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sabato 4 aprile 2026

Mau 28 - Ma che si mangia?

Datteri e noccioline . Mauritania - gennaio 2026


Siamo finalmente arrivati al capitolo gastronomia, settore che ha i suoi amatori, visto che anche durante le mie chiacchierate, mi viene sempre richiesto di dedicare un piccolo spazio a questo argomento. Dunque voglio dedicare anche stavolta un piccolo spazio alla cucina mauritana o meglio a quanto avrete la possibilità di incontrare durante la vostra permanenza da turisti. La necessaria premessa è che questo territorio al confine tra due mondi ha tradizioni culinarie che provengono dalla sua storia recente, quindi le influenza fondamentali derivano inevitabilmente dal suo essere una terra di deserto, popolata da pastori nomadi, influenzata dalla cucina magrebina del nord, ma anche dalla vicinanza col Senegal a sud, senza ovviamente dimenticare i lasciti culturali lasciati dalla dominazione francese. Inoltre bisogna considerare che a causa della limitatezza delle risorse, siamo sempre come ho appunto rimarcato, nel deserto, la varietà non è l'aspetto che meglio contraddistingue i piatti mauritani. Quindi preparatevi al fatto che questo capitolo sarà più breve del solito. Consideriamo intanto gli ingredienti a disposizione. Uno di quelli più tradizionali e importanti anche per l'economia del paese è il dattero, considerato  una risorsa alimentare imprescindibile e sempre disponibile su tutte le tavole ed in tutti i mercati, grazie ad un prezzo contenuto accessibile a tutte le tasche. 

Potage di carote
Oltre a ciò, il prodotto è molto interessante dal punto di vista nutrizionale, in quanto oltre ad essere una fonte energetica ricchissima contiene molti altri elementi minerali e vitaminici eccellenti, tali che lo rendono anche in presenza di scarsità di altre derrate alimentari, una base sufficiente per garantire una accettabile sussistenza. Ecco perché troverete costantemente sottoforma di snack sulle tavole di tutti i locali o ristoranti un piattino di datteri, che parimenti vi verranno sempre offerti in occasione del tè o se verrete invitati in qualche casa o in qualche tenda, presenti anche come componenti di dolciumi di vario tipo. Ovviamente sono ancor più presenti nelle oasi. Le varietà più comuni sono tutti di origine locale. La più nota, specialmente nella zona di Atar è la Abel, caratterizzata da frutti piuttosto piccoli e schuri ma molto dolci. La colazione invece, come si può ben capire è fortemente influenzata dalla cultura francese, in particolare nelle città, anche quelle minori, nei locali moderni che sono sorti come i funghi e che offrono tranquillamente dolcini e brioche, con magari cappuccino e caffè accettabile, succo di frutta anche fresco, frutta fresca, confetture e yogurt, oltre alle omelettes a richiesta. Il pane che si trova comunemente nei ristoranti ed in famiglia e che fa grande mostra di sé nei mercati, è una baguette corta e grassoccia, molto fragrante se fresca, un po' gommosa dopo qualche ora, in linea con la sua progenitrice. 

pollo yassa
Nei pasti principali all'interno del paese il menù sarà piuttosto simile ogni giorno e senza scelta possibile. Un piatto unico di carne in umido con contorno, seguito eventualmente da frutta fresca se disponibile. La carne più comune è quella di montone o agnello (Bonava), abbastanza tenera e trattata in qualche modo precedentemente e marinata a lungo, che rende meno forte il suo sapore ircino, che spesso a noi non è gradito. Poi abbiamo quella di cammello sempre principalmente a bocconcini stufati (Chubbagin), infine il pollo (Al aich) presentato più o meno allo stesso modo. Se l'agnello stufato viene servito su una base di focaccia di miglio o su una crepes, del tipo della anjera etiope, si chiama Leksour. Questa tipologia di stufato viene accompagnato generalmente da un abbondante contorno di riso e un misto di verdure in umido costituito da legumi, carote (l'ortaggio principale del paese), patate e pomodoro e melanzane, in una sorta di ratatouille dolce e piacevole. La presenza di spezie è assolutamente moderata quando non inavvertibile. Un altro piatto di pollo che potrete trovare soprattutto nel sud del paese è il pollo Yassa di origine senegalese, marinato a lungo e cotto con abbondantissime cipolle, succo di lime, senape e spezie, servito con riso bianco. L'altro piatto classico è il cous cous, principalmente di miglio cotto con la stessa tipologia di carni e verdure di cui sopra. 

