consiglio ad occhi chiusi, come avrete modo di capire meglio leggendo il libro.

Il viaggio, anche se di sole due settimane mi ha consentito, con l'aiuto del mio amico Iapo, di avere una conoscenza abbastanza completa di questo interessantissimo paese, che vi invito a visitare, usufruendo anche dei consigli che ho dispensato a piene mani nelle pagine del libro. Penso che questo libro possa essere di qualche utilità per chi progetta un viaggio laggiù e anche per coloro che sono interessati solamente a leggere storie di mondi lontani.

E' disponibile sia la versione cartacea per gli amanti del solido che quella e-book ad un prezzo di affezione, cliccando sui due appositi bottoni sotto la copertina.




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mercoledì 10 aprile 2019

La s-guida su New England e East Canada

Ecco pronta un'altra minaccia che incomberà anche per tutto l'anno corrente. E' stata data alle stampe, con Lulu.com la Sedicesima s-guida di viaggio che utilizza lo schema delle precedenti e cioè, con la scusa di dare informazioni utili a chi voglia programmare un viaggio sulla falsariga del mio itinerario, quindi indirizzi e giudizi su hotel, ristoranti, agenzie, escursioni varie, in realtà racconto sensazioni, emozioni, storie che mi sono portato a casa o almeno cerco di farlo. E' stato di certo un grande viaggio, fatto nel punto giusto e al momento giusto condizione questa indispensabile per goderne appieno.

La porzione di continente di cui racconto in questo libro è costituita dagli stati del New England e da quelli del Canada Orientale, con la giunta estemporanea di una toccata e fuga a Nashville, tempio della musica americana e di quella country in particolare. Si tratta di un paese davvero interessante soprattutto per gli spettacoli naturali che fornisce durante il periodo del cosiddetto foliage, in cui tutto si colora in maniera unica e mirabile, cosa che da sola giustifica il viaggio. Penso che questo libro possa essere di qualche utilità per chi progetta un viaggio laggiù e anche per coloro che sono interessati solamente a leggere storie di mondi lontani.

E' disponibile sia la versione cartacea per gli amanti del solido che quella e-book ad un prezzo di affezione, cliccando sui due appositi bottoni sotto la copertina.






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giovedì 9 novembre 2017

Usa 3 - In auto, consigli pratici

On the road


E' ora di riprendere la strada. Questa è la costante dei viaggi in auto che si prefiggono innanzitutto di attraversare i grandi spazi e che diventano alla fine una delle componenti fondamentali del viaggio. Queste poche righe possono quindi rappresentare una minima serie di consigli pratici e di considerazioni sul tema che potrebbero essere di utilità per chi ha intenzione di guidare da quelle parti. Bisogna dire che guidare negli Stati Uniti è da un lato più rilassante che da noi e allo stesso tempo fonte di stress continuo. Una contraddizione? Così sembra a tutta prima. Mettersi al volante di un'auto obbligatoriamente a cambio automatico può essere fonte di perplessità per chi non vi è abituato, ma certo dopo poco si prende la mano e subito se ne apprezza la comodità, anche se si deve rinunciare alla prontezza di comandi delle nostre care vecchie carrette. Tuttavia, la costante di questo paese (e del Canada) è l'ossessione per i limiti di velocità, che rispetto quanto detto, funziona in entrambe le direzioni. Il discrimine è che se li superi vieni quasi sempre beccato e paghi salate multe, quindi la quasi certezza della pena, come direbbe Beccaria, fa sì che la regola sia universalmente rispettata, anche perché sono vietati i sistemi di rilevazione dei punti di controllo, radar e pattuglie. 

