domenica 14 gennaio 2018

Cronache di Surakhis 82 : Revisione degli organi



Adesso che era tornato a casa, Paularius si sentiva decisamente più tranquillo. Aveva sempre il dubbio, quando periodicamente dove andare in uno di quei posti dove ti rimettevano in sesto, revisionando in generale i corpi vetusti e malandati, cambiando qualche organo usurato dagli stravizi o eliminandolo del tutto, che qualcuno approfittasse per farlo fuori, sequestrandogli il patrimonio. Stavolta si trattava di poca roba, avendo già sostituito pene e altri organi di consumo in un giro precedente, ma non si è mai abbastanza attenti, coi tempi che corrono, la crisi che fatica a risolversi, le banche degli organi sempre in agguato ed in cerca di materiale, i nemici politici inattesa di dare la stangata essendo ormai prossime le elezioni da cui lui si aspettava un grande rilancio. Comunque era arrivato alla casa dei Cerusici accompagnato da una guardia del corpo dall'atteggiamento discreto e senza clamori. Lì lo aspettavano da un po' ma non aveva ben capito se si trattava di un metodo per ingannare i gruppetti di faccendieri delle banche d'organi che stazionavano intorno in attesa di poter convincere qualcuno a cedere per poco qualche inutile pezzo doppio (occhi, reni, testicoli o quant'altro) o se invece dipendeva da una carenza organizzativa che invece di assegnare un posto privilegiato ai maggiorenti come lui, pretendeva di gestire un calendario di urgenze, con questo indecente andazzo che avrva preso piede da un po' di garantire tutto a tutti. 

Va bene il lavoro gratuito o la possibilità di mandare mogli e figlie a esercitare nei templi della Venus Fellatrix a beneficio della comunità dei viaggiatori paganti, ma che anche le cure fossero fornite a chiunque senza tira fuori un credito o un minimo di impegno a lasciare un occhio o una rotula, gli sembrava una cosa quanto meno bizzarra per non dir di peggio, una demagogia d'accatto, tanto poi la gente si lamenta lo stesso, ma tant'è mala tempora currunt. Fu ricevuto con tutti gli onori che gli competevano come di consueto e subito messo nelle mani di amorevoli ancelle che lo coccolarono un po' anche se solo per prelevargli diversi fluidi vitali al fine di controllare il suo stato generale . Questi luoghi si sa sonno un po' come collegi o luoghi di detenzioni, da cui esci solo dopo avere espletato la pena o coni piedi in avanti. Così tendi inevitabilmente a fare comunella con i vari compagni di avventura che incontri. Una giovane donna che arrivava da Vega II era lì per il suo stesso problema e rimaneva un po' discosta e immagonita dato che, scannerizzandola, le avevano già trovato altre magagnette da sistemare. Si tirarono su a a vicenda chiacchierando di quando lui, giovane esploratore di pianeti lontani, aveva visitato il suo, quando lei forse era appena bambina, allora governato da un feroce dittatore, che aveva poi fatto la fine classica di tutti i tipi di quella sorta. Un brivido gli corse lungo la schiena, se anche su Surakhis le prossime elezioni avessero preso quella piega sarebbe stata una bella grana. 

Un dittatore poteva anche andare benissimo, ma a patto che fosse lui. Comunque almeno si distrassero un po' ricordando monasteri antichi decorati all'esterno sparsi in prati verdissimi, un delta selvatico e sconfinato, montagne popolate da genti di un tempo, con piccoli cimiteri dipinti e ancora Castelli dove vivevano popoli succhiatori di sangue. Risero un po' in attesa che arrivasse la notte, non gravati dall'oppressione del giorno che stava per presentarsi carico di incognite. All'alba lo prepararono, Poi la strada tra lunghi corridoi asettici dalle luci forti e dai colori delicati, verdi e azzurri, infine la sala prelievi dove molte figure mascherate attendevano di officiare la loro funzione. I Cerusici arrivarono con posizioni ieratiche, le mani in alto in attesa di essere vestiti dalle ancelle, la Storditrice eseguì una danza rituale per confondergli le idee, gli parlò di isole e pianeti lontani, lui abboccò subito mentre intanto scendeva nell'oblio. Quando si risvegliò nella sua cella tutto era già stato fatto. Il suo corpo straziato percorso da tubi, fili e bende che uscivano da tutte le parti e l'andirivieni delle vestali che facevano funzionare le macchine che dovevano provvedere a controllare le sue funzioni vitali, decidendo se invece non era il caso di sopprimerlo definitivamente per poter prelevare almeno qualche organo ancora utile alla bisogna, consegnando la carcassa alla scienza. Ma anche questa volta gli andò bene, la sua roba era così frusta ed inutile che l'algoritmo decise che conveniva mantenerlo in vita e liberarlo dopo un altro paio di giorni di meditazione, trascorsi tra le recita delle necessarie giaculatorie ed il digiuno più assoluto. L'operazione era stata effettuata, il Calcolo, la cui soluzione lo opprimeva, era stato risolto e presto sarebbe stato liberato.

Di tanto in tanto passava la processione sacra dei Cerusici che lo esaminavano, gli comminavano qualche esercizio penitenziale che andava dall'introduzione di materiali diversi nei suoi vari orifizi, ma sempre con facce rassicuranti e gioviali, cosa che rendeva lo scontare la pena sopportabile ed accettato. Insomma la revisione periodica, anche stavolta era conclusa con danni limitati, la perdita di un organo minore, ormai reso mezzo marcio dagli stravizi delle orgie calendariali e poco altro. Se ne tornò al suo palazzo nel mezzodì di una giornata fredda e radiosa, anche se ancora debilitato e sofferente, ma sereno per il fatto di essere ancora vivo; stupito come sempre del fatto di avere avuto tutto quel servizio costato di certo chissà quanto, senza aver tirato fuori un credito e incredulo come sempre del fatto che ci fosse una marea di dementi che, nonostante non pagassero niente o quasi, non facevano che lamentarsi di ogni cosa, sacramentando all'indirizzo di chi li governava e promettendo al più presto di mandare tutti a casa e portare al potere gente che per potersi candidare avevano fatto un apposito test che ne validasse l'assoluta ignoranza e incompetenza in ogni tipo di attività umana, assieme ad una dichiarazione vergata col sangue (altrui) su carta da formaggio di essere Onesti, cosa che nessuno sapeva ormai più bene cosa volesse dire. Ma infondo stava loro bene, folla bruta di Piglianculi destinata ad essere trattata come si deve dalle schiere dei Macropenici che intanto stavano indurendo l'attrezzo. Adesso per un po' ne aveva abbastanza, di organi da sostituire se ne sarebbe parlato, incrociando le dita, tra un paio di cicli astrali. Adesso era tempo di feste e di bagordi, pensò, suonando il campanellino dorato per richiamare le Ancelle della Minestrina.  



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2 commenti:

Sergente Elias ha detto...

Una storia incredibile. Un salutone ate

Pierangelo ha detto...

Bentornato, complimenti per la fantasia con cui descrivi il tutto.
Per essere non buono, ti ricordo che sei a dieta abbastanza ferrea.
Per i bagordi e le gozzoviglie verranno in un futuro prossimo.

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