Riso
Un altro modo imperdibile di provare la carne di montone o meglio di agnello, in forma di spiedini grigliati, si chiama Mechouì, di tradizione maghrebina, davvero squisito e che vi consiglio di non perdere assolutamente. Raramente nelle oasi lo potrete anche trovare cotto nella buca sotto terra, tenerissimo e fragrante e tipico delle feste. Negli alberghi, a cena, in genere viene anche proposta una zuppa. La più comune è una vellutata di carote, dolce e piacevolissima; l'altra servita più raramente ma assolutamente  tradizionale è l'Harira a base di ceci, lenticchie, legumi vari e pomodoro, anche con carne e riso per arricchirla, questa con più abbondanza di spezie africane e coriandolo, decisamente più araba. Rimane infine l'altro alimento base che si trova soprattutto nella fascia del mare e nella capitale, il pesce. Sia pesci e parliamo di specie oceaniche pregiate, che crostacei, come gamberoni e aragostine, vengono serviti principalmente grigliati e oltre a essere ottimi e gustosissimi, sono anche estremamente accessibili come prezzo, praticamente gli stessi dei piatti di carne. Consideriamo inoltre che in Mauritania, una grande quantità di pesce viene essiccato al sole e ridotto in farina. Uno dei piatti classici che utilizza questo prodotto oltre al pesce fresco è la Thiecoudienne, in cui il riso viene cotto a lungo con il pesce fresco o essiccato e le verdure, pomodoro e spezie e rappresenta anch'esso un piatto unico assolutamente valido. 

Pesce alla griglia
Ovviamente con il cous cous si trova anche la versione col pesce. Per il dolce, oltre alla pasticceria francese con abbondanza dell'uso di dattero e frutta secca, ci sono i soliti dolci di tipo mediorientale con abbondanza di miele, un po' stucchevoli per il nostro gusto. Si dice bene del Pudim di Avocado, di provenienza franco-portoghese, frullato con uova e zucchero e poi cotto a bagnomaria e servito freddo, ma si trova soprattutto al sud e io non ho avuto occasione di provarlo. La frutta è costituita principalmente dalle banane e dai datteri, oltre a cocomeri e meloni e viene servita a richiesta. Per le bevande sarete continuamente riforniti di acqua purificata piatta in bottiglia, che si trova davvero ovunque, nei posti più sperduti del paese. Abbiamo poi succhi di frutta in cartone e a volte carcadè fresco. Assenti come prevedibile alcoolici e birre. Un capitolo a parte, come ho già ricordato più volte va dedicato al tè, una tradizione che sconfina in una vera e propria cerimonia, che vi verrà offerto ogni volta che verrete invitati ad entrare da qualche parte. La preparazione è piuttosto lunga e la bollitura con la menta e lo zucchero e avviene in chicchere metalliche dal lungo becco dalle quali l'infuso viene versato in piccoli bicchierini e travasati infinite volte da uno all'altro, fino a che forma un spessa schiumetta. Il prodotto ha un sapore forte e tannico, in cui prevale il profumo di menta e la zuccherosità. Ne devono essere serviti sempre i quattro tradizionali bicchierini per ciascun ospite. Direi che ho detto tutto e buon appetito.

Il tè nel deserto


pollo
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Gamberoni


























Mechui

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lunedì 2 gennaio 2023

São Tomé 49 - 65 + 1 Motivi per andare a São Tomé e Principe

São Tomé - Una spiaggia


 Al termine del mio racconto, che ritengo abbastanza esaustivo, di questo piccolissimo scampolo di Africa, vi elencherò brevemente, come di consueto, una serie di possibili motivazioni che possono convincervi ad programmare un viaggio in questa direzione, in fondo abbastanza inconsueta, nel panorama "turistico" odierno. 