Parliamo quindi di multe. Le cifre sono importanti e progressive, arrivando fino all'arresto e variano da stato a stato, partendo da un minimo di 50 $. Si dice che ci sia una tolleranza di 10 miglia ma non sarei tanto sicuro. Però in alcune zone, spunta anche un cartello che sotto l'indicazione del limite orario, recita Zero tolerance, così chi vuol capire capisce. Spesso se si supera di 15/20 miglia, non ti viene detto quanto pagherai, ma ti rifilano una convocazione dal giudice con tanto di luogo e ora, Se ti presenti (cosa piuttosto difficile per un turista) ti viene proposto di convertire la multa (sui 150 $) in un certo numero di ora davanti ad una scuola a far attraversare i bambini con tanto di paletta, se non ti presenti ti arriverà a casa l'importo da pagare ed è meglio che lo paghi. Questo vale anche per i divieti di sosta (anche per sosta in senso contrario a quello di marcia, già presa anni fa o entro 5 metri dai famosi estintori dei pompieri, altra fissa questa degli incendi, visto che tutte le case sono di legno), anche se qui, non avendo rilevato i vostri dati, ci penserà la compagnia di noleggio ad inseguirvi e quindi in caso di inadempienza, non dovreste avere problemi in caso di rientro negli Stati Uniti. In alcuni casi e stati, per violazione lieve, la multa può essere sospesa e applicato solo in caso di recidiva entro sei mesi. In questo caso le pagherete entrambe, la seconda maggiorata. In caso di violazioni in zona di lavori in corso, le sanzioni sono raddoppiate, così imparate.  

Da un lato dunque, essendo questi limiti, secondo il nostro metro molto bassi, succede che tutti procedano incolonnati ad una velocità prossima a quella massima. Quindi non si evidenzia quasi mai la necessità di superare, il ché rende la guida molto più rilassata e tranquilla, anzi, e questo è un male, anche piuttosto soporifera. Dall'altro lato, accade che, essendo previste tutte le velocità massime possibili di cinque in cinque, Tra le 20 e le 65 (in alcuni casi 70) miglia/h, ogni poche centinaia di metri o al massimo ogni qualche chilometro, si ha un florilegio di cartelli che limitano le velocità secondo una fisarmonica variabilissima e senza una logica prefissata. Prima 40, poi 25, poi 35, poi 20, poi 45 e così via. Questo ti costringe ad avere una attenzione costante e preoccupata, che ti condiziona continuamente. A questo aggiungi l'ossessione per il segnale di stop, presente nella quasi totalità degli incroci anche minori, in cui la macchina deve rimanere assolutamente ferma, almeno per un attimo prima di ripartire anche se non c'è nessuno all'orizzonte e vedi che, insomma, devi essere continuamente in campana. Vero, direte voi che anche il nostro codice della strada prescrive che allo stop tu debba fermarti ed inserire la prima marcia (che lì non c'è più), ma innanzitutto le situazioni sono infinitamente minori come numero, sostituite dal dare precedenza e poi mi sembra che da noi ci sia un certo margine, per così dire, di interpretazione. 

Un ultimo mantra ossessivo è quello degli scuolabus, curiosamente per un paese dove tutto sipaga, unico servizio gratuito in ambito scolastico, presenti in numero enorme se raffrontato agli altri mezzi pubblici quasi inesistenti e che girano tutto il giorno obbligando, anche qui la norma è severissima, a limitare la velocità al di sotto delle 20 miglia, alla pratica impossibilità di superarli ed all'obbligo tassativo di stop per tutti quando si arrestano, non solo per chi segue, ma anche per chi arriva dall'altro senso, caso mai qualche bambino attraversi impunemente la strada. Quando questi mezzi di fermano, esibiscono luci rosse intermittenti o un segnale di stop sul fianco del veicolo. Quindi attenzione perché sono molto severi. Certamente questi comportamenti limiteranno gli incidenti, ma devo dire che ho comunque visto sulle strade diversi grovigli di auto con relative ambulanze che svolgevano il loro macabro compito. Credo che tutti questi comportamenti, incluso la scarsità di sorpassi da effettuare, la bassa velocità e la pigrizia che induce il cambio automatico e il cruise control, presente su tutti i mezzi, conduca inevitabilmente anche ad una minore capacità di guida e di prontezza ad affrontare situazioni inaspettate. 

