E' arrivato anche l'ultimo giorno dell'anno, tempo di bilanci. Per il mio povero blogghetto, che sopravvive con costanza dal 2008, non c'è molto da dire. Finiti da tempo i sogni di gloria, il blog, ormai a tutti gli effetti un travel blog, che parla solo più dei miei viaggi, anticipandovi a capitoli quello che saranno poi i miei libri, che quelli sì, le mie false guide di viaggio, continuano a uscire implacabili, ha continuato a mettere in rete i miei resoconti, che in fondo pochi seguono, anche se siamo arrivati ormai a 4769 post, il prox anno arriveremo ai fatidici, 5000 eh, se saremo ancora vivi e non dico altro! Siamo ad un passo dalle 1.900.000 visualizzazioni, con oltre 150.000 visitatori unici, almeno 50 da 40 paesi diversi, la maggior parte ovviamente dall'Italia, il 67% e poi Stati Uniti col 16% e di seguito Germania, Francia, Olanda, Singapore, Uk, Spagna, Russia e via di seguito con visite da oltre 160 paesi diversi. Al momento sto tenendo una media di 20.000 pagine viste al mese, cosa che mi fa prevedere di arrivare ai 2 mln il prossimo anno. Di media rimanete sul mio post all'incirca due minuti, cosa che data la lunghezza spesso esagerata degli stessi, mi fa pensare che si tratti di una lettura piuttosto affrettata, ma vi perdono, già se arrivate alla fine è opera meritoria. Il punto dolente come sempre sono i commenti, praticamente inesistenti, cosa che non mi dà modo di capire se le cose che scrivo siano, come vorrei, in qualche modo utili, a chi le legge o quantomeno che siano di piacevole passatempo, ma va bene lo stesso. In fondo, dato che il fine non è monetizzare, alla fin fine va tutto bene. Comunque tranquilli, per il momento proseguiremo su questa falsariga, per lo meno fino a quando troverò la forza di muovermi in giro per il mondo con la conseguente voglia di mettervi a parte delle mie esperienze nella speranza che vi siano utili in qualche modo. E vi assicuro che è sempre più difficile e faticoso, ma vedremo. Per adesso buon anno nuovo.
Pagine
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mercoledì 31 dicembre 2025
lunedì 25 luglio 2022
14 anni
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| Forte di Frenestrelle |
Dunque nel mese di luglio di 14 anni fa, cominciava l'avventura di questo blogghetto. Strano che ancora resista, visto che i blog sono praticamente morti per mancanza di lettori e di seguito, molto più comodo mettere una fotina si Istagram e contare i like, che sbattersi per scrivere scemenze che alla fine, purtroppo e dico purtroppo, nessuno neppure ti contesta. Eppure vi confesso che tutto questo ancora mi diverte e pertanto continuerò a pestare coi due diti) indici su questa benedetta tastiera, parlando del nulla fino a quando continuerò a divertirmi. E' un modo come un altro per esorcizzare la vecchiaia e tra l'altro, visto che quasi nessuno mi risponde, anche se so che comunque qualcuno legge, sì, ci sono ancora i lettori, un modo piacevolissimo di sparare le proprie caxxxate senza contradditorio, cosa che per l'anziano, sempre meno incline alla discussione ed al confronto, ogni giorno più protervo e perentorio, è ottima soluzione. Altra cosa strana è che abbia resistito così a lungo, proprio io che ho sempre avuto tempi limitati per le mie passioni che difficilmente superavano il decennio, qui invece pare che si continui senza troppi cali di tensione. Quindi dopo avervi dato assicurazione per il prosieguo del pippone, fino