  • Nel passaggio a Lisbona, gustarsi qualche pasteis de nata per entrare nell'ambiente lusitano
  • Sognare una traversata transahariana osservando il deserto dall'alto nello schermo dell'aereo
  • Sentire il profumo di Africa nera entrandovi attraverso un piccolo aeroporto periferico
  • Dormire al Mucumbli in un bungalow nella foresta di fronte all'Oceano
  • Sorbire un thé di mikokò guardando il mare 
  • Comprare banane rosse appena raccolte
  • Perdersi tra i baobab della laguna blu
  • Conoscere i sapori aciduli e fragranti del succo di cajamanga
  • Fare strade di montagna per conoscere il centro dell'isola 
  • Visitare il jardim botanico per ammirare le specie endemiche
  • Penetrare nella foresta primaria tra cascate e alberi secolari
  • Conoscere la vita delle antiche roças abbandonate
  • Vedere la coltura del caffè e il suo museo a Montecafè e degustare un buon caffè prodotto dalla cooperativa locale
  • Prendere una cioccolata calda nel bar-gioielleria di Diogo Vaz
  • Toccare con mano la fuffa bio e considerarne la possibilità di riuscita come fatto commerciale
  • Gustare gli straordinari tranci di pesce alla griglia del pescato dell'isola
  • Percorrere la litoranea nord fino al ponte crollato tra spiagge nere e solitarie
  • Visitare una roça in piena attività con i suoi abitanti
  • Rivivere la storia dell'isola nel punto di approdo del 1470
  • Girare tra i pescatori a Santa Catarina
  • Visitare Neves e mescolandosi alla sua popolazione, rifiutando cortesemente vino di palma
  • Avere una esperienza stellata a Roça São João dal famoso cuoco Carlos da Silva e i suoi sapori
  • Vedere il tramonto nella calda atmosfera di Morro Peixe
  • Ammirare i carrettini dei ragazzi sulle discese della strada di São João dos Angulares
  • Guardare i surfisti e i granchi rossi a praia Sete Ondas e raccogliere scheletri di stelle marine
  • Guidare un fuoristrada schivando le buche delle strade del sud
  • Godere la spettacolare vista del Pico Cão Grande da ogni posizione possibile
  • Visitare la grande coltivazione di palma da olio del sud
  • Trovare un hotel in riva al mare a praia Jalé
  • Sprofondare nella sabbia dorata di alcune delle spiagge più belle e solitarie del mondo
  • Aggirarsi tra le baracche di Porto Alegre per cercare una barca
  • Trascorrere una intera giornata a Ilheu das Rolhas in cerca della linea dell'equatore
  • Passeggiare nella foresta per cercare le spiagge più nascoste come praia Bateria
  • Fare il bagno e poi mangiare pesce a praia Cafè
  • Lasciare un'offerta per la scuola dell'isoletta e ricevere i ringraziamenti dal sindaco
  • Godersi gli innumerevoli e straordinari tramonti tra le palme delle spiagge del sud
  • Immergersi nella calde acque di praia Piscina
  • Aggirarsi in piroga nel parco delle mangrovie di Vila Maranza cercando macachi
  • Visitare una casa in costruzione raccogliendo le lamentele del proprietario sull'aumento dei prezzi
  • Girare tra paesi di mare, spiagge e piccole cascate salutati dalla gente
  • Vedere falchi che volano a punta Balena
  • Guidare lungo piste fangose senza spruzzare i passanti
  • Ammirare le rosas de porcelana e gli altri magnifici fiori dell'isola
  • Festeggiare le nozze d'oro con l'affetto di Maria e dello staff del Mucumbli
  • Ascoltare le critiche ai politici ladri e fannulloni dei tassisti
  • Prendere l'aereo per Principe, anche se hai sbagliato a fare il biglietto
  • Conoscere l'isola di Principe e il suo selvaggio splendido isolamento
  • Girare in macchina sulle piste della foresta primaria e vedere le spiagge dall'alto
  • Visitare le antiche roças trasformate in alberghi di lusso e piantagioni bio
  • Fare il giro dell'isola in barca sotto la pioggia alla scoperta delle spiagge segrete
  • Mangiare cocchi a praia Banana e praia Bom Bom
  • Ammirare i picchi dell'isola avvolti dalle nubi
  • Visitare il resort di Belomonte da 300 € al giorno
  • Mangiare pesce coccolati da Rito nel suo ristorante albergo
  • Meravigliarsi della bellezza della costa dall'alto dei Mirador
  • Visitare la scuoletta del paesino di Praia Abade con i suoi bimbi
  • Girare per Santo Antonio e le sue case in rovina cercando il mercato
  • Vedere le isole dall'alto ritornando a São Tomé
  • Esplorare il centro della capitale tra fatiscenti case coloniali
  • Visitare il vecchio forte col museo national e le chiese coi i loro azulejos
  • Camminare sul lungomare tra panchine in disarmo e navi semiaffondate
  • Cenare in città tra succhi di sape sape e mousse de chocolat
  • Perdersi tra le migliaia di studenti che escono dal turno del mattino
  • Ritornare su spiagge già viste perché ti hanno annullato il volo
  • Godere un ultimo spettacolare tramonto mentre speri di salire finalmente a bordo
e infine
  • Godere il più possibile di questo piccolo paese selvatico e isolato, della sua piacevolissima gente e della sua natura rigogliosa e ancora vergine in molti suoi aspetti


