venerdì 3 luglio 2015

Grexit?


Visto che ho dovuto tornare in questa fornace per motivi vari di cui magari vi parlerò, approfitto del fatto che il calore fa funzionare meglio le (poche) cellule cerebrali che ancora mi rimangono prima dell'inevitabile decadenza senile, per fare un punto di chiarezza sul caso Grexit, visto che non se ne può più di sentire proclami in giro. Va bene che chi parla dal pulpito ha solo meri interessi a carpire voti nostrani partendo dalle disgrazie altrui, ma c'è un limite alla decenza. Quindi vedo di affrontare il problema il più asetticamente possibile visto che non cerco voti e non sono a libro paga di qualcuno (comunque se qualcuno volesse mettermici, si faccia avanti e ne parliamo). Intanto come tutti gli argomenti economici, per capirci qualcosa, questi non vanno affrontati mescolandoci i problemi etici, non bisogna fare confusione, intanto in quanto a morale, ognuno ha la propria come la religione e non ci si discute. Se vogliamo esaminare questo caso, invece, bisogna innanzitutto rinfrescare gli avvenimenti storici per partire da basi inoppugnabili. 

Tutto comincia, per farla breve, dalla introduzione dell'Euro, che è stata senza alcun dubbio la più straordinaria occasione economica accaduta in Europa da tempo, che ha offerto al contesto europeo quindici anni di incredibile stabilità monetaria accompagnata da tassi bassissimi e inflazione ai minimi. Mai si è potuto avere di meglio per lo sviluppo economico, tutto questo offerto anche a paesi in difficoltà e con le finanze che da sole non avrebbero mai potuto avere questa opportunità. Chi dice il contrario o è in malafede o è davvero a digiuno di economia spicciola. Naturalmente le cose non sono mai tutte positive ma si portano sempre assieme qualche difetto, qualche errore, qualche difficoltà, che i capaci ed in buona fede cercano di risolvere o minimizzare, pur di poter approfittare dei grandi vantaggi offerti. In effetti un punto oscuro la moneta unica se la portava dietro. Era arrivata prima di una vera unione politica, che avrebbe significato una (benedetta) perdita di sovranità nazionale, cosa assai invisa ai politici che su questa scemenza ben sanno sobillare la folla, basta sentire i proclami dei vari felpati ruspanti, locuste stellute e fratelli di minchia.. Questo ha impedito che le cose da fare fossero fatte dappertutto con solerzia e onestà. Così i paesi svegli e aggiungo ben governati come ad esempio la Germania, hanno approfittato delle magnifiche opportunità della moneta unica per sistemare le cose in casa, modificando in senso moderno i rapporti di lavoro (con l'aiuto di sindacati pragmatici e lungimiranti) e di sistemare in modo sostenibile il sistema pensionistico, oltre a riuscire con efficacia a far pagare le tasse quasi a tutti quelli che le devono pagare. Per questo sono così odiati, quelli bravi provocano sempre una invidia malevola.

Altri paesi meno virtuosi o semplicemente malgovernati (ma la colpa è completamente del popolo che quei governanti ha voluto e votato) hanno goduto dell'occasione, ma  non hanno voluto provvedere a sistemare in tempo di vacche grasse, quanto faceva acqua: prolungare gradatamente l'età pensionistica, rendere più conveniente il mondo del lavoro, limare la spesa pubblica, facendo aumentare l'avanzo primario e riducendo così gli enormi debiti accumulati incoscientemente, far pagare le tasse agli evasori, che ovviamente hanno premiato che strizzava loro l'occhio. Sono andati avanti sperando che il bengodi continuasse finché la crisi mondiale ha fatto emergere le magagne e chi non aveva fatto le cose per bene si è trovato immerso nella cacca. C'erano da fare delle cose in fretta e furia (che si sarebbero potute fare con calma a suo tempo), con qualche tutto sommato accettabile sacrificio si sono fatti i compiti a casa, anzi infingardamente i politici hanno chiamato a farle qualcun altro. Le hanno approvate all'unanimità, tranne qualche infingardo che, sapendo che sarebbero comunque andate avanti, ha votato contro per potersene poi servire, salvo poi buttare merda addosso a chi aveva salvato il paese dalla catastrofe. Ma ci sta, è il gioco delle parti. Così i vari Irlanda e Portogallo e poi Spagna e poi anche la più infognata Italia si sono quasi messe a posto e adesso se tutti tirassero il carretto dalla stessa parte si potrebbe con fatica risalire la china, ma in Spagna invece di ringraziare la buona stella votano Podemos e in Italia qualunque cosa si tenti di fare provoca resistenze tali da renderle quasi impossibili. 

