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mercoledì 31 dicembre 2025

Bilanci

 

E' arrivato anche l'ultimo giorno dell'anno, tempo di bilanci. Per il mio povero blogghetto, che sopravvive con costanza dal 2008, non c'è molto da dire. Finiti da tempo i sogni di gloria, il blog, ormai a tutti gli effetti un travel blog, che parla solo più dei miei viaggi, anticipandovi a capitoli quello che saranno poi i miei libri, che quelli sì, le mie false guide di viaggio, continuano a uscire implacabili, ha continuato a mettere in rete i miei resoconti, che in fondo pochi seguono, anche se siamo arrivati ormai a 4769 post, il prox anno arriveremo ai fatidici, 5000 eh, se saremo ancora vivi e non dico altro! Siamo ad un passo dalle 1.900.000 visualizzazioni, con oltre 150.000 visitatori unici, almeno 50 da 40 paesi diversi, la maggior parte ovviamente dall'Italia, il 67% e poi Stati Uniti col 16% e di seguito Germania, Francia, Olanda, Singapore, Uk, Spagna, Russia e via di seguito con visite da oltre 160 paesi diversi. Al momento sto tenendo una media di 20.000 pagine viste al mese, cosa che mi fa prevedere di arrivare ai 2 mln il prossimo anno. Di media rimanete sul mio post all'incirca due minuti, cosa che data la lunghezza spesso esagerata degli stessi, mi fa pensare che si tratti di una lettura piuttosto affrettata, ma vi perdono, già se arrivate alla fine è opera meritoria. Il punto dolente come sempre sono i commenti, praticamente inesistenti, cosa che non mi dà modo di capire se le cose che scrivo siano, come vorrei, in qualche modo utili, a chi le legge o quantomeno che siano di piacevole passatempo, ma va bene lo stesso. In fondo, dato che il fine non è monetizzare, alla fin fine va tutto bene. Comunque tranquilli, per il momento proseguiremo su questa falsariga, per lo meno fino a quando troverò la forza di muovermi in giro per il  mondo con la conseguente voglia di mettervi a parte delle mie esperienze nella speranza che vi siano utili in qualche modo. E vi assicuro che è sempre più difficile e faticoso, ma vedremo. Per adesso buon anno nuovo.

lunedì 25 luglio 2022

14 anni

Forte di Frenestrelle

 Dunque nel mese di luglio di 14 anni fa, cominciava l'avventura di questo blogghetto. Strano che ancora resista, visto che i blog sono praticamente morti per mancanza di lettori e di seguito, molto più comodo mettere una fotina si Istagram e contare i like, che sbattersi per scrivere scemenze che alla fine, purtroppo e dico purtroppo, nessuno neppure ti contesta. Eppure vi confesso che tutto questo ancora mi diverte e pertanto continuerò a pestare coi due diti) indici su questa benedetta tastiera, parlando del nulla fino a quando continuerò a divertirmi. E' un modo come un altro per esorcizzare la vecchiaia e tra l'altro, visto che quasi nessuno mi risponde, anche se so che comunque qualcuno legge, sì, ci sono ancora i lettori, un modo piacevolissimo di sparare le proprie caxxxate senza contradditorio, cosa che per l'anziano, sempre meno incline alla discussione ed al confronto, ogni giorno più protervo e perentorio, è ottima soluzione. Altra cosa strana è che abbia resistito così a lungo, proprio io che ho sempre avuto tempi limitati per le mie passioni che difficilmente superavano il decennio, qui invece pare che si continui senza troppi cali di tensione. Quindi dopo avervi dato assicurazione per il prosieguo del pippone, fino a che morte non ci separi, almeno così si dice, poi nei fatti le cose vanno come vogliono andare, voglio solo riportarvi, per mera curiosità, quanto avevo scritto quel primo giorno di vita del blog, tanti anni fa e che con mia enorme soddisfazione, aveva avuto subito il suo primo lettore, anzi lettrice, la mia carissima amica, che, se potessi, abbraccerei di cuore e che di certo, se da qualche parte può ancora vedere quanto scrivo, mi rifarebbe il commento di allora. Grazie, cara Adriana. Ed ecco dunque quanto dicevo allora alla vigilia della prima serie di anni difficili, che mai avrebbero previsto come così profondamente peggio si sarebbe potuti andare:


3 luglio 2008 - Cominciamo:

Intanto cominciamo a vedere se riusciamo a dare una conferma a quanto enunciato nell'assioma: ci sono più scrittori di blog che lettori degli stessi. Inoltre non sono tanto pratico quindi, il blog nella sua forma definitiva, si formerà dopo le vacanze (formalmente io sono in vacanza tutto l'anno). Se qualcuno vuole aggiungere qualcosa, sono molto interessato ad ascoltare. Noi tuttologi, siccome non sappiamo quasi niente, ma su tutto lo scibile umano, siamo molto portati ad ascoltare. Intanto perché Il vento dell'Est? In un'altra epoca, in uno storico bar di Alessandria, i cattivi studenti passavano le ore a giocare a Ma jong. Credo che fosse l'unico posto d'Italia dove si conosceva e si praticava questo gioco cinese. Chi, dei 4 giocatori aveva la posizione del vento dell'Est governava il gioco da una posizione di vantaggio. Chissà se da lì è nata la mia inclinazione per l'oriente, incluse arti marziali, cultura e anche lavoro... Comunque il vento dell'est, il Dong Fang soffia leggero ma costante e non accorgersene e non volere tenere conto dell' ineluttabilità del suo soffiare è, a mio parere, un errore che non bisogna commettere.

E un mesetto dopo, ormai lanciatissimo, il 13 settembre 2008 scrivevo questo pezzo: Il Maratoneta:

Ma siete sicuri? Ma siete veramente sicuri? Ogni giorno rimango stupefatto dalla tranquilla certezza di chi mi circonda, dalla assoluta mancanza di dubbio, dall'accettazione dell'informazione come assioma. Ma siete sicuri che la plastica sia più inquinante del vetro? Ma siete sicuri che i cibi "biologici" (che aggettivazione idiota) siano più sani degli OGM? Perché devo sentirmi guardato con occhi stralunati e sospettosi se manifesto insofferenza riguardo ai commenti malevoli dei nostri giornalisti inviati alle olimpiadi cinesi, per cui ogni fatto è stato sottolineato solo nei suoi aspetti più negativi (che ovviamente ci sono anche) con una acredine ed un astio difficili da giustificare (evidentemente solo da me). Ma siete sicuri che l'autodeterminazione dei popoli sia un dogma e quindi ok subito al Kossovo indipendente; ma siete proprio sicuri che i Tibetani vogliano in maggioranza l'indipendenza (ma tanto adesso non c'è un politico che si ricordi se il Tibet è in Asia o in Africa, forse non l'ha mai saputo) e allora come mai siete sicuri che Ossezia e Abkazia non abbiano lo stesso diritto? e allora la Tansnistria e il Donbass? Qui vi volevo, siete sicuri? Adesso tocca a loro e bisognerà prendere posizione prima che i comportamenti degli altri vi dicano come la dovete pensare!



