Visualizzazione post con etichetta Poesia cinese. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Poesia cinese. Mostra tutti i post

martedì 1 ottobre 2013

Autunno.


L'autunno è la stagione dello struggimento, della inevitabile decadenza che sta per arrivare implacabile, della coscienza che la pienezza della stagione più ricca è ormai finita. Dice una strofa di un grande poeta dell'epoca Yuan:

Vigne seccate, piante vecchie, cornacchie alla sera, 
Un piccolo ponte, argini piatti, l'acqua fluisce,
Sulla vecchia via un magro ronzino; soffia il vento dell'ovest,
E mentre il sole scende al tramonto
Perduto amore, così lontano, dove sei?

Ma anche nella fragile semplicità dell'appagamento, sarà pur vero che post coitum omne animal triste est, però c'è sempre la pace e la serenità del pensiero al prodotto raccolto nel magazzino, della luna finalmente chiara nel cielo, dell'eccitante freschezza del vento autunnale. C'è una bellissima parola in cinese usata nello stile poetico antico: 瘦- shòu, che significa snello. Simboleggia l'autunno ed esprime la bellezza non sensuale. Rocce snelle e bambù, quando sono dipinti insieme. Anche la bellezza può essere struggente. Cadono assieme foglie e governi, puoi guardare distaccato persone dappoco che si agitano disperate perché non si rassegnano al loro destino, di cui sole, con le loro azioni sono responsabili; puoi ridere di coloro che sentono il potere che scivola via attraverso le dita e si dibattono guizzando come la carpa dorata nel retino del pescatore. Non sai accettare l'autunno? Peggio per te. E poi, diciamocela tutta, è la stagione dei funghi e dei tartufi.

Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

Una sera di fine estate.
Più caldo.
Imperatore cinese.
Xiōng,Mèi,Jiě,Tài.
Nán 

Per un amico triste.

martedì 15 maggio 2012

Corna e tartarughe.

La vicina.

Certi topoi sono propri di tutti i cieli, così la figura emblematica che noi raffiguriamo con l'icona di Don Giovanni, l'accanito libertino che oggi la cultura angloamericana definirebbe sexaholic, era ben presente anche in Cina, rappresentata dal poeta e spadaccino Szu Ma, avventuriero di grande fama soprattutto per le sue innumerevoli prestazioni amorose. Nel Regno di Mezzo l'argomento è al centro dell'eterna contesa tra taoisti, giocosi e rilassati e confuciani severi e morigerati almeno ufficialmente. Il nostro Szu Ma, grande fruitore del gioco delle nuvole e della pioggia, una vera macchina del sesso, un Rocco Siffredi ante litteram, seduceva fanciulle, con preferenza per quelle sposate al ritmo di due al giorno, risultando così il più grande distributore di "gusci di tartaruga" conosciuto, così infatti vengono definite laggiù le corna regalate ai mariti traditi. Dare del tartarugone a qualcuno, nel celeste impero è davvero un grave insulto che  implica anche il concetto di uomo che per il quieto vivere, chiude un occhio sull'attività extraconiugale della consorte, quello che noi diciamo cornuto e contento. Il nostro eroe naturalmente derideva i confuciani e la loro morale di facciata, combattendone le accuse con argomentazioni assolutamente logiche. Scrive infatti nel suo saggio in versi La bellezza della donna: "Io sono assai più morigerato dei confuciani che sfuggono alle tentazioni. Essi non vanno alle feste per timore di incontrare qualche bella signora e fuggono al solo suono di una canzone o di una risata. Quindi non possono provare di saper resistere." Da parte sua invece rifuggiva solo dalle donne brutte. Si racconta che una sua vicina di casa dagli occhi cisposi, enormi piedi (questo è un particolare orribile per un cinese) e l'andatura da papera, tentasse di sedurlo arrivando a scavalcare il muro del suo giardino per entrare nottetempo nella camera del suo crudele e sordo amato. Szu Ma non le concesse certo i suoi favori, ma si domandò maliziosamente: " Avrebbe, un bigotto confuciano avuto la mia capacità di resistenza?". Per voi invece morigerati gaudenti che sapete apprezzare la raffinatezza del gioco delle nuvole e della pioggia ma senza accanimento ossessivo, ecco una lirica tratta dal Libro delle odi.

Nei prati di primavera ci sono erbe matte
tutte imperlate dalla rugiada del mattino.
Tra queste un bella ci sta.
Ha occhi di fuoco
ed è tutta di miele.
Per caso l'ho trovata
e lei ha ceduto.



