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martedì 5 novembre 2013

Fede e triticale.


Un campo di Triticale - (dal web)
Volete un bell'esempio di cosa significa abbracciare una fede, accoppiando il fatto alla scarsa o nulla conoscenza delle cose? Credere in quanto ti raccontano i guru o peggio le tendenze del momento e schierarsi in maniera militante, senza se e senza ma, contro il male creduto tale, perché si sa è così,  in quanto lo dicono tutti? Oggi vi racconto una storia. Ho un'amica grillina affascinata dal trend del "naturale", km zero, i buoni sapori di una volta che adesso non ci sono più e che bisogna andare a cercare dal vecchio contadino in spregio alle cattive multinazionali, che ci fanno ammalare con tutte le loro porcherie, da cui Grillo e Carlin Petrini presto ci libereranno. Se pronunci la parola OGM in sua presenza vieni fulminato sul posto. Bene, l'altro giorno mi diceva che ultimamente per sfuggire a tutta una serie di allergie di cui soffrirebbe o potrebbe soffrire non si sa mai (avete notato che ormai tutti credono di essere allergici a qualche cosa?), aveva scoperto una novità con cui sostituire i cattivi cereali fatti chissà come e da appaiare a quell'altra bufala del Kamut, per farsi del meraviglioso pane in casa, dai profumi di un tempo antico e perduto quando tutto era sano e bello e smettere finalmente di andare dal panettiere a comprare quelle porcherie che fanno venire la celiachia, di cui probabilmente potrebbe essere affetta. La validità a priori del prodotto consisteva nel fatto che questo si trovava solo in erboristeria, come si sa, tempio di tutti i prodotti "naturali" e "sani". Si tratta del Triticale. 

Il tema è già stato ampiamente trattato da Bressanini qui, ma volevo solo riepilogare qualche nota per quelli che non sono del mestiere, fornendo loro notizie da usare in discussioni a riguardo. Posto che come sapete, nessuna delle piante oggi coltivate è mai esistita in natura come è oggi, ma sono state tutte modificate attraverso i millenni con una modificazione (inconsapevole certo e casuale) del loro genoma, e questo bisogna ficcarselo bene nella zucca, il nostro triticale nasce come invenzione di uno scozzese alla fine del 1800, che tentavaa di selezionare un cereale molto più resistente del frumento, soprattutto al freddo e molto più adatto alla panificazione della segale, che secondo i gusti del tempo dava un pane che era una vera schifezza (oggi invece ricercatissimo e squisitezza alimentare da gourmet). Compì dunque un incrocio tra frumento e segale che non è soltanto interspecifico ma addirittura intergenerico, cioè ottenuto tra due generi diversi, un po' come se un uomo si accoppiasse con un gorilla. Naturalmente questo a termini di legge non si può chiamare OGM, in quanto con questo nome oggi si possono indicare solo quelle nuove specie ottenute attraverso il DNA ricombinante (molto più preciso e sicuro della casualità dell'incrocio a casaccio), ma a tutti gli effetti questo è un nuovo organismo che contempla artificialmente i DNA di due specie molto diverse tra di loro. Il cereale così ottenuto però, data la differenza dei corredi dei genitori, era triploide (cioè con triplo corredo genetico) e come tutte specie che per errore dei meccanismi genetici hanno patrimonio genetico dispari, risultava sterile e quindi non moltiplicabile. 

Qualche decennio dopo, un agronomo tedesco, sostituendo il grano duro al tenero ottenne un cereale esaploide, che pur con difficoltà si poteva moltiplicare e chiamò il nostro organismo, pesantemente modificato geneticamente, con il nome di triticale, unendo i due nomi Triticum e Secale. Ma non basta, in quanto essendo la sua germinabilità molto scarsa, si scoprì che attraverso un trattamento chimico (la mia amica, qui ha strabuzzato gli occhi), quello con la Colchicina, sostanza che provoca una mutazione genetica negli organismi, raddoppiandone il corredo cromosomico, cosa che uccide gli animali ma non le piante, ottenne un triticale esaploide stabile e fertile ottenuto in laboratorio, faticosamente mantenuto in vita, moltiplicato e successivamente passato alla coltivazione normale. Così oggi abbiamo i moderni triticali, a loro volta ibridati per maggiorarne la produzione e le resistenze. Un cereale abbastanza alto di taglia, quasi quanto la segale, resistente a climi severi e piuttosto produttivo, soprattutto in massa verde, cosa che lo rende particolarmente adatto per la produzione di trinciato di tutta la pianta per produzione di biogas (altro strabuzzamento di occhi). E' diffuso in molti paesi del mondo, non solo nel Nordeuropa ma anche in Canada, USA, Russia e Brasile. Non è questo un purissimo OGM, pur se legalmente non si può chiamare così? Come capirete è, quantomeno, un cereale mooolto "naturale" secondo i parametri dei teobiologici che ci circondano col dito puntato contro gli OGM. Infatti se volete usarne il seme e la farina (da mescolare magari al Kamut) per le sue straordinarie proprietà, lo trovate solo in erboristeria, ma che sia di prodotti "naturali" mi raccomando, che se non vi scottano le dita quando li toccate. La mia amica se ne è andata innervosita, dicendo che prima o poi Grillo metterà a posto tutti quelli come me, pagati dalle banche e dalle multinazionali.