Questo si nota anche nelle enormi difficoltà a parcheggiare che vedi continuamente girando per le città. Infatti le statistiche parlano chiaro, a fronte di un numero di mezzi circolanti che in Italia è circa 1/6 (40 m. contro 240 m.), i morti per incidente stradale sono 1/10 (3500 circa contro 35.000), dati che confermerebbero la mia tesi. Comunque occhio alla penna, perché la severità è d'obbligo e se non pagate la multa, negli Stati Uniti non ci rimetterete più piede; verrete infatti irrimediabilmente respinti alla frontiera, perché voi vi sarete dimenticati dopo anni, ma il cervellone, ha il vostro nome ormai stabilmente marchiato come violatore della legge. Nonostante questo vi confesso che sono stato graziato due volte in questo viaggio, ma ve ne parlerò al momento, per ora allacciamoci le cinture (obbligatorie) e posiamo il telefonino, anche se non è ancora obbligatorio, ma in fase di, e partiamo per il nostro itinerario, che essendo stato tracciato con una certa possibilità di varianti, si dipanerà di volta in volta a seconda delle situazioni. Per ora, mani sul volante, anzi ricordatevi che se vi fermano, si deve accostare a destra immediatamente, tassativamente non scendere dalla macchina, tenere le mani ferme bene in vista sul volante e non fare i furbi. Quindi, ago della bussola in direzione nord e immettiamoci nel traffico pesante intorno alla periferia di Boston.


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mercoledì 14 ottobre 2015

Il mio sesto libro - Mozambico!



Eccomi qua, ormai è diventata una abitudine. In pratica, dopo ogni viaggio "importante" mi capita di rilasciare tutta una serie di post che dovrebbero voler condividere, le sensazioni, le emozioni e le storie che ho riportato a casa con me, visto che ho rinunciato da tempo ai souvenir. Ultimamente, e senza sovrapprezzo, ci ho aggiunto anche qualche indicazione pratica, insomma cose che potrebbero anche eventualmente servire a chi vuole fare un itinerario simile a quello raccontato o quantomeno approfondire in loco. Insomma i miei lavoretti si sono trasformati in una vera e propria collana che ho battezzato appunto False guide di viaggio. Con questo libro sul Mozambico siamo dunque alla sesta "Guida" e altre due stanno per uscire nei prossimi giorni. Come vedete non c'è limite all'indecenza. 

Comunque tanto per fare un po' di soffoco, come si dice ad Alessandria, questa è la volta del Mozambico, un paese duro e difficile, eppure al contempo dolce e gentile, uscito da poco da una storia di guerre di violenze, avviato, forse, verso un futuro più tranquillo. Ma un paese con problemi pesanti, povero tra i poveri, in primo luogo quello dell'acqua. Sulle tracce di un mio concittadino, Roberto Nani, che in questo tribolato paese ha fatto molto, questo viaggio ha avuto anche uno scopo pratico, quello di far partire la costruzione di tre pozzi a Mitava, uno dei villaggi più poveri della regione del Niassa, la più povera del Mozambico. L'operazione è andata a buon fine e da questa esperienza ho riportato a casa, oltre alla vista del lavoro finito, anche la consueta serie di storie, che potranno comunque essere utili a chi avesse intenzione di fare un salto in questo paese non molto turistico, forse ancora per poco.

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Il terzo libro: Indocina

venerdì 1 marzo 2013

La storia di Ernest.




