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domenica 14 aprile 2024

India 6 - I punti clou di Dubai

Dal Burj Khalifa - Dubai - marzo 2024

The Frame

Ma il tempo stringe e facciamo appena in tempo ad uscire dal Museo del futuro, che bisogna correre a The Frame, che le ore corrono e abbiamo già la prenotazione in mano. Anche questo è un bel giocattolino che vale la pena di vedere. Come dice la parola si tratta di una vera e propria cornice alta 150 metri e larga quasi 100, secondo le più classiche misure del rapporto aureo, che ne magnificano le proporzioni. Una struttura immaginifica di acciaio dorato che inquadra perfettamente la skyline di Dubai, con i grattacieli del distretto finanziario, assieme a quelli più recenti sorti attorno al Burj Khalifa. Certo l'idea non è nuova, ma qui quello che lascia attoniti sono le dimensioni dell'opera, fortemente voluta dallo sceicco al Makhtum, la mente della svolta di Dubai dal petrolio alla finanza, alla cultura, al turismo, sul progetto dell'architetto Donis, che poi diede luogo a diverse beghe legali sul copyright che non sono ancora arrivate alla conclusione. L'opera ha aperto i battenti nel 2018, in preparazione all'expo di Dubai 2020, che fu poi posticipata di un anno a causa del Covid ed è posta al centro di un parco con diverse altre attrazioni. Il concorso per la progettazione era riservato alle aziende di ascensori ed è stato vinto dalla Thyssenkrupp elevator e infatti una delle attrazioni dell'opera è proprio questa salita che porta in cima al braccio verticale di 48 piani in soli 75 secondi. 

150 metri sotto

Naturalmente, nonostante il Ramadan che ha posticipato l'orario di apertura, c'è già una bella coda anche con la prenotazione, tuttavia, chiacchierando coi vicini, che arrivano da tutto il mondo, alla fine riusciamo a salire pure noi. Beh non nascondo che la traversata del ponte a 150 metri d'altezza, con un occhio all'orizzonte dove le punte dei grattacieli disegnano una delle linee iconiche del nostro tempo e uno sotto di sé dove la terra è molto, molto più in giù, desta una certa emozione. Diciamo che sono 100 metri piuttosto sofferti e calcolando che si paga anche, possiamo concludere che in fondo l'uomo è un po' matto e se le va a cercare, ma via, le emozioni sono tali proprio perché non hanno prezzo. Comunque la visione, sebbene offuscata un poco dalla calura quasi meridiana, è davvero spettacolare e alla fine devi concludere che ne valeva la pena. Scendiamo con calma, perché comunque stiamo perfettamente nei tempi che la nostra Luisa ha calcolato perfettamente ed è quindi la volta dell'edificio più alto del mondo, almeno per ora, che la progettualità umana non ha limiti (ripeto sempre, basta che ci sia il grano). Ed eccoci quindi con un breve tratto in taxi al Burj Khalifa a cui si accede attraverso uno dei più colossali mall del mondo, una vera e propria città nella città. 

Burj Khalifa

Piani e piani di negozi risplendenti con le più importanti firme del mondo, intermezzati da sculture e spettacolari fontane interne ed è chiaro che se aspiri ad essere un nome a livello planetario, qui devi essere presente. E poi ristoranti, attrazioni varie e spettacoli di ogni genere. Mentalità statunitense in salsa araba moderna, dove lo spazio per le pulsioni tradizionaliste e retrograde non si avverte affatto e se questo potesse servire a mitigarle in qualche modo, a mio parere ben vengano. I soldi in questo caso sarebbero benedetti, d'altra parte è sempre accaduto che gli estremismi nazionalistici e retrogradi allignano dove più forte è il malessere e la povertà e qui ne vedi davvero poca. Trionfa invece il lusso assoluto, a livelli diversi, potremmo dire a fasce, in modo che possa essere fruito da differenti detentori di reddito, anche minimo. Ce n'è per tutti insomma, basta che ti adagi alla giostra del consumo, altro che sostenibilità. Comunque qui ci sarebbe da perdersi con gli occhi che sbrilluccicano in questo caleidoscopio continuamente illuminato di paillettes e di colori, mentre noi seguiamo la nostra pista segnata che ci porta alla salita di cui abbiamo fissato, nella prenotazione, l'ultima ora utile prima del salto di prezzo delle ore serali. Anche questa è una delle attrazioni principe dell'Emirato e la coda di attesa viene alleggerita da un percorso, durante il quale puoi apprezzare tutta la storia della costruzione con le sue diverse fasi. 