Differenti varietà di Triticali canadesi. (dal web)

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martedì 22 ottobre 2013

Soluzione semifinale.

Un Anonimo mi scrive un interessante commento sul post Razzismi e parole che merita senza dubbio un approfondimento quindi una Ris-post.

Dice l'Anonimo con una certa animosità anche se con qualche ragione di fondo:

Quando sento parlare anche da persone colte e con una certa apertura mentale di "razzismo grillino" non mi stupisco che milioni di Italiani votino ancora PD o PDL.Forse bisognerebbe togliere il diritto di voto a certi pensionati, che blaterano di cose di sinistra ma stringi stringi sono troppo attaccati alla loro ricca pensione da privilegiati. Non si può toccare un diritto acquisito, dicono, ed intanto i nipotini hanno acquisito il diritto alla disoccupazione, razzisti grillini che non sono altro.

Beh, caro Anomino, io non intendevo definire un concetto di razzismo grillino istituzionale, ma considerare il fatto che molti, anzi moltissimi razzisti votano Grillo, molti reduci leghisti in particolare, e lui, consapevole, si adegua. Se invece, la gente nei bar piangesse davvero per i morti di Lampedusa, lui sarebbe sulla battigia a sbracciare in mare starnazzando per salvare bambini e mostrarli alla folla entusiasta. Lui sa bene che la gente pensa: ma che si fottano e quindi "fa" il razzista a proposito. Il grillismo in fondo non ha ideologia, né razzista, né ecologista, né negazionista, né economica, semplicemente è un movimento creato da due furbacchioni che sfruttano qualunque tipologia di malcontento che sentono spirare nel popppolo e ci soffiano sopra, con buon successo naturalmente. Se non ci fossero loro due, la gente voterebbe Alba Dorata o Askatasuna o similia a seconda delle tendenze ideologiche. Sul fatto poi che i pensionati (e non solo certi) siano dei privilegiati, sono assolutamente d'accordo e infatti sulla loro ricca pensione si sta in pratica lavorando per raschiare il fondo di un barile che la mala politica, quella di promettere l'impossibile ed in alcuni casi, peggio ancora, di darlo creando l'indebitamento attuale, ha perseguito in questi anni. Purtroppo le nuove sirene suggeriscono che la soluzione sia di non ripagarlo il debito, non spiegando quanto peggiore ancora sia questa scelta. La tragica situazione della disoccupazione giovanile, è causata oltre che dalla crisi, soprattutto da una pessima classe di imprenditori (che preferiscono certo alla sfida e all'innovazione, la facile svalutazione e lo sfruttamento di chi lavora grazie alle leggi che glielo consentono), i pessimi sindacati che dei giovani se ne sono fregati alla grande, i pessimi politici, interessati solo alla loro affermazione (inclusi i nuovi movimenti, ancora più dei vecchi interessati a brandeggiare solo quando apparentemente fa crescere popolarità e consenso) e i pessimi italiani che comunque hanno continuato e continuano a votarli, premiando tutti meno le persone serie. In ogni caso eliminando per intero i pensionati (soluzione finale per alcuni risolutiva, auspicata e in parte praticata anche da Hitler e Pol Pot, con grande affinità ad alcune teorizzazioni grilline, che comunque farebbe diminuire pesantemente il PIL e contrarrebbe ancora pesantemente i posti di lavoro quantomeno delle badanti, ma non solo), non si avrebbe la creazione di alcun posto di lavoro in più, anzi e le schiere di giovani costretti a passare le giornate a prendere l'aperitivo digitando nervosamente sugli iphone (pagati quasi tutti dai loro nonni), dovrebbero rinunciare anche a questo piccolo se pur gradevole benefit. Grillo è lì che ci vuole portare, basta saperlo, poi ognuno è libero (magari ancora per poco) di decidere quello che gli pare. D'altra parte e proprio per questo motivo, si potrebbe estendere la proposta sulla privazione del diritto di voto, ma non solo a certi pensionati, diciamo magari all'intera collettività.

