mercoledì 10 aprile 2024

India 4 - Dubai

Caffè etiope - museo del caffè - Dubai- marzo 2024


India, India, ma qui siamo ancora ben lontani dalla terra della jungla nera. Sfruttando infatti come vi ho già anticipato, l'opportunità di fare uno stop over a Dubai, l'hub di Emirates, si è deciso di approfittare per vedere anche questa capitale formato Disneyland, che sarà pure la quintessenza dell'esagerazione, dello spreco e del consumo fine a se stesso, ma che io credo valga comunque la pena di conoscere, almeno di darci un'occhiata, quantomeno per farsi un'idea, un po' come Las Vegas. Una giornata quasi piena basterà, dato che un altro occhio alla sua gemellina Abu Dhabi ce lo avevo buttato qualche anno fa e poi questi sono posti dove i cambiamenti sono così repentini da creare vertigine. Oltretutto pare che il temporaneo arresto causato dal Covid sia stato ormai superato e la corsa agli investimenti da queste parti sia ripartita alla grande. L'aeroporto è modernissimo e gigante come si conviene ad una terra di queste pretese, ma non ha quella propensione all'immaginifico come altri cresciuti ultimamente in terra d'Asia, da Singapore a Pechino. Comunque ce ne usciamo tranquillamente dopo uno sguardo generico al controllo passaporti, senza troppi fronzoli, della serie: basta che veniate qui a spendere soldi che siete già i benvenuti, cosa che ti dà subito la misura di come da queste parti tutto sia business e quando si tratta di grano, le vedute si allargano automaticamente su obblighi e costumi. 

Museo del caffè

La prima impressione infatti è proprio quella che questa sia una terra dove le visioni di chi tira i fili siano tutte tese al dopo, a quando il petrolio non sarà più la chiave che ha portato questo scatolone di sabbia dal cammello sotto le palme ad uno dei centri mondiali della finanza e non solo. Si pensa al dopo insomma, a quando l'idrocarburo verrà meno, un tempo magari si temeva solo il suo declino quantitativo, oggi magari di più la sua marginalizzazione diciamo così ecologica. Non che ci si creda, ma come si dice, non conta la realtà, ma quello che la gente pensa che sia. E quindi, con intelligenza, invece di piangere e strapparsi i capelli o peggio andare contro corrente, che oltre a far fatica ti fai anche male, ci si prepara al dopo. Si punta alla tecnologia di avanguardia, alla finanza, al turismo. Per esempio in questo ultimo campo, vi do conto di una iniziativa tipo che serve a far capire la mentalità con cui si affrontano certi problemi. Alla barriera del controllo passaporti, invece di cerberi baffuti che ti squadrano come fossi un delinquente prima, di apporte il solito timbro al passaporto, siano sempre maledette barriere, confini e sbarre che impediscono il libero fluire del mercante, una gentile e sorridente signorina, senza veli di sorta in testa, dopo averti augurato il benvenuto e bollato la pagina, ti omaggia di una bustina contenete una SIM gratuita per il telefono, senza il quale si sa, non possiamo più vivere, al fine che tu possa comunicare tranquillo con chi ti pare durante il tuo breve soggiorno. 

Città "vecchia"

Mica una brutta accoglienza, intanto ti mette subito di buon umore e poi esci tranquillo e vai a cercare la navetta gratuita per arrivare al tuo albergo che hai coscienziosamente fissato su Expedia e della quale al momento della prenotazione ti hanno inviato anche le opportune dritte per rintracciarla tra le tante che affollano l'esterno del terminal. E infatti eccoci arrivare, anche se ormai è un po' tardino, suonano ormai le 11, al nostro albergo, un umile rifugio, umile considerando il rifulgere del lusso emiratino che ci circonda, per buttarci quanto prima nel letto, per sfruttare al meglio la giornata di domani. In realtà l'albergo non sarebbe che a poco più di cento metri in linea d'aria dall'uscita, ma la navetta, per arrivarci deve fare un dedalo di autostrade, svincoli e sovra e sottopassi che ci mette quasi una mezz'oretta. Comunque, complice uno spesso e ben calibrato materasso, con opportuno topper, direbbe Barbieri, mi coglie subito il sonno del giusto, anche perché la sveglia è puntata alle 5:30 di domattina, perché come si sa, il mattino ha l'oro in bocca e the early bird catch the worm e noi di vermi ne vogliamo acchiappare parecchi, come da dettagliato programma. In effetti per me che ormai sono diventato un dormiglione, la sveglia antelucana è dura assai. 

