martedì 24 dicembre 2019

Cina 22 - Risalendo verso nord


Lavoro in legno duro


Una zona umida sul lago Er Hai
Prima di imboccare l'autostrada abbiamo fatto una breve sosta in un'ansa, libera da case nella zona più a nord del lago. E' una zona umida dove le acque si abbassano e lo specchio di acqua si impantana in un dedalo di isolette ricoperte di fitta vegetazione palustre. Una serie di passerelle la attraversa e te ne puoi stare un po' di tempo ad osservare le paperelle, gli aironi, le egrette ed i tanti altri uccelli che hanno scelto ques'area, per lo meno quelli che sono ancora rimasti prima di intraprendere il grande viaggio verso sud, superando le creste delle ultime propaggini dell'Himalaya. In cielo passa una fila di gru dalla testa nera, tra le ultime a compiere il grande balzo e le ritroveremo ancora più in su, verso i 4000 di Shangri La nei prossimi giorni. Già qui la strada comincia a salire, l'acclimatazione di qualche giorno attorno ai 2000 rende la cosa assolutamente indolore, tanto che non ti rendi assolutamente conto del fatto che tutto lo Yunnan è un territorio decisamente elevato considerandone l'altitudine. Comunque l'autostrada si inerpica lentamente tra valli e montagne verdi di conifere che paiono colline, in una serie di curve e controcurve senza fine che ti consentono di ammirarne il paesaggio variato e solitario. Di certo questo non è sufficiente alla Cina di oggi che sta effettuando una rincorsa al tempo che fugge e considera tutto troppo lento per essere accettato. 

Gallinelle di lago
Così i treni ad alta velocità a 200 all'ora vanno troppo piano e presto la nuova rete di Maglev, i convogli a levitazione magnetica a 500 km/h, oggi presenti a solo a Shanghai, si estenderanno a macchia d'olio, già, mi pare siano partiti i primi lavori sulla direttrice Pechino - Canton. Sono curioso di vedere quanto ci metteranno, visto che in una decina di anni hanno steso 29.000 km di alta velocità. Noi ce ne metteremo più di trenta per fare i 50 km della TAV, quanto basta a capire il declino inarrestabile di una nazione. Mi dirai che questo è il risultato di una dittatura ed è vero, quando il tiranno (o il partito) può fare ciò che gli pare senza opposizione e senza consultare nessuno, se fa cose giuste, lo può fare molto più in fretta ed io sono il primo a preferire una imperfetta democrazia, ma certo che quando vedi l'effetto di questa efficienza, un po' di invidia ti viene. Tanto per fare un esempio, quando in un paio d'anni, tutti gli scooter circolanti sono diventati elettrici e quelli col motore a scoppio sono scomparsi completamente, non puoi non pensare con rammarico che da noi nello stesso tempo non si sia neppure riusciti a fare una legislazione che li contempli, per cui quelli che ci sono, sono considerati fuori legge. Intanto che mi macero in questi inutili ragionamenti siamo arrivati a Chien Chian, dove l'amico Keith ci lascia per proseguire il suo viaggio di eterno vagabondo verso il Myanmar, dove cercherà di passare via tera attraverso il valico per il quale non gli hanno mai consentito il passaggio e che porta alla regione di Kachin da cui proseguire verso sud per poter completare il suo libro che sta scrivendo sul paese. 

Tavolo
Quando tornerò a casa gli manderò il mio. Poi proseguirà il suo vagabondare solitario per l'Asia, tra Indonesia e Thailandia, una scelta di vita. Ci salutiamo davanti alla fabbrica della lavorazione del legno, dove ci sono una serie di tuktuk in attesa di clienti da portare alla stazione dei bus non lontana. Più che una fabbrica si tratta di un vero e proprio centro studi dove artigiani di provata esperienza insegnano a giovani studenti l'arte dell'intaglio. Nota in tutta la Cina, è venuto anche il presidente Xi Jin Ping ad ammirare i capolavori che sono esposti nelle grandi sale al primo piano, produce oggetti e sculture noti in tutto il mondo che andranno ad ornare luoghi prestigiosi o case di famiglie che se ne possono permettere il costo. I legni utilizzati vanno da quelli più umili, ai famosi legni duri rossi, preziosissimi, fino al Chi Che Mu, quello che simula con le sue venature, le mille strutture delle piume del gallo. Ma il lavoro che emerge in questi oggetti che vanno dai piccoli legni ad interi tronchi completamente scolpiti in una serie di figure ininterrotte ed a più piani di lettura, alcuni cosi interni e profondi che ti chiedi come sia stato possibile raggiungerli con gli strumenti di taglio, è di certosina precisione, oltre che di grande eleganza e bellezza. Anche le venature ed i diversi colori del legno vengono sfruttati per dare migliori effetti tridimensionali. Poi ci sono tavoli per il thé o per la scrittura, scrivanie e mensole dai mille ripiani sui quali esporre altri preziosi oggetti, guardando i quali ti dovrai chiedere quale è la parte più importante se l'opera esposta o il suo supporto. 

