sabato 3 novembre 2018

Oman 7 - Tra velo e bikini

Abaya 

Sulla spiaggia
Certo è fatica divertirsi, ma quando scendi verso la costa mentre attorno a te, gli strapiombi delle montagne si allargano e cerchi di riordinare nella tua testa tutti gli spot visivi che ti sono passati davanti agli occhi, troppi e troppo in fretta accidenti, la fatica ed il caldo non lo senti più, anche i muscoli (quei pochi che ti rimangono almeno) delle gambe tremano un po' meno e ti crogioli in quella sensazione di ebbro godimento del bello che tutto attenua e avvolge di dolcezza. Un tantino troppo melenso eh!? Ragazzi devi vedere il verde smeraldino di quelle pozze, la roccia aspra che incombe sopra di te, i sorrisi di un vecchio che si aggiusta il mussar rosso sulla testa (chiamatela keffiah se volete) appoggiato al suo lungo bastone da passeggio, gustarti gli strapiombi della pista mentre ridiscendi da Miban e poi capisci il caldo senso di soddisfazione per essere arrivato fino a qui, che già completerebbe la giornata. Ma è soltanto mezzogiorno e finita la gola, sei arrivato alla costa, una lunghissima falesia rocciosa dagli strati sedimentari arrotondati dallo sbattere delle ombre che è bordata per chilometri da una spiaggia di sassi tondi e ben levigati. L'onda del golfo oggi non è forte e lo spazio ideale per i picknik. Qui, a Stony Beach, hai solo l'imbarazzo di scegliere dove metterti, intanto alle tue spalle il costone roccioso garantisce una apprezzabile fetta di ombra alla quale ripararsi, mentre sgranocchi, frittate, insalate e datteri, tanto per riprenderti le calorie utilizzate nel wadi. 

Il picknik
L'acqua non è neppure esageratamente calda e ti abbraccia materna, rinfrescandoti e cullando il tuo desiderio di riposo, attutendo le asperità di pensiero. Qui ti senti buono con tutti, avresti voglia di abbracciare ogni persona che incontri. E qualcuno viene infatti a questa spiaggia. Agli Omaniti piace andare a mangiare in giro e di fronte al mare. Si stende un telo a terra, si scarica il pickup e si aprono le sporte. Le donne rimangono vestite completamente e difficilmente si bagnano, Gli uomini si buttano più volentieri magari con pantaloncini sotto il ginocchio. Qui siamo lontani da Muscat e le donne sono generalmente velate col niqab nero di più recente tradizione saudita, assieme alla abaya scura che si indossa sopra i vestiti colorati sottostanti che si mostrano solo in famiglia, mentre un tempo si utilizzava soltanto lo scialle (lahaf) che ricopriva la parte superiore del capo ed i capelli ricadendo sulla schiena. La curiosa mascherina che copre quasi tutto il viso e la bocca è invece tradizione dei beduini del deserto, che però tendeva piuttosto ad evitare di esporre troppo la pelle al sole ed alla sabbia, ricordatevi che qui bianco è bello e l'abbronzatura simbolo di bassa condizione sociale. Qui si apre il lungo e difficile discorso sulla condizione della donna in Oman. Da quanto ho potuto capire e non è detto che abbia compreso bene, qui i sessi sono molto distinti come compiti specifici e posizione sociale, ma non sembra che questo implichi relazioni di superiorità o di inferiorità specifiche. 

Uomini col tradizionale mussar
La tradizione, imposta anche dalle condizioni naturali del paese, ha determinato due stili di vita completamente diversi tra i due sessi. Gli uomini stavano fuori casa quasi tutto il giorno, e si occupavano dei pochi lavori possibili in questa terra, pastorizia, pesca, datteri e commercio e non hanno quasi mai voce in capitolo nelle questioni familiari e sul funzionamento della casa e della famiglia. Le donne, che non hanno mai avuto lavori effettivi a disposizione da svolgere (qui non c'era agricoltura possibile come in altri paesi del mondo), oltre a quelli domestici e dell'allevamento dei numerosissimi figli, si occupano della gestione della casa in toto ed escono pochissimo (complice il clima) se non per farsi visita tra amiche e parenti. I matrimoni sono combinati dalle donne soprattutto tra parenti e questo vincolo è un contratto in cui l'uomo, per garantirsi una ricca prole, si impegna a mantenere il tenore di vita della sposa almeno all'altezza della famiglia da cui proviene e in modo assolutamente paritario rispetto ad una eventuale altra moglie, cosa giudicata così difficile da perseguire che, in pratica, la poligamia, tecnicamente ammessa, non viene praticata da nessuno. Nel caso la moglie giudichi di non avere un trattamento consono alla sua aspettativa, riguardante ogni aspetto della vita coniugale, da quello economico ad eventuali violenze domestiche, parla col padre o con la sua famiglia, manifestando la sua scontentezza. Il marito viene richiamato subito all'ordine dall'autorità e provata la sua mancata ottemperanza, la moglie ottiene immediatamente la rottura del vincolo matrimoniale con conseguente divorzio, tornando alla famiglia di origine, con obbligo di mantenimento, vita natural durante.

