mercoledì 2 luglio 2014

Trinacria 13: Noto

Noto - La cattedrale


La feconda ci apparve isola amena,
Ove il gregge del Sol pasce e l'armento;
E ne giungean dall'ampie stalle a noi
I belati su l'aure ed i muggiti.
                                              Odissea VII



Qualcuno dice che la parte sudorientale della Sicilia sia quella in assoluto più bella. Decisione difficile senza dubbio, data la concorrenza, di certo è quella più splendente con la fantasmagoria delle sue facciate barocche, con la ricchezza dei suoi palazzi, con il colore della sua pietra che non riesce ad essere bianca quando il sole picchia feroce dallo zenit e che si dipinge di oro quando cala la sera. I paesi che passi, sono uno più bello dell’altro e vorresti fermarti in ognuno ad esplorare con attenzione ogni strada, ogni vicolo come fosse l’unico e invece devi tirare via, andare sempre con la maledetta fretta del turista che ha le date fissate come mannaie in attesa di cadere. Modica e Scicli bellissime e uniche, ma il più grande gioiello di questa terra è Noto, città felice che né l’uomo, né il terremoto hanno saputo sfigurare, ma rimane lì fiera ed orgogliosa della sua bellezza ricca e sfarzosa. Quante chiese, quanti conventi, quanti palazzi che l’unità di stile mirabile del barocco siciliano rende progetto perfetto e compiuto nel suo ordine squadrato.


Noto - Dal convento di Santa Chiara

Percorri il lungo corso centrale tra le due porte e la sfilata di facciate monumentali pare non finire mai, fino alla grandiosità della piazza con l’immensa scalinata che conduce all’ingresso maestoso della Cattedrale. A lato un’altra quinta perfetta chiude la piazza. Sull’angolo il convento di Santa Chiara, con la piccola chiesa da visitare ed i corridoi delle suore di clausura, stretti e celati, da percorrere in silenzio per arrivare fin sulla cima per poter osservare attraverso le grate la navata sottostante e più sopra ancora, superati gli ambienti dove forse nascevano gli squisiti dolcetti delle monache, arrivare alla grande terrazza del tetto, da cui osservare il mosaico infinito dei tetti della città e tante altre grate in ferro battuto sparse in ogni dove. Chissà quanti sguardi dall’alto, celati dalla regola, mentre la vita correva sotto, invidiata, desiderata, forse solo interpretata o vista con distacco. La discesa dell’infiorata è circondata dai palazzi più ricchi e importanti. Balconi dai ferri ridondanti e bombati come voleva lo stile grasso e desideroso di mostrare l’opulenza, di meravigliare il passante, di lasciarlo immaginare quanta potenza racchiudevano quelle mura. 

Il tufo usato nella costruzione è la pietra perfetta, tenera e facile da lavorare, si presta docile alle bombature e alle curve che voleva lo stile e poi quel magico rivestimento, quell’intonacatura quasi misteriosa che la riveste, la rende così liscia ed invitante, quasi a voler essere carezzata con dolcezza segreta condita di malizia e le dona quel colore unico di giallo dorato che i raggi del sole riverberano accentuandola all’infinito fino a che non cade il giorno. Difficile vedere qualcosa di più esaltante. Mai barocco appare meno sovrabbondante e più adatto, mai sfumatura di colore così perfettamente giusta. Datemi retta, non continuate a camminare qua e là cercando il punto di vista migliore, l’angolo più fotografabile. Fermatevi, lasciatevi vincere dalla bellezza. Sedetevi lungo il corso, ai tavolini di un bar pasticceria del centro. Ordinate i celebri cioccolatini ripieni di pistacchio e di arance e rimanete lì a lasciarvi affascinare dall’ambiente intorno a voi. Intanto lasciate che il cioccolato fonda da solo nella vostra bocca, i sentori e il profumo del cacao si diffonderanno aggredendo i vostri recettori e placandone ogni sentimento negativo. Girate piano la testa e intanto mangiatene un altro, ma lentamente, che la serotonina si sviluppi e aggredisca la vostra accidia. Altro che meditazione, troppo yang direbbe il monaco, non badateci, questo cioccolato è esperienza unica, esagerate pure, compenserete con lo yin del pesce che allieterà la vostra cena.



SURVIVAL KIT

Monastero di Santa Chiara – ingresso al piano superiore 2 Euro. Vista bellissima. Si può avere anche dalla vicina chiesa sulla grande piazza centrale, che propone una visita guidata all’interno del suo convento. Le pasticcerie sono tutte lungo il corso.

La Cattedrale chiude dall’una alle 4. C’è un parcheggio comodo sulla via che arriva sul Corso centrale. L’ufficio del turismo che è sulla piazzetta dietro i giardinetti, ha una piantina con segnalate tutte le chiese e i palazzi principali da vedere.


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