La Grecia invece no. Non contenta di avere sciupato l'occasione insperata che avevano avuto e di aver sperperato anche la seconda, le Olimpiadi, che per tutti quelli che le hanno fatte sono state una ottima occasione di rilancio e di crescita, hanno continuato ad andare in pensione a 50 anni, avere una pletora di statali e soprattutto a non far pagare le tasse quasi a nessuno, per alcuni, tipo gli armatori, addirittura per diritto costituzionale. Va da sé che poi i debiti non sono in grado di pagarli. Il popolo greco che si è scelto consapevolmente i politici che lo hanno messo in queste condizioni ben contenti di avere questi che ormai si possono definire privilegi, hanno nuovamente scelto, non chi dice di fare le cose necessarie ed obbligatorie, ma chi ha fatto promesse elettorali insostenibili, convinti che qualcun altro pagherà al posto loro. Normalmente chi si è messo in una posizione debitoria insostenibile, ha solo due soluzioni. O alza le mani e dice non pago e nell'immediato risolve un problema ma si caccia in uno molto più grosso, perché da quel momento nessuno gli fa più credito e quel che ha bisogno lo deve pagare in anticipo e più caro degli altri, oppure dice fatemi delle dilazioni e io poco per volta cercherò di ripagare il tutto. E' ovvio che questa soluzione è più gradita al creditore che nel primo caso perderebbe tutto mentre nel secondo può sperare di riavere il suo anche se con fatica  e tempo. Però in questo caso il debitore deve dare una dimostrazione di buona volontà e dimostrare nei fatti che questi nuovi soldi che chiede non se li va di nuovo a giocare alle macchinette, ma li usa per ripartire. Quindi il minimo che possano fare i creditore è chiedere alla Grecia che mandi la gente in pensione come tutti gli altri, che riduca la macchina statale e che faccia pagare le tasse alla gente. 

Se invece questa gente va a chiedere soldi e in più ti sputa in faccia, riassume i 750 addetti alla pulizia del ministero delle finanze e di tasse non se ne parla, ti vien voglia di dire subito, ma allora vai a farteli prestare da Grillo che te li dà lui i soldi. Vero è che nella sua mano di due di picche per mantenere il bluff, Tzipras qualche arma ce l'ha, in primis quella di buttarsi nelle braccia accoglienti di Putin che non aspetta altro per fare breccia nella Nato, sempre comunque da verificare se sia disposto a tirare fuori la quarantina di miliardi necessari che anche lui, complice il prezzo del petrolio non naviga in acque cristalline. Inoltre l'uscita della Grecia dall'Euro potrebbe aprire scenari pericolosi, tali da consigliare obtorto collo, i negoziatori europei a mandar giù l'aglio e dire che è dolce. Tuttavia, tutto questo, in mancanza di seria volontà dei Greci di mettersi a posto, prolungherebbe solamente l'agonia spostando continuamente il problema in avanti come una mina vagante, il che vorrebbe dire ancora altri soldi  e altri ancora, visto che il malato non smette di andarsi a giocare i soldi alle macchinette. Anzi probabilmente vederebbe la cosa come una bella vittoria da esibire al suo furfantesco elettorato e l'ultima cosa che farebbe è scontentarlo con misure antipopolari. Questi non sono statisti sono burattinai, bisogna capirlo. Certo che la tentazione di dire a quella faccia di bronzo di sedicente ministro motociclista: allora affogate pure nella vostra merda, ce l'avranno in continuazione a Bruxelles (con l'appoggio sicuro della loro opinione pubblica). 