a che morte non ci separi, almeno così si dice, poi nei fatti le cose vanno come vogliono andare, voglio solo riportarvi, per mera curiosità, quanto avevo scritto quel primo giorno di vita del blog, tanti anni fa e che con mia enorme soddisfazione, aveva avuto subito il suo primo lettore, anzi lettrice, la mia carissima amica, che, se potessi, abbraccerei di cuore e che di certo, se da qualche parte può ancora vedere quanto scrivo, mi rifarebbe il commento di allora. Grazie, cara Adriana. Ed ecco dunque quanto dicevo allora alla vigilia della prima serie di anni difficili, che mai avrebbero previsto come così profondamente peggio si sarebbe potuti andare:
3 luglio 2008 - Cominciamo:
Intanto cominciamo a vedere se riusciamo a dare una conferma a quanto enunciato nell'assioma: ci sono più scrittori di blog che lettori degli stessi. Inoltre non sono tanto pratico quindi, il blog nella sua forma definitiva, si formerà dopo le vacanze (formalmente io sono in vacanza tutto l'anno). Se qualcuno vuole aggiungere qualcosa, sono molto interessato ad ascoltare. Noi tuttologi, siccome non sappiamo quasi niente, ma su tutto lo scibile umano, siamo molto portati ad ascoltare. Intanto perché Il vento dell'Est? In un'altra epoca, in uno storico bar di Alessandria, i cattivi studenti passavano le ore a giocare a Ma jong. Credo che fosse l'unico posto d'Italia dove si conosceva e si praticava questo gioco cinese. Chi, dei 4 giocatori aveva la posizione del vento dell'Est governava il gioco da una posizione di vantaggio. Chissà se da lì è nata la mia inclinazione per l'oriente, incluse arti marziali, cultura e anche lavoro... Comunque il vento dell'est, il Dong Fang soffia leggero ma costante e non accorgersene e non volere tenere conto dell' ineluttabilità del suo soffiare è, a mio parere, un errore che non bisogna commettere.
E un mesetto dopo, ormai lanciatissimo, il 13 settembre 2008 scrivevo questo pezzo: Il Maratoneta:
Ma siete sicuri? Ma siete veramente sicuri? Ogni giorno rimango stupefatto dalla tranquilla certezza di chi mi circonda, dalla assoluta mancanza di dubbio, dall'accettazione dell'informazione come assioma. Ma siete sicuri che la plastica sia più inquinante del vetro? Ma siete sicuri che i cibi "biologici" (che aggettivazione idiota) siano più sani degli OGM? Perché devo sentirmi guardato con occhi stralunati e sospettosi se manifesto insofferenza riguardo ai commenti malevoli dei nostri giornalisti inviati alle olimpiadi cinesi, per cui ogni fatto è stato sottolineato solo nei suoi aspetti più negativi (che ovviamente ci sono anche) con una acredine ed un astio difficili da giustificare (evidentemente solo da me). Ma siete sicuri che l'autodeterminazione dei popoli sia un dogma e quindi ok subito al Kossovo indipendente; ma siete proprio sicuri che i Tibetani vogliano in maggioranza l'indipendenza (ma tanto adesso non c'è un politico che si ricordi se il Tibet è in Asia o in Africa, forse non l'ha mai saputo) e allora come mai siete sicuri che Ossezia e Abkazia non abbiano lo stesso diritto? e allora la Tansnistria e il Donbass? Qui vi volevo, siete sicuri? Adesso tocca a loro e bisognerà prendere posizione prima che i comportamenti degli altri vi dicano come la dovete pensare!
Mi sembra che in queste poche parole di apertura, ci fossero già i prodromi di tanti avvenimenti che poi sono accaduti, che ne dite?. Va bene, meditiamoci sopra e magari ci risentiamo domani.