Spazio tazzina

Fuori dalla finesta un'atmosfera ovattata nella quale la luce non è ancora riuscita a farsi strada, ma fa già intuire che questa è terra dall'alito caldo e umido, proprio dei luoghi dove il deserto si incontra col mare. Una terra che clima, storia e logica vorrebbero pigra e incline ai movimenti lenti e che invece probabilmente la particolarità della natura che l'ha fornita di ricche dotazioni e dell'incrocio con i tempi che di queste dotazioni hanno avuto forti necessità, l'ha voluta rendere efficiente e funzionale ad un mondo a cui avrebbe forse voluto rimanere estranea. L'aroma del caffè italiano ti dà sempre la sveglia giusta e ormai possiamo dire che questa è una delle abitudini che stiamo imponendo al mondo e anche qui, il bar italiano dell'hotel ci serve a dovere incluso il cornetto al pistacchio che credo ormai anche qui sia diventata la moda dell'anno. Un taxi veloce e arriviamo al suk che non sono ancora le 7. Va bene che non si deve perdere tempo, un po' che siamo in pieno ramadan, un po' che è domenica, un po' che sono le sette, praticamente è ancora tutto chiuso, tranne qualche negozietto di gente che non vuole proprio perdersi nessun cliente. Il suk è lungo il cosiddetto creek, un corso d'acqua o meglio una insenatura che penetra la città a fondo e dovrebbe essere il cuore antico di questo insediamento, un tempo uno dei tanti villaggi di pescatori sulle coste del golfo arabo, punto di arrivo di rade carovane di dromedari che percorrevano la penisola arabica lungo la via dell'incenso. 

Nel suk

Per la verità, la sensazione è che pur partendo da un substrato di case tradizionali, tutto sia stato rimesso a posto con cura (anche qui si dimostra che basta avere i soldi in quantità sovrabbondante e poi si può fare tutto) risistemando gli edifici vecchi e ripetendo lo stesso stile nei nuovi, con attenzione, incluse le finte crepe nei muri, come è d'uso fare ad esempio a Disneyland. I negozi tuttavia rimangono gli stessi dei suk di tutto il mondo mediorientale, dedicati soprattutto alla grande massa di turisti attesi, in,cerca di esotico, soprattutto cianfrusaglie a tema saracino, spezie di ogni tipo e souvenir vari dalle terracotte alle ormai onnipresenti calamitine da frigo. Così ci fermiamo in un bel negozio, dove si fatica a trovare la spezia che non c'è. In effetti non ne ho mai viste di tante varietà differenti, in forma ed in quantità. L'aria è ricca di sfumature, di aromi penetranti, di nuances esotiche. Basta spostarsi di un poco e subito dagli scaffali sei avvolto dall'essenza della spezia, l'anima dell'oriente. Qui ti puoi sfogare se interessa l'argomento. Tanto per fare un esempio gli stami di zafferano vanno a 120 D lo scatolino che poi dato che non ho idea di quanto pesi, non posso nenache valutare se è pòco e tanto, ma che ci volete fare, nasco mercante ed è più forte di me, cercare,chiedere, valurare, trattare, diciamo una deformazione professionale, anche perché l'ultima volta che la mia gentile signora ha usato lo zafferano in cucina sarà stato dieci anni fa. 

