mercoledì 20 luglio 2022

Douce France 9 - Cognac

Cognac - La chiesa di S. Léger - foto T. Sofi

 Lasciamo Bordeaux per risalire verso nord, verso la Charente, nel paesaggio francese costantemente mosso e piacevole, con quel senso di campagna ordinata, sebbene poco popolosa. La cittadina di Cognac, anche solo a partire dal nome, evoca ore tranquille davanti ad un camino con la mano ciondolante che fa ruotare un bicchiere per riscaldarne un poco il contenuto, prima di avvicinarlo al naso e poi con calma assaporarne un piccolo sorso alla volta. Il paese che sorge al bordo del fiume si fa percorrere con piacevolezza, risalendone le strade dall'acciottolato grigio con una sequenza di case antiche e solide che portano fino al minuscolo centro con la grande chiesa di Saint Léger, col maestoso portale e il rosone gigante che lo sovrasta. L'interno è come per tutte le chiese gotiche, silenzioso e coinvolgente, con la sua luce fioca colorata dalle sfumature delle vetrate che la impreziosiscono. Mentre ridiscendi verso il fiume, ti accorgi che anche in questa cittadina, tutto ruota attorno al fulcro economico che le rende famosa, quel brandy che da qui prende il nome da oltre un secolo, facendola diventare la capitale mondiale delle acqueviti. Basta buttare un occhio attorno e subito i nomi più celebri saltano all'occhio: Camus, Otard, Martell, Remy Martin, Hennessy, tutte denominazioni che l'hanno resa famosa nel mondo e che ne perpetuano la ricchezza e il business. A noi tocca proprio quest'ultima, Hennessy, che ha da poco organizzato un bellissimo giro con tanti spunti multimediali che rendono la visita estremamente interessante. 

Approfittando quindi di questa opportunità, ecco che si comincia con una bella traversata in battello, proprio sulla Charente, il classico fiume francese deliziosamente tranquillo, dalle acque verdi e quasi immobili che accompagnano il lento navigare del battello che lo attraversa per depositarci nella zona dell'azienda dedicata all'invecchiamento ed alla conservazione del prodotto. Ma uno dei capannoni è stato completamente riadattato per ospitare un interessante racconto che narra la storia del Cognac Hennessy e della famiglia che lo creò, la sua tecnologia di produzione e naturalmente tutto quanto gira intorno al mondo del Cognac. La visione dei filmati e di tutta la ricchissima parte iconografica è davvero interessante e coinvolgente come sanno essere ormai questi racconti che si giovano di magnifici artifizi tecnologici, tuttavia devo dire che una cosa mi ha dato un tantino di fastidio e il sassolino dalla scarpa me lo levo subito. I filmati approntati appositamente per i gruppi di visitatori che qui vengono numerosi è fornito ovviamente in francese, ma anche in inglese, tedesco, spagnolo, russo e cinese, capirete ormai bisogna aprirsi al mondo dei nuovi consumatori soprattutto disponibili alla spesa che in questo caso può anche essere importante, tuttavia che solo l'italiano (certo anche l'estone o il serbo-croato) fosse assente dall'elenco, non mi è sembrato una cosa bella, eppure sono certo che la clientela italiana sia piuttosto frequente da queste bande. 

Ma transeamus e godiamo invece della vista delle migliaia di barriques, dove l'acqua di vita dorme silenziosa per anni, in una fioca luce crepuscolare, in attesa di essere assaggiata, giudicata e infine definita per essere miscelata a questa o a quell'altra al fine di trasformarsi in un prezioso nettare, ammirato e gustato in tutto il mondo. Ed eccoci nella zona dove ogni giorno il gruppo di assaggiatori provano decine di flaconcini prelevati dalle varie botticelle, per decidere assieme al Maestro, quali saranno da destinare ad essere imbottigliati nella categoria VS, quali al superiore e più invecchiato VSOP e quali infine, rara avis, destinati ad essere parte del Paradis, la produzione di assoluta eccellenza che dopo lunghissimo invecchiamento sarà destinato a bottiglie che supereranno i mille euro o più, per gli amatori disposti a spenderli. Ricordo un ricco cliente russo che raccontava di questa visita in cui aveva voluto assaggiare questo nettare nella misura dei forniti 3 cc. al modico prezzo di 100 $, ma chi può, può. Infine ripassata la Charente, ecco anche noi al momento atteso della degustazione, accompagnata da una bella guida al sentire le sensazioni olfattive e gustative di un paio di cognac, lisci o sul ghiaccio e di un cocktail, che hanno permesso di vivere l'esperienza in maniera davvero completa. Devo dire che la visita mi ha soddisfatto e la consiglio assolutamente. Purtroppo ci è mancato il tempo per vedere il vicino museo del Cognac che di certo avrebbe aggiunto legna al fuoco della conoscenza di questo prodotto così raffinato e gradevole al palato. Suvvia un boccone e poi saltare sul pullman che di strada ce n'è ancora tanta per oggi.

SURVIVAL KIT

Restaurant La scala - 7, Rpe du Chateau - Italiano, appena più avanti della casa Hennessy. Buon ristorante-pizzeria con piatti italiani ben serviti. Arredamento e ambientazione all'italiana piacevole. Bella vista sulla Charente con possibilità di mangiare fuori vista fiume. Servizio gentile e pronto. Noi abbiamo avuto una sorta di cima, petto di pollo al parmigiano e tagliatelle, tarte tatin. Tutto buono. Calcolate attorno ai 40/50 € per un pasto alla carta completo. Pizze sui 15 €, vino anche italiano oltre che del territorio.

Le miscele

Degustazione Hennessy - Esperienza interessante da fare assolutamente e disponibile in diverse opzioni. Noi abbiamo avuto quella da 25 € che comprende la traversata del fiume in battello, la visita delle cantine di invecchiamento del Cognac, la presentazione multimediale e del piccolo museo e la degustazione di 4 cognac con spiegazione organolettica. Sicuramente da non perdere unitamente ad un giretto in città ed eventualmente in aggiunta al museo del Cognac, lì vicino.

L'assaggio


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2 commenti:

OLga ha detto...

Mi piace molto la Francia.Buona giornata.

Enrico Bo ha detto...

anche a me moltissimo!

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 111 (a seconda dei calcoli) su 250!