Mi sembra che in queste poche parole di apertura, ci fossero già i prodromi di tanti avvenimenti che poi sono accaduti, che ne dite?. Va bene, meditiamoci sopra e magari ci risentiamo domani.


giovedì 30 dicembre 2021

Consuntivo dovuto




Ancora un post di consuntivo, dai che ci sta, in fondo siamo al 30 e domani al massimo ci facciamo gli auguri che ne abbiamo tanto bisogno. Poi oggi il governo ha varato i provvedimenti anticovid ed il parlamento promulgherà la finanziaria con buona pace di tutti. Dunque cominciamo col blog, che quest'anno, tra Covid e quindi totale stop ai viaggi e conseguenti dovute relazioni, ha un po' traccheggiato. Non è che mancassero gli argomenti, per carità, ma ho scoperto che con l'avanzare dell'età ho sempre meno voglia di polemizzare con chicchessia, quindi non mi sono voluto addentrare troppo sugli argomenti piu' pruriginosi, politica, virus, economia, green, se non nei momenti in cui mi scappava davvero la pazienza a sentire sequele di castronerie e di prese per i fondelli. Quindi la realtà è che i post invece dei consueti 250-300 di ogni anno, sono scesi a 193, portando comunque il totale ad un soffio dai 3750, che non sono pochi in 14 anni di lavoro (guardate che è un impegno eh!) e con 1.255.410 pagine viste da 160 paesi del mondo, ultimo in lista il lontano Kyrghyzistan. Per la precisione 72% dall'Italia, 13% dagli Stati Uniti e poi via via tuttu gli altri, comunque con 50 paesi oltre le 30 visite, per un totale di oltre 180.000 visitatori unici. Tuttavia rimangono stazionarie le visite giornaliere, non piu' di50 al giorno e pochissimi i commenti, men che meno quelli di discussione, limitandosi al piu' ai saluti ed ai comunque graditissimi apprezzamenti. 

Insomma, al di là del fatto che per me rimane il miglior divertimento che ho trovato per consolarmi la vecchiaia, mi sono fatto convinto che vale la pena di continuare, almeno fino a quando ne avrò voglia. Sul settore pubblicazioni invece la sosta forzata mi ha obbligato a segnare il passo, non tanto perché non avessi altre false guide da portare avanti, quanto piuttosto perché non ho avuto voglia di concretizzare quello che ho già nel cassetto di cui è necessario soltanto l'ultimo maquillage prima dell'imprimatur, in particolare il lavoro che mi sembra molto interessante su Marco Polo e quello sul Tai Chi. Inoltre ci sarebbe anche la raccolta dei pezzi sul Bar Baleta, che però va ancora un po' rimpolpato. Però rimarrebbe il problema della scarsa possibilità di diffusione, visto che non ho un editore che ci possa pensare, ma me li devo vendere direttamente  per mio conto e a questo riguardo, devo dire che quest'anno le vendite hanno un po latitato, causa virus che ha ridotto l'interesse per i viaggi e quindi di conseguenza limato le vendite sul web, sulla mia vetrina di Lulu.com, e anche quelle che arrivano dalle conferenze che pur essendo riprese, hanno ridotto il numero e le presenze, non sono state così soddisfacenti da incitarmi alle nuove stampe. Quindi diciamo che anche qui si spera in un futuro anno migliore. Vedremo, vi farò sapere.




giovedì 31 dicembre 2020

Ri-San Silvestro


 

E così ci siamo arrivati al fondo di questo anno bastardo, quasi non vissuto, speriamo unico nel suo genere per un bel po'. Per carità, come già detto più volte, sono l'ultimo che si possa lamentare, ma un po' l'età, un po' il carattere, lasciatemi almeno la possibilità di fare il vecchio borbottone. Dunque classico post riassuntivo di numeri e risultati e di buoni propositi. Il blog è andato avanti di conserva su binari ormai consolidati dall'uso e dalle abitudini, con numeri, come ormai di consueto, in costante anche se lieve calo, sembrano i grafici del virus. Si raggiungono a malapena i 50 contatti al giorno, spesso meno. I commenti rari e poco contestatori, quasi quasi rimpiango le folle di haters che popolano il web. Ho cercato di fare qualche post polemico contro i no-vax, contro i salvatori del pianeta, ma niente da fare, neanche un leone da tastiera che mi insulti come si deve. Costanza nel numero dei lavori, come sempre tra i 270 e i 280 i post pubblicati e superata la boa dei 3500 totali, anzi per la precisione:3554. 1.120.000 le pagine consultate negli ultimi dieci anni, da 155 paesi, 7 dei quali con oltre 1000 visitatori unici. 

Tuttavia la soddisfazione maggiore mi è venuta dalla pubblicazione di altre 2 delle mie s-guide di viaggio, quella a mio parere interessante sulla Cina del Sud, dove nel novembre 19 ho sfiorato il Covid ameno di 500 km da Wuhan e quella rivissuta con dolore e nostalgia, dopo 43 anni del mio viaggio nel tribolato Yemen e poi la quarta antologia del blog con gli scritti dal 16 al 19, cosa che porta i miei lavori al totale di 24, datemi atto un lavoro di un certo impegno, più o meno 10.000 pagine. L'attività delle conferenze invece, causa Covid si è ridotta considerevolmente e speriamo si riprenda nel prossimo anno, spéruma ben, come si dice da queste parti. Tuttavia devo dire che tutta questa attività scriptoria mi ha aiutato parecchio a superare l'inedia mortale causata dalla reclusione forzata e quindi benedetto blog, che spero di portare avanti fin che riuscirò, virus permettendo. Quindi Buon fine d'anno 2020 anche se saltiamo il cenone e come si dice, se non ci vediamo più Buon Anno Nuovo!



mercoledì 30 settembre 2020

E' uscito il mio 22° libro: Ma il vento dell'est soffia ancora? 16 -19

Come vi ho già detto in questo periodo di forzata reclusione, ho avuto il tempo per editare addirittura tre libri. Oggi vi presento per gli amatori del cartaceo la quarta raccolta dei lavori del blog,depurati dalle S-guide di viaggio che sono pubblicate a parte. In sostanza, per gli appassionati lettori del mio blog si tratta della raccolta dei post che vanno dal 2016 al 2019. Si parla un po' di tutto, anche di viaggi in generale oltre ai miei argomenti consueti, la lingua cinese, gli accenni politici,la saga di Surakhis e tante altre cose che mi scappano di tanto n tanto , cosa che alla fine ha prodotto un tomo di quasi   pagine. Insomma un libro per amatori che vi invito a  non farvi mancare. 