Il creek

Passiamo il creek col barchino/bus pubblico che porta circa una ventina di persone alla volta in una decina di minuti (1 D a testa). Al di là del creek altri quartieri delle città vecchia con altre parti del suk incluso quello degli orefici, che è sempre uno splendore di bagliori lucenti e di femmine dagli occhi desiderosi. Comincia intanto a salire la temperatura anche se sono solo le nove, ma qui siamo sempre ai margini di uno dei deserti più caldi del mondo e non bisogna farsi ingannare dalle vetrine e dagli sbuffi di aria condizionata che hanno sostituito dromedari e palme da dattero. Fa caldo e lo farà sempre di più man mano che passano le ore. Figuriamoci tra qualche mese. Anche se c'è poca gente in giro, di turisti neanche l'ombra, quei pochi locali che ciondolano sulle soglie dei negozi sono tutti straordinariamente gentili. Dispiace persino non comprare niente. Comunque ritorniamo dall'altra parte del creek perché nel frattempo dovrebbe essere già aperto il museo del caffè che si trova in una antica casa e al quale volevamo dare un'occhiata. Lo troviamo in una stradina laterale, travestito un po' da bar, un poì da bottega di souvenir. Un'atmosfera antica dove aggirarsi tra oggetti di un tempo e foto d'epoca. Intanto mentre ci stiamo degustando la tazzina inclusa, arriva uno stormo di turisti di passaporto indefinito ma dal linguaggio gutturale, chiassosi come gabbiani in una discarica, che ci toglie la poesia e dunque fuggiamo subito in strada in cerca di un taxi. Cominciando ad ansimare.

Fregi 

SURVIVAL KIT

Premier Inn Airport - 52B street, opp. terminal 3 airport - 3/4 stelle. Ottima soluzione per chi deve fare una breve sosta di passaggio. Navetta gratuita ogni mezz'ora. Poi si possono lasciare lì le valigie e tornare dopo avere bene sfruttatp tutta la giornata di visite per raggiungere velocemente il proprio gate, avendo già il check-in pronto. Camera abbastanza spaziosa, silenziosissima e molto pulita. Struttura decisamente nuova di una nota catena, con standard fissi. Letto queen. Frigo, AC, TV. Bagno confortevole. Due bottiglie di acqua. Dotazione per thè e caffè. Personale gentile. Molto consigliato per le esigenze di cui vi ho detto. La doppia Euro 43 + 10 Dirham di tassa, senza colazione. 

Colazione in Hotel - Bar Costa - 3 Espressi e 3 brioches, 20 D. Cari ma buoni.

Museo del caffè - Villa 44, Quartiere storico di Al Fahidi, Bastakiya - Interessante perché permette di visitare la struttura interna di una casa tradizionale emiratina, con una decina di stanze attorno al patio interno centrale, nelle quali soo distributi tutti gli oggetti storici che riguardano il caffé dalla produzione, a raccolta, la torrefazione e la preparazione, con macchine antiche ed una ricca documentazione di oggetti e di fotografie sull'argomento. Al termime della visita viene offerta una tazza di caffé tradizionale in un ambiente dedicato. Ingresso 10 D.

Muoversi a Dubai. Il modo migliore, specie se siete in tre o quattro è il taxi che costa pochissimo, 4/5 euro per distanze brevi (che son sempre lunghe). 10 per quelle un po' più lunghe. C'è anche una metro di cui non so dirvi molto e affittare una macchina, costa anche molto poco, ma vi metterà poi di fronte al problema del parcheggio. Prezzo per due giorni tra i 40 e i 50 €.