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Il falco e la colomba

lunedì 26 novembre 2012

Primarie a sorpresa?

Checché se ne dica non si può trascurale la giornata di ieri come un fatto di secondaria importanza. Credo che un attimo di riflessione, per considerarne le implicazioni vada comunque fatto. Anche perché è interessante capire dove stiamo andando. Ieri mattina ho fatto un giro per rendermi conto di persona di come andavano le cose. Ai seggi c'erano le code. Molti, è vero, borbottavano, in quanto chi si era registrato on line veniva riregistrato e perdeva più tempo di chi era arrivato lì bel bello, ma alla fine oltre tre milioni di persone sono andati a votare, numero che mi sembra molto elevato ed imprevedibile, in un momento in cui avrebbe dovuto trionfare l'astensionismo ed il vento dell'antipolitica. Dunque la prima  osservazione da fare è che alla fine basta poco per convincere la gente ad appassionarsi all'agone politico e richiamarli al voto. Questo per esempio, ha subito provocato la stizzitissima ed evidentemente preoccupata reazione di Grillo, il cui unico terrore è che si risvegli il desiderio di un senso politico costruttivo e partecipatorio. Quelli come lui trionfano nel momento del tutti al macero, mandiamo tutto in malora e così via, mentre vanno in debito di ossigeno, quando nasce un dibattito di proposte diverse e magari appassionate. 

Un altro punto è che il centro sinistra ha indovinato certamente ad accettare questa gara, anche se in effetti non dovuta, in quanto la passione che ne è conseguita ha portato a casa almeno due o tre punti di consenso per il PD e questa ulteriore settimana  ne potrebbe portare ancora. Il risultato si vede bene nelle file del centrodestra sempre più smarrite, in piena frammentazione ed in cerca di trovare un cammino da seguire. Le percentuali, per la verità ampiamente previste, poi, evidenziano come anche nel nostro paese l'aspetto mediatico sia ormai pregnante  e risolutivo. Renzi, che sei mesi fa era praticamente sconosciuto al grande pubblico, oggi porta a casa un terzo dei consensi grazie alla sua capacità di maneggiare il mezzo televisivo e anche se perderà il confronto finale, tuttavia rimarrà come qualcosa di cui si dovrà comunque tenere conto, votato comunque ad un futuro importante. Veniamo adesso alle previsioni di cosa potrebbe succedere, dati i fatti. E' molto probabile che Berlusconi, che oggi essendo giorno dispari ha detto che forse torna in campo, aspetterà i risultati finali per decidere, tuttavia è quasi certo che a vittoria conclamata di Bersani, sia lui, che i Grillini, unitamente a tutto il centro, stapperanno lo champagne con dichiarazioni diverse. 

La destra recupererà parte dei suoi delusi, Masaniello quelli che erano stati affascinati dal rottamatore, il centro nelle sue varie forme, inclusi i nuovi movimenti che ancora non hanno avuto la forza o il coraggio di farsi avanti, rimetterà in piedi i ranghi di chi era pronto a salire sul carro del nuovo e del vincente. Io penso che se avesse vinto Renzi, il centrosinistra, sempre che la sua frangia estrema avesse poi resistito alle tentazioni che avevano condotto al fallimento del secondo governo Prodi, avrebbe raccolto una maggioranza consistente, sicuramente superiore al 40%, candidandosi a governare davvero il paese; invece la vittoria di Bersani relegherà lo schieramento attorno al consueto 32/33% che consegnerà il paese ad una fase di ingovernabilità. Questo potrebbe portare a nuove elezioni nell'autunno, oppure ad un Monti 2, comunque piuttosto debole e preda dei continui ricatti delle piccole camarille parlamentari, di volta in volta formate da partitelli o da gruppetti lobbistici. Una situazione non facile che di certo non potrà contribuire ad alleviare la nostra esangue economia ed i problemi di fondo che minano l'Italia dopo 20 anni di malgoverno. Sempre che il 21 dicembre (o il 15 febbraio, grazie all'8558 Hack) il problema non sia definitivamente risolto da un intervento esterno decisivo e senza ballottaggio.