La maggior parte di coloro che decidono di visitare la Tanzania lo fa principalmente con uno scopo e lo avrete ben capito da quanto ho già diffusamente raccontato in questo periodo, quello di osservare gli animali selvatici africani nel loro specifico ambiente. Più ne vedi e più sei contento, maggiore è la varietà, le situazioni di vita selvatica che potrai osservare e maggiore sarà la soddisfazione che giustificherà l'esborso non proprio leggero che è stato necessario. Per arrivare a questo risultato c'è una condizione dirimente dalla quale non si può fare a meno. Quella di avere una buona, anzi un'ottima guida. Una persona che non solo conosca perfettamente strade, modi per muoversi e luoghi, ma che abbia anche la capacità e l'esperienza per avvicinare gli animali, saperne perfettamente le abitudini, dove e quando trovarli e come comportarsi in loro presenza, in modo da offrire le migliori condizioni per godere completamente di questa esperienza. Io non posso essere sicuro di averne avuto a disposizione una delle migliori, ma di certo me ne sono venuto a casa con questa convinzione.  Ernest è grande, grosso e nero come tutti i Tanzaniani che provengono dalle aree sud occidentali del paese al confine col Congo. Non è più un ragazzo, anche se è difficile valutarne l'età. Ha vissuto la sua giovinezza nella periferia di Dar ai tempi della conquista dell'indipendenza, parla un ottimo inglese e senti che ha un certo grado di istruzione. Si era messo a fare il meccanico, ma fin da giovane doveva essere un sognatore; le baracche di una megalopoli africana polverosa e sovrappopolata, gli stavano troppo strette, si sentiva mancare l'aria, sognava e aveva bisogno di spazi aperti, di libertà di pensiero, di sentire su di sé il grande cielo africano. 

Una trentina di anni fa cominciò a fare la guida per quei primi turisti che arrivavano qui, spinti dai racconti hemingwayani, dalle storie di caccia, dal desiderio di vedere quella vita selvatica che oramai scompariva nelle altre parti del mondo sviluppato e a poco a poco questa è diventata la sua vita. Quei pochi giorni che passa ad Arusha o a Dar, quando deve andare a prendere in carico il suo gruppetto di wazungu che arrivano spaesati da tutte le parti del mondo, lo infastidiscono un poco, sembra che non desideri altro che lasciarsi alle spalle le strade asfaltate del centro, piene di gente e di negozi e cercare la pista giusta che porta alle sue terre dove puoi misurarti con gli alberi, le acque, la foresta, la savana e dove si sente davvero a casa. Quando lo incontri, noti subito il lungo coltellaccio che gli pende al fianco sui pantaloncini caki e il cappello dalla larga tesa, calcato sul cranio rasato e che non molla mai. Ha i modi gentili e riservati di chi ha una lunga esperienza in questo tipo di lavoro in cui incontri gente di tutti i tipi, arroganti e pretenziosi a volte, oppure altre, timidi e desiderosi di capire, in ogni caso sempre complicati da gestire, con le loro esigenze di uomini che arrivano da mondi diversi, tecnologici, organizzati, delicati. Parla a voce bassa Ernest, quando cerca di inquadrarti per capire se sarà un viaggio facile o complicato, al di là degli inconvenienti che possono sempre capitare. Solo la sua risata è larga e sincera, ti coinvolge e ti lascia capire il suo essere un uomo chiaro, che fa con soddisfazione il suo lavoro, disposto a metter a disposizione quanto può per renderti piacevole il tempo che trascorrerai con lui. Certo la sua esperienza è grande e puoi stare tranquillo che ti farà vedere tutto quello che le circostanze renderanno disponibile, vedrai ogni luogo previsto, nei tempi migliori, secondo i tuoi desideri. 