La moneta degli Emirati è il Dirham - 1 Euro = 3,94 Dirham


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martedì 9 aprile 2024

India 3 - On board

A 380 Emirates


Quando sei davanti al bancone dei check-in, puoi dire che a tutti gli effetti il viaggio è cominciato. Puoi considerare quasi di essere come il nostro Veneziano che guardava i servi caricare i bagagli sulla galea nel porto di Vinegia, anche se le ancore non erano ancora salpate, il pensiero già a Gerusalemme o alle steppe dell'Asia centrale. Pensate un po', certo erano tempi più complessi, c'erano da mettere in conto tempeste e pirati e poi i tempi infiniti e non calcolabili che impedivano piani precisi, altro che Booking per avere la camera sicura che ti aspetta al tuo porto di arrivo. Eppure allora non servivano passaporti documenti e visti vari, bastava la volontà di partire per il lungo viaggio. Oggi tutto è sul telefonino. Tutto facile e privo di sorprese, inoltre l'anziano si tutela e non rinuncia anche al cartaceo, non conscio di sacrificare alberi e salute del pianeta, perché non ha questa cieca fiducia nella tecnologia e si vuol sempre tenere aperto il piano B, hai visto mai che l'aggeggio si scarichi. Così alla domanda della gentile signorina: Bagagli diretti a Delhi? ecco che ho già pronto passaporto e documento che certifica l'accettazione della mia richiesta di visto dell'Ambasciata, ricevuta a suo tempo appena due giorni dopo il pagamento come già relazionatovi a suo tempo. Estote parati, si dice. La signorina squadra il foglio e fa: - Ma a me serve il visto, non questo foglio che dice che la richiesta di visto è accettata -. Panico totale, ma come non è la stessa cosa? 

Eh no. ci vuole il visto che evidentemente lei non ha scaricato come dovuto e senza il quale non può partire. Vedete perché l'anziano deve scegliere definitivamente, stare a casa o avere al seguito una badante che si occupi dei dettagli, altrimenti meglio che vada in crociera o da un valido agente di viaggio che, pagando il giusto, si occupi di tutta la burocrazia necessaria. Inutile voler fare il diversamente giovine, saputo, che smanetta su internet e viaggia zaino in spalla, se poi i neuroni non connettono più come una volta. Allora che si fa? Ignorando la coda alle nostre spalle che si allunga, tanto di signorine ce ne sono molte altre, tutti i componenti del gruppo (tre in totale) cominciano a smanettare compulsivamente alla ricerca delle mail riguardanti l'argomento visto, e dove sono gli occhiali, maledizione, e tieni questo che mi casca e ci vuole la biro per appuntare i dati e il diavolo se lo porti via, sotto lo sguardo paziente dell'addetta che intanto si occupa di altro, evidentemente abituato a gueste situazioni. La mail giusta si trova, ma raggiungere il sito dove andare a ripescare la richiesta è cosa lunghissima, non c'è abbastanza campo, il sito dell'Ambasciata funziona poco e male, bisogna ricominciare da capo un paio di volte, poi. mentre intorno cominciano a spazientirsi, finalmente si arriva al documento critico che con fatica inenarrabile si riesce a scaricare ed a mostrarsi sullo schermino, facendo bene attenzione che i ditoni con improvvido tocco non voluto, non mandino tutto in tilt e si debba ricominciare daccapo. 

Però stavolta, miracolosamente, mostrato l'aggeggio sulla giusta pagina, il documento viene accettato, ma poi bisogna ripetere la pratica anche per la mia gentile signora e intanto il tempo scorre inesorabile. Per fortuna che siamo arrivati tre ore prima! Alla fine tutto si sistema (ma grazie soprattutto all'informatica che è al seguito con noi, senza la quale temo avrebbe prevalso la crisi di nervi). Quindi importante tip di viaggio: se siete anziani e poco tecnologici, fatevi fare l'accompagno da un (una) giovane che abbia solide capacità di smanettamento. I problemi di questo tipo sono sempre in agguato. Comunque più sereni, mollate le valigie, che ripescheremo, sperèm, a Delhi, come facciano ad arrivare rimane sempre uno dei più grandi misteri della logistica assieme a quello fisico di come faccia a stare su una bestia come l'A380 a due piani, andiamo verso i successivi controlli. Comunque con tutto il tempo perso, il resto è puro rilassamento e quasi lascio cascare i pantaloni a terra con nonchallance, mentre alzo le mani al cielo per essere tastato dall'antiterrorismo, visto che mi hanno fatto togliere anche la cintura. Poi è tutta discesa ed è già ora dell'imbarco. Certamente che Emirates non è Ryanair, un po' come dire dalle stalle alle stelle e stavolta complici offerte varie, i signori del petrolio erano stavolta tra i più economici e quindi ci possiamo godere questo volo come dei signori. 