giovedì 30 dicembre 2021
Consuntivo dovuto
Ancora un post di consuntivo, dai che ci sta, in fondo siamo al 30 e domani al massimo ci facciamo gli auguri che ne abbiamo tanto bisogno. Poi oggi il governo ha varato i provvedimenti anticovid ed il parlamento promulgherà la finanziaria con buona pace di tutti. Dunque cominciamo col blog, che quest'anno, tra Covid e quindi totale stop ai viaggi e conseguenti dovute relazioni, ha un po' traccheggiato. Non è che mancassero gli argomenti, per carità, ma ho scoperto che con l'avanzare dell'età ho sempre meno voglia di polemizzare con chicchessia, quindi non mi sono voluto addentrare troppo sugli argomenti piu' pruriginosi, politica, virus, economia, green, se non nei momenti in cui mi scappava davvero la pazienza a sentire sequele di castronerie e di prese per i fondelli. Quindi la realtà è che i post invece dei consueti 250-300 di ogni anno, sono scesi a 193, portando comunque il totale ad un soffio dai 3750, che non sono pochi in 14 anni di lavoro (guardate che è un impegno eh!) e con 1.255.410 pagine viste da 160 paesi del mondo, ultimo in lista il lontano Kyrghyzistan. Per la precisione 72% dall'Italia, 13% dagli Stati Uniti e poi via via tuttu gli altri, comunque con 50 paesi oltre le 30 visite, per un totale di oltre 180.000 visitatori unici. Tuttavia rimangono stazionarie le visite giornaliere, non piu' di50 al giorno e pochissimi i commenti, men che meno quelli di discussione, limitandosi al piu' ai saluti ed ai comunque graditissimi apprezzamenti.
Insomma, al di là del fatto che per me rimane il miglior divertimento che ho trovato per consolarmi la vecchiaia, mi sono fatto convinto che vale la pena di continuare, almeno fino a quando ne avrò voglia. Sul settore pubblicazioni invece la sosta forzata mi ha obbligato a segnare il passo, non tanto perché non avessi altre false guide da portare avanti, quanto piuttosto perché non ho avuto voglia di concretizzare quello che ho già nel cassetto di cui è necessario soltanto l'ultimo maquillage prima dell'imprimatur, in particolare il lavoro che mi sembra molto interessante su Marco Polo e quello sul Tai Chi. Inoltre ci sarebbe anche la raccolta dei pezzi sul Bar Baleta, che però va ancora un po' rimpolpato. Però rimarrebbe il problema della scarsa possibilità di diffusione, visto che non ho un editore che ci possa pensare, ma me li devo vendere direttamente per mio conto e a questo riguardo, devo dire che quest'anno le vendite hanno un po latitato, causa virus che ha ridotto l'interesse per i viaggi e quindi di conseguenza limato le vendite sul web, sulla mia vetrina di Lulu.com, e anche quelle che arrivano dalle conferenze che pur essendo riprese, hanno ridotto il numero e le presenze, non sono state così soddisfacenti da incitarmi alle nuove stampe. Quindi diciamo che anche qui si spera in un futuro anno migliore. Vedremo, vi farò sapere.
giovedì 31 dicembre 2020
Ri-San Silvestro
E così ci siamo arrivati al fondo di questo anno bastardo, quasi non vissuto, speriamo unico nel suo genere per un bel po'. Per carità, come già detto più volte, sono l'ultimo che si possa lamentare, ma un po' l'età, un po' il carattere, lasciatemi almeno la possibilità di fare il vecchio borbottone. Dunque classico post riassuntivo di numeri e risultati e di buoni propositi. Il blog è andato avanti di conserva su binari ormai consolidati dall'uso e dalle abitudini, con numeri, come ormai di consueto, in costante anche se lieve calo, sembrano i grafici del virus. Si raggiungono a malapena i 50 contatti al giorno, spesso meno. I commenti rari e poco contestatori, quasi quasi rimpiango le folle di haters che popolano il web. Ho cercato di fare qualche post polemico contro i no-vax, contro i salvatori del pianeta, ma niente da fare, neanche un leone da tastiera che mi insulti come si deve. Costanza nel numero dei lavori, come sempre tra i 270 e i 280 i post pubblicati e superata la boa dei 3500 totali, anzi per la precisione:3554. 1.120.000 le pagine consultate negli ultimi dieci anni, da 155 paesi, 7 dei quali con oltre 1000 visitatori unici.