Al mercato
In effetti il rapporto familiare, pur in questa rigida divisione dei ruoli, sembra abbastanza paritario e puoi assistere spesso a pesanti richiami all'ordine telefonici di mariti nullafacenti, spiaggiati sui vari divani a fumare il narghilè, da parte di mogli che ordinano in maniera perentoria di andare immediatamente a comprare il latte o altre cose necessarie e portarlo a casa di corsa. L'uomo, magari brontolando, molla il bocchino, si alza e va a fare la spesa. Se dai centri periferici più legati alla vita tradizionale, andiamo verso le città naturalmente più evolute, si nota una maggiore presenza delle donne nella vita esterna o vestite all'occidentale e senza niqab. In strada vedi donne alla guida quasi nella metà dei mezzi circolanti. Le università sono frequentate paritariamente da molte ragazze e ci sono ormai moltissime donne in ruoli importanti, diversi ministri e ad esempio, il capo della polizia di Sur è una donna. Ovviamente l'aspetto del velo è quello che ci colpisce maggiormente e forse ci spinge ad un giudizio meno vicino alla realtà, mentre bisogna considerare che questo aspetto è soprattutto legato alla tradizione ed al punto fermo di considerare la nudità (anche maschile) estremamente disdicevole ed inappropriata. Quindi in giro per la città e nei paesini, è molto scorretto girare in  minigonna, spalle scoperte o bretelline per le donne o in shorts corti e a torso nudo, anche per gli uomini, mentre sulle spiagge è ammesso anche il bikini, nella quasi totalità dei casi. 

Tartarughe
Bisogna anche dire che i tempi cambiano velocemente e questo è un paese, pur rigoroso nei divieti, ma molto tollerante su ciò che non è espressamente codificato. Comunque sia, considerate sempre che le turiste in bikini sulla spiaggia attirano l'occhio, rispettosissimo per carità, di quanti faticano a  vedere qualcosa di più degli occhi e dei piedi delle donne che li circondano. Non parliamo dei lavoratori stranieri, che sono all'incirca il 50% dei residenti e che le donne le hanno lasciate a casa a migliaia di chilometri di distanza e le vedono, se va bene, una volta all'anno. Comunque sia, tranquille ragazze, che questo è uno dei paesi più sicuri del mondo e non solo per questo aspetto. In ogni caso, mentre fai queste considerazioni, puoi sguazzare tranquillo tra le onde azzurre come un'acquamarina e goderti gli spruzzi di spuma bianca della risacca che si insinua nelle grotte scavate sotto la costa. Sullo sfondo un capo si allunga nel mare delimitando l'orizzonte sereno. Su butti l'occhio verso il largo, ecco spuntare di tanto in tanto il testone di qualche tartaruga che nuota vicino alla riva in attesa che cali la notte per risalirla e cercare un tratto di sabbia dove deporre le sue uova. C'è un senso di calma e tranquillità tutto attorno che invita a riposarti e ti spinge a rimanere sdraiato sulla battigia un po' più a lungo, prima di raccogliere le cose e rimetterle sul cassone del pickup. Michela chiama a raccolta, non resta che salutare i vicini che mangiano allegramente all'ombra e riprendere la strada verso Sur.

Modernità e tradizione



SURVIVAL KIT


Rocky beach
Stony beach - A qualche chilometro dall'abitato di Tiwi, la Rocky beach è una bella spiaggia di sassi che ha la importante caratteristica di garantire l'ombra delle alte  rocce retrostanti da mezzogiorno in poi. Ideale per una sosta, con picknik, dopo la fatica del trekking nel wadi Tiwi. Si arriva fin sulla spiaggia con la macchina, attenzione a non insabbiarvi, soprattutto se non disponete di 4x4. Dovrete comunque disporre di macchina privata perché non ci sono praticamente servizi pubblici né da Muscat, né da Sur che dista circa 50 km. Se amate la sabbia c'è anche la White Beach, 9 km a NW da Tiwi, nei pressi di Fins, verso Dibab, ma lungo tutta la costa avrete comunque l'imbarazzo della scelta. Per una elencazione di altre spiagge interessanti, date un'occhiata a questo sito.


Mascherina tradizionale

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