Refoli spiranti da:  C. Leed - Storia dell'amore in Cina - SEA -1966


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

La poesia ha un prezzo?

lunedì 12 dicembre 2011

Dormire soli.


Oggi vi offro solo una interessante lirica cinese del X secolo a.C.

Il cane abbaia alla porta.

Il cane abbaia alla porta:
è il mio amore che fa ritorno.
Scalza, scendo ad incontrarlo
e lo trovo ubriaco, stasera.
Lo aiuto a mettersi a letto
ma, ostinato, non vuole spogliarsi.
Lo lascio giacere tranquillo,
è sempre meglio che dormire sola.


Obietterete sicuramente che dopo tremila anni circa le cose sono molto cambiate e che il sentire femminile, non sia più così maschiocentrico. Può darsi, ma tenete conto che la lirica era stata scritta da un uomo.



Refoli spiranti da:  C. Leed - Storia dell'amore in Cina - SEA -1966
                         




lunedì 22 agosto 2011

Più caldo.



Boccheggio come un pesce che una mano maligna ha gettato fuori dalle acque del torrente o che un onda più forte ha scagliato sulla riva sassosa.

La luna nel lago.

Sei come la luna nel lago
tremula nell'onda verde.
Prenderla non si può,
ma soltanto stare a guardarla.
La luna è gelata,
tu dai calore.
Chi mi darà la forza 
per non gettarmi nel lago?

(antica canzone popolare tibetana)


Dangra Tso - m. 4500 - Tibet


Refoli spiranti da:  C. Leed - Storia dell'amore in Cina - SEA -1966


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

Imperatore cinese.
Xiōng,Mèi,Jiě,Tài.
Nán 

Per un amico triste.

martedì 11 gennaio 2011

Passare il ruscello.

Vi ho già detto che tutto gli argomenti di sesso in Cina sono accompagnati da una notevole dose di pruderie. Soprattutto nel linguaggio, che poi i fatti sono gli stessi da tutte le parti del mondo, vengono usate perifrasi complesse e poetiche per riferirsi a cose che a chiunque dovrebbero imporporar le guance al solo pensiero. Forse un tempo non era così. La società cinese infatti nasce matriarcale e si sa che quando comandano le donne queste si danno più libertà di movimento.

Contrariamente a quanto è accaduto da noi, dove le cose più antiche scritte sono andate in gran parte perdute, in Cina è rimasta molta documentazione, cosa che permette di investigare molti aspetti della vita comune. Era una civiltà contadina dove le donne avevano assoluta preminenza, prendevano le decisioni ed erano custodi, oltre che delle ricchezze del villaggio, delle preziosissime sementi che conservavano durante l'inverno ed i figli erano proprietà esclusiva delle madri. Il Libro delle odi è il più antico di cui abbiamo traccia e risale al 1600 a.C. e vi possiamo leggere la prima poesia d'amore cinese che vi propongo come esempio.


Se m'ami ancor, mio bello,
alzo la gonna e traverso il ruscello,
ma se non pensi a me,
altri ci son meglio di te!

Se tu m'ami ancor, mio bello,
alzo la gonna e corro da te,
ma se tu non sei più quello
ne trovo un altro meglio di te!

La giovane contadina invita un giovane a farsi avanti, a non esser timido, potremmo dire. Allora pare non fosse ben chiaro il meccanismo della procreazione, tanto che sembra si credesse che le fanciulle che traversavano il fiume alzando la gonna rimboccata fino alla vita (avrete notato la mia levità orientale nell'uso di questa circonlocuzione per non dire "senza mutande") rimanessero incinte. Gli uomini erano considerati (ufficialmente) esseri inutili (alla riproduzione ci pensava il fiume, al più erano utili solo di tanto in tanto, diciamo per il divertimento), necessari al più per il lavoro nei campi d'estate e che la notte si avvicinavano furtivi alle stuoie femminili sempre col timore di essere cacciati via in malo modo.