Chi fosse interessato al libro che ho stampato come al solito con lulu.com, può andare nella apposita pagina/vetrina, clikkando qui, nella quale è raccolta la mia produzione che ormai ammonta a 23 titoli se non sbaglio oppure scrivermi direttamente a enricobo200 chiocciola gmail punto com,  che glie lo spedisco a casa.


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Il terzo libro: Indocina

martedì 31 dicembre 2019

San Silvestro

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Eccoci arrivati alla fine dell'anno. Momento giusto per tirare un po' le somme e capire se vale sempre la pena di continuare ad usare due o tre ore al giorno per mandare avanti questo velleitario lavoro, perché alla fine si tratta di un lavoro a tutti gli effetti. Con oggi Il vento dell'est è arrivato alla pubblicazione di 3281 post, decisamente parecchi se consideriamo che sono partito nel 2007 e la continuità di pubblicazione è stata decisamente costante, una media che sta tra i 250 e i 300 l'anno, anche se il blog ha ormai decisamente virato dalla tuttologia varia, all'essere a tutti gli effetti un travel blog. 
Tutto questo ha dato anche come risultato accessorio la pubblicazione di 21 titoli, 4 diciamo così di arte varia e 17 s-guide di viaggio, cosa che mi ha dato una gran soddisfazione, anche perché ne sono state stampate dall'inizio in tutto quasi 1000 copie. Anzi questa attività è quella che dà anche più lavoro, infatti ci sono già altri quattro titoli pronti da editare e uno in corso di stesura, come sa chi mi sta seguendo in questo momento, sul mio ultimo viaggio cinese. L'altro risultato a strascico di questa attività sono state le conferenze, 8 quest'anno, con platee numerosissime e sembra interessate, cosa che mi ha dato un grande piacere. Un'altro dato che mi ha dato piacere è stato il superamento del milione di pagine viste dall'inizio (91333 nell'anno in corso), da un insieme di 154 paesi, 10 dei quali con oltre 500 contatti. 

Il post più letto di quest'anno è stato L'Oman di casa Oman, con 1901 visualizzazioni e sono contento per il mio amico Iapo. Purtroppo il lato mezzo vuoto del bicchiere è che le visite continuano a latitare e rimangono sotto la soglia dei 50 contatti al giorno, cosa che mi lascia ancora lontano dai 200.000 contatti unici dall'inizio e sul lato commenti, poi non ne parliamo. Lo so non faccio nulla di quanto si deve fare per mettere in mostra il lavoro, che quindi rimane difficile da trovare e da raggiungere, mi dicono che bisogna cambiare il format, lo stile e così via, cosa che non sono disposto a fare, perché mi piace raccontare le cose che voglio nel modo che mi interessa, ma forse dovrei, mi dicono, fare attenzione alle tecniche SEO, che non ho capito neppure cosa siano e che non ho voglia di imparare, quindi... 

Diciamo che conto di continuare così, fino a che resisto. Avrei delle idee, ma per svilupparle avrei bisogno di collaborazione e capisco che questo sia difficile da trovare date le premesse. In ogni caso vada come vada, si continua sullo stesso binario e con l'augurio di un anno se possibile migliore di quello appena passato.

martedì 23 aprile 2019

E' uscito : Il vento dell'est soffia ancora?

Per tutti gli amatori della carta stampata, ma soprattutto di questo blog, voglio ricordare che è uscito sempre attraverso www.lulu.com (questa è la mia vetrina autore), il mio volume riassuntivo degli anni 2013-14-15, il terzo della serie, che riporta tutti i post comparsi in quei tre anni di duro lavoro, tranne quelli già raccolti nelle s-guide di viaggio e il cui originale titolo è: Il vento dell'est soffia ancora? In ogni caso, per chi non vuole riempirsi la casa di altra carta e preferisce risparmiare alberi, c'è anche la versione ebook. Ne è uscita un'altra mappazza di un certo spessore, intendo di pagine tanto ero prolisso al tempo (ora anche di più, confesso). Comunque vedete voi, praticamente è come se partecipaste ad un crowfouning di un altro mio prossimo progetto di viaggio, che è piuttosto ambizioso e di cui vi parlerò a suo tempo. Comunque qui sotto ci sono i bottoni da clikkare per chi è interessato.



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Se  vi interessano gli altri date un'occhiata qui:

http://ilventodellest.blogspot.com/p/i-miei-libri.html

sabato 29 dicembre 2018

Consuntivo


Eccoci qua, anche il 2018 è virtualmente terminato. Il mio bilancio tutto sommato, è stato positivo, sarebbe un insulto lamentarsi, in fondo quando c'è la salute c'è tutto, no? Ho avuto l'opportunità di vedere con i miei occhi quattro nuovi paesi, di girolare un po' per l'Italaia e la Francia, insomma cosa vuoi di più. Sono anche riuscito a pubblicare cinque nuove s-guide di viaggio e poi ci sono i progetti per il 2019. L'unico che piange un po' è il blog, che sembra destare sempre meno interesse. Capisco ormai il tema viaggiatorio, sempre più insistito, ha ristretto un po' la cerchia degli aficionados, questo lo capisco,  la tuttologia attirava più interessi come ovvio. Tuttavia abbiamo raggiunto il traguardo dei 3000 post, mantenendo più o meno la stessa media di pezzi postati per anno. Le pagine aperte dovrebbero aver superato il milione, in provenienza da oltre 160 paesi. 

I contatti arrivano per il 70% dall'Italia, poi dagli Usa, il resto a seguire. Purtroppo i commenti si sono ridotti quasi allo zero assoluto e sono ormai lontani i 100 contatti giornalieri dei bei tempi, ma mi contento, in fondo scrivo per me stesso soprattutto e per fermare sul supporto solido (curioso che lo senta così) le emozioni e le sensazioni che mi porto a casa dal mio girovagare. I propositi per il nuovo anno sono di continuare sulla stessa lunghezza d'onda almeno fino a che le forze fisiche e mentali me lo consentiranno. A chi vorrà raggiungermi in questo mio salotto rustico, do il benvenuto o il bentornato e lo invito ad intervenire il più possibile anche se capisco che è sempre una piccola fatica e quindi anche se in anticipo di un paio di giorni, vi auguro un ottimo 2019!

mercoledì 26 settembre 2018

E' uscito: Il vento dell'est continua a soffiare

Per tutti gli amatori della carta stampata, ma soprattutto di questo blog, voglio ricordare che è uscito sempre attraverso www.lulu.com (questa è la mia vetrina autore), il mio volume riassuntivo degli anni 2010-11-12, che riporta tutti i post comparsi in quei tre anni di duro lavoro, tranne quelli già raccolti nelle s-guide di viaggio e il cui originale titolo è: Il vento dell'est continua a soffiare. In ogni caso, per chi non vuole riempirsi la casa di altra carta e preferisce risparmiare alberi, c'è anche la versione ebook. Ne è uscita una mappazza di oltre 550 pagine, tanto ero prolisso al tempo (ora anche di più, confesso). Comunque vedete voi, praticamente è come se partecipaste ad un crowfouning del mio prossimo progetto di viaggio, che è piuttosto ambizioso e di cui vi parlerò a suo tempo. Comunque qui sotto ci sono i bottoni da clikkare per chi è interessato.





