| foto T. Sofi |
dal cocuzzolo
scivolando con gli sci -
larici bianchi
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Intanto batteranno bene tutto il versante del cybermondo, dove sono sempre stati molto attivi, dalle loro basi di S. Peterburg, continuando a destabilizzare il governo ukraino sempre piuttosto sui carboni ardenti, che dalla situazione è stato il piu' bastonato, sia per le improvvide dichiarazione americate, che per la sua intrinseca debolezza interna. Biden cha ha perso su tutta la linea, potrà sempre dire che aver fatto la voce grossa è servito a fermare una invasione certa e a bloccare almeno ancora per un po', per lo meno fino a quanto la Germania gli andrà dietro, il Northstream2, che era la cosa che gli premeva di piu', continuando a riempire di armi gli Ukraini. Tutti contenti dunque. Beh, per gli Europei e per gli Italiani in particolare, non tanto, perché la situazione non consentirà a breve un ribasso dei prodotti energetici che rimarranno caldi almeno ancora per un po', certo potrebbe servire a far riprendere la produzione del nostro gas, stupidamente fermato da politicanti finto ecologisti, interessati solo a cavalcare l'onda senza capire cosa è davvero buona ecologia e cosa solo fuffa verde. Purtroppo questo sarà il nostro problema in questo anno elettorale, la bassa tacca dei nostri politici, interessati solo a racimolare qualche voto in piu' e poco all'interesse del paese. Che bello sarebbe se almeno qualcuno di loro avesse negli occhi la determinazione della nostra straordinaria Goggia e volesse seguire l'esempio delle parole da lei pronunciate all'arrivo. Crederci fino in fondo, dare il meglio di sé comunque, onore a chi vince perché se lo è meritato, senza invidie sciocche. Un argento che vale il platino. Grazie Sofia!
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La foto è saltata fuori da facebook, come un amo irresistibile nella pesca dei ricordi. In fondo anche a questo può servire il web e chissà che non venga proposta, nella prossima serie, se ci sarà, di Squid games, in fndo i giochi dei ragazzini son simili in tutto il mondo. Ed eccomi subito ragazzino, nel paesello dove stavo nelle mie estati bambine. Queste non erano ancora gli anni delle nuove esplosioni ormonali che portavano gli occhi a cercare quelle irreristibili falene che popolavano le notti di sogni irrealizzati e irrealizzabili, ma quelli che venivano subito prima, precedendo di poco le puberi delusioni, quelli delle infinite ore di gioco col gruppetto di ragazzotti che si trovavano sulla piazza del paese in cerca di qualche cosa da fare. Avevo capito subito (che mente intelligentissima!) che la mia manualità era del tutto deficitaria, come sarebbe rimasta per tutto il resto della mia vita. Nei vari giochi di abilità in cui non aveva la prevalenza la testa, risultavo sempre tra gli ultimi, per non parlar delle attività sportive, dove avevo avuto l'onta di essere stato relegato a paraspigolo nella palestra dove si giocava a pallacanestro, dopo aver constatata la mia percentuale infima nei tiri liberi e la mia assoluta inettitudine al palleggio e nei giochi di coppia non venivo mai scelto se eravamo dispari o preso per ultimo con un sospiro di delusione da parte del capitano del caso, se eravamo pari. A biglie un disastro, un furbacchione addirittura piu' piccolo di me, me le aveva fregate quasi tutte, sul sagrato della chiesa ed io ero rimasto lì con la montata di lacrime che faticavo a trattenere, a rimuginare sulla mia incapacità, rivangando nellamente le strategie perdenti che avevo adottato, mentre il piccolo infingardo se ne andava col mio tesoretto vinto che io non avrei piu' potuto ricostituire.