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venerdì 30 dicembre 2022

São Tomé 48 - Considerazioni generali

São Tomé - Pico Cão Grande

La foresta

 E così eccoci qua alla fine di questa avventura, giusto in tempo per tirarne le somme, cosa ancora più facile ora che dal ritorno a casa sono passati giusto un paio di mesi, tempo che ha consentito una corretta sedimentazione alle emozioni suscitate dal posto, smussando gli angoli dei facili entusiasmi o dei nervosismi causati dalle normali difficoltà che emergono, ogni volta diversi, in ogni viaggio. Di certo non si può non considerare che questo piccolissimo stato africano è in grado di offrire ai visitatori anche scafati, una serie di spunti di interesse vario e assolutamente emozionante. Le due isole sono perle di assoluta bellezza, che emergono al largo delle coste africane ma rimangono nascoste nell'Atlantico, in mezzo al golfo di Guinea, luogo già di per se stesso remoto e di difficile collocazione per molti. Intanto, come abbiamo già rilevato, sono difficilmente raggiungibili e non essendo sulla rotta di altri posti, devi, insomma, proprio volerci arrivare e la via passa solo da Lisbona oppure, e per noi è una strada logisticamente improponibile, da Luanda in Angola. Inoltre sono talmente poco conosciute che quasi nessuna agenzia le propone, al di là appunto di quelle portoghesi. Quindi bisogna proprio decidere di andarci appositamente, non prima di avere scartabellato a lungo il web in cerca di informazioni per organizzarsi il giro. Tutto questo alla fine contribuisce a formare un altro dei punti di interesse di São Tomé, il fatto che ci sia, per ora, pochissimo turismo, quasi zero per quello organizzato e molto limitato il fai da te. 

Rosa de porcelana

Naturalmente il contraltare di questa situazione sta nel fatto che il livello di prezzi che si presenta al turista anche disponibile a non ricercare grandi comodità, sia piuttosto alto, dato che ogni cosa è importata dal continente o dall'Europa, se proporzionato al livello dei servizi, che presentano sempre una certa rustica basicità, bellissima certo, ma se corrispondesse a costi di tipo asiatico. Tuttavia il visitatore non potrà non rimanere affascinato dalla selvatica naturalità del paese, caratteristica ormai rara e che si può ormai incontrare in pochi altri posti del mondo. Vedrete un mondo dove la televisione è arrivata solo una trentina di anni fa e dove le comunicazioni si sono sviluppate solo con l'arrivo dei telefonini. Vi ricordo che larga parte del paese, sia su São Tomé che ancor di più su Principe, è occupato da parco nazionale e da una riserva Unesco della biosfera che ricoprono all'incirca il 25% del territorio, credo caso unico al mondo. Questo significa foresta primaria ricchissima di grande biodiversità (che goduria poter usare finalmente a proposito questo termine) che propone una serie di specie endemiche uniche e presenti solo qui, sia di flora che di avifauna, con numeri non paragonabili ad altri areali. Chi apprezza queste cose non potrà che approfittarne attraverso gli innumerevoli trekking possibili per raggiungere le zone più nascoste, oppure più semplicemente percorrere in bicicletta (come propongono alcuni hotel) o in macchina le molte piste che penetrano la foresta, circondati da fioriture stupende, verde avvolgente e canti di innumerevoli uccelli. 