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venerdì 10 febbraio 2017

2500


Chi l'avrebbe detto in quel lontano giugno del 2008! Già, questo è il duemilacinquecentesimo post che con pazienza certosina ho editato nel mio blogghino amatissimo, nato dalle sollecitazioni dell'amica Adriana. Certo non ci avrei creduto allora, invece è diventato per me una abitudine costante che mi fa sentire in colpa quando per impegni vari o per semplice pigrizia, lo sapete che il pensionato è l'individuo più occupato della terra, non riesco a fare il mio pezzo giornaliero. Dopo anni di tuttologia, come avrete notato, il blog ha preso una direzione più specifica e per questo, e me ne rammarico, ho perso circa la metà dei miei lettori, specie quelli che si appassionavano alla mia vena intimista legata ad un passato locale e lavorativo, che amavo, ma che, diciamo la verità, avevo ormai completamente esaurito a forza di ripescare i fatterelli anche più insignificanti di un tempo. Penso che continuerò su questa linea, anche se mi piacerebbe ambire a traguardi più consistenti. Le idee le avrei anche, ma non ho le conoscenze tecniche per realizzarle, quindi le ho accantonate per tempi migliori, quando avrò raggiunto una più consistente maturità. Già faccio fatica a battere sui tasti coi ditoni da zappaterra che mi ritrovo (tranquillizzo tutti invece, che per quanto riguarda l'altro ditone, quello offeso per imperizia deambulatoria e sul quale ho pianto e fatto piangere calde lacrime qualche giorno fa, le cose stanno riconducendosi alla normalità). Sono state lette oltre 650.000 pagine e ci terrei, ad arrivare almeno ad 1 milione, cifra tonda insomma. Tenete inoltre conto che questo diluvio logorroico è stato accompagnato da qualcosa come almeno 10.000 immagini, il numero esatto non so calcolarlo con precisione e la piattaforma non mi dà gli strumenti per farlo e poi capirete che è stato uno sforzo imponente per un povero anziano che poteva starsene tranquillamente a controllare qualche cantiere, anche se purtroppo in questa città, ultimato il ponte, non ce ne sono più di aperti. Bene, termino con un dovuto ringraziamento a tutti quelli che nonostante tutto continuano a buttare un occhio di tanto in tanto per vedere se scrivo qualche cosa di nuovo e arrivederci a domani quando resistendo alla voglia di commentare i fatti del giorno perché non ne vale la pena, riprenderò a sbrodolare sul Madagascar, lavoro del quale comincio ad intravedere la fine.


martedì 7 aprile 2015

2000

Risultati immagini per 2000 

Visto che ieri ho fatto cenno al calo di audience durante la mia "presunta" assenza (mi sarò davvero assentato o ho solo finto di farlo, chissà?), mi salta all'occhio che ho saltato una ricorrenza a cui tenevo molto, per cui oggi, che ho ancora voglia di cazzeggiare invece di mettermi religiosamente a riordinare le idee, devo assolutamente sottolinearla. Nei giorni passati infatti, è scattato il post numero 2000, che per un blog nato per scherzo come tuttologico, poi virato a falso travel blog, tanto per gradire, non è una meta da poco. E' un numero rotondo e corposo che indica, in un lavoro di quasi otto anni, una certa qual dedizione e sacrificio, che in assenza di risultati più concreti, rappresenta forse più un segno di testardaggine secondo alcuni o di non aver proprio niente altro da fare, secondo altri. Ma non stiamo a sottilizzare, tanto continuerò a scrivere più o meno le stesse cose, finché ne avrò voglia. Tuttalpiù mi rimarrà storto il fatto dei contatti che non crescono o dei commenti (in media 3,2 a post) che segnalano la scarsità di interesse a discutere su quanto dico.

Per la verità non arrivano neanche insulti, cosa che rimarca una certa neutralità passiva; forse proprio questo è uno dei punti negativi del mio lavoro, quello di non suscitare neppure la polemica. Va beh, sia come sia, la cosa che mi attizza, avendo insita quella punta malefica di collezionismo, sono i 156 paesi da cui i contatti sono venuti, anche se purtroppo, non avendo la capacità di farne una versione inglese, il 90 per centro del traffico arriva dall'Italia. E pur se tra le parole chiave che hanno condotto ultimamente qualcuno da me, c'è anche "chiappe grasse", accetto tutti, anche se non so se questo utente si è trattenuto a lungo o se è slittato su altri URL di Youporn. Non importa, bisogna avere capacità di accoglienza e rivolgersi ad una platea il più possibile multiforme. Per intanto festeggio questo duemillesimo, anche se in realtà sarebbe già il numero 2018, ma è un po' come nelle inaugurazioni, che il nastro si taglia quando è disponibile il politico di turno o quando gli fa più comodo, insomma fate voi. Dai, da domani cominciamo con l'India e speriamo di essere più interessante del solito.

sabato 21 settembre 2013

1500



Ragazzi, per il blog, il mio blog, questo è un pezzo importante essendo il millecinquecentesimo post prodotto negli oltre cinque anni di vita, quasi trecento all’anno, né più né meno. D’accordo, non tutti sono stati memorabili per carità, lo so da solo; molti sono un po’ tirati giù tanto per dire la mia scemenza quotidiana, magari quel giorno lì avevo le paturnie e me lo fate notare, diminuendo commenti e visite, ma qualcuno di tanto in tanto, in particolari occasioni, vi assicuro che era davvero sentito e che ce l’ho messa tutta a cercare di farvi passare le mie emozioni o i miei pensieri. Certo, direte voi, hai fatto quello che potevi, non si può cavare sangue da una rapa e la qualità è quella che è, la botte darà sempre null’altro che il vino che contiene, ma io proseguo imperterrito, almeno fino a quando me ne rimane la voglia, comunque in questo spazio posso ancora dire la mia fin che mi pare, grazie anche a Google, che d’accordo, mi spia, legge quello che scrivo, sa quello che penso, le mie preferenze e le mie simpatie in fatto di acquisti, che è poi quello che conta oggi, e le passa ad Obama (a proposito, caro, un po’ mi hai deluso, eh, così lo sai anche tu direttamente vis à vis), ma che me lo permette di fare gratis. Ma lo sapete che ogni giorno ho un contatto fisso di 10 secondi da Mountain View – California, sempre uguale, sarà un ammiratore segreto? Ma, certo è che o sono ingenui o proprio sfacciati, basterebbe non segnalarmelo nelle statistiche e potrei sempre pensare che sono dicerie di complottisti. Ma dai che va bene lo stesso, anche se da un po’ mi hanno aggiunto delle loro pubblicità, senza chiedere eh, certo in fondo lo spazio è il loro. Va bene, da domani parto con i secondi 1500 post, ci vorranno almeno altri cinque anni, vediamo se ce la faccio e soprattutto vedremo se alla fine, rimarrete ancora con me, quasi tutti spero, senza che se ne perdano troppi per la strada.