Il parco

Poi sali al deck del 124 piano, con un ascensore dalle pareti formate da schermi che mostrano il filmato di quanto si sviluppa all'esterno, come se stessi volando su nel cielo. La vista dall'alto della terrazza esterna è pur vero che è a "soli" 452 metri, ma è pur sempre una bella emozione, anche se si può salire fino al 148°, basta pagare.. Sotto di te si stende tutta l'area del parco di 11 ettari con  le costruzioni accessorie e la spettacolare grande fontana che dalle 18 fornisce uno spettacolo di luci e colori condotte da una sapiente regia, con getti d'acqua che arrivano fino a 150 metri di altezza, non so se mi spiego. Insomma dite pure quel che volete ma si tratta di una visita emozionante anche solamente per gli impatti visivi e psicologici. L'occhio ti scorre sulle pareti curve e modanate, del gigante d'acciao di vetro e di cemento, certo non casualmente così sagomate, perché qui ogni cosa ha una motivazione ingegneristica e tecnologica e queste sono state studiate così proprio per riuscire a vincere l'impatto dei venti, ma la parte più interessante ed intellettualmente stimolante è la sfida che ogni punto della costruzione ha proposto con soluzioni mai pensate prima. Pensate che solo la guglia terminale di ben 140 metri di altezza, è stata costruita all'interno dell'edifico stesso e poi innalzata per oltre 200 metri con un sistema di sollevamento a pompe idrauliche. 

Insomma a mio parere una visita stimolante ed eccitante al tempo stesso, che vale assolutamente i soldi spesi. Scendiamo con tutta calma e ci perdiamo nel mall dopo aver dato un'occhiata all'esterno; dovunque senti greve l'impatto del soldo che tutto consente, anche quella che viene spacciata per esclusività generalizzata, un bell'ossimoro che alla fine significa solo a disposizione di tutti quelli che se la possono permettere senza distinzione di credo, colore della pelle o tendenza politico. L'unica discriminate è il grano, niente altro. Così ecco l'accesso agli appartamenti esclusivi o all'Hotel Armani con le sue suites del podium (piani dal 9 al 16) o dell'ancora più esclusivo 38° piano. Ce n'è per tutti i gusti. Facciamo gli opportuni e doverosi selfie davanti alle cascate d'acqua con le statue dei tuffatori delle diverse hall, ma purtroppo l'orario necessario a riguadagnare l'areoporto in tempo utile per la ripartenza per la nostra meta effettiva, non ci consente di assistere allo spettacolo della fontana, ma pazienza. Non fico nenache sarà per un'altra volta, magari in un'altra vita. Rimane sempre però ancora  la possibilità dell'acquario, a prezzi di affezione naturalmente. in effetti mi sentirei di sconsigliarlo, non è un pezzo all'altezza di quanto lo circonda. 

Una fontana interna

Siccome però rimane ancora un po' di tempo, facciamo un salto alla zona di Marina, quella dove sono state create le isole artificiali della Palma e di The World e che comprende anche il circuito automobilistico. Sono un po' di chilometri lungo il mare, dove la città si è sviluppata parallelamente alla strada che porta alla vicina Abu Dhabi e che consente anche una bella vista del primo famoso grattacielo costruito agli albori dei fasti emiratini, il Burj al Arab Jumeirah, alto più di 300 metri e consciuto anche come la Vela, progettato dall'archistar cinese Huang Chu sulla prima isola artificiale dell'Emirato e che ospita il primo famoso albergo a sette stelle. Ho visto che il giorno del mio compleanno coincide con la bassa stagione e potrei anche aggiudicarmi una delle camere più semplici a sole 1532 € per notte, anche se una simile ricorrenza meriterebbe almeno la suite royal che va via come il pane a 15.000 circa a notte, ma considerate che la media è attorno ai 4000 €, come recita booking (tuttavia con breakfest incluso), anche in questo caso ce n'è per tutte le tasche verrebbe da dire. Una passeggiata a Marina, circondati da un'altra spettacolare selva di grattacieli, vale comunque il tempo speso, una delle poche cose non a pagamento da queste parti. Invece praticamente impossibile raggiungere il mare, sbarrato al pubblico uso peggio dei litoratli italiani. Non rimane che raggiungere l'aeroporto, dopo questa sbandata psicologica, per riprendere la via che conduce alla meta spirituale del nostro pellegrinaggio, che deve rimanesce scevro da questa ostentazione di ricchezza che mina l'animo dal profondo e ne danneggia le certezze, almeno le mie.


