martedì 31 marzo 2020

Recensione: S. Zweig - Momenti fatali




Un autore importante, Zweig, storico, oltre che scrittore e poeta, in fuga dal nazismo e suicida in Brasile nel '43, che ha lasciato parole premonitrici, oggi tremendamente attuali: "Il grande monumento dell'unità spirituale d'Europa è andato in rovina, i costruttori si sono smarriti, esistono ancora i suoi merli, ancora si ergono sopra il mondo confuso i suoi codici invisibili, tuttavia senza lo sforzo comune, manutentore e perseverante, essa cadrà nell'oblio", e già allora la gente invece di rimanere inorridita da questa prospettiva ne gioiva stolidamente. E poi ancora "l'Europa ha sconfitto la ragione lasciando trionfare la brutalità selvaggia: La vera patria che il mio cuore si era eletto, l'Europa, è perduta". Era stato abituato a vivere nella Austria felix, colta e serena del fine '800 nella quale: "Era dolce vivere in una atmosfera di tolleranza, dove ogni cittadino, senza averne coscienza, veniva educato a essere supernazionale e cosmopolita". Cento anni dopo tutto si sta ripetendo con incredibile implacabilità, mentre folle sempre più folte ululano la loro adesione fatta di assenza di dubbi, sotto i balconi virtuali dei social, le nuove casse di risonanza dell'idiozia generalizzata, Eco docet. La macchina della propaganda più becera, le varie Bestie sono in azione sistematica da tempo e gli utili idioti ne moltiplicano all'infinito le fake sempre più sofisticare, in modo che l'avvelenamento dei pozzi contamini sempre di più la popolazione del villaggio globale, ottenebrando le deboli menti. 

Da vecchio bolso sono trascinato a dire, come capita irrimediabilmente di pensare a chi raggiunge l'età mentale del catastrofista, mala tempora currunt, ma non vorrei cadere in questa trappola, Accadrà come sempre quello che deve succedere e tra qualche decennio si scriverà, ma come poteva la gente non sapere, non capire, quando tutto era lì sotto gli occhi, evidente e spaventoso. Mentre meditate su tutto ciò, se vi capita, date un'occhiata a questo lavoretto di Zweig, pubblicato nel '43 poco prima del suo suicidio: Momenti fatali, in cui esprime bene la sua vena di scrittore storico. Si tratta di quattordici quadri storici di momenti topici della vita di personaggi famosi, che ne hanno sublimato l'esistenza, radunando in pochi giorni o addirittura ore, un momento fondamentale nel loro passare alla storia e nel modificarne il suo corso generale. Si va da Balboa che raggiunge il Pacifico, a Napoleone a Waterloo, al ritorno di Lenin in Russia, alla fine di Tolstoi o all'arrivo di Scott al Polo sud. Ognuno di questi sottolinea l'unicità del momento che consegna all'universalità storica, un gesto, un'idea, la perseveranza irremovibile che muta per sempre il destino di un'uomo e dell'Uomo. Lettura interessante in questi momenti di grandi cambiamenti.



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