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sabato 6 luglio 2013

Ripensamento.

Affrontare senza paura le scelte della jungla della vita. - Laos 2012


Il post di ieri era chiaramente una captatio benevolentiae come hanno capito bene tutti coloro che mi conoscono bene. E' il tipico modo di fare dei vecchi biliosi, apparentemente mostranti falsa bonomia, in realtà maligni ed invidiosi dei successi altrui, che aspirano continuamente a rassicurazioni, vellicanti il loro ego smisurato, già convinti di essere i più furbi del mondo e che inevitabilmente dopo di loro verrà il diluvio universale vista la pochezza che li circonda. E' la solita storia della falsa modestia del tipo, nulla se mi considero, tanto se mi confronto, che, venendo meno ogni tanto, cerca disperatamente rassicurazioni. Che ci possiamo fare, è che ci disegnano così e in fondo un po' lo siamo davvero. Ringrazio comunque collettivamente quanti ci hanno tenuto a battermi metaforicamente una mano sulla spalla, sottolineando che "no, Pierino, non è vero che hai la testa grossa", come nella vecchia barzelletta. Quindi tranquilli che non ho nessuna intenzione di mollare questo esercizio quasi quotidiano, esangue, è vero, per carenza di lettori e di commenti, ma di grandissima soddisfazione solitaria, una sorta di onanismo scriptorio, comune in fondo a molta gente e per cui non mi vorrete far sentire in colpa. Continuerò variegando, come di consueto i miei interventi secondo l'ispirazione del giorno, tra immagini, amarcord datati e incavolature quotidiane, perché questa in fondo è la vita, un pout pourri di sensazioni mescolate, in cui non si deve far prevalere la specializzazione accanita dell'appassionato che perde di vista il generale, dando completa via libera alla incosciente nonchallance del tuttologo superficiale, che quanto meno si diverte vivendo. Credo che comunque sia il modo migliore di trascorrere quanto ancora mi è concesso. Dunque non aspettatevi grossi cambiamenti per i prossimi cinque anni, a meno di colpi di testa improvvisi ed inopportuni, non si sa mai quali siano le pieghe sconosciute e le prove a cui ti metterà di fronte il karma. Per intanto, dopo questo chiarimento con allegata dichiarazione di intenti, godiamoci questa estate iniziata e passiamo oltre. A dopodomani.


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venerdì 5 luglio 2013

Quinto compleanno.



I compleanni vanno festeggiati. In molti casi però possono anche essere occasione per fare un punto della situazione. Vediamo un po'. Questo blog ha cominciato a muovere i primi passi, appunto con un post intitolato Cominciamo, cinque anni fa, in un luglio caldo in cui ancora non si capiva la dimensione della crisi che stava arrivando ed in un momento di spensieratezza tale che non mi ha fatto comprendere in cosa mi stavo cacciando. Per voi che mi seguite e per me che porto questa croce (e delizia) è giunto il momento di fare un esame autoptico per capire dove vogliamo andare (chi siamo, da dove veniamo, ecc.). Cinque anni non sono pochi. Hanno prodotto quasi 1500 post (siamo a un soffio), oltre 200.000 contatti da 143 paesi (inclusi Mongolia, Yemen, Gabon e altri che non ho mai avuto la possibilità di visitare), per oltre il 92% dall'Italia come è ovvio, quasi 400.000 pagine consultate. Il record di visite giornaliere è stato di 185 e quasi di 500 pagine. 171 followers fissi. Numeri tutto sommato piccoli, ma neppure troppo per un blog generico, quale è il Vento. I commenti molto pochi, che hanno appena superato i 5000  e la frequenza delle visite giornaliere poco al di sotto delle 100, che ormai da parecchio tempo mi affligge, stagna senza crescere, in quanto appare ormai come il limite fisiologico del blog, non sono certo un dato che possa entusiasmare e impongono dubbi e riflessioni. Quello che quasi tutti i giorni  mi sforzo di buttar giù smanettando sulla tastiera, interessa qualcuno o deve essere destinato solamente ad uno sfogatoio personale di dubbi, di invettiva, di presuntuosa affermazione di cose e di idee? 

Vero è che tutto questo scrivere ha anche prodotto, per mia grandissima soddisfazione tre libri ed almeno altrettanti pronti ad essere editati, ma questo è più una gratificazione personale, quella di stringere tra le mani un volume col tuo nome scritto sopra, un quadretto appeso al muro con un assegno di dollari 21, 85 non incassabile di "diritti d'autore", ma per il resto questo lavoro, che mi occupa per un paio di ore al giorno, appare sempre più fine a se stesso, che di una qualche utilità effettiva. Che fare allora? Dare una svolta restringendo i confini del lavoro, limitandolo ad esempio ai viaggi o alla fotografia o a qualcosa di altro, che so io i ricami all'uncinetto, che mi dicono seguitissimi o addirittura ai sex toys, per scendere su argomenti di interesse più moderno e generale, oppure piantare lì e dedicarsi a qualche cosa di più utile e produttivo? Una decisione non facile da meditare, che sicuramente questa estate, che parre finalmente cominciata, mi aiuterà a rendere più delineata. Bisognerà decidere cosa fare nei prossimi cinque anni. Qualunque sarà, dubito però che riuscirete a liberarvi così facilmente di me. Un segnale da parte vostra, di qualunque tipo, sarebbe comunque di un certo gradimento e potrebbe anche influenzare le mie scelte. Non credo davvero a fondo nella democrazia popolare, tuttavia il tiranno illuminato deve anche saper ascoltare. Il mio amico Paularius, prima di ritirarsi nelle Termae delle sacerdotesse callipigie, lo farebbe senz'altro.


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giovedì 5 luglio 2012

Compleblog!