SURVIVAL KIT

Torsione

The frame - Situata nello Zabeel park. comprende anche un osservatorio astronomico e diversi altri monumenti ed è al momento l'opera di questo genere più grane del mondo. Consente una bella visione panoramica della città dal ponte superiore che congiunge i due bracci verticali della cornice con uno spettacolare pavimento di vetro e che permette una passeggiata emozionante. Qualche numero: 2000 ton. di acciaio, 9900 metri cubi, 2900 metri quadri di vetro laminato e 15.000 di acciaio dorato. E' una delle stazioni della metro red line e si raggiunge in taxi in 15 min dal centro. Ingresso da prenotare da 14 a  24 €, dipendendo da vari parametri.

Burj Khalifa - Anche questo voluto fortemente dallo sceicco al Makhtum, è il più alto edificio del mondo, progettato nel 2000 e inaugurato nel 2020 con due anni di ritardo a causa della crisi economica del 2008 ed è dedicato all'emiro al Khalifa che ne fornì il finale appoggio economico. Con i suoi 829 metri rappresenta una sfida tecnologica senza precedenti e porta con sé molti alti primati, probabilmente ancora per lungo tempo. La forma è ispirata al progetto di Wright per la Illinois tower del 1956, alta un miglio, che non venne mai realizzata. Per i numeri veramente impressionanti, inclusa la ventina di primati che detiene, vi rimando alla relativa voce di wikipedia che mi sembra molto interessante. Ingresso su prenotazione con prezzi variabili a seconda delle ore del giorno. Salita al piano 124/125 + The Frame:  € 56,19, ma ci sono una enormità di combinazioni a seconda di quello che volete fare. Date un'occhiata ai siti per sceglere quella più adatta a voi e all'ora che preferite.

Acquario - All'interno del Mall, c'è questa struttura che tuttavia a mo parere non merita il prezzo di un biglietto piuttosto esoso se acquistato sul posto (50 €). Bello, come tanti ormai al mondo, ma senza quelle caratteristiche di eccezionalità che il biglietto farebbe prevedere. Calcolate un'oretta.


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martedì 9 aprile 2024

India 3 - On board

A 380 Emirates


Quando sei davanti al bancone dei check-in, puoi dire che a tutti gli effetti il viaggio è cominciato. Puoi considerare quasi di essere come il nostro Veneziano che guardava i servi caricare i bagagli sulla galea nel porto di Vinegia, anche se le ancore non erano ancora salpate, il pensiero già a Gerusalemme o alle steppe dell'Asia centrale. Pensate un po', certo erano tempi più complessi, c'erano da mettere in conto tempeste e pirati e poi i tempi infiniti e non calcolabili che impedivano piani precisi, altro che Booking per avere la camera sicura che ti aspetta al tuo porto di arrivo. Eppure allora non servivano passaporti documenti e visti vari, bastava la volontà di partire per il lungo viaggio. Oggi tutto è sul telefonino. Tutto facile e privo di sorprese, inoltre l'anziano si tutela e non rinuncia anche al cartaceo, non conscio di sacrificare alberi e salute del pianeta, perché non ha questa cieca fiducia nella tecnologia e si vuol sempre tenere aperto il piano B, hai visto mai che l'aggeggio si scarichi. Così alla domanda della gentile signorina: Bagagli diretti a Delhi? ecco che ho già pronto passaporto e documento che certifica l'accettazione della mia richiesta di visto dell'Ambasciata, ricevuta a suo tempo appena due giorni dopo il pagamento come già relazionatovi a suo tempo. Estote parati, si dice. La signorina squadra il foglio e fa: - Ma a me serve il visto, non questo foglio che dice che la richiesta di visto è accettata -. Panico totale, ma come non è la stessa cosa? 