In effetti la differenza di comfort di questa compagnia si sente tutta, dallo spazio tra i sedili, decisamente maggiore, al servizio a bordo, oltre al fatto che ho notato poca fiscalità nel controllo delle dimensioni e pesi dei bagagli. Se la differenza di prezzo è minima come nel nostro caso, direi che questa è una delle compagnie da preferire in assoluto. Il 380 è un vero e proprio mostro volante, carica oltre 800 persone se in versione tutta economy o quasi 600 con le tre classi. Però come su tutti questi enormi veicoli, una volta partiti stai come su un autobus posteggiato. Superato il decollo a cui non mi sono mai abituato completamente, eppure di voli ne ho già fatti parecchi, un anno lavorativo particolarmente intenso, avevo superato di poco i cento decolli, ti rilassi e cominci a guardare la serie di film di cui hai sentito parlare e che non hai avuto tempo di vedere, perché in città al cinema non ti portano, menre butti distrattamente un occhio fuori a vedere la sfilata dei nostri monti vestiti completamente nell'abito bianco da gran galà. Che spettacolo straordinario che non smette mai di stupirmi. E' un attimo e poi siamo già sul mare. Speriamo di stare lontanucci da sorvoli sospetti, visto che attraverseremo l'area di due guerre in contemporanea nel giro di poche ore. 

Tralasciamo l'argomento pasti a bordo, che per qualunque compagnia possiate scegliere, variano sempre tra il pessimo e l'immangiabile, ma rimane il fatto che ti puoi consolare, anche se siamo su vettore arabo, con un bel gin tonic, che ti tira sempre su il morale, anche se a stomaco vuoto mi fa girare un po' la testa. Per ingannare le quasi sette ore, chiacchiero un poco con la hostess italiana, delle alte valli venete, che vive a Dubai da un paio di anni e si trova benissimo, da quando anche lei si è liberata come noi del fardello Alitalia e poi è già ora di allacciare le cinture, che il mostro sta lentamente scendendo. Fuori è buio, le dune del deserto non si vedono e anche il contrasto tra le meraviglie della natura e quelle create dall'uomo e dalla sua capacità e inventiva (e qui si dimostra che non è la straordinaria determinazione a far fiorire anche il deserto, ma solo e solamente il grano) è sopito, solo la distesa di luci e poi la mostruosa macchina dell'aeroporto ti accoglie nel suo caldo abbraccio extraterritoriale dove le culture ed i credi si mescolano e si ammorbidiscono assimilandosi gli uni agli altri, grazie alla benedetta globalizzazione. Cosi finalmente le scale mobili infinite ci portano verso l'uscita a riveder le stelle.


SURVIVAL KIT

Volo - Vista la situazione di generalizzati aumenti folli dei voli delle compagnie di tutto il mondo, mi è parso buono questo di Emirates, e comprato direttamemte dalla compagnia di € 670 AR, a testa, acquistato a dicembre, in ritardo lo so, ma prima avevo altro da fare. Probabilmente indagando qualche mese avanti si sarebbe potuto trovare ad un paio di centoni in meno, al momento era quello che proponevano le compagnie meno care con differenze di poche decine di eruro e nel caso di Emirates, come ho detto sono ben spesi. La parte positiva della compagnia è inoltre, che non fanno troppe storie su peso, misure e forma dei bagagli e non fanno le furbate di offrire un prezzo basso per poi aggiungere 100 o 200 € per i bagagli in stiva, come ormai è di prassi anche in compagnie titolate e non solo per i furbastri lowcost che cecano di succhiarti il sangue a un euro alla volta. Ripeto una delle migliori con cui ho volato ultimamente. Inoltre con questo biglietto ti viene consentito lo stop over a Dubai che è sempre una cosa da vedere almeno una volta nella vita. Tenete conto che se lo stop è inferiore alle 24 ore, nel nostro caso 23:30, le valigie si possono spedire direttamente all'aeroporto di arrivo definitivo, così non ti ingombrano nella sosta, che comunque interrompe la fatica del viaggio totale nel quale staresti in ballo per tutto il giorno tra fusi e soste. Volo senza sorprese.