Tuttavia la soddisfazione maggiore mi è venuta dalla pubblicazione di altre 2 delle mie s-guide di viaggio, quella a mio parere interessante sulla Cina del Sud, dove nel novembre 19 ho sfiorato il Covid ameno di 500 km da Wuhan e quella rivissuta con dolore e nostalgia, dopo 43 anni del mio viaggio nel tribolato Yemen e poi la quarta antologia del blog con gli scritti dal 16 al 19, cosa che porta i miei lavori al totale di 24, datemi atto un lavoro di un certo impegno, più o meno 10.000 pagine. L'attività delle conferenze invece, causa Covid si è ridotta considerevolmente e speriamo si riprenda nel prossimo anno, spéruma ben, come si dice da queste parti. Tuttavia devo dire che tutta questa attività scriptoria mi ha aiutato parecchio a superare l'inedia mortale causata dalla reclusione forzata e quindi benedetto blog, che spero di portare avanti fin che riuscirò, virus permettendo. Quindi Buon fine d'anno 2020 anche se saltiamo il cenone e come si dice, se non ci vediamo più Buon Anno Nuovo!
mercoledì 30 settembre 2020
E' uscito il mio 22° libro: Ma il vento dell'est soffia ancora? 16 -19

martedì 31 dicembre 2019
San Silvestro
martedì 23 aprile 2019
E' uscito : Il vento dell'est soffia ancora?
Grazie a tutti.
Se vi interessano gli altri date un'occhiata qui:
http://ilventodellest.blogspot.com/p/i-miei-libri.html
sabato 29 dicembre 2018
Consuntivo
mercoledì 26 settembre 2018
E' uscito: Il vento dell'est continua a soffiare
Per acquistare il libro, clikkare qui sotto
Per acquistare l'ebook clikkare qui sotto
Grazie a tutti.
venerdì 10 febbraio 2017
2500
martedì 7 aprile 2015
2000
Per la verità non arrivano neanche insulti, cosa che rimarca una certa neutralità passiva; forse proprio questo è uno dei punti negativi del mio lavoro, quello di non suscitare neppure la polemica. Va beh, sia come sia, la cosa che mi attizza, avendo insita quella punta malefica di collezionismo, sono i 156 paesi da cui i contatti sono venuti, anche se purtroppo, non avendo la capacità di farne una versione inglese, il 90 per centro del traffico arriva dall'Italia. E pur se tra le parole chiave che hanno condotto ultimamente qualcuno da me, c'è anche "chiappe grasse", accetto tutti, anche se non so se questo utente si è trattenuto a lungo o se è slittato su altri URL di Youporn. Non importa, bisogna avere capacità di accoglienza e rivolgersi ad una platea il più possibile multiforme. Per intanto festeggio questo duemillesimo, anche se in realtà sarebbe già il numero 2018, ma è un po' come nelle inaugurazioni, che il nastro si taglia quando è disponibile il politico di turno o quando gli fa più comodo, insomma fate voi. Dai, da domani cominciamo con l'India e speriamo di essere più interessante del solito.
sabato 21 settembre 2013
1500
sabato 6 luglio 2013
Ripensamento.
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| Affrontare senza paura le scelte della jungla della vita. - Laos 2012 |
venerdì 5 luglio 2013
Quinto compleanno.
giovedì 5 luglio 2012
Compleblog!
martedì 10 gennaio 2012
1000 non più 1000.
venerdì 1 luglio 2011
Tre candeline.
mercoledì 16 giugno 2010
Back to the future.
giovedì 13 maggio 2010
Grazie a tutti.