Praia Jalé

Tutti percorsi facili e privi di rischi che invece potrebbero presentare altre foreste di pari o inferiore interesse. Il secondo punto imprescindibile è il mare e le sue spiagge che si presentano innumerevoli in ogni punto più o meno nascosto delle isole, alcune addirittura dentro alla città, altre così nascoste da essere raggiungibili solo dal mare. In ogni caso tutte straordinariamente deserte, formate da una sabbia dorata meravigliosamente calpestabile che scende nell'oceano in moltissime piscine naturali dove nuotare senza pericolo o ai margini di costa rocciosa paradiso per lo snorkelling e le immersioni che mostreranno agli appassionati la coloratissima popolazione di pesci oceanici. Il fatto di trovartici quasi sempre da solo invoglierà a quel senso di libertà assoluta che questi luoghi muovono, all'istinto di abbandonare ogni legame alla civiltà, scarpette asciugamani, vestiti e così via, mangiando cocchi e banane raccolti nella adiacente boscaglia, ma mi raccomando, ricordandosi di fare sempre attenzione che qui siamo in zona equatoriale e quindi è frequente la presenza di antipatici parassiti come le Sand flies, flebotomi di varie specie o le ancor peggiori pulci delle sabbie o Chigoe (Tunga penetrans) che provocano la fastidiosa Tungiasi, per carità presentissimi e ancor in maggior numero in tutti i paradisi equatoriali come ad esempio le frequentatissime Seichelles. Quindi mi raccomando sulla sabbia sempre scarpette da spiaggia e teli per non mettere la pelle direttamente a contatto con il terreno o con gli ammiccanti tronchi di palma. E a proposito di altri pericoli, attenzione a non  mettersi all'ombra delle palme perché un cocco che cade da venti metri vi uccide se vi becca in testa. 

Cacao

Detto questo, i pericoli sono finiti e di certo non arriveranno dalla popolazione che, come nella maggior parte delle isole ha un tasso di delinquenza praticamente nullo, né dal traffico, sempre piuttosto rado e lento. Quindi diciamo che la sola fascinazione data dal rustico isolamento del paese, che nella piccola isola di Principe diventa ancor più predominante, sarebbe irresistibile richiamo per programmarvi una vacanza. Tuttavia São Tomé offre anche altri interessanti aspetti, anche se non può offrire racconti storici, artistici e culturali importanti. Infatti dobbiamo considerare un punto che di nuovo rende queste isole un unicum nel panorama turistico mondiale. Ripercorrendo infatti il filo della storia, come vi ho già raccontato, qui possiamo bene seguire tutta la evoluzione delle varie economie di piantagione, basate sulla schiavitù, che per almeno quattro secoli hanno costituito l'evoluzione di molti paesi atlantici. Qui molto di più di altri casi in cui questa evoluzione si è fermata all'inizio dell'800, questa economia è proseguita fino alla metà del '900 e quindi le testimonianze sociali e architettoniche, delle oltre 200 Roças che si sono sviluppate nel tempo, sono ancora ben presenti e possono costituire un interessantissimo fil rouge attraverso il quale seguire itinerari e in ultima analisi, la storia di São Tomé. Le strutture trasformate in ricezioni turistiche e quindi recuperate, quelle cambiatesi in villaggi abitati dai discendenti di quegli schiavi importati appositamente o casualmente finiti qui, quelle infine abbandonate e in completa rovina e non per questo meno affascinanti nel loro corroso disfacimento, costituiscono il terzo punto di grande interesse. 