Il referendum è stata l'ultima mossa di chi, vile, non ha il coraggio di fare le cose, plaudito ovviamente dal populismo più becero e indecente. Non conosco purtroppo la costituzione greca ma questo referendum dovrebbe essere naturalmente anticostituzionale, come lo sarebbe in Italia. Ma benedetti ragazzi, qualunque padre costituente lo sa a memoria che non puoi dare alla gente la possibilità di dire non pago le tasse o non pago i debiti, perché la folla se ne frega dell'economia e di qualunque cosa, la colpa è sempre degli altri e devono sempre essere gli altri a pagare. D'altra parte gli stati debitori senza speranza, hanno sempre avuto una sola soluzione al problema. dichiarare il default, fare una nuova moneta, una bella ipersvalutazione e i debiti non ci sono più. Ci rimette il creditore, che sono o gli stati che ti hanno prestato i soldi (come nel caso della Grecia), o i tuoi stessi cittadini risparmiatori che hanno comprato i tuoi titoli di stato (come sarebbe il caso dell'Italia) inoltre tutti i percettori di pensioni o di redditi fissi che se li vedrebbero ridotti ad un potere di acquisto quasi nullo, cioè la maggioranza dei cittadini, perché alla fine sono sempre questi ultimi che pagano. 

L'importante è che se ne rendano conto quelli che in Italia vorrebbero uscire dall'Euro, non i politici che lo propongono, quelli lo sanno benissimo cosa succederebbe, ma tanto peggio tanto meglio. Poi ci sono anche quelli (pochi) a cui converrebbe, eh!? Ad esempio i grandi ricchi che da tempo hanno spostato i capitali su altre valute o in accoglienti porti lussemburghesi o singaporini, oppure gli industrialotti incapaci di fare e di innovare, già falliti mille volte se non avessero avuto le svalutazioni competitive a catena che sono state l'inizio del nostro declino, oppure qualche giovinotto senza lavoro, né volontà di cercarlo, che spera nel casino generale. Tutte le soluzioni a qualcuno convengono. Comunque intanto vediamo cosa succede. Adesso vado a bere, che ho caldo. 


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6 commenti:

Paolo nullo Pedone ha detto...

Ben detto, ma mica sono poi tanto d'accordo
Io penso ci sia di mezzo — messo, come somiglia, in campo dai più bulli che tu chiami i virtuosi — un terribile e indotto effetto Pigmalione che tenda a far sentire miseri e inferiori e di seconda scelta chi non sta al gioco e ciccia

A questo qualcheduno si ribella, i sì o i no non valgono — alla pari —: quello che resta della dignità trascina al suicidio preferito
Un saluto

Anonimo ha detto...

Enrico,

sono completamente d'accordo con la tua analisi.

antonio

Laura ha detto...

Perfetto! E speriamo bene.....

Enrico Bo ha detto...

Grazie raga, oggi ho messo anche il carico da 11.

vero Paolo , ma il più conta il meno nel sì no maledetto e non gioca ragione o i conti ma solo orgogliucoli mal nutriti da gente che che a suo tempo avrebbero avuto l'ostracòn automatico.

Paolo nullo Pedone ha detto...

Tu mi puoi anche non credere — risparmiamo arroganze leggere da cugini sedicenti benestanti e un provincial Matteo che ammaestra al ribasso —, ma io penso, in Grecia, ci siano anche uomini lecitamente incazzati e dignitosi; tu sai lo sai bene che la crema leggera è sempre a galla

Enrico Bo ha detto...

@Paolo, ma certamente piena di degni e soprattutto incazzati e a galla oltre alla crema e ai tappi rimane sempre anche altro. Ma ora comunque vada, sì, no , non so, per la Grecia si apre comunque il baratro e sarà solo colpa di chi si è votato i villanzoni giocatori da tre carte che ora cercan disperati di , orrore, salvare le banche, dopo aver distrutto in qualche mese il minimo di risalita che si avviava. Vedo colpo di stato in arrivo e patacones agli sportelli. Non sarebbe prima volta nel paese delle Democrazia!

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