Un numero tondo. Un numero a cui certo non credevo di arrivare. Eppure non sono neanche due anni che con un' astuzia dialettica, la mia amica Adriana, solleticando il mio esibizionismo, mi ha spinto a cominciare questa avventura, che mi ha preso e che forse è andata al di là delle intenzioni iniziali. Questo è il cinquecentesimo post della serie, forse anche troppi se valutiamo i contenuti, ma nessuno buttato giù tanto per fare, ve lo assicuro. A questo hanno corrisposto anche oltre 20.000 contatti da 90 paesi diversi, che mi sembrano una enormità. Certo qualcuno ci è capitato per errore e quasi la metà di circa 10.000 lettori diversi, dopo esserci capitato se ne è ritratto con orrore o semplice noia, rimanendoci pochi secondi per non tornare mai più, ma molti ci sono ritornati un numero notevole di volte, direi che si sono quasi affezionati, hanno lasciato commenti di simpatia e sono diventati, e mi voglio spingere abbastanza in là, una particolare specie di amici, che non hai mai incontrato, ma che incontreresti volentieri, magari solo per fare una risata insieme o per provare una delle loro fantastiche ricette o per discutere qualcuno dei concetti che a loro volta lanciano in questo etere amorfo, ma così prolifico che è il web. Qualcuno, pochi purtroppo, perchè mi piacerebbe suscitare qualche polemica, non troppo astiosa naturalmente, ha criticato le cose che dico. Meno male, come sapete, mi piace mettere in discussione i concetti e la certezza di essere nel giusto è un dato che non mi appartiene. Troppo pochi, dicevo, perchè invidio quei blog dove le opinioni diverse si intrecciano e la discussione si fa dura e spigolosa, lasciando però sempre qualche seme utile in giro. Ho tentato anche ieri, ma vedo che i risultati sono scarsi, anzi negli ultimi tempi ho notato un certo calo di attenzione, che naturalmente mi spiace, ma capisco che dipende solo da me; i miei argomenti sono probabilmente diventati troppo ripetitivi e la mia speranza di superare stabilmente i cento contatti giornalieri si è infranta sulla scogliera dell'indifferenza. Va bene, prometto che cercherò di rinnovarmi, tentando di essere più curato, interessante e meno ripetitivo (si sa che sono doti che migliorano col passare degli anni, ahahahahah). Intanto un grazie a tutti e da domani, tanto per cambiare torniamo in Cambogia, dove momenti difficili si addensano su un vecchio corpo sfatto e ahimé troppo delicato. E adesso scusate, ma vi lascio perché devo andare dal dentista e sono già nervoso.
lunedì 26 ottobre 2009
Un altro blogger alessandrino.
Rimbrottato sul web perchè non riesco più a scendere dal treno per il Caucaso, darò, giustamente, una giornata di tregua, anche perchè mi preme presentarvi una figura molto interessante che aiuterà, chi è interessato a meglio comprendere il virus dell'alessandrinità, integrando quello che a suo tempo, aveva già così ben detto il mio illustre compaesano semiologo e frequentatore del mio stesso liceo, oltre che della storica farinateria Savino (che tra l'altro ha riaperto da poco i battenti con risultati tutto sommato accettabili). Veniamo al dunque. Con un'operazione a mio parere meritoria, l'Archivio di stato di Alessandria sta pubblicando a puntate i cartolari del Conte Pietro Civalieri, un Alessandrino Doc di cui riporto la silhouette ripresa dal volume presentato qualche sera fa, che ha visto alcuni momenti dei più potenti cambiamenti della storia Europea e Sabauda prima e Italiana poi, descrivendola con un atteggiamento tipicamente alessandrino e quindi anche sotto questo aspetto interessante. Queste migliaia di pagine che ci ha lasciato, con un racconto quasi quotidiano, costituiscono un vero e proprio blog antelitteram per capire il suo tempo ed anche per penetrare meglio l'atteggiamento tipico dell'alessandrinità. Essendo