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Economia politica 1.

venerdì 3 agosto 2012

Manuale di economia politica 8: Usciamo dall'Euro?

Scusate se torno sempre sulle stesse cose, ma le budella mi si stanno attorcigliando un pochino. Ragazzi, per chi è interessato a queste cose, guardate che le cose si mettono malino. A livello europeo, l'intonazione è molto chiara. Se qualcuno non l'avesse ancora capito o peggio se non lo volesse capire, la parte forte dell'Europa, Germania e suoi sodali (Finlandia, Olanda e company) non hanno alcuna intenzione di cedere sulla possibilità di dare mano libera alla BCE. Draghi ha fatto il suo bluff, ha insistito, i mercati ci hanno anche creduto, ma Buba e amici gli hanno detto, giù le carte che lo sappiamo che non hai niente in mano. Quindi niente da fare o accettate di fare come diciamo noi, controlli e compagnia bella o non non daremo mai il via libera agli acquisti dei vostri bond.Certo, secondo me lo sanno bene che se salta l'Italia va male anche per loro, ma non conta, quello che non lo ha ancora capito o non lo vuol capire è herr Muller o il sig. Kekkonen, che non ci staranno mai a dare i loro risparmi ai vari Lombardo del caso, né ai mandolinari, né ai mangiatori di mussakà che vanno in pensione a 55 anni e non pagano le tasse per metà e chi se ne frega se andrà in malora tutta l'Europa loro compresi. 

E siccome Muller e Kekkonen votano, i loro politici non molleranno mai, anche se forse a loro converrebbe mollare, quanto meno a livello di dichiarazioni verbali che poi per il sentiment del mercato è quello che conta, ma purtroppo conta anche nelle decisioni di voto. Dunque come va a finire invece a casa nostra? Cavoli amari ragazzi, perché anche se sulla carta andiamo bene, i fondamentali sono a posto e le riforme vanno assolutamente nella direzione giusta, chi ci deve prestare i soldi, di cui, grazie alla stolidità e all'inscipienza colpevole di chi ha governato fino a pochi mesi fa, abbiamo purtroppo bisogno per continuare a pagare stipendi, pensioni e interessi a cui siamo impiccati, non si fida e vuole sempre di più. Conseguenza? Semplice, nel nostro paese si sta formando una grande idea che sta diventando maggioritaria, che ci hanno rotto gli zebedei, che siamo stufi di sacrifici e che se non ci vogliono nell'euro, noi si torna alla vecchia liretta; secondo i sondaggi, per quello che valgono, siamo quasi al 70% dei votanti. Ora, questa stolida follia, che distruggerebbe i risparmi di chi li ha (specie se ne ha pochi), che risolverebbe certo il problema pensionistico azzerando quasi le pensioni e riducendo alla fame (vera, non quella fasulla delle quattro lire di tasse che ti stanno pelando adesso) la maggior parte della popolazione, la parte più debole, non è assolutamente capita, specialmente da chi ne sarà la peggiore vittima. Naturalmente a qualcuno converrebbe. 

Per esempio, la gran massa di industrialotti da strapazzo, quelli che riuscivano a competere solo a forza di svalutazioni a catena, incapaci di innovare e di affrontare il mercato in maniera sana, che hanno sempre campato di contributi senza investire una lira, sempre pronti a scappare nel primo paese che gli offrisse in apparenza, salari da fame, fallendo anche in questo caso, perchè non è così che si diventa competitivi, ma solo delocalizzando per conquistare nuovi mercati, competendo sulla qualità e sulla innovazione; quelli che l'unica cosa che conta erano gli stipendi e i contributi sempre troppo alti da versare, quelli che siamo obbligati ad evadere le tasse se no non ce la facciamo, certo a costoro conviene e infatti da lì viene il soffiare sul fuoco dell'ignoranza, che usa le Santanché di turno per vellicare le parti basse di chi non ce la fa a capire. Poi può convenire anche a quelli del tanto peggio tanto meglio, chi non ha risparmi, né lavoro e che può sperare che una volta tutti a zero, si ricominci e chi è giovane e inserito nel sistema possa ripartire in vantaggio, oppure chi ha molti debiti e che da una ipersvalutazione se li vedrebbe azzerare; ma sono certo molto pochi rispetto alla massa di maggioranza che si sta inspiegabilmente formando. Così si crea questo strano connubio di grillini distruttori per cui in ogni caso c'è un guadagno, dei separatisti più disperati che mai, che si vedono ormai messi in un angolo a causa delle loro porcherie e della loro incapacità di fare proposte valide e la parte più retriva della destra, quella che campa di sovvenzioni e sfruttamento, quella che il liberismo vero non sa neanche dove stia di casa. Non a caso il principe di questa banda ha già annunciato il ritorno in campo, buttando là per saggiare il terreno, per vedere se è fertile da semina, che in fondo un'uscita dall'euro non è una bestemmia. Certo, per chi vede le sue aziende che stanno andando in malora, forse è meglio. Purtroppo si avvicinano le elezioni e vedrete che nei prossimi mesi sorgeranno come i funghi movimenti, convegni e tavole rotonde, pieni di sedicenti economisti che con sicumera seria e saccente vi spiegheranno i vantaggi dell'addio alla moneta unica. Io ero là nel 92 quando si sfasciò l'URSS e l'Ukraina era piena di personaggi come questi. Per strada la gente era sicura, basta con questo rublo odioso che ci affama. Torniamo alla Hrivna, che vedrete come andremo meglio, fialmente indipendenti, viva la libertà. Quando saltò la moneta comune, misero in circolazione i Kuponi, uguali ai soldi del monopoli, colore, forma e dopo poco anche valore. 