E' fonte inesauribile di tutto quanto vuoi sapere sulle abitudini degli animali che vedi, sui luoghi che attraversi, sulla gente che incontri e racconta le sue storie con il tono di chi è innamorato di quello che fa, della sua terra e della natura che ne è la vera ricchezza, il patrimonio insostituibile. Per questo si rabbuia subito quando deve farti osservare problemi che la naturale avidità umana o il mal gestito senso di progresso, procurano in una terra sotto questi aspetti giovane e fragile. Senti un senso di dolore quando ti racconta dell'insensato progetto di una nuova strada che tagli in due il parco del Serengeti per collegare più rapidamente Kenya e Tanzania; contrarietà quando si parla di uscite notturne nei parchi che in ogni caso disturbano gli animali. Avverti invece soddisfazione quando ti può mostrare realizzazioni rispettose di uno sviluppo che tenga conto di non disperdere o rovinare la vera ricchezza del paese. Quando si ferma a guardare un branco di elefanti, le giraffe che ti guardano passare curiose, le groppe degli ippopotami che emergono dagli stagni, vedi la sua soddisfazione palpabile per la bellezza che ti circonda. Di certo l'ha vista mille volte eppure riesce a comunicarti la sua contentezza per quanto ti può mostrare. Lo vedi guidare assorto, invece, se osservi con attenzione, il suo sguardo fruga nel folto, gira continuamente attorno per scovare due occhi lucidi tra i cespugli,  qualche orma rivelatrice nella polvere, una coda che pende tra i rami su cui riposa, nascosto, un leopardo. Una vita trascorsa così, a vivere nell'osservazione della natura, a scorrazzare per tutto l'East Africa, dal Kenya, al Ruanda, dall'Uganda allo Zambia, dove non c'è parco o area protetta che non conosca, di cui non abbia visto i punti più segreti ed interessanti. Certo una vita di questo genere, passata tra lodge e tende perdute nella savana, sempre a guardare il cielo e l'orizzonte lontano, comporta anche delle rinunce, anche se poi conosci tutti e in ogni punto dove arrivi, trovi amici che ti salutano e ti danno gran pacche sulle spalle. Ernest ha dovuto rinunciare ad avere una famiglia e lo testimonia la catenella che porta alla caviglia con un minuscolo campanellino che tintinna leggero al suo passaggio. E' il segnale, presso la sua tribù, che individua uno scapolo, non è ben chiaro se per mettere in guardia o per invitare le donne disponibili.  

Niente moglie quindi, ti conferma con una certa tristezza, ma niente lucchetti come sottolinea con più soddisfazione, però otto figli da sei donne diverse, un po' come i marinai, forse una in ogni porto. Due per la verità non sono neanche suoi, ma è come se lo fossero e lui alla fine li mantiene tutti come un pater familias responsabile, anche se alcuni sono ormai grandi e indipendenti. Ma ha dei sogni Ernest? Se entri un poco in confidenza, alla fine te li racconta. La sua famiglia è originaria della Tanzania sudoccidentale. Un piccolo villaggio sul lago Tanganica, Mtakundia, vicino a Kirangu. Lì c'è una piccola fattoria, una shamba di 26 acri, dove lui si ritira nella stagione delle piogge, quando non arrivano turisti. Davanti alle acque blu del lago, qualche campo fertile, un orto rigoglioso e tanti alberi da frutta, manghi, papaye, banane e quando te lo racconta il sorriso si allarga e vedi che gli brilla lo sguardo. Ha tante api e produce miele, vorrebbe tanto provare a impiantare una coltura di chiodi di garofano. Non manca più molto al momento in cui lascerà la vita girovaga e vagabonda. Di certo nel suo villaggio sarà una figura di riferimento. La sua esperienza del mondo, le sue conoscenze gli danno una posizione preminente tra i suoi compaesani. Per questo ha progetti, anche per la sua comunità. Ci sarebbe da risolvere il problema dell'acqua, troppo lontana dal paese, di un pozzo da fare, di canalizzazioni da preparare. Quando siamo stati in una missione che si occupa anche di progetti idraulici, guardava con grande interesse le pompe eoliche e un poco gli brillavano gli occhi, subito spenti quando ha fatto i conti dei dollari necessari. La miserie umane che misurano i costi e mettono in secondo piano i  bisogni. Ma chissà, le speranze sono sempre le ultime a morire e non bisogna rinunciare ai sogni. Lo sa Ernest e si butta addosso il grande mantello rosso masai, si siede all'ombra con una birra in mano, dopo tante ore di guida, a riposare e ride di cuore alle tue barzellette dandosi gran pacche sulle gambe robuste. Così alla fine del viaggio, quando lo saluterai con un forte abbraccio, te ne andrai con quel sottile velo di tristezza che ti porti dentro quando lasci un amico sincero.


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