sabato 13 aprile 2019

Central India 10 - Una festa in paese


Contadino Baiga

Tatuaggi Baiga
Tatuaggi Baiga
Sunny belli capelli pontifica distribuendo il rancio. Lui è uno di quelli che hanno capito bene che aria tira in Occidente, il vento di naturalità, di biologico, di incontaminata purezza della vita di una volta e soprattutto che tutto ciò si può vendere bene, ancor di più se lo condisci con un poco di esotismo religioso, tikka rossa sulla fronte e profumi di incenso. Tutto può contribuire al business e far salire i prezzi, migliorando il bilancio finale. Però si sta davvero bene sotto le pergole a bere thé profumato, sbocconcellando banane e cucchiaiate di tenera polpa di papaya. A farti digerire ci pensa poi la pista che si infila tra le colline. Un altro bel mercato ai margini di un piccolo paese di etnia Baiga. Qui c'è davvero un sacco di gente che si muove tra i banchi pieni di mercanzia, tra i quali anche molte donne completamente tatuate, credo dalla testa ai piedi, come si vede bene dalle superfici di pelle esposta e lasciata visibile dalle stoffe colorate. Spalle e polpacci ricoperte da larghi tratti rettilinei neri che scandiscono un ritmo regolare alternato. Sulla fronte le già viste sequenze di linee e puntini riuniti in una V centrale. Molte hanno gli omeri stretti in bellissimi bracciali argentati dalle linee sinuose, altre orecchini eleganti con lunghe catenelle che bordano completamente il padiglione dell'orecchio. Qualcuna porta spesse collane rotonde finemente incise. In effetti nella zona più appartata del mercato c'è un'area con banchi chiusi e più protetti. Sono i negozi degli argentieri che espongono a terra la loro merce di pregio che un poco stona in questo mercato di patate e cipolle. 

La festa di Hanuman
Al centro di ogni banco, appoggiato su qualche cuscino, appena per poter rimanere sollevato un poco più comodamente da terra, il padrone dello stallo, sempre piuttosto grassoccio, che si guarda intorno con l'occhio porcino socchiuso come un ragno al centro della tela in attesa che qualche mosca si impigli bene. Davanti a lui un bilancino per pesare i monili che ha distesi a terra tutto intorno. Qui come a Valenza si vende tutto a peso, 450 rupie per 10 grammi se non ho capito male, può essere? Tuttavia non è molto chiaro quale sia il titolo dell'argento; qualcuno assicura 925, ma vai a sapere. In ogni caso, bisogna ammettere che gli oggetti sono piuttosto belli e particolari. Più in là qualche banco vende anche monili dal disegno simile, ma di metallo malamente argentato a prezzi ovviamente più accessibili anche alla gente del villaggio, per non parlare di quelli di plastica colorata che pendono a grappoli dai vari braccialettai in fondo al mercato, circondati da schiere di ragazze che si provano compulsivamente blocchi di cerchietti da 5 o 7 pezzi alla volta. I vetrini incollati brillano sotto i raggi del sole e questo basta a farli apparire così desiderabili. Molte ne hanno già i polsi e le braccia piene. La femminile voglia di ornarsi e di farsi attraenti non conosce sosta in ogni tempo ed a qualunque latitudine, almeno così mi pare di avere visto.


Hijra
Quando torniamo verso casa la bella luce aranciata della sera avvolge i campi ed i boschi circostanti, facendo apparire ogni radura, ogni spazio tra le case un luogo fatato che risplende di ricca bellezza, che sia una donna chinata a vagliare il riso per la cena o un gruppo di ragazze che impastano torte di sterco di vacca prima di allinearle al sole perché secchino bene, a formare una congrua riserva di combustibile per la cucina. Poi la strada rimane bloccata da una processione che sta uscendo dalle case. Un carro, tirato da un trattore con molta gente sopra che canta e rumoreggia. Intorno donne vestite a festa che seguono sbattendo le mani; molti ragazzini con la maschera che simula Hanuman il re delle scimmie, che aiutò Rama nella sua lotta contro il demone Ravana che aveva rapito la sua principessa Shita. La processione passa strombettando poi si perde nel bosco e noi proseguiamo verso casa. Eccolo là, il nostro Sunny ci aspetta proprio davanti alla porta del giardino, c'è in corso una festa di paese poco lontano da qua. E' di certo un'occasione da non perdere. Ci infiliamo dunque per un viottolo di campagna che taglia attraverso le risaie secche. Dopo qualche chilometro, al limitare di un bosco compaiono le prime case del paese, segnalate da un lontano tintinnare di cembali e spernacchiar di trombe. 