Maria

Infine come quarto punto non meno importante, tutto il resto del paese che sta attorno a questi aspetti è un altrettanto interessante punto di vista sulle realtà africane, costituite da queste fragilissime democrazie che si arrabattano essendo poverissime, anche nei casi di grandi disponibilità minerarie e si devono barcamenare tra le gestione degli aiuti internazionali, spesso pelosi, i politici rapaci che cercano di intercettarli a loro favore, la corruzione e la mancanza di esperienza nel creare uno sviluppo vantaggioso per il paese, quindi sempre a rischio colpi di stato, guerre e carenze sanitarie e alimentari. Qui, questi aspetti sembrano attutiti, vuoi per le dimensioni del paese e la sua perifericità, sia per la scarsità appunto di risorse contendibili, tanto che avendo individuato nel turismo una delle possibilità di sviluppo, se fatto in maniera idonea, oggi tutti coloro che se ne occupano, cercano di puntare nella direzione della naturalità, del sostenibile, del bio e di tutti quegli aspetti che oggi vanno molto di moda e piacciono nei paesi ricchi. Ora, che tutto questo sia foderato da una considerevole quantità di fuffa, potrebbe anche essere secondario. Fino a quando il castello non si smonterà da solo, può funzionare per attirare qua una clientela disposta a spendere e anche magari molto, per poter conoscere da vicino uno dei templi della natura. Per concludere, io vi invito con convinzione a programmare un viaggio da queste parti, per conoscere direttamente un paese che certamente vi regalerà il fascino delle sue spiagge e delle sue foreste, il sorriso della sua gente, la saporosità della sua cucina, la libertà di una avventura priva di pericolo che merita assolutamente di essere vissuta.

La linea dell'equatore


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Piroghe





giovedì 29 dicembre 2022

São Tomé 47 - Ma cosa si mangia?


Sao Tomé - Trancio di orata alla griglia


Il polpo alla griglia e puré del Mucumbli

Sembrerà strano, ma questa è una delle prime domande che gli amici mi sottopongono quando si parla di un viaggio. In questo caso specifico, la seconda, subito dopo alla più classica:  São Tomé, ma dove cavolo si trova? Così, una volta definita la collocazione geografica, che possiamo dire, è una curiosità piuttosto naturale, la seconda questione è più tipica di noi italiani, in particolare negli anziani, forse ancora per il retaggio post bellico in cui la preoccupazione era ancora quella di rimanere senza, ma anche nei giovani, dato che l'aspetto gastronomico è un'argomento assolutamente sentito nel nostro paese, ancor più oggigiorno in cui siamo bombardati dal mattino alla sera di trasmissioni che inneggiano, spesso a sproposito, alla cucina e ai suoi dintorni, per non parlar del bio, natural, ecosostenibile, km zero. Così, come del resto ho sempre fatto le altre volte, mi sembra giusto dedicare un post specifico alla tavola saotomense, anche se ho parlato spesso qua e là di cosa si mangia nelle isole. Lo ritengo necessario in quanto il cibo e la cucina in generale, a mio parere, fanno parte a pieno titolo dell'aspetto culturale di un paese. Dunque, come ovviamente potrete immaginare, grazie alla sua storia, anche la cucina di  São Tomé è decisamente influenzata da quella portoghese e di riflesso da quella brasiliana, però condita, anzi direi meglio speziata dai sapori africani della costa. Ho già detto che grazie alla loro collocazione geografica, nelle isole non si è mai sofferta la fame, in primo luogo per il mare pescosissimo e poi per la rigogliosità del terreno e della foresta che cresce rapidamente ogni genere di frutta, radici e ortaggi, che nel tempo sono stati anche importati dall'Europa e dalle Americhe, come taro, manioca, olio di palma, fagioli, mais papaya e ovviamente polli e maiali, che si sono aggiunti così ai prodotti locali. 