Eh no. ci vuole il visto che evidentemente lei non ha scaricato come dovuto e senza il quale non può partire. Vedete perché l'anziano deve scegliere definitivamente, stare a casa o avere al seguito una badante che si occupi dei dettagli, altrimenti meglio che vada in crociera o da un valido agente di viaggio che, pagando il giusto, si occupi di tutta la burocrazia necessaria. Inutile voler fare il diversamente giovine, saputo, che smanetta su internet e viaggia zaino in spalla, se poi i neuroni non connettono più come una volta. Allora che si fa? Ignorando la coda alle nostre spalle che si allunga, tanto di signorine ce ne sono molte altre, tutti i componenti del gruppo (tre in totale) cominciano a smanettare compulsivamente alla ricerca delle mail riguardanti l'argomento visto, e dove sono gli occhiali, maledizione, e tieni questo che mi casca e ci vuole la biro per appuntare i dati e il diavolo se lo porti via, sotto lo sguardo paziente dell'addetta che intanto si occupa di altro, evidentemente abituato a gueste situazioni. La mail giusta si trova, ma raggiungere il sito dove andare a ripescare la richiesta è cosa lunghissima, non c'è abbastanza campo, il sito dell'Ambasciata funziona poco e male, bisogna ricominciare da capo un paio di volte, poi. mentre intorno cominciano a spazientirsi, finalmente si arriva al documento critico che con fatica inenarrabile si riesce a scaricare ed a mostrarsi sullo schermino, facendo bene attenzione che i ditoni con improvvido tocco non voluto, non mandino tutto in tilt e si debba ricominciare daccapo. 

Però stavolta, miracolosamente, mostrato l'aggeggio sulla giusta pagina, il documento viene accettato, ma poi bisogna ripetere la pratica anche per la mia gentile signora e intanto il tempo scorre inesorabile. Per fortuna che siamo arrivati tre ore prima! Alla fine tutto si sistema (ma grazie soprattutto all'informatica che è al seguito con noi, senza la quale temo avrebbe prevalso la crisi di nervi). Quindi importante tip di viaggio: se siete anziani e poco tecnologici, fatevi fare l'accompagno da un (una) giovane che abbia solide capacità di smanettamento. I problemi di questo tipo sono sempre in agguato. Comunque più sereni, mollate le valigie, che ripescheremo, sperèm, a Delhi, come facciano ad arrivare rimane sempre uno dei più grandi misteri della logistica assieme a quello fisico di come faccia a stare su una bestia come l'A380 a due piani, andiamo verso i successivi controlli. Comunque con tutto il tempo perso, il resto è puro rilassamento e quasi lascio cascare i pantaloni a terra con nonchallance, mentre alzo le mani al cielo per essere tastato dall'antiterrorismo, visto che mi hanno fatto togliere anche la cintura. Poi è tutta discesa ed è già ora dell'imbarco. Certamente che Emirates non è Ryanair, un po' come dire dalle stalle alle stelle e stavolta complici offerte varie, i signori del petrolio erano stavolta tra i più economici e quindi ci possiamo godere questo volo come dei signori. 

In effetti la differenza di comfort di questa compagnia si sente tutta, dallo spazio tra i sedili, decisamente maggiore, al servizio a bordo, oltre al fatto che ho notato poca fiscalità nel controllo delle dimensioni e pesi dei bagagli. Se la differenza di prezzo è minima come nel nostro caso, direi che questa è una delle compagnie da preferire in assoluto. Il 380 è un vero e proprio mostro volante, carica oltre 800 persone se in versione tutta economy o quasi 600 con le tre classi. Però come su tutti questi enormi veicoli, una volta partiti stai come su un autobus posteggiato. Superato il decollo a cui non mi sono mai abituato completamente, eppure di voli ne ho già fatti parecchi, un anno lavorativo particolarmente intenso, avevo superato di poco i cento decolli, ti rilassi e cominci a guardare la serie di film di cui hai sentito parlare e che non hai avuto tempo di vedere, perché in città al cinema non ti portano, menre butti distrattamente un occhio fuori a vedere la sfilata dei nostri monti vestiti completamente nell'abito bianco da gran galà. Che spettacolo straordinario che non smette mai di stupirmi. E' un attimo e poi siamo già sul mare. Speriamo di stare lontanucci da sorvoli sospetti, visto che attraverseremo l'area di due guerre in contemporanea nel giro di poche ore. 

