lunedì 28 luglio 2014

Albania 13: Le gole di Osum

Le gole dell'Osum


Dopo Poliçan la strada si inerpica sul fianco della montagna. Sullo sfondo la valle sembra chiusa da una barriera di monti. Il fiume Osum che scorre tranquillo serpeggiando in basso, sembra uscire dal nulla e invece se guardi bene, una spaccatura incerta e nascosta tra gli alberi segna una divisione nella roccia all'apparenza compatta ed è proprio lì che si dirige la strada. L'andamento dell'asfalto gettato da poco è tutto curve e andirivieni e segue una sorta di cornice alta che segue un tracciato che al fianco destro mostra una fenditura profonda, mentre la parete opposta è davvero poco lontana. Se ti fermi al suo limitare, senti il ruggito dell'acqua che si infila nello stretto anfratto e quasi ne avverti tutta l'ansia di riuscire a trovare l'uscita verso la pianura. Le pareti della gola, anche se non molto alte, sono quasi perfettamente verticali, a tal punto che mostrano solo la viva roccia lavorata dalla furia delle piene, senza che nessuna pianta anche di piccole dimensioni abbia avuto il tempo di attecchirvi. E' tutto un susseguirsi di curve morbide e spigoli improvvisi che mettono a nudo una fittissima serie di stratificazioni successive, un disegno grafico di rara bellezza in cui, ogni piccolo ripiano o sporgenza è subito ricoperto di un verde carico che l'umidità intensa arricchisce e ingrassa con possente vigoria. Il sole penetra a fatica nella roggia e illumina a sprazzi qualche rotondità della parete che spicca lucida e viva nel gioco di ombre delle rientranze. Sul fondo, tra il biancore del greto che affiora, il nastro di acqua corre vorticoso in una serie di sfumature che vanno dal turchese opaco allo splendore trasparente dello smeraldo. 

Una pista scoscesa permette ai fuoristrada di scendere fino ad un punto dove la gola si allarga formando una sorta di spiaggetta costellata di massi titanici trasportati fin lì da una corrente il cui impeto provi soltanto ad immaginare. Poi, solo a piedi, su un sentierino laterale, tagliato nella parete, riesci a penetrare uno dei punti più stretti della spaccatura e puoi goderti lo spettacolo delle cascatelle, dei balzi dell'acqua che scende, delle larghe pozze blu scuro dove diventa più tranquilla e di cui puoi indovinare la profondità, i riflessi della roccia e del bosco che la colorano. Un luogo di solitudine dove considerare il proprio rapporto con la natura. In oriente di certo ci sarebbe, su una sporgenza di roccia, un piccolo tempio dove un monaco solitario starebbe a meditare sul senso della vita. Un poco più avanti invece le pareti opposte sono così vicine da permettere la posa di un malandato ponticello dal quale qualche chiassoso turista si lancia nella profonda buca sottostante. Fai fatica ad andartene anche se la luce della sera diminuisce in fretta e anche il sole non riesce più a farsi strada tra i rami. Rimane da percorrere ancora un passo. Una ventina di chilometri di una strada tutta sassi piuttosto impegnativa. Quando inizia la discesa, sulla polvere bianca del fondo una striscia irregolare nera che man mano che si scende, si va affievolendo. Il segno inequivocabile di una coppa dell'olio rotta senza rimedio. Ad un certo punto, al margine di una curva cieca, si interrompe all'improvviso, ma della macchina ferita non c'è più traccia. Poi, in fondo alla valle, un altro fiume più largo e possente, il Viosa e poco dopo una piccola città: Permet, tutta raccolta attorno alla sua piazza centrale.

SURVIVAL KIT

Hotel Permeti - Sulla piazza centrale, comodo per una passeggiata, a fianco la via principale con ristoranti. Camere spaziose, pulito, free wifi, sui 40€. Personale molto gentile, colazione abbondante con straccetti di frittata e marmellata di ciliege notevole.

Ristorante AntigoneaAnës VjosësPermet Ristorante che mostra una certa pretesa di eleganza e offre piatti anche un po' diversi dal solito.Come antipasto offerto, verdure messe in composta, poi tzatziki, involtini di foglie di vite, e una crema particolare di yogourth fermentato nello stomaco del capretto (non chiedetemi di più, che non mi sono fatto spiegare meglio) e una specie di torta salata di erbe amare. Infine abbiamo assaggiato cosciotto di capretto ripieno e cinghiale di discreta qualità, verdure e patate come contorni. Prezzi in linea con l'Albania, attorno ai 12 €. Personale molto gentile - Da sottolineare il fatto che ci era stato addebitato due volte lo stesso piatto, per un totale di euro 3. La mattina dopo siamo stati contattati direttamente nel vicino albergo per correggere l'errore, con mille scuse e caffè offerto.

Gole dell'Osum- Sulla strada tra Berat e Corodove, una decina di chilometri dopo Poliçan. Dapprima si attraversa un ponte dal quale c'è un buon punto di vista per vedere la gola dall'alto. Poi c'è una strada laterale sterrata , non segnalata per scendere in fondo alla gola, dove si può fare una bella passeggiata a piedi anche dentro il fiume se l'acqua è bassa in estate, ma attenzione a non fare imprudenze nei periodi piovosi. Possibilità di rafting e kayak. Da non perdere.


Con i fuoristrada di Dimensione Avventura
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4 commenti:

Nidia ha detto...

Non conosco per nulla questi splendidi luoghi. Una scoperta. Bello quel tuo pensiero all'Oriente.

Enrico Bo ha detto...

@Nidia - L'Albania è una meta turisticamente quasi vergine. Ci sono tante cose davvero interessanti a cominciare dalle persone, gentili e ospitalissime.

Raffa ha detto...

A me piace definirlo un paese d'altri tempi: mi è sembrato un viaggio nel passato vivendo e rivedendo i racconti della nonna Luisina.

Enrico Bo ha detto...

@Raffa - Stessa sensazione, in due parole sei riuscita a riassumere quello che sto cercando di dire da 15 giorni!

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 104 (a seconda dei calcoli) su 250!