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lunedì 8 aprile 2024

India 2 - I motivi

Ganesha, il Dio a cui ci si rivolge prima di partire

A questo punto bisogna cominciare a dipanare il filo di questo nuovo racconto, che a dire il vero, parte un po' più da lontano del solito e si incrocia con la solita domanda: ma cosa ci vai a fare in un posto dove sei già stato undici volte, proprio tu che di tempo a disposizione, facendo le corna, non ne hai più molto, e teoricamente vorresti vedere e conoscere luoghi e situazioni che ancora non hai mai visto e che rimangono nella tua lista dei desideri magari per sempre. E' infatti proprio qui sta la spiegazione di questo progetto. Nelle situazioni, infatti è pur vero che l'India è territorio da noi abbastanza indagato e percorso, ma è anche terra dove avvengono cose che di per se stesse meritano di essere viste e vissute. Per questo motivo, unito al fatto che il tempio d'oro di Amristar è uno dei punti cardine di questa nazione, sembra infatti che sia il secondo luogo più visitato dell'India dopo il Taj Mahal, è stato disegnato questo itinerario specifico, geografico ma soprattutto temporale, che ci condurrà attraverso un'area indiana che mai avevamo battuto, anche se forzatamente non è una di quelle che contiene i monumenti più eclatanti dle paese. Un giro che partendo da Delhi, ci condurrà atraverso l'Uttar Pradesh a sfiorare per poco amche il Madya Pradesh ed il Rajastan, fino poi a svilupparsi nel Punjab e successivamente all'Himachal Pradesh, il territorio sotto le cime himalayane, per ritornare infine a Delhi attraverso l'Aryana, lo stato voluto da Ghandi con l'intento storico di traghettare la nuova l'India, dalla terra preda delle pure pulsioni religiose ag un razionalismo più moderno e distaccato, purtroppo, a parere di molti senza riuscirci. 

Quindi un viaggio che non consiglierei certo a chi si avvicina all'India per la prima volta con il desiderio di vedere e sentire, il paese esotico dei grandi monumenti Moghul, dei templi antichi e misteriosi, dei misteri della jungla nera e delle tribu ancora selvagge dei racconti delle fantasie salgariane, ma una esplorazione mirata per veri amatori di questa terra da assaporare come una scoperta che va al di là dell'immagine specifica da portare a casa. Insomma un viaggio più da sentire e da vivere che da guardare. Così è nata questa idea di percorso che potesse unire soprattutto eventi importanti soprattutto dal punto di vista dell'aspetto religioso, che qui è particolarmente pregnante anche nella vita di tutti i giorni per la gente, che a questo lato della vita, nonostante lo scollamento naturale che avviene in una società in forte sviluppo economico e culturale, rimane comunque fortemente legata. L'India è una delle culle delle religioni, molte delle quali qui sono nate ed hanno un tale radicamento nella vita e nelle abitudine delle persone, che a nulla valgono, istruzione superiore o posizione sociale, per sopirle o ridurne l'impatto o l'importanza nella vita di tutti i giorni. Dunque accade che proprio in questo periodo dell'anno cadano eventi importanto sotto questo punto di vista. 