Stava però finendo l'epoca del matriarcato per dare luogo ad una forma più paritaria in cui uomini e donne erano come due corporazioni separate, i maschi a lavorare nei campi in estate, le femmine a tessere in inverno, in corretto equilibrio naturale, come sempre ricercato laggiù. Così d'inverno comandavano le donne e d'estate gli uomini, primavera ed autunno invece erano le stagioni in cui gli eserciti nemici si incontravano e si mescolavano, erano le stagioni dell'amore. Così nelle grandi feste dei villaggi, contadini e tessitrici passavano il fiume senza troppi problemi, tanto la colpa era sempre dell'acqua del ruscello. Ma a poco a poco l'espressione "passare il ruscello" assunse una connotazione decisamente sessuale e volgare. Così, con astuzia, abbiamo preso il sopravvento e abbiamo cominciato a dettare leggi che regolamentassero la difesa del pudore.






Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

domenica 7 novembre 2010

Per un amico triste.

In questi giorni un caro amico ha un pallino in un'ala. Per carità, gli mettono un cerotto, ma è facile diventare tristi quando sei debole. Ti senti solo e indifeso ed è più duro ascoltare chi ti è vicino. Per questo oggi, in questa domenica dipinta dal grigio di una perla appassita, voglio dedicargli una poesia antica di Wang Bo, che anche a causa del nome, mi è ovviamente molto simpatico.

Il giudice Tu si reca ad assumere la carica a Shu Zhou

Sotto la torre delle mura s’allungano i tre Chin,
Vento e foschia tra cui, lontani, si vedono i Cinque Guadi.
Da te mi allontano, mi pes
a il pensiero
Che siamo gente nomade negli uffici.

Ma quando al di là del mare un amico caro rimane,
Anche l’estremo orizzonte
appare vicino.

Non c’è ragione per stare fermi al bivio,

Come bambini che si asciugano le lacrime.




giovedì 14 ottobre 2010

Quel treno per Yuma.


La prima volta che la vidi, lei era in cima alla scala che andava in aula magna, in via Pietro Giuria. Era il primo giorno di Università e tutti si guardavano intorno un po' incerti in cerca di qualche appiglio. Aveva un abitino pied-de-poule bianco e nero e se ne stava ferma vicino alla balaustra come se stesse aspettando qualcuno. Le chiesi se anche lei fosse una matricola e se sapesse dove era l'ingresso dell'aula, che si vedeva benissimo lì dietro. Sembrava timida, un fragile stelo dorato da guardare e proteggere con cura e io, ragazzotto ancora piuttosto grezzo e lento nel ragionare (non che poi sia migliorato un granché), non potevo ancora rendermi conto che stava passando il treno più importante della mia vita, quello che per molti, meno fortunati, non passa neanche una volta e che io stavo lì alla fermata giusta. Lei, non ho ancora ben capito cosa ci vedesse in quel ragazzo spettinato con le idee poco chiare, mi scelse e mi ci fece salire su quel treno, che ancora viaggia sicuro su un binario che spero ancora lungo e sereno come è stato per trentotto anni. Un viaggio che può sembrare lungo, ma, forse perché è stato così interessante e fortunato, è passato in un attimo. Così oggi che è il nostro anniversario (tanto per cambiare credevo fosse due giorni fa, il 12 ottobre; mi confondo sempre con la scoperta dell'America, ma non è l'età, è che sono sempre stato così) voglio dedicarle quattro versi di Li Shizheng detto Duo Duo, un poeta cinese di Pechino quasi mio coetaneo che mi piace molto e che qualcuno definisce il poeta delle nuvole.



SOGNO

Andati, passati, tanti anni se ne sono andati
Tante gioie, poche tristezze
Il passato, sembra un carro segnato dai viaggi
Noi pure stiamo per perdere di vista il nostro villaggio...



Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

mercoledì 7 ottobre 2009

Un liuto

Oggi sono un po' giù di corda, quindi non vi tratterrò a lungo, cosa del resto richiesta da molti; vi prego soltanto di porre la vostra attenzione su questo pensiero di Liu Chang Chin, uno dei più grandi poeti del periodo Tang.

Ascoltando il suono del liuto.

Sul tintinnare del liuto a sette corde,
sento il sibilo calmo del vento tra i pini.
Amo quel brano, anche se è antiquato;
la gente d'oggi, del resto, per lo più non sa suonare.

domenica 14 giugno 2009

Calura estiva.

Adesso che è scoppiata l'estate non se ne può già più del caldo. Solo si aspetta la sera quando una brezza più leggera interviene e l'oscurità si fa amica e magari si va a prendere un gelato da Cercenà (probably the best in the world). Chissà se anche Wang Chang Ling agli inizi del 700 aveva tutto 'sto caldo nelle notti estive davanti al lago (e se aveva una gelateria vicino).