Tracina alla griglia, banane fritte e cavolo

I pasti sono i soliti tre, a partire da una sostanziosa colazione detta anche matabicho, che vorrebbe dire Uccidi la bestiola, nel senso che dovrebbe togliere la più grossa, fatta di uova, frutta e dolcini, a cui molti aggiungono gli avanzi della cena del giorno precedente. A pranzo non si mangia molto e la cena rappresenta così il pasto principale. La quantità di cibo ingerito è generalmente accoppiato all'importanza sociale e ci sono anche due interessanti termini in dialetto forro che identificano la corporatura: Massabruta per i più corpulenti e Socanina per i magrolini e mi sembra che non sia necessaria la traduzione. Ciò detto, passiamo ad esaminare i piatti più comuni di questa cucina. Da provare al mattino o a pranzo se vi fermate a qualche localino in spiaggia c'è la omelette ricca con pomodori, cipolla e foglie di mikokò, un erba locale che le conferisce un gusto particolare. Veniamo ai piatti forti che costituiranno quasi sempre la vostra scelta nei vari ristoranti, importanti o minimali in cui vi troverete. Intanto il pesce (peixe) che, come il pollo (frango) o il maiale (porco), saranno serviti principalmente grigliati (grelhado) oppure arrosto (asado) o bolliti (cocido). Vitello o montone, carni care, vengono serviti solo raramente nelle case dei ricchi. La marinatura a cui il pesce viene comunque sottoposto per almeno un giorno, conferisce una deliziosa morbidezza e unitamente alle spezie generalmente delicate che li ricoprirà, farà dei piatti di pesce che proverete, nella maggior parte dei casi, una delizia che raramente avrete provato in altre parti. I pesci offerti sono molto vari e vanno dai diversi tipi di tonno (tuna, peixe humo), al barracuda, alla cernia (cherne), la cernia rossa, il pesce volante (peixe voador), la tracina, l'orata, la spigola (corvina), l'aguglia e molti altri, inclusa la razza e il deliziosissimo polpo sia alla griglia che stufato, ricchissimo di speziatura, non forte ma saporitissima. 

Seppia fritta

Un cenno ulteriore va alle morbidissime seppie grigliate o fritte. Un piatto particolare che si trova solamente in un paio di ristoranti di Neves (o al vicino Mucumbli su ordinazione), è il granchio gigante (Pesqueira santola), da provare assolutamente. Non faccio cenno ai piatti completamente importati dal Portogallo come le varie versioni di bacalhau, che potete trovare tranquillamente a Lisbona. Un altro piatto invece, che ormai è entrato a pieno titolo nella tradizione gastronomica è la fejoada brasiliana, stufato che si cuoce per ore ed ore, a base di fagioli e scarti di maiale in un brodo nero e molto denso, gustosissimo. I veri piatti nazionali sono però la cachupa, importata qui dai capoverdiani, zuppa a base di fagioli e altre verdure (carote, patate dolci, cavolo, fagiolini, igname, cassava, aglio, cipolla e molto altro) con carne per i ricchi e pesce per i più poveri e il kalulu, uno stufato di pesce di origine angolana, fatto con pesce secco (ora anche fresco) e verdure locali come l'okra (un peperoncino dolce), la jimboa (un tipo di spinaci), cotto, orrore orrore, nell'olio di palma, mentre per il pesce si usa il merluzzo o altro. Anche queste le troverete in molti ristoranti senza difficoltà. Per i contorni sono molto usate le banane (i grandi platani) secche a rondelle o a bastoncini o in molti altri modi come il pão banana o il bobofrito, dove vengono fritte nell'olio di cocco, poi il pão frito, frutto dell'albero del pane tagliato a fettine e fritto dal sapore di mela, altre radici varie, batata, igname, manioca e soprattutto il riso (arroz) tipo pilaf, comune a molte cucine. 

Frutta a colazione

Poi abbiamo la matabala, una radice molto importante per la cucina isolana, un tempo disprezzata e usata solo per gli animali, poi riscoperta come ricchissima di nutrienti e attualmente utilizzata in varie preparazioni anche con pesce, pollo o maiale. Per chi ama i dolci non siamo messi bene, al di là di qualche pudding di riso, ma molti ristoranti offrono la mousse au chocolat, dato che appunto siamo nelle isole del cacao per eccellenza. Non ho avuto modo di provare un interessante dolce fatto di rondelle di banana, scaglie di zenzero e bucce di limone cotte nello sciroppo di zucchero che mi dicono delizioso. Veniamo dunque alla frutta, una delle grandi ricchezze del paese. La principale è la banana, che troverete dappertutto, come componente dei vari piatti, come frutta o contorno, zuppe, dolci, purée, sfarinati. Tra le molte varietà abbiamo, oltre ai già citati banana-pão, quelle piccoline (maça) al sapore di mela, le banane argento (prata) grandi e saporite e le rosse (ouro) in assoluto le più spettacolari, grasse e dolcissime. Poi tutti gli altri frutti tropicali, dall'ananas (abacaxi), alle papaye (mamão e papaya a seconda se tonda e cicciotta o allungata), agli avocados, la carambola stellata, il mango, la guava, il puzzolente jackfruit e alcuni frutti locali come il safù, una specie di prugna asprigna che si mangia cotta, l'anona (sape-sape) dal succo eccezionale che contiene mille sapori diversi e la pitanga, un frutto di bosco locale, rosso col nocciolo, che potrebbe ulteriormente arricchire il vostro dentista. Molti i tipi di noci locali. 