Tralasciamo l'argomento pasti a bordo, che per qualunque compagnia possiate scegliere, variano sempre tra il pessimo e l'immangiabile, ma rimane il fatto che ti puoi consolare, anche se siamo su vettore arabo, con un bel gin tonic, che ti tira sempre su il morale, anche se a stomaco vuoto mi fa girare un po' la testa. Per ingannare le quasi sette ore, chiacchiero un poco con la hostess italiana, delle alte valli venete, che vive a Dubai da un paio di anni e si trova benissimo, da quando anche lei si è liberata come noi del fardello Alitalia e poi è già ora di allacciare le cinture, che il mostro sta lentamente scendendo. Fuori è buio, le dune del deserto non si vedono e anche il contrasto tra le meraviglie della natura e quelle create dall'uomo e dalla sua capacità e inventiva (e qui si dimostra che non è la straordinaria determinazione a far fiorire anche il deserto, ma solo e solamente il grano) è sopito, solo la distesa di luci e poi la mostruosa macchina dell'aeroporto ti accoglie nel suo caldo abbraccio extraterritoriale dove le culture ed i credi si mescolano e si ammorbidiscono assimilandosi gli uni agli altri, grazie alla benedetta globalizzazione. Cosi finalmente le scale mobili infinite ci portano verso l'uscita a riveder le stelle.


SURVIVAL KIT

Volo - Vista la situazione di generalizzati aumenti folli dei voli delle compagnie di tutto il mondo, mi è parso buono questo di Emirates, e comprato direttamemte dalla compagnia di € 670 AR, a testa, acquistato a dicembre, in ritardo lo so, ma prima avevo altro da fare. Probabilmente indagando qualche mese avanti si sarebbe potuto trovare ad un paio di centoni in meno, al momento era quello che proponevano le compagnie meno care con differenze di poche decine di eruro e nel caso di Emirates, come ho detto sono ben spesi. La parte positiva della compagnia è inoltre, che non fanno troppe storie su peso, misure e forma dei bagagli e non fanno le furbate di offrire un prezzo basso per poi aggiungere 100 o 200 € per i bagagli in stiva, come ormai è di prassi anche in compagnie titolate e non solo per i furbastri lowcost che cecano di succhiarti il sangue a un euro alla volta. Ripeto una delle migliori con cui ho volato ultimamente. Inoltre con questo biglietto ti viene consentito lo stop over a Dubai che è sempre una cosa da vedere almeno una volta nella vita. Tenete conto che se lo stop è inferiore alle 24 ore, nel nostro caso 23:30, le valigie si possono spedire direttamente all'aeroporto di arrivo definitivo, così non ti ingombrano nella sosta, che comunque interrompe la fatica del viaggio totale nel quale staresti in ballo per tutto il giorno tra fusi e soste. Volo senza sorprese.



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mercoledì 2 dicembre 2015

Pensieri nella notte di Abu Dhabi

La grande moschea di Abu Dhabi


Fontane all'Emirates Palace
Oggi fa più freddo, decisamente freddo. Non ci sono più abituato dopo un mese. Là faceva sempre piuttosto caldo, anche se non troppo rispetto a quei luoghi nelle altre stagioni. Questo è l'inverno in fondo, anche per loro. Quando sono partito, con la stessa nebbiolina bassa di questa mattina, qui c'era ancora quel prolungamento di calda estate, che ti faceva affrontare la giornata senza quella voglia di farsi su nella lana tiepida che aiuta a ragionare noi alessandrini e le risaie del vercellese che scorrevano dal finestrino erano lì, a mezza cottura, col risone un po' mietuto, un po' no, senza nessuno nei campi. E' forse questa una delle differenze sempre più esigue tra il nostro mondo e quello di fuori, che si sta omologando velocemente, facendo scomparire quell'interesse specifico al diverso che spesso è la grande motivazione al viaggio. Da noi le campagne sono deserte. Di là molto spesso i campi brulicano di persone curve sulla terra e di animali che trascinano aratri antichi. Forse anche questo è destinato a scomparire a poco a poco. L'entropia nell'universo aumenta, mettiamola così e tutto a poco a poco si uniforma. 