Quattro anni fa, nella calura del luglio incipiente è cominciata questa avventura, sulla spinta dell'amica Adriana, colpevole assoluta di avermi gettato in questo girone dantesco da cui non riesco più ad uscire. Il blog è un po' una droga, in cui, è vero, uno scrive per sé stesso, per il proprio piacere e divertimento, come ci si continua a ripetere, visto che nessuno ti paga per farlo (sempre a monetizzare, eh! che brutta abitudine). Eppure, poi, ecco che corri a vedere le statistiche e quanti al giorno e come mai non aumentano, ma allora le cose che scrivo non interessano a nessuno, oddio sono in calo le visite e diminuisce anche il tempo trascorso ad ogni visita. Calo di interesse, ah no, è solo perché è il week end e la gente non ha voglia di perdere tempo come quando è al lavoro (eheheheh). Sarà la sindrome del predicatore, chissà. Comunque ecco qua. Dopo quattro anni ci siamo posizionati su una media di 100 visite al giorno e 200 pagine consultate. Certo non è un gran ché, ma per un blogghetto generalista basta e avanza. Vero che molte visite sono più che altro "sollecitate" e prima o poi, anche gli amici mi manderanno a quel paese a forza di ricevere le mie newsletters (qualcuno lo ha già fatto, in confidenza), ma così gira il mondo e il marketing è la chiave del successo. Comunque tanto per riassumere, in quattro anni buoni, siamo a 1133 post pubblicati (ragazzi sono migliaia di pagine!!!) anche se solo con 4262 commenti. Un po' poco una media scarsa di 4 a post e ben pochi che cercano una discussione o vogliono ampliare il dibattito. O gli argomenti non sono molto stimolanti o gli amici non vogliono affondare il coltello nella piaga. 

Pochissimi (purtroppo) gli spunti polemici che gradirei molto. Pazienza. Comunque i contatti (oltre 100.000 da 126 paesi diversi e 36 stati USA) sono una cifra che mi fa paura a scriverla. Pensare che uno butta giù qualcosa e tutta 'sta gente la legge dall'Australia alla Mongolia, al Perù, mi eccita e mi inquieta allo stesso tempo. Ti senti un po' nudo, un po' sorpreso e allo stesso tempo quasi carico di una qualche responsabilità che mi sono andato a cercare da solo. E' interessante vedere anche quali sono stati i post più popolari. Quelli più letti in assoluto, non contano molto, in realtà erano un paio di post di vicinanza al Giappone dopo lo tsunami e secondo me vengono letti proprio perché essendo in cima alla lista sono i primi che la curiosità spinge ad andare a ricercare. Poi interesse per alcune recensioni di cose d'attualità. Credo che il titolo preciso e non allusivo influenzi i motori di ricerca a portare visitatori casuali. A me che piace stornare l'attenzione con titoli fuorvianti, questo non va molto, magari però dovrò piegarmi a questa necessità. E' il mercato che lo chiede, bellezza. Però alla fin fine vorrei ringraziare tutti quelli che passano e sono passati di qui. Quelli che hanno lasciato tracce e i moltissimi che sono stati a guardare andandosene poi in punta di piedi come se avessero paura di disturbare e anche quelli che ci sono capitati per caso scappandosene subito. Qualcuno magari incuriosito è tornato, altri non hanno trovato nulla che collimasse con i loro interessi, come è giusto che sia. Un grazie di cuore sia ai fedelissimi che a tutti gli altri. Sapere che ci sono mi fa sentire in obbligo, anche in quelle volte che magari mi passa la voglia e ti viene la tentazione di smettere. Ma per ora tranquilli, si va avanti, è una minaccia.


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martedì 10 gennaio 2012

1000 non più 1000.


Mille è una cifra enorme, vi assicuro. Forse è poco se sono gli euro di uno stipendio, ma nel mio caso rappresentano una cifra addirittura impensata, quando è cominciato il giochino. E già, una mattina di di tre anni e mezzo fa ha cominciato a soffiare il vento dell'est e adesso, ecco qua il post numero 1000, roba da non credere. Diciamo quasi un lavoro a tempo pieno, ma che dà delle belle soddisfazioni. Un sacco di amici nuovi, di persone che ti scrivono cose simpatiche, pochissime, purtroppo e lo sottolineo davvero, che contestino quanto dico e Dio sa se ce ne sarebbe bisogno di un po' di contradditorio. Allora adesso vi snocciolo un po' di cifre. Quasi quattromila commenti e su un blog generalista come il mio non sono neanche pochi, oltre 100.000 contatti e più di 200.000 pagine viste; 20.000 (circa) visitatori unici, la metà dei quali, dopo la prima occhiata, ahimè non si sono più visti, che peccato non averli saputo interessare in qualche modo. Altra cosa che non avrei mai creduto, benché il blog sia strettamente in italiano e quindi poco spendibile sul web, contatti da 110 paesi, dalla Mongolia, allo Yemen, al Perù, alla Nuova Zelanda, addirittura al Bhutan, 90 solo nell'ultimo anno. Contatti da 32 stati USA, mica scherzi. Insomma che vi devo dire, per adesso sono contento e vi darei anche conferma che, per il momento, non ho intenzione di smettere, anche se magari sta diventando un vizio, spesso un po' troppo ripetitivo o sbrodolento, ma quando cadi nella droga, si sa, è difficile uscirne. 

Così se alla sera mi accorgo di non aver postato niente, mi sento un po' in colpa verso chi magari è venuto a dare un'occhiata e non ha trovato niente di nuovo, magari se ne andato deluso. Intanto i più attenti di voi avranno già notato che questo non risulterebbe proprio il millesimo post questo prodotto, facendo la somma dei numeretti che si trovano a lato, ma vi assicuro che è così, in quanto quei pochi mancanti sono già stati prodotti e vagano in quel limbo del web dove non si possono ancora vedere, pronti a calare come falchi al loro posto non appena il meccanismo ad orologeria già impostato, darà loro il via a mostrarsi in tutto la loro nudità. Già, infatti, come qualcuno già sa, c'è una macchina volante che mi aspetta e dal luogo dove sarò, temo non ci sarà verso di entrare nella rete, se non episodicamente forse. Dunque vi accontenterete, se vorrete dare un'occhiata, di una trentina di post che sembreranno adagiati sullo monitor da una mano   automatica, mentre altrove è la mente e il resto del corpo, pur meditante sulle umane miserie della vita, perché non si sa mai, potrei anche non trovare la voglia di ritornare. Dunque 1000 e non più 1000? Ma, in linea di massima spero di no, comunque, amici, stiamo in campana.

venerdì 1 luglio 2011

Tre candeline.


