domenica 18 novembre 2018

Oman 18 - La dolina di Bimmah


La dolina di Bimmah


Dall'alto
Eccoci qua più o meno a mezza strada sulla costa tra Muscat (che poi non è chiaro se si debba scrivere così o Mascat o Masqate, anche se la pronuncia è la stessa) e Ras al Hadd, per vedere uno dei luoghi più noti del paese, a quanto si dice, il più fotografato in assoluto: la dolina di Bimmah, detta anche The sinkhole.  L'area ha un'apparenza desertica, anche se si trova tra le due cittadine di Bimmah e Dibab, a soli 600 metri dalla spiaggia più vicina. Per preservarla dall'assalto dei visitatori è stata racchiusa in una sorta di parco nel quale si tenta di far crescere in modo del tutto innaturale, una sorta di giardino di alberi e prato, l'Havaiyat Naym park, che significa La stella caduta, in quanto la credenza popolare vorrebbe che questa cavità si sia formata a causa di un meteorite precipitato dal cielo. Si tratta invece di una meravigliosa dolina carsica, una caverna sotterranea enorme, il cui soffitto, di natura argillosa, via via resosi più sottile per l'erosione delle acque sotterranee, è crollato portando alla luce una grande pozza di circa 40 metri di diametro, secondo il ben noto meccanismo dei chenotes dello Yucatan messicano. La sua profondità non è mai stata investigata e si dice che il fondo sia direttamente collegato al mare. A causa di ciò deriverebbe lo spettacolare colore smeraldino delle sue acque a metà strada tra un laghetto alpino e le lagune dell'Oceano Indiano.


Verso la spiaggia
Dopo aver dato un'occhiata dallo strapiombo, una scaletta ripida ti porta una trentina di metri più sotto fino alla superficie dell'acqua che è piacevolmente fresca, ma non troppo cosicché farci il bagno è una vera delizia. Tutti quelli che arrivano qui ci si buttano, anche i gatti di marmo come me, perché nella parte più interna, quella dove probabilmente giacciono i residui del soffitto crollato, l'acqua è bassa e si tocca, anche senza spostarsi verso il bordo estremo dove l'acqua sprofonda e lo smeraldo si trasforma in zaffiro blu scuro, mentre la sensazione di fondo scompare nelle pieghe dell'Averno. I più arditi salgono il costone di roccia per portarsi su dei trampolini naturali a cinque o sei metri di altezza, prima di tuffarsi nell'acqua profonda con grandi spruzzi e grida soddisfatte. E' abbastanza presto e di turisti ce ne sono ancora pochi. Scende  con attenzione una coppia di cinesi, evidentemente ricchi, eleganti e dotati di attrezzature costose, che mimano le pose più classiche per ogni selfie che si rispetti. Poi arriva un gruppetto di ragazzi al seguito di una fatina americana, che cominciano ad elaborare un servizio fotografico vero e proprio; la ragazza debitamente acconciata si appoggia con diletto alle rocce, si sdraia sui sassoni, entra nell'acqua con gridolini di piacere e nuota giuliva, secondo una precisa scaletta, l'incaricato fotografa, l'altro filma, poi parte il drone (se non hai un drone, oggi, nel campo della fotografia non sei proprio nessuno) e scatta dall'alto. Insomma un set fotografico di tutto rispetto.


Gruppo vacanze mandrogne + una romagnola
Roberta che ci accompagna, evidentemente esperta del ramo, dice che le sembra di riconoscere nella ninfa del lago, una nota influencer, o instagrammer che sia, americana, che evidentemente monetizzerà gli scatti nella maniera dovuta. Che invidia, ma possibile che anche io non possa divertirmi come sto facendo e allo stesso tempo far su un po' di soldini per autofinanziarmi il successivo godimento? Forse sarà per la pancia? Può essere, intanto faccio anche io i miei poveri scatti per documentare la mia presenza ai miei venticinque lettori, che ancora hanno la pazienza di seguirmi. Intanto mentre faccio tra me e me queste elucubrazioni, approfitto, con i miei sodali, di un'altra delle mirabili caratteristiche di questo luogo. La piscina naturale è popolatissima di una miriade di quei deliziosi pesciolini, lunghi pochi centimetri che hanno la curiosa e gradevolissima abitudine di avvicinarsi senza timore a qualunque arto venga immerso nell'acqua, specialmente se si tratta di odorose estremità, e qui col caldo che fa e con le classiche scarpe di gomma, capirete che si va a nozze e cominciare un attento lavorio di mordicchiamento per asportare le cellule di pelle morta che le caratterizzano. Lo stesso procedimento che ho già testato, ma a pagamento in Cambogia e in Vietnam, dove però vengono organizzati appositi locali, oppure panche direttamente sul marciapiede, con vasche-acquario dove immergere i piedoni per 5/10 minuti, per il cosiddetto feet massage.