Peixe humo grigliato

Le mele sono solo importate e quindi più care. E veniamo alle bevande. Oltre alle acque imbottigliate di importazione costosissime, troverete dappertutto l'acqua minerale Bom Suceso che si imbottiglia sull'isola, ma che costa comunque più cara che in Italia (sui 20 dobra per 1,5 lt) e che potrete portarvi in giro nelle vostre escursioni. Si bevono nei vari bar e localini, succhi e bevande in lattina importate, Coca Cola inclusa naturalmente e birra internazionale, ma è ottima la Rosema, di tradizione tedesca che vi suggerisco senz'altro, normalmente chiamata Nacional e imbottigliata in bottiglie in vetro scuro da mezzo litro, senza etichetta, assolutamente ottima. Inoltre se volete provare il vino di palma, liquido lattiginoso che si trova dovunque nei localini dei vari insediamenti, ricordate che al mattino è fresco e praticamente analcolico, mentre cresce di gradazione con la fermentazione e diventa più scuro, man mano che si arriva a sera, il giorno dopo diventa acido e non è più bevibile. C'è anche un superalcolico locale tratto dalla canna da zucchero, la Cacharamba. Naturalmente, come abbiamo già detto non fatevi mancare soprattutto a colazione gli spettacolari succhi di frutta fresca (sumo), dei vari frutti sopra detti, misti o in purezza, tutti magnifici in particolare quello di sape-sape. Viene spesso servito anche quello di falso mango (la cajamanga), che è troppo acidulo per essere mangiato tal quale, ma è ottimo spremuto. 

Scelta di verdure a Roça sao Joao

Naturalmente il caffè dell'isola è ottimo dappertutto, forte e gustoso, generalmente in miscela 25/75 tra Arabica e Robusta, e potrete degustarlo anche al museo del cafè alla Roça Montecafè, oltre che acquistarlo in polvere o in grani. Il thé è sempre una tisana, generalmente di erba Mikòkò, che, tanto per capirci, ha un vago sentore di erba limoncina. Un cenno ovvio fa fatto al cacao, il frutto che è l'essenza delle isole, di cui dovrete provare la cioccolata calda o la mousse oppure le preziose tavolette. Ma una sensazione particolare potrete avere fermandovi in qualche radura della foresta e trovato un albero di cacao con le rosse cabosse ormai mature (così si chiamano i suoi frutti), provate a coglierne uno e apertolo, mangiate una delle favette fresche e pelosette, morbide, quasi lattiginose all'esterno, amarognole e croccanti all'interno, dopo averla spiccata dal centro. Una bella sensazione. Direi che vi ho detto tutto, mangerete comunque in generale la colazione negli alberghi dove risiederete, mentre per i ristoranti avrete molta scelta anche in piccoli locali dall'apparenza modesta sparsi per tutta l'isola. Se non potete resistere a non avere anche piatti italiani, li troverete al già citato Mucumbli. Naturalmente non negatevi l'esperienza al ristorante di Roça São João, a cui ho dedicato un intero post, dove il famoso chef ormai di rilevanza internazionale João Carlos da Silva, offre un pranzo gourmet dal menù guidato che vuole mostrare, in una ventina di assaggi, tutti i sapori dell'isola in piatti da lui meditati e affinati nel tempo. Un incontro "stellato" che potrete permettervi al costo di 25 Euro, cosa che direi vale la pena. E con questo buon appetito.

Mercato del pesce


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