Dai che mi sta passando, in fondo non è niente di grave; è solo che quando cadi in una vicenda kafkiana, ti innervosisci ed è sbagliato. Magari prima o poi ve la racconto perchè fa proprio ridere. Invece oggi cade un giorno particolare, che voglio condividere con voi tutti, proprio perchè c'entrate anche voi che avete la pazienza di stare a sentire questo stillicidio di vaneggiamento tuttologico e multiforme. Infatti , il Vento dell'Est compie tre anni. Che non è poco, per uno che faceva fatica a scrivere un biglietto di auguri. Superati gli 800 post; oltre 40.000 contatti; quasi 100.000 pagine visitate e 15.000 visitatori unici da 110 nazioni diverse e l'ultima chicca, proprio ieri da parte di Kilie, che abbraccio con simpatia, essendo arrivata da poco, il 3millesimo commento, che per questo si merita citazione e linkaggio. Contemporaneamente per la gioia di molti (ricevo continui rimproveri verbali per il mio assillare) è partita la newsletter n. 200. Mi assicurano, quelli che sanno le cose, di non alzare la cresta, che sono cifre piccole, lo so, da blogghetto di periferia, in linea con la mancanza di specializzazione del lavoro; giustamente la gente ha meno interesse a perdere tempo con le parole in libertà degli altri, men che meno a commentare sul nulla e sul non specifico, ma vi assicuro che, in ogni caso, mai avrei pensato, all'inizio, che questa attività avesse questi numeri e potesse dare questo piacere. Non solo, ma il sistema ha fatto sì che, per relazione causa-effetto, ne sia nato anche un libro, la cosiddetta versione cartacea, cosa che mai avrei pensato di fare nella vita e che ha ottenuto anche un consistente successo editoriale, permettete almeno che ne meni vanto, avendo solo in quest'ultimo mese addirittura raddoppiato le vendite effettive. Il blog è davvero uno strumento potente. Riassume in un unico sistema una serie di potenzialità inconsuete.

Un gran numero di persone ha sempre ambito a scrivere i propri pensieri ed i propri sfoghi, ma anche se nella maggior parte dei casi la naturale voglia di esibizione li avrebbe voluto mostrare al mondo, questi rimanevano nel fondo di un cassetto, come morti, come le casse di diapositive accumulate nel corso degli anni a prendere polvere ed a scolorirsi man mano. Invece quello che adesso sto scrivendo, non solo è ontologicamente a disposizione di chiunque voglia leggerlo, che stia in Nuova Zelanda o in Perù o soltanto dietro casa mia, ma costui, subito dopo, può intervenire, dire che non è d'accordo e arricchire la discussione con il proprio punto di vista. Per tutto questo, grazie ad Adriana che mi ha iniettato il virus, grazie a tutti per il vostro interesse  che continua a stupirmi e che aiuta certo molto a continuare 'sta cosa, che comunque rappresenta un impegno decisamente piacevole e che ovviamente non mi avrebbe accalappiato se non mi desse in ogni caso una intrinseca soddisfazione. Vedremo fino a quando il piacere di farlo manterrà viva la voglia (per altre cose ho constatato che le due sensazioni viaggiano di pari passo). In effetti tutto questo può sembrare davvero incredibile ed è la forza vera del mezzo e la ragione del suo successo, incluso il fatto che ogni cosa, immagini, scritti, musica e chi più ne ha più ne metta, resterà lì, in sonno ma disponibile, per lo meno fino a quando tutto il supporto e il meccanismo rimarranno in funzione. La pergamena sta resistendo da un paio di millenni, le tavolette di argilla da oltre 4000, i chip di silicio, chissà.


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mercoledì 16 giugno 2010

Back to the future.

Eccomi di nuovo qua. D'accordo mi sono preso una pausa meditativa senza avvisare. E che sarà mai! Non è così grave se uno decide di isolarsi dal mondo per un periodo di tempo indeterminato, senza motivi apparenti e poi riappare tra i suoi simili, così di punto in bianco, si guarda attorno con cautela, poi, tutto di un tratto si accorge che nessuno aveva notato la sua assenza, nessuno si era preoccupato, come per quei vecchi di cui scoprono il cadavere mummificato dopo mesi, abbandonati nella solitudine dei loro appartamentini sigillati e asettici. Nessuno dei vicini aveva notato, nessuno si era accorto; ma chi, quel vecchio tignoso che strascicava i piedi e non salutava nessuno? Ma no quello è morto due anni fa, era quel tizio silenzioso con gli occhiali spessi. Ah. Ma a che ora gioca stasera l'Italia?
Va beh, adesso non ve la faccio lunga, anche perchè non è che son tornato per la disperazione. In realtà devo confessarvi che sul litorale spaparanzato davanti all'onda che fa splashhhh sui piedi, ci stavo benissimo e ci sarei stato ancora un bel po'. Con un libro in mano e gli occhiali da sole; con una mano amica che mi spalmava di tanto in tanto unguenti preziosi (ma avete visto quanto costano le creme solari?) sulla mia delicata anche se vastissima (specialmente la zona ventrale) pelle di bimbo, vedendo cari amici che ti offrono il piacere della loro presenza, con cui rispolverare antichi ricordi e raccontare nuovi progetti. Sì, sì, ci sarei stato ancora a tempo indefinito da quelle parti, altro che pausa meditativa. Però, in fondo, in fondo, grattando sotto la scorza del cinico, di tanto in tanto affluiva in superfice, come un sottile malessere, un languore dispiaciuto, un vago senso di colpa.
La mia creatura, laggiù, lontana nel mondo virtuale che languiva senza nessuna mano carezzevole che ne sfiorasse i tasti, delicatamente ma con la decisione necessaria a lasciare una traccia, come una giovane sposa ancora intonsa, coperta di veli diafani in attesa dello sposo desiderato e allo stesso tempo temuto; nessuna mano caritatevole per lanciare una piccola bottiglia (di PET naturalmente) con un minuto messaggio nel grande mare virtuale in attesa che qualcuna la raccolga. Privo dell'attrezzo informatico ed informale, mi sono sentito monco, senza una appendice ormai naturalizzatasi nel mio corpo e nel mio sentimento. Adesso gli do un taglio, intanto voglio dare un po' di aria nuova e cambiare un po' l'immagine, ma è solo il fondo, la sostanza, ahimè rimane la stessa, a parte il fatto che prometto che non parlerò mai di Berlusconi (non c'entra nulla, ma un amico che se ne intende mi ha detto che basta scrivere il Suo Riverito Nome e automaticamente aumentano a dismisura i contatti nei motori di ricerca); più che altro per festeggiare il secondo compleanno che arriva tra pochi giorni.

giovedì 13 maggio 2010

Grazie a tutti.