Godendo del chiaro di luna con mio cugino, nella camera del Sud, mentre ricordiamo Tsuei, prefetto di Shan Yin.

Nella camera del Sud me ne sto senza angosce,
mentre la luna nascente, a tende aperte, già si mostra.
Su erbe ed acque i suoi riflessi, tra il chiaro dei bagliori,
grandi onde a scavalcare la finestra.
Quante volte crescerà la luna, per svanire puntuale?
Intanto ogni momento svanirà nel suo passato.
Sulle rive di acque chiare, una bella
questa notte canta di tormenti e sofferenze.
Perchè mai tanta distanza, smisurata tra di noi?
Una brezza lieve mi riporta una fragranza di orchidee.

Meglio andare in montagna oggi, farà caldo.

sabato 6 giugno 2009

Sul lago.

Oggi ancora vena poetica e ancora con Li Po dopo una notte inquieta.

Canto del lago.

Lucide acque profonde; luna di primavera.
Sul lago del Sud vado a cogliere le bianche ninfee.
I fiori dal lungo stelo sinuoso,
pare che vogliano dirmi qualcosa;
ahimè, che li uccide la mia piccola barca oscillante.

venerdì 5 giugno 2009

Jiǔ

L'ideogramma "jiǔ" è molto utilizzato nell'impero di mezzo, come del resto lo sarebbe in tutte le altre culture millenarie. La parte destra si identifica facilmente con un' anfora vinaria classica, dalla forma panciuta, il collo stretto con anse ed il fondo che va rastremandosi. Pensate che i cinesi scoprirono per primi l'utilizzo dela funzione del baricentro applicato alle anfore. Venivano infatti prodotte in modo che, immerse nell'acqua de fiume, si raddrizzassero spontaneamente una volta piene (sottolineo di nuovo, che appena questa gente smetterà di copiare, saranno dolori per tutti). La parte sinistra è la ben nota stilizzazione ridotta dell'acqua, mirabilmente raffigurata da tre gocce che cadono, guardate, quella più in basso, che ha già raggiunto la superficie di impatto addirittura rimbalza in un delizioso schizzetto. Bene, quindi, il liquido contenuto nell'anfora vinaria , cioè "alcool, liquido alcoolico". Basta infatti aggiungere davanti i caratteri "pú táo " (uva) e abbiamo vino, "pí " e abbiamo la birra, "mǐ" (riso) e abbiamo il vino di riso e pensate un po', anteponendo "kòng xīn" abbiamo "alcool dal cuore vuoto, senza sentimento" che significa aperitivo, un giudizio un po' tranchant che mette questa pratica così diffusa in occidente, tra le cose futili. Detto questo, rimane il fatto che l'alcool, sotto le sue più diverse forme ha lavorato a fondo in tutte le culture, riuscendo ad essere resposabile di molta espressione artistica. Quanti poeti, da Bodelaire a Ommar Khayyam sono debitori all'alcool per la loro produzione. Il mio favorito Li Po, che ormai ben conoscete, non era certo da meno e in questa occasione doveva essere piuttosto "rotondo" ed oggi, stimolato ed invidioso dell'eleganza proposta qui da Popinga che vi invito a leggere con piacere, voglio tentare una indegna traduzione di una sua famosa lirica (nello stile dei 20 caratteri in 4 versi) e vi assicuro che di mattina non sono solito toccare alcool.

杂曲歌辞

金花折风帽,
白马小迟回。
翩翩舞广袖,
似鸟海东来
。

Andarsene cantando una canzone sguaiata.

Un colpo di vento e il costoso cappello è perduto,
mentre il candido cavallo ritorna pian piano.
Ballo elegante, muovendo le ampie maniche,
come l’ uccello marino che viene dall’est.

mercoledì 18 marzo 2009

Lontananza

Mentre vago per terre lontane, ho lasciato al mio ghost writer il compito di postare questa lirica di Li Po, che spero apprezzerete.

Gemere nella notte scura.

Il corvo nero che sta sulle mura di Huang Yun,
gracchiando torna rapido al suo ramo.
La donna nella piana di Chin tesse sul telaio un broccato,
il filo turchese è come fumo che lascia un segno alla finestra.
Stanca posa la spola e pensa all’amore lontano,
da sola passerà la notte nella camera solitaria,
mentre le lacrime scendono come pioggia.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 125 (a seconda dei calcoli) su 250!