In pochi mesi da 1 Kupone = 1 Dollaro si passò a 200.000 Kuponi = 1 Dollaro e gli anziani cominciarono a mettersi in fila davanti alle chiese chiedendo l'elemosina. Però è così che vanno le cose, nessuno pensò che forse era giusto andare a chiedere conto a chi aveva spinto in quella direzione, facendo leva sul nazionalismo becero e ignorante e spaccargli la testa. Qualche anno dopo, stessa cosa in Argentina, lì, le pensioni le pagavano in Patacones, un nome, un programma e come sempre le strade si riempivano di gente che picchiava sulle casseruole (il cazerolazo) e via così, fame e miseria per tutta la parte debole della popolazione (naturalmente quella che aveva gridato di più e che più era favolrevole al tuffo nel baratro). Dai, penso che nei prossimi mesi ne sentiremo e vedremo delle belle appena fatto fuori il l'odiato Bocconiano. Le iene sono lì dietro la porta, sono troppi mesi ormai che stanno lontane dalla greppia succulenta e non ce la fanno più a resistere. 


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Economia politica 1.

mercoledì 13 giugno 2012

Manuale di economia politica 7: Quante probabilità?

Se parli in giro, hai l'impressione che tutti si stiano preoccupando delle punture delle zanzare, mentre stiamo seduti su una bomba atomica. Eppure quel ticchettio che si sente non è lo spray dell'Autan che non si è ancora attivato. Qualcuno fa auspici strani che se si avverassero travolgerebbero in primo luogo proprio chi li fa, ma senza rendersene conto. Ma sì usciamo dall'euro, che tanto non bisognava neanche farlo, chiudiamo le banche che ci affamano, mandiamo a casa i professori (con disprezzo) che tanto non capiscono niente sostituendoli con le locuste. (I cattivi studenti se la sono sempre presa coi professori, non avete notato?). Ragazzi tutto è possibile, basta capirne le conseguenze. Ogni scenario, per quanto terribile, non è mica uguale per tutti; per qualcuno è mortale per altri può essere vantaggioso, basta che chi lo vuole, capisca da che parte si troverà il giorno dopo. Cosa può capitare? Di tutto, con varie percentuali di probabilità naturalmente. Vediamo un po' con calma. 

Scenario 0: L'incubo. In altri tempi, come ho già detto queste crisi, anche di minore portata, venivano risolte con una guerra. Si rompeva tutto, azzerando ogni cosa e si ripartiva con una sana ricostruzione. Iperinflazione alla russa o argentina, popolazioni alla fame. Dittature sanguinose, ma democraticamente elette da cittadini che chiamano l'uomo forte. Lo darei per molto improbabile, 1/2% (anche se non impossibile eh, attenzione!).