Una artista dell'intaglio
Insomma un piacere della vista come quando ammiri le opere di una grande mostra d'arte. La nostra Apple, che conosce un po' tutti, riesce a farci poi passare nel grande laboratorio, dove gli artigiani continuano il loro lavoro paziente, complice il fatto che la maggior parte sono scesi a mangiare qualcosa nella pausa di pranzo. In una angolo, una grande maestra che vanta quasi trenta anni di esperienza, sta sbozzando la parte iniziale di pannello semicircolare, che a vista dovrebbe essere la parte superiore di un grande portale. Il maestro disegnatore che sta nell'ufficio accanto e che prima abbiamo guardato tracciare con aria ispirata un grande progetto, fitto di figurine minuscole che si nascondono in un giardino ricoperto di fogliame e di fiori, ha tracciato il disegno di base sul legno e  l'artista segue le linee abbozzate con una sgorbia, che affonda la punta ricurva sotto i colpi leggeri di un martelletto di legno. Lo scavo percorre la linea con cura, toglie un truciolo dopo l'altro e subito vedi comparire la figura che emerge dallo sfondo definendosi a tratti larghi; quando sarà terminato questo sbozzo iniziale, con altri strumenti più piccoli e precisi si procederà ad arricchire le figure di particolari sempre più minuti, ad andare a scavare parti più interne ed in secondo o in terzo piano che appariranno poi come per magia alle spalle delle prime. Infine di sarà la fase di levigatura di ogni singola figurina, la sua lucidatura attraverso sostanze che ne magnificheranno la luce e le venature di cui si è di certo tenuto conto nella fase di progetto del pezzo. 

Una pagoda tra i monti
Dovresti solo immaginare tutto questo, che prenderà il suo aspetto finale tra due o tre mesi, ed invece sul tavolo vicino ecco il pezzo gemello, la sua parte speculare che è già stata finita e si mostra in tutto la sua bellezza definitiva. Davvero una grande opera da ammirare nei suoi particolari più minuti. La donna è davvero orgogliosa del suo lavoro e del fatto che qualcuno lo apprezzi. Ce ne andiamo mentre gli allievi e gli altri artigiani risalgono con in mano i thermos del thé da cui ogni cinese è sempre perennemente accompagnato. Vanno a prendere posto nei loro tavoli e fanno cenni di saluto mentre ce ne andiamo. Abbiamo ormai lasciato l'autostrada per Li Jiang per arrivare ad un paesotto successivo, Dian Nan, 甸南, dove un'altra famiglia di artigiani da generazioni produce una particolare tipo di ceramica nera, nota in tutta la Cina. E' una grande casa in mezzo al paese. Entri dalla porticina che immette in una grande corte quadrata dietro il laboratorio. Più indietro ancora, verso la campagna, c'è la zona dove stagiona per un paio d'anni l'argilla ricavata in una grande zona umida tra i campi, che mescolata all'acqua viene continuamente calpestata dai bufali di casa per almeno un mese di fila,  che provvedono quindi ad un suo impasto per così dire naturale. Quando il materiale di base è pronto, viene ammucchiato nel cortile interno e prelevato di volta in volta in masse tenere e scivolose, che formano un impasto scuro di grande morbidezza. 

Il nonno
Il vasaio
Il padre ne preleva di volta in volta la quantità necessaria che calcola ad occhio e la depone su un semplice tornio che ruota con un piede e provvede a formare il pezzo, un contenitore, un cuccuma, un piatto, una anforina che sorge e prende vita attraverso le piccole pressioni interne ed esterne delle sue dita esperte. Il pezzo, con piccoli aggiustamenti finali che ne producono, il beccuccio o la forma arcuata definitiva, viene quindi staccata con un filo e depositato accanto agli altri. Nell'altra zona del laboratorio i figli, formano pezzi più semplici o più piccoli, ognuno facendo il suo specifico disegno nel quale ha evidentemente ormai raggiunto una sufficiente dimestichezza. Accompagnati dal nonno che ormai ha ceduto l'attività a chi è più giovane di lui, andiamo nella zona in cui, dietro montagne di legna da ardere sorge il forno di mattoni. Qui vengono posti i pezzi da cuocere per 16/18 ore a seconda della loro dimensione, dopo averlo chiuso completamente, per cui la cottura si svolge in completa anaerobiosi, cosa che conferisce al pezzo finale il suo caratteristico colore nero e che, grazie anche al materiale di origine, rende questi oggetti principalmente da cucina, particolarmente indicati per le lunghe cotture, caratteristica per la quale sono noti. Sono tutti particolarmente gentili e il nonno che ci riaccompagna in strada, camminando su un tappeto di ceramiche rotte in frammenti minuti, sfrido naturale di una produzione incontrollabile durante la cottura, non la finisce più di ringraziarci per la visita. Mi sarei comprato di certo, se avessi avuto la possibilità di trasportarla, una grande terracotta nera dalla orma panciuta, dove, sono certo che il mio brasato alla piemontese natalizio o la mia zuppa di pasta fagioli e ceci dei morti, avrebbe tratto grande giovamento. 

Forno da terracotta nera



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