Un intarsio nel marmo delle pareti della moschea
Non vorrei però che questo incipit in la minore, vi desse l'impressione che questo mio viaggio mi abbia lasciato deluso, tutt'altro. Però questa è una considerazione di cui bisogna tenere conto sempre di più col passare del tempo, proprio per evitare la delusione. Perché le emozioni che provavi quando eri ragazzo e venivi catapultato in mondi così assolutamente diversi dal tuo, si limano velocemente e se lo sai, devi cercare di apprezzare di più altri stimoli, che comunque ci sono in abbondanza. E' uno scotto che bisogna pagare alla facilità e all'economia che oggi consente con maggiore facilità questi grandi spostamenti. Facciamocene una ragione insomma. Ecco perché il marmo accecante della moschea di Abu Dhabi, accidenti, è la seconda volta che la vedo in un anno, è già da sola una ragione sufficiente a farti godere di questa partenza, nata un po' per caso, un po' per far gioire anche i miei amici di cose, forse le più belle dell'India, in parte già viste, un po' perché dopo trenta anni esatti, molte di quelle cose si erano sfumate nel ricordo e il ripasso non  fa mai male, anche perché, data la fretta di quel momento, erano state viste solo in mono affrettato e parziale e molte erano state lasciate indietro forzatamente ed era peccato non completarle, un poco infine perché la conoscenza di una persona in India che mi ha appoggiato nelle mie ultime puntate in quel paese, è di assoluta affidabilità e mi ha fatto venire l'acquolina del desiderio con delle condizioni molto attraenti. 

La skyline del centro
Così è nato il progetto di questo viaggio attraverso il Rajastan ed il Gujarat, due stati della confederazione vicini ma profondamente diversi per molti aspetti. Estremamente turistico e contenente alcune delle più belle espressioni architettoniche per le quali il paese è famoso, il primo, l'altro completamente ignorato dai grandi flussi e capace di presentare ancora molti aspetti di quell'India che oggi non puoi più trovare nell'internazionalità delle grandi metropoli indiane e nei luoghi dove il turista è, come in tutti i paesi, il nostro incluso, una grassa vacca da mungere il più possibile, con assiduità e determinazione. Il passaggio negli Emirati, oggi sempre di più crocevia del mondo nella direzione occidente-oriente, diventa quindi transito obbligato, da aggiungere come extra all'itinerario concordato. Così Abu Dhabi di notte ha un suo fascino tranquillo e al contempo straniante. Quello di un paese che un capriccio della natura ha condizionato nella sua estrinsecazione odierna. Un non senso logico che consente ad una terra fatta di sabbia e null'altro e che non avrebbe consentito la sopravvivenza se non a qualche pastore o a qualche miserevole villaggio di pescatori destinati a boccheggiare tra case calcinate da un clima estremo, violento e cattivo. Solo qualche traffico regalato dalla posizione sulla rotta delle ricchezze tra est e ovest, spezie, avori, pietre preziose, seta, schiavi, droghe, ogni epoca ha avuto le sue e basta. 

Un lampadario alla moschea
Invece questa grassa opportunità, assolutamente fugace destinata a non durare certo per molto tempo, ha concesso che sorgesse un mondo con caratteristiche anomale e molto interessanti. Anche senza solide fondamenta, questa è la dimostrazione che anche solo sulla sabbia, può crescere qualcosa di grosso e se dietro c'è un progetto che guarda lontano, potrebbe anche durare a lungo. Chissà. Qui vedi quello che può fare il soldo, quando c'è. La notte lo amplifica. Le costruzioni ardite, i grattacieli, quello che di più nel nostro secolo rappresenta l'invenzione architettonica, qui si dà da fare. Le linee illuminate delle forme innaturali consentite dai materiali, ma scatenate dalle idee, sono sempre una bella dimostrazione della capacità umana di andare oltre al necessario. Di volere esprimere al di là di un bisogno richiesto da una funzione, qualche cosa di narrativo, di suggerimento alla suggestione, di voler esprimere con una forma qualche cosa che rappresenti idee e capacità di espressione che superino il semplice bisogno per cui una struttura viene commissionata, il suo semplice scopo di essere; che diano insomma un piacere in più, che ti lascino pensare o dire, che bello tutto questo. E altro non puoi dire davanti agli intarsi di fiori, disegni e volute, di decorazione data dalla sola scrittura sulla parete bianca, libro nudo da riempire, che dimostra cosa si sa inventare la mente dell'uomo quando il precetto lo obbliga a rinunciare alla figura vivente, oggetto così più facile da piegare all'espressione d'arte, forse la più grande dimostrazione che a questo aspetto, la rappresentazione artistica, l'uomo non sa e non può rinunciare. 