The sinkhole
Qua invece, mentre sei seduto su una delle tante pietre che ungono da naturali sgabelli, l'orda di pesciolini ti assale senza limiti di tempo, mordicchia e gratta gratis, dando una strana sensazione di solletico, che qualcuno trova insopportabile, ah le pelli delicate e sensibili delle fanciulle in fiore, mentre altri se ne beano fino alla stordimento. Una vera goduria.  Certo che il luogo è davvero piacevole; mentre la temperatura esterna comincia a farsi rovente, ricordiamoci che qui siamo sempre in mezzo ad un deserto della penisola arabica, il forno del mondo, stare in questa acqua trasparente è davvero piacevolissimo, checché sene dica, tanto che fatichi a tirartene fuori, sia pure coi piedi inteneriti dal lavorio ittico. Poi devi solo aspettare quei pochi minuti per asciugarti e infine, con una certa fatica, risalire la scala che riporta fuori dalla caverna. Arrivi su che ti sei già perso tutto il beneficio del bagno ristoratore, ma la vista dall'alto compensa, almeno in parte, la fatica di issare verso l'alto il peso complessivo del tricheco panciuto. Ragazzi cosa non darei per perdere quella trentina di chili che ho pazientemente raccolto negli ultimi decenni! Ancora un attimo per godere della vista dall'alto e da ogni angolo, poi che già che ci siamo converrebbe riposarci almeno fino ad ora di pranzo sulla vicina White beach che si dice essere una delle più belle dell'intero paese, lontana soltanto una dozzina di chilometri, un paio a sud di Fins.

Fenicottero
Lungo la strada sfiori piccole lagune dove scorgi molta fauna avicola, cavalieri, aironi, ibis, fenicotteri che non hanno ancora assunto il classico rosa dovuto alla dieta di gamberetti. La spiaggia è davvero bella, anche se completamente senza  ombra, a causa dell'assenza di una costa rocciosa alle spalle, come la Pabble beach vicina a Tiwi di cui vi ho già relazionato. Ma qui la sabbia è morbida, anche se bollente e il mare leggermente più mosso dei giorni scorsi. Ma se superi l'onda, l'acqua sa accoglierti sempre con il suo abbraccio materno e delicato, alla faccia dei barracuda e degli altri mostri che ci saranno appena un poco più in là. Un'oretta la merita tutta questa lunga spiaggia che le onde del golfo accarezzano, lambendola con cura con lingue di schiuma che si ritirano poi con sensuale lentezza, lasciando una superficie liscia e morbidissima nella quale affondi, appena prima di risalire la riva. Qualcuno si spinge fin sotto la bordura di roccia che la delimita a nord; acque ricche di pesci colorati, che anche la vista abbia il suo piacere e ne sia soddisfatta. Ala fine bisogna andarsene anche da qui perché la parte più interessante della giornata deve ancora venire. Ci portiamo quindi un'altra quindicina di chilometri più a sud dove comincia un'altra delle meraviglie dell'Oman: le spettacolari gole di Wadi Shaab. Ma di questo ed altro parleremo domani, che per oggi vi ho già tediato abbastanza.

La spiaggia



SURVIVAL KIT

White beach
Dolina di Bimmah - Parco naturale, sulla costa a 150 km a sud di Muscat a poche centinaia di metri dall'uscita autostradale. Ingresso a pagamento (mi sembra 1 OR). Potete fare solo qualche foto dall'alto o scendere giù, con una comoda ma brutta scala in muratura e fare il bagno senza limitazioni o solo immergervi i piedi per il fish massage. I cartelli ammoniscono che arrampicarsi sulle rocce per tuffarsi è pericoloso e sconsigliato, ma lo fanno tutti i nuotatori. Acqua tiepida e piacevolissima. Cercate di arrivarci la mattina, il più presto possibile per evitare la folla dei turisti, che in stagione potrebbe essere notevole, visto che questo sembra essere uno dei luoghi più visitati. Qui è possibile stare in bikini senza problemi. All'ingresso del parco, comode e nuove toilettes, per evitare di farla nel lago, mi raccomando, non fatevi riconoscere.


White beach - Elencata come la più bella spiaggia dell'Oman, ma a mio parere alla pari di molte altre, parimenti bellissime. Appena prima di Fins, si arriva con la macchina fino sulla spiaggia, ma è consigliabile fermarsi appena prima, in una sorta di spiazzo-parcheggio, per evitare di insabbiarsi. Tenete conto che non c'è ombra se volete organizzare un pick nick. Di norma queste visite vengono abbinate alla vicina escursione/trekking di Wadi Shaab o di Wadi Tiwi, rispettivamente a 15 e 20 km più a sud, che occupano ciascuna, un pomeriggio.

La costa a Fins




Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

17 - Sugar dunes
16 - Tranci di ricciola
15 - L'isola che c'è

Nessun commento:

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 111 (a seconda dei calcoli) su 250!