Non parliamo dei vari gochi con le figurine, quelle che si tiravano contro il muro, nelle varie versioni, o ad arrivarci piu' vicino o a coprirle con l'ultimo lancio. Qui non partecipavo neanche per non farmi divorare le poche doppie che avevo, da tenere con cura per poter partecipare al classico celo-manca fuori della scuola. Certo inquesta attività andavo molto meglio, utilizzando quelle tecniche contrattuali, che imparai subito con successo al fine di aumentare il mio scarso mucchietto. Ma in questo gioco delle cinque pietre della foto, devo dire che ero veramente negato. Per chi non lo conoscesse, consisteva nel lanciare le cinque pietre, cercando di mantenerle a terra in una posizione favorevole, poi se ne sceglieva una, quella caduta piu' lontana, la si lanciava in alto e poi mentre scendeva se ne raccoglieva una a terra, prendendo al volo quella lanciata, fino a raccoglierle tutte, il gioco proseguiva poi raccogliendone due, poi tre, poi quattro. Se nel corso della routine te ne cadeva qualcuna dalla mano, passava il turno al tuo avversario e tu dovevi ricominciare da capo. Vinceva chi non sbagliava mai fino alla fine. Bene io non ci sono mai riuscito, infatti per qualche oscuro impedimento di coordinazione, non riuscivo mai a riacchiappare la pietra lanciata che mi cadeva ingloriosamente a terra, condannandomi alla consueta ignominiosa sconfitta. Devo dire che, anche per chi, come me, si comportava in maniera manifestamente inetta, non c'erano bullistiche messe alla berlina, bastava la soddisfazione di manifesta superiorità. Però faceva parte di quell'amarognolo in bocca che spesse volte ha colorato la mia verde età.
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Andiamo ad esaminare adesso la parte russa, che come ho spesso detto, risente di una posizione di debolezza che Putin non ha mai avuto in precedenza. Il nervosismo dell'opinione pubblica, provata dalla pandemia a cui non ha risposto nelle vaccinazioni (tradizionalmente in quasti paesi i consigli governativi non sono accettati dalla pancia della gente) e da una economia in affanno che non ha risposto alle aspettative; l'opposizione interna, che pur tenuta a freno coi metodi durissimi, propri delle dittature, diventa sempre più ingombrante e la sensazione che il paese stia perdendo colpi nello scacchiere mondiale, indebolisce fortemente il palazzo, bisognoso quindi di mostrare i muscoli per mostrare di essere sempre in sella. A questo bisogna aggiungere, la sensazione del Cremlino di subire un accerchiamento da parte dell'alleanza atlantica, con l'espansione potentissima che ha avuto ad est la NATO. La presenza dei missili USA nelle repubbliche Baltiche, in Polonia, in Georgia, nei Balcani e adesso si teme appunto anche in Ukraina, in pratica a sette minuti da Mosca, farebbero tremare le gambe a chiunque. Da qui la necessità di far la voce grossa nelle trattative e la richiesta di impegni formali sulla non espansione ulteriore della NATO e contemporaneamente tentare di chiudere il conto sulla occupazione della Crimea e ottenere una balcanizzazione del Donbass, utilizzando come armi di discussione il gas agli europei che ne sono dipendenti e anche una eventuale azione militare su Kiev. A suo ulteriore vantaggio di posizione ha l'appoggio incondizionato della Cina, che da questa situazione può ottenere senza nulla fare, solo ulteriori vantaggi geopolitici, che vanno dall'attenuazione dell'attenzione del mondo sulle sue problematiche interne, questione uigura, Hong Kong e un ulteriore guadagno di spazio nel mar Cinese Meridionale e sulla presa di Taiwan.