Contadino Baiga
La gente sta arrivando dal circondario e man mano che ci inoltriamo tra le case diventa sempre più fitta, fino ad arrivare al centro del paesino, in una sorta di piazza triangolare dove è ormai divenuta una vera e propria folla. Da ogni parte si levano canti, molti hanno in mano strumenti musicali, tamburi, trombette ed altri mezzi a percussione, atti più che altro ad aumentare il rumore e la confusione. Naturalmente tutti ci fanno subito spazio, incuriositi anche dalla inconsueta presenza di stranieri alla manifestazione. Al centro della piazza, alti pali ornati di fiori, attorno ai quali la gente, uomini prevalentemente, ballano e cantano con gran foga. All'apparenza di alcool ne deve essere già corso parecchio, almeno a giudicare dagli occhi piuttosto strabuzzati di molti. Schiere di donne invece sono assiepate intorno a guardare la festa in pieno svolgimento. Ma davanti ai pali il movimento più frenetico si svolge attorno a due figure particolari che spiccano vivacemente con i loro sari coperti di pizzi, ori, specchietti e paillettes, di un rosso smagliante una, di un azzurro carico l'altra. Truccatissime e ricoperte di bracciali e altri monili sberluccicanti, le labbra di un rosso vistoso, la pelle del viso bianchissima a causa di uno spesso strato di cipria chiara, sono due Hijra, i transessuali indiani che formano una vera e propria casta, temuta per i malefici che può scagliare che sempre vengono invitati nelle feste, un po' per fare colore, un po' per tradizione. 

Donne di etnia Gond alla festa
Non è certo una rarità trovare questi personaggi in giro e tutto questo rappresenta una strana situazione propria che io sappia solo della società indiana. Infatti mentre l'omosessualità è in generale decisamente malvista e quasi ufficialmente ignorata, la transessualità è addirittura istituzionalizzata religiosamente in comunità specifiche e, che io sappia, questo è l'unico paese che nei documenti ufficiali come ad esempio per la richiesta del visto, nello spazio Genere, sono previste tre caselle: maschile, femminile, altro. Molto avanti nella teoria gender, non vi pare? Ovviamente la presenza di occidentali li motiva immediatamente a rendersi più visibili ed accattivanti, porgendo il proprio lato migliore per eventuali foto, mostrandosi all'obbiettivo e muovendosi con la maggiore attrattività possibile. No men, no women, li etichetta sbrigativamente il nostro Sunny, sistemandoli in maniera inequivocabile nella corretta categoria del suo mondo mentale e mi trascina invece verso il palco, dove gli anziani del paese circondano un personaggio dall'aria paciosa che viene evidentemente da fuori. Pare che sia un importante politico locale del BJP che sta facendo il giro dei villaggi, in piena ormai, battaglia elettorale, tra feste, comizi e promesse, infatti si va alle urne proprio in questi giorni e la campagna è in pieno corso. 

La festa
Sunny evidentemente parteggia per questo fronte, quello dell'estremismo induista, ormai molto popolare o populista, a seconda di come la pensate voi, da queste parti. Andiamo a salutarlo, d'altra parte, anche lui è persona importante dell'area, come imprenditore turistico. Omaggiamo l'autorità con deferenza, mentre lui ci sorride con degnazione quasi benedicente, consapevole che se siamo lì voteremo senz'altro per lui. Il mio accompagnatore è abbastanza caldo sull'argomento: "Sai - mi dice sottovoce - lui ha fatto tanto per il popolo e quindi dobbiamo sostenerlo a tutti ii costi". Qui la politica è argomento piuttosto caldo e le opinioni non si discutono a quanto mi sembra di capire, ma si aderisce come con le tifoserie. L'avversario, ha torto ed è corrotto a prescindere, honestà, honestà, mi sembra di averlo già sentito questo mood e poi se qui è così, che stiamo parlando della più grande democrazia del mondo, almeno 700 milioni di votanti, vuoi che non sia il metodo giusto? La festa continuerà tutta la motte. Vecchi baffuti e ragazzi scalmanati continuano a ballare con mazzi di fiori finti legati attorno alla testa. Ce ne andiamo tra i saluti della folla, anche l'Hijra vestito di rosso, si esibisce con ulteriori piroette e movenze flessuose che vogliono essere il massimo della sensualità e si gira un'ultima volta lanciandomi uno sguardo carico d'intesa, con una definitiva strizzatina d'occhi. Ormai è scesa la notte, ma sulle pareti delle capanne sono ancora ben chiari i simboli del loto che invitano a votare il nostro amico.

Anziano Gond alla festa


Donna Baiga
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