Emirates palace, l'accesso alle camere
Anche la cascata di luce che scende dagli immensi lampadari colorati, colora la notte di variazioni luminose raccontate e forse solo sognate nei libri antichi, in cui però le penombre avevano questi stessi colori e pulsioni, specchietti variopinti e alabastri vivaci di un caleidoscopio che accendeva le notti dei racconti delle Sherazade e delle poesie inneggianti al vino di Khayyam. Dove c'è denaro nei paesi del deserto vedi anche il gioco dell'acqua. Elemento questo che si fa esso stesso materiale da costruzione, alla pari della pietra o del fango o del marmo, proprio perché è prezioso e adatto quindi a rappresentare la ricchezza. Fontane, giochi di spruzzi e specchi di liquido puro a riflettere la luce da un lato e le linee della pietra dall'altro. Infine la grandiosità, altra rappresentazione della possibilità del denaro. L'Emirates Palace, non è un semplice hotel di lusso come ce ne sono mille nel mondo. Vuole e deve rappresentare quello che si può fare ed avere col denaro. Lusso sì, ma enormità, spreco, esagerazione, se no cosa sei ricco a fare. Puoi perderti nelle dimensioni della hall, camminare nei suoi spazi incongrui come tra le arcate di una chiesa, le cupole di una moschea, le nicchie decorate di un tempio dedicato al dio che ha sempre affascinato l'uomo più di ogni altro. 

Alder tower
Le sue dimensioni, sono fatte apposta per annichilire anche chi può quasi tutto, deve sentirsi piccolo anche quando lascia la sua Rolls davanti ai portali della reggia, mentre uno stuolo di servitori e valletti se ne occuperanno come si conviene. Di fuori, fontane e colori, davanti le torri attorcigliate dei grattacieli. L'ho già detto, queste sono le forme d'arte più spettacolari del nostro secolo e qui ce n'è qualche esempio notevole. La Capital Gate che coi suoi 16 gradi di pendenza è la torre più inclinata del mondo o la Alder tower, non per niente a forma di moneta gettata nella sabbia del deserto e rimasta in piedi come per caso, unico forse grattacielo rotondo al mondo, a sua volta costruito superando problemi tecnici incredibili con le sue immense superfici vetrate curve, che dimostrano la potenza dell'inventiva umana accoppiata alle possibilità finanziarie, due componenti senza le quali non ci sarebbero neanche le piramidi. Insomma, tanto da vedere e spazio per una serie di riflessione, non soltanto una semplice sosta nella notte tra un aereo e l'altro, quello che infine, domani, stravolto dalla notte saltata, ti porterà fino al punto di partenza di una nuova emozione.  

Un angolo della hall dell'Emirates Palace

martedì 4 novembre 2014

Una notte ad Abu Dhabi

Abu Dhabi - Great moskee

Notte chiara. Poche le auto a correre lungo grandi corsie di asfalto che attraversano il deserto. Quasi non senti rumore. Sfilate di palme grasse che spuntano tra un verde di artificio. Che gran cosa il denaro, riesce a comprare anche la bellezza. Cupole bianche disegnano l'orizzonte. Marmo chiaro, immacolato, purissimo. Quando riesci ad avvicinarti, ne puoi gustare il distacco assolto, la grandezza che crea l'uomo quando vuole rappresentare il trascendente, senza curarsi dei costi. Fontane di alti zampilli, l'acqua ha sempre affascinato la gente delle sabbie, la sua rarità, la sua purezza che avvicina all'assoluto. L'arco si fa astrazione e si reitera all'infinito, suono che scandisce un ritmo, ripetizione di se stesso sempre uguale mantra assoluto di preghiera che ripete ossessivamente il nome della divinità, riflettendosi ome un narciso conscio di sé negli specchi d'acqua, circondando spazi sconfinati dove si perde il cammino, nella strada verso la fede. Alti minareti, dita aguzze, unghie affilate che graffiano il cielo per chiamarne attenzione. Colonne, cupole altissime e bianco, ancora bianco abbacinante che riflette le mille luci variopinte di un caleidoscopio magico formato da colori e cristalli. E ancora pietre a formare intarsi preziosi che sanno disegnare sui muri i cento nomi di Allah. Su panche istoriate pile di Corani dalle copertine ricoperte di fregi dorati aspettano mani che li aprano per rivelare un verbo sotto la cascata di luce. Il passo non risuona come sui selciati di chiese o negli oscuri anditi di templi e pagode, ma rimane attutito, ovattato sull'immenso unico tappeto, carne viva, interiora di un corpo pulsante che ti restituisce all'esterno sazio e un poco più piccolo, come quando ritorni dall'aver visto un re. Lontani, nella notte chiara, grattacieli illuminati.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 125 (a seconda dei calcoli) su 250!