Un numero tondo. Un numero a cui certo non credevo di arrivare. Eppure non sono neanche due anni che con un' astuzia dialettica, la mia amica Adriana, solleticando il mio esibizionismo, mi ha spinto a cominciare questa avventura, che mi ha preso e che forse è andata al di là delle intenzioni iniziali. Questo è il cinquecentesimo post della serie, forse anche troppi se valutiamo i contenuti, ma nessuno buttato giù tanto per fare, ve lo assicuro. A questo hanno corrisposto anche oltre 20.000 contatti da 90 paesi diversi, che mi sembrano una enormità. Certo qualcuno ci è capitato per errore e quasi la metà di circa 10.000 lettori diversi, dopo esserci capitato se ne è ritratto con orrore o semplice noia, rimanendoci pochi secondi per non tornare mai più, ma molti ci sono ritornati un numero notevole di volte, direi che si sono quasi affezionati, hanno lasciato commenti di simpatia e sono diventati, e mi voglio spingere abbastanza in là, una particolare specie di amici, che non hai mai incontrato, ma che incontreresti volentieri, magari solo per fare una risata insieme o per provare una delle loro fantastiche ricette o per discutere qualcuno dei concetti che a loro volta lanciano in questo etere amorfo, ma così prolifico che è il web. Qualcuno, pochi purtroppo, perchè mi piacerebbe suscitare qualche polemica, non troppo astiosa naturalmente, ha criticato le cose che dico. Meno male, come sapete, mi piace mettere in discussione i concetti e la certezza di essere nel giusto è un dato che non mi appartiene. Troppo pochi, dicevo, perchè invidio quei blog dove le opinioni diverse si intrecciano e la discussione si fa dura e spigolosa, lasciando però sempre qualche seme utile in giro. Ho tentato anche ieri, ma vedo che i risultati sono scarsi, anzi negli ultimi tempi ho notato un certo calo di attenzione, che naturalmente mi spiace, ma capisco che dipende solo da me; i miei argomenti sono probabilmente diventati troppo ripetitivi e la mia speranza di superare stabilmente i cento contatti giornalieri si è infranta sulla scogliera dell'indifferenza. Va bene, prometto che cercherò di rinnovarmi, tentando di essere più curato, interessante e meno ripetitivo (si sa che sono doti che migliorano col passare degli anni, ahahahahah). Intanto un grazie a tutti e da domani, tanto per cambiare torniamo in Cambogia, dove momenti difficili si addensano su un vecchio corpo sfatto e ahimé troppo delicato. E adesso scusate, ma vi lascio perché devo andare dal dentista e sono già nervoso.

lunedì 26 ottobre 2009

Un altro blogger alessandrino.

Rimbrottato sul web perchè non riesco più a scendere dal treno per il Caucaso, darò, giustamente, una giornata di tregua, anche perchè mi preme presentarvi una figura molto interessante che aiuterà, chi è interessato a meglio comprendere il virus dell'alessandrinità, integrando quello che a suo tempo, aveva già così ben detto il mio illustre compaesano semiologo e frequentatore del mio stesso liceo, oltre che della storica farinateria Savino (che tra l'altro ha riaperto da poco i battenti con risultati tutto sommato accettabili). Veniamo al dunque. Con un'operazione a mio parere meritoria, l'Archivio di stato di Alessandria sta pubblicando a puntate i cartolari del Conte Pietro Civalieri, un Alessandrino Doc di cui riporto la silhouette ripresa dal volume presentato qualche sera fa, che ha visto alcuni momenti dei più potenti cambiamenti della storia Europea e Sabauda prima e Italiana poi, descrivendola con un atteggiamento tipicamente alessandrino e quindi anche sotto questo aspetto interessante. Queste migliaia di pagine che ci ha lasciato, con un racconto quasi quotidiano, costituiscono un vero e proprio blog antelitteram per capire il suo tempo ed anche per penetrare meglio l'atteggiamento tipico dell'alessandrinità. Essendo vissuto tra il 1787 e il 1870 ha potuto vedere tutti i fatti che partono dalla rivoluzione a Napoleone, alla restaurazione ed il passaggio dal piccolo regno sabaudo alla formazione dello uno stato italiano, vivendo i moti rivoluzionari e le guerre di indipendenza da un punto di vista interno e quindi assolutamente privilegiato. Ancor giovane viene mandato in missione nella Parigi postrivoluzionaria dove è ricevuto da Napoleone e conosce Chateaubriand che lo invita a casa sua e gli mostra:
diverse cosarelle indigene de' selvaggi d'America portate da lui stesso da quel lontano paese
o Madame de Stael che lo ricolma di sguardi languidi e gentilezze, oppure dell'incontro con la bellissima Duchessa di Castiglione, che in sua presenza, durante il ricevimento dall'imperatrice, viene colta da malore e che lui aiuta offrendole la sua boccetta di sali d'aceto che lei trattiene senza restituirgli. La rivede il giorno dopo ed ella lo ringrazia e anche se si scusa della dimenticanza:
votre petit flacon est toujours sur ma cheminée et me rappelle votre amable
procedé
ma se la tiene e lui non manca di far notare che
il mobilino , che era bello in verità, di cristallo tagliato a guisa di diamante
e tutto piccino ch'egli mi havea costato Lire 15.
Molto alessandrino, come le molte descrizioni di fatti e di persone della città che egli racconta con il nostro solito stile, lodandone le doti ma immancabilmente stilettando i difetti alla fine, con il più classico in cauda venenum.
La Marchesa di Sangiorgio era alta di statura, giammai bella...avea
sufficiente talento naturale e ben fornita d'istruzione. Nobile il tratto ma
mordace il parlare e quantunque di continuo applicata alle pratiche della
Religione, non era da taluno creduta veramente divota...Il suo tono allontanava
tutti da lei e non fu mai corteggiata e amata, quantunque il suo stato di fortuna
gli permettesse di ricever gente ed anzi ambivalo. Lasciò debole memoria di sé in tutte le classi e compianta, credo, da pochi.
Anche lui non resiste a tentar di definire il nerbo dell'alessandrinità:
Un non so che di protervo germina nell'animo alessandrino che fa distinguere
ovunque i suoi rampolli. Io il credo conseguenza della origine di questa
città che contrasse fin dal suo principio un non so che di rozzo nei modi e di
indipendente nel carattere che alimentossi di continuo nelle vicende delle guerre
... e le alternate vicende politiche la fecer cambiar di padrone tante volte in
pocho tempo, e impararon gli abitanti dall'esperienza acquistata ad esser cauti,
prudenti e ristretti in sé stessi, onde evitare le reazioni disastrose che
portan seco l'avvicendar de' governi di diverso colore e non v'ha dubbio che
l'uomo che si sia formato in quelle qualità, acquista energia nel pensare e
quindi l'indipendenza dell'opinione.
Indipendenza che avrà sempre fortissima quando dal gossip cittadino e dalle maldicenze licenziose gustosissime, passa ai commenti politici criticando duramente, con battute di un sarcasmo feroce il governatore Galateri inviato dalla Corte Sabauda per mettere a posto questa città di furfanti ( e in quel periodo si fucilava con una certa scioltezza), mettendone in ridicolo le manie di rendersi bello e presentabile o raccontandone con voluttà tutte le gaffes di quel "imbecille ed inetto governatore" che ogni giorno si immagina, venissero commentate con sarcasmo al Caffè o nel ridotto del Teatro . Ma non voglio più oltre togliervi il piacere di scorrere queste memorie raccolte da Panizza (direttore dell'Archivio) e Ivaldi con le dottissime note di Livraghi, tanto più che rivolgendovi all' Archivio di Stato di Alessandria potrete ottenere copia gratuita dei primi tre volumi pubblicati che vanno dall'inizio al 1836. Tanto per essere alessandrini fino in fondo.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 125 (a seconda dei calcoli) su 250!