In mezzo c'è l'Europa che non riesce a causa dei differenti interessi, a mostrare una faccia comune. Da una parte il bisogno di gas, noi, la Germania, i paesi neoarrivati nell'Unione, e molti altri, e quelli che invece non ne hanno bisogno come i nordici o la Gran Bretagna che indipendente sotto questo aspetto, serva sciocca degli USA, grida più forte che può per far dimenticare i suoi gossi problemi interni. Per i deboli, noi per primi, c'è anche il grosso danno che abbiamo dalla perdita di export dovuto alle eventuali sanzioni imposte dalle alleanze e che invece di danneggiare la Russia, che può tranquillamente fare a meno del parmigiano, fa tanto, tanto tanto male a noi. E infine ci sono gli USA che in questo momento sembrano volere lo scontro a tutti costi. Perché, questo atteggiamento muscolare, reiterato di giorno in giorno? Il problema più importante viene dalla terribile debolezza interna che in questo momento ha Biden, sceso sotto il40% nella popolarità, terrorizzato dalla vicine elezioni di midterm che con una sconfitta anche leggera, perderebbe il controllo del paese, già fortemente provata dalla percussione continua e feroce di un Trump alla ricerca della rivincita con ogni mezzo anche illecito, trasormandolo in quella anatra zoppa che lo condannerebbero ad un fine mandato disastroso. A questo si aggiunga che il ritiro attivo dei boots on ground, da quasi tutti i teatri mondiali, ha innervosito il Pentagono e tutte le industrie di armi americane che ad arsenali pieni, non sanno più come smaltire i materiali obsoleti per ricominciare a lavorare a pieno ritmo.
Altri fattori di debolezza interna vengono dalla coda del Covid, con annessa anarchia popolare alle raccomandazioni mediche; dall'economia che non ha il recupero sperato, condizionata da un tasso inflattivo che la FED non riesce più a minimizzare e che la costringerà a 4 o 5 temutissimi aumenti di tassi nell'anno, che cambierebbero decisamente l'orizzonte portando il barometro dei mercati mondiali sulla burrasca. Dunque Biden sa che mostrare ulteriore debolezza sarebbe la fine definitiva sua e dell'Asinello, portandolo al disastro nel 2024. Ecco la spiegazione dei movimenti USA dell'ultimo mese, la cui pervicace necessità di tenere alta l'attenzione e la minaccia di inevitabilità di arrivare ad uno scontro reale diventano di giorno in giorno più aggressive. Come primo atto si sono messi sotto i riflettori gli spostamenti di truppe russi al confine ukraino e in Bielorussia, in altri tempi magari giudicati normali, anche se da tenere d'occhio sottotraccia. Qui invece il battage mediatico vuole evidentemente tenere caldo il forno e giustificare l'invio di truppe, anche se in piccoli contingenti dimostrativi più che altro, ma per mostrare al mondo che si fa sul serio. Contemporaneamente si dispiega una massiccia fornitura di armi, che di certo contenta pentagono e costruttori, anche se gli alleati più importanti sono su questo punto molto più cauti, generando certo irritazione negli ambienti del Pentagono. Ovviamente si prosegue con un atteggiamento negativo sulle richieste formali russe, rigettando le richieste per buttare ulteriore benzina sul fuoco, quando se si fosse alla ricerca di distensione, sarebbero bastate dichiarazioni di facciata, tranquillizzanti su un eventuale allargamento della NATO all'Ukraina.
Inoltre il segno peggiore è quello della vetrina quasi giornaliera con la quale i Servizi americani sbandierano ipotetici fake che i Russi starebbero preparando per giustificare una invasione. Sono tutte dichiarazioni estremamente sospette perché supportate da prove vaghe o addirittura inesistenti, che la stampa e i media continuano a scandagliare con molta incredulità, memori dei fake di Colin Power che provocò la scusa per la guerra in Iraq, madre di tutti i disastri provocati dagli USA in Medio Oriente. Ma questa linea persiste con pervicacia, tali da far pensare che gli USA cerchino ad ogni costo di provocare lo scoppio delle polveri, mostrando al mondo di essere sempre i piùpotenti, i più palluti, per ricalibrare i problemi interni, facendone dimenticare la gravità al pubblico e provocando la morte definitiva del North Stream 2, concorrenza per loro insopportabile ma terribilbemte dannosa per noi e i paesi del nord Europa, Germania in testa, che sta cercando di resistere. Questi due obiettivi principali, a mio parere continueranno ad essere perseguiti con determinazione mirando a far esplodere il conflitto, nella speranza che rimanga limitato (infatti continuano a rimarcare che non invieranno truppe in Ukraina). Purtroppo Biden, certamente mal consigliato dai suoi vertici militari e forse dalle lobbies energetiche, che hanno interesse a mantenere alti i prezzi delle materie prime, ha deciso di insistere in questo quadrante invece di concentrarsi sul suo nemico vero che è, in questo momento, la Cina. La speranza che per noi e l'Europa non si precipiti verso il disastro, sta nella capacità di Putin di uscire dall'impasse senza perdere la faccia, insomma ritirarsi dicendo di avere vinto, sperando che gli USA, con l'aiuto dagli estremisti ukraini non si inventino comunque un casus belli fasullo per spaccare tutto. La situazione è moto pericolosa, la Cina inoltre ha interesse a che il conflitto si esprima per poter fare qualche colpo di mano nelle sue aree di influenza. Noi siamo come i vasi di coccio tra quellli di ferro. Incrociate le dita.