Scenario 1: La tempesta perfetta. Elezioni in Grecia al disastro e sua uscita dall'Euro; tensione ed irrigidimento delle posizioni in Europa, domino con caduta a catena di Portogallo e Spagna. Poi tocca a noi. L'euro finisce. La Neolira svaluta subito del 50%. Caduta di diversi punti del PIL italiano. Nei primi giorni fuga totale dei capitali in luoghi sicuri. 60% di italiani alla fame, quella vera, non quella sbandierata per non pagare 200 euro di IMU, taglio globale della socialità. Fallimenti a catena delle attività legate al territorio e alla consumo interno. Aumento esponenziale dei clienti delle mense della Caritas. Mica cacca per tutti, eh. Rafforzamento (momentaneo ) delle aziende esportatrici (per questo molti industriali incapaci auspicano l'uscita dalla moneta unica). Soluzione del debito dello stato, che si ridurrebbe alla metà in termini reali, alle spalle dei risparmiatori. Salvezza anche per le casse delle banche che ripianerebbero in parte gli errori commessi fino ad ora. Grandi patrimoni salvi in luoghi sicuri in valute protette. Buoni affari anche per la speculazione finanziaria. Per una ripartenza necessari almeno una decina di anni o più, con molte vittime alle spalle, la parte debole della popolazione (oltre il 50%), pensionati, redditi fissi, senza lavoro. Dopo il bagno di sangue iniziale, migliore prospettiva per i giovani svegli. Darei a questo scenario tra il 10% e il 20%.

Scenario 2: Il disastro. La melina continua. L'euro riesce a tenere ma a prezzo sempre maggiore. Tra le spinte centrifughe europee non c'è accordo che consenta decisioni comuni e si continua a traccheggiare in maniera da provocare continui alti e bassi. Continua il momento depressivo. La crisi striscia ancora per qualche anno senza lasciare intravedere spiragli di uscita. Qualche paese cede a tentazioni autoritarie, in altri si cade in mano al populismo più distruttivo. Aumento della disoccupazione costante e diminuzione delle attività. Tutto continua come adesso nell'acrimonia delle accuse incrociate. Incremento generalizzato della povertà. la recessione continua a strisciare. Si salvano i risparmiatori e chi mantiene il lavoro. Male per giovani, commercio e PMI (il 90 % delle imprese italiane). Partiti autosuicidati e occupazione dello spazio politico da novità tragicamente negative. Questo è il teatro più probabile. Lo darei a oltre il 50%. Uscita solo quando eventi nuovi ed esterni fungeranno da traino forte per il paese intero.

Scenario 3: La speranza. Gli elettori greci ragionano. L'area euro riesce a mediare sugli spigoli più forti. Si soffre ancora un annetto, prima di una lentissima ripresa. Una parte del paese continua a stare male, area povertà e disoccupati. Gli imprenditori capaci si riorganizzano e colgono le occasioni, crescendo. Male per quelli che hanno sempre campato di sussidi e alla giornata. Pulizia nei partiti. Qualcuno trova la capacità di resistere. Non tutti quelli che pretendono di sostituire i vecchi alla greppia sono farabutti o infami, anche qui si riesce a traccheggiare. Dopo qualche anno potrebbe andare meglio, trovandosi anche con i conti in ordine ed aziende sane. Qui siamo al 20%, 25% massimo di probabilità.

Scenario 4: Il sogno. Accordi europei sani e concreti che mostrano ai mercati sicurezza e protezione della moneta senza margini di dubbio. (Eurobond e ecc.) Calo della pressione dei mercati sulla moneta. Allentamento, leggero, della rigidità sui bilanci nell'Unione, conseguente leggera diminuzione del valore dell'euro con fiato all'export, anche se pagato con un limitato aumento  inflattivo, non oltre il 10%. In Italia i partiti lasciano davvero mano libera al governo che procede con rapidità su Lavoro, Taglio alle spese statali, Costituzione di società per i beni pubblici da alienare a diminuzione del debito pubblico, Gesti simbolici da parte della politica con riduzione dimostrative di costi, emolumenti, privilegi. Inizia un circolo virtuoso innescato anche dal volano ricostruttivo delle aree del terremoto. Ripresa graduale dell'occupazione e ritorno al segno positivo in un anno, accompagnato da una ripresa internazionale che aiuta la crescita. Bene per molti, disastro per la speculazione che aveva puntato sul sul disastro. Purtroppo non più del 5% per questa auspicata possibilità. 

Comunque non turbatevi troppo, qualunque cosa succeda qualcuno alla sera prima di andare a dormire, riderà contento e poi nella realtà le cose sono molto più complicate di come ve le ho raccontate e purtroppo vanno da sole nelle direzioni e nei gorghi che forma la corrente, al di là della volontà dei singoli. Certo remare nella direzione giusta aiuta, ma forse non basta..


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