vissuto tra il 1787 e il 1870 ha potuto vedere tutti i fatti che partono dalla rivoluzione a Napoleone, alla restaurazione ed il passaggio dal piccolo regno sabaudo alla formazione dello uno stato italiano, vivendo i moti rivoluzionari e le guerre di indipendenza da un punto di vista interno e quindi assolutamente privilegiato. Ancor giovane viene mandato in missione nella Parigi postrivoluzionaria dove è ricevuto da Napoleone e conosce Chateaubriand che lo invita a casa sua e gli mostra: diverse cosarelle indigene de' selvaggi d'America portate da lui stesso da quel lontano paeseo Madame de Stael che lo ricolma di sguardi languidi e gentilezze, oppure dell'incontro con la bellissima Duchessa di Castiglione, che in sua presenza, durante il ricevimento dall'imperatrice, viene colta da malore e che lui aiuta offrendole la sua boccetta di sali d'aceto che lei trattiene senza restituirgli. La rivede il giorno dopo ed ella lo ringrazia e anche se si scusa della dimenticanza:
votre petit flacon est toujours sur ma cheminée et me rappelle votre amablema se la tiene e lui non manca di far notare che
procedé
il mobilino , che era bello in verità, di cristallo tagliato a guisa di diamanteMolto alessandrino, come le molte descrizioni di fatti e di persone della città che egli racconta con il nostro solito stile, lodandone le doti ma immancabilmente stilettando i difetti alla fine, con il più classico in cauda venenum.
e tutto piccino ch'egli mi havea costato Lire 15.
La Marchesa di Sangiorgio era alta di statura, giammai bella...aveaAnche lui non resiste a tentar di definire il nerbo dell'alessandrinità:
sufficiente talento naturale e ben fornita d'istruzione. Nobile il tratto ma
mordace il parlare e quantunque di continuo applicata alle pratiche della
Religione, non era da taluno creduta veramente divota...Il suo tono allontanava
tutti da lei e non fu mai corteggiata e amata, quantunque il suo stato di fortuna
gli permettesse di ricever gente ed anzi ambivalo. Lasciò debole memoria di sé in tutte le classi e compianta, credo, da pochi.
Un non so che di protervo germina nell'animo alessandrino che fa distinguereIndipendenza che avrà sempre fortissima quando dal gossip cittadino e dalle maldicenze licenziose gustosissime, passa ai commenti politici criticando duramente, con battute di un sarcasmo feroce il governatore Galateri inviato dalla Corte Sabauda per mettere a posto questa città di furfanti ( e in quel periodo si fucilava con una certa scioltezza), mettendone in ridicolo le manie di rendersi bello e presentabile o raccontandone con voluttà tutte le gaffes di quel "imbecille ed inetto governatore" che ogni giorno si immagina, venissero commentate con sarcasmo al Caffè o nel ridotto del Teatro . Ma non voglio più oltre togliervi il piacere di scorrere queste memorie raccolte da Panizza (direttore dell'Archivio) e Ivaldi con le dottissime note di Livraghi, tanto più che rivolgendovi all' Archivio di Stato di Alessandria potrete ottenere copia gratuita dei primi tre volumi pubblicati che vanno dall'inizio al 1836. Tanto per essere alessandrini fino in fondo.
ovunque i suoi rampolli. Io il credo conseguenza della origine di questa
città che contrasse fin dal suo principio un non so che di rozzo nei modi e di
indipendente nel carattere che alimentossi di continuo nelle vicende delle guerre
... e le alternate vicende politiche la fecer cambiar di padrone tante volte in
pocho tempo, e impararon gli abitanti dall'esperienza acquistata ad esser cauti,
prudenti e ristretti in sé stessi, onde evitare le reazioni disastrose che
portan seco l'avvicendar de' governi di diverso colore e non v'ha dubbio che
l'uomo che si sia formato in quelle qualità, acquista energia nel pensare e
quindi l'indipendenza dell'opinione.