| ...e sono solo soldi, soldi, soldi... |
L'assenza al completo delle rappresentanze ufficiali di queste ultime nelle tribune d'onore, non fa che sottolineare questa linea, in cui si evidenziano al massimo i contatti con ogni rappresentante dei regimi piu' autoritari che si sono affrettati al contrario a prendere posto nei sedili rimasti vuori e successivamente essere ricevuti da Xi con tutti gli onori e lamassima visibilità, dal signore del Kazakistan, ad AL Sisi, a tutta la silata di Emiri e sultani del golfo, la nuova nobiltà degli strumenti energetici che conta nel mercato. Il segnale di rimanerne sdegnosamente fuori, potrebbe rivelarsi irriso e perdente nel futuro a breve, per chi si sta disabituando, anche nel sentore dei popoli di tutto il mondo che subiscono sempre di piu' il fascino dell'uomo forte, nei confronti della lenta fatica della democrazia in favore della celere efficienza e dei risultati delle dittature. Ovviamente la mancanza di una voce unica europea è il lato piu' criticabile della situazione, che ne rimarca ancor piu' la debolezza, segnata dalla continua voglia di andare in ordine sparso e condannandosi sempre di piu' all'insignificanza nella scacchiera del potere. D'altra parte aveva ben detto Kissinger: - Parlerò con lEuropa quando mi daranno un unico numero di telefono dove chiamare.- Comunque lo svolgersi delle gare, con la conseguente pax olimpica che di solito funziona in questi frangenti, attutirà per almeno due settimane il ruumore delle cannonate sui confini russo-europei, anche se appare sempre piu' evidente la volontà americana di creare il casus belli per dare fuoco alle polveri.
Crisi interna con alta inflazione, forse non controllabile coi tradizionali mezzi monetari, calo dei consensi dovuti alla debolezza di Biden, soprattutto arsenali da svuotare, convenienza a mantenere alto il prezzo delle fonti energetiche, tutto converge alla necessità per gli USA di alzare la tensione. Dispiace solo che i Russi stiano cadendo nel trappolone e che si siano spinti un po' troppo avanti con le prese di posizione per arretrare, dimostrando a loro volta debolezza. Situazione antipatica in cui l'Europa ci va di mezzo cascandoci dentro con tutte le scarpe, come sempre divisa anche dagli interessi contrastanti di paesi come il nostro, completamente deficitari nell'energia e fortemente indebitati contro paesi a cui l'aumento del gas fa poco o nullo danno e hanno i conti relativamente a posto e possono quindi di nuovo avvantaggiarsi. La realtà per noi non è bella affatto. Governo perennemente in bilico a causa dell'anno elettorale, mentre dovrebbe tirare al massimo per dare risultati, spread che comincerà a far sentire l'artiglio al piu' presto, economia che invece di ripartire, comincia a sentire il freno potente di inflazione importata e mancanza di componenti, tensioni sociali inevitabili in questi frangenti. Insomma ce n'è a sufficienza per pensare ad un 2022 difficile dove però basterebbe pochissimo per far stravaccare il carico al di qua o al di là della vetta. Disastro, se tutti i cigni neri si unissero in una sola e disastrosa tempesta perfetta, spinta fenomenale se la maggior parte delle cose, a partire dai problemi pandemici si avviassero a soluzione indolore. Dai, sarà una bella avventura.