Come ho già avuto modo di accennare, ecco che si parte dall'Holi, una delle due grandi manifestazione religiose dell'Hinduismo, l'altra il Divali, la festa delle luci, cade in autunno. Questo festival si festeggia in tutte le patti dell'India, ma ha una particolare importanza nella zona di Vrindavan a sud di Delhi, dove converge una gran folla da tutto il paese per una manifestazione il cui filcro principale dura tre giorni e che noi profani potremmo assimilare ad un nostro carnevale un po' folle ed estremo, seguita appena qualche giorno dopo dall'Hola Mohalla, il giorno più importante dell'anno per la comunità Sigh (quelli col turbante per intenderci), che la celebrano ogni anno vicino alla loro capitale, Amristar e che a sua volta rappresenta un evento al quale accorrono, tornando spesso a casa da tutto il mondo, i seguaci di questo credo, che rimane comunque numericamente la quinta religione del mondo. Qui tuttavia, ci troveremo a stretto contatto, trovandoci proprio al confine del vicino Pakistan, col mondo musulmano, l'altro fondamentale aspetto di questo mondo, con tutte le implicazioni che ci sono state nella storia del secolo scorso, in cui proprio qui è avvenuta la cosiddetta Partizione, con una delle più grandi migrazioni di massa della storia, con eventi così sanguinosi e crudeli da rimanere come uno dei tanti moniti da scolpire per sempre nella storia umana, ma che poi col tempo vengono tranquillamente disattesi e dimenticati. 

Quindi basterà spostarci di poco verso l'estremo nord e ci troveremo in uno degli stati di confine con l'eterno nemico cinese (sempre di nemici c'è bisogno per cementare il consenso interno), l'Himachal Pradesh. luogo dove si abbandona definitivamente la grande pianura alluvionale per salire in alto dove l'aria diventa fine e già gli inglesi venivano a sfuggire dalla torrida stagione secca, in cerca di refrigerio vivibile, dove una parte di un altro popolo in fuga da una persecuzione o comunque dal contrasto di potere insanabile con la realtà creatasi dopo la seconda guerra mondiale, il potere religioso tibetano si è rifugiato, parliamo di oltre un milione di persone, formando un autoproclamato governo in esilio, a cui l'India, ben contente di dar fastidio al nemico cinese, ha dato ben volentieri asilo, che in ogni caso rappresenta un'altra importante realtà religiosa di questa parte del mondo. Non dimentichiamo infatti che anche Buddha nasce in India, prima che la sua ventata di cambiamento, anch'essa rivoluzionaria, come tutte le grandi religioni, si spostasse verso nord per arrivare fino alla Mongolia, in particolare nella sua variante tantrico-tibetana. 

Insomma, come avrete capito, un viaggio all'insegna dei movimenti di pensiero confessionale, delle loro feste identitarie e delle loro manifestazioni anche visivamete più gioiose e colorate che possono certamente essere considerate aspetti minori di un subcontinente che tanti stimoli culturali offre a chi vuole conoscerlo dall'interno, ma che alla fine costituiscono sostanza concreta per capire meglio un paese. Dunque questi sono i motivi, le giustificazioni, se ce ne fosse il bisogno, che porto a mia difesa per aver deciso di tronare sui miei passi per la dodicesima volta verso il Bharat, considerando che potrebbe anche essere l'ultima della mia vita, una scelta spirituale forse anche per questo. Ecco quindi i pensieri che mi accompagnavano la mattina presto di tre settimane fa, mentre le risaie vercellesi scivolavano lente, ancora avvolte nella bruma del primo mattino, che nascondevano alla vista quei solitari aironi cinerini che si mimetizzano sui bordi delle camere ormai stabilmente occupate dall'ordinato crescere di uno dei cinque cereali più coltivati al mondo. E' un percorso quasi automatico anche questo, costante e senza variazioni, Malpensa come porta temporale verso il mondo, un gate anche psicologico da attraversare che ti sposta dalla tranquillità della tua casa ad un mondo nuovo, tutto da scoprire. Il resto è routine di abitudini ormai scolpite nel tempo. Il parcheggio della Mariuccia, il transfert, l'appuntamento davanti al bancone dei check-in con la nostra cara compagna di viaggio. Il percorso può dunque incominciare. 


SURVIVAL KIT

Parcheggio Malpensa - Ceriapark da Mariuccia - Malvaglio , Via Pozzi 43. E' leggermente più lontano degli altri (15 min), ma imbattibile sui prezzi per le lunghe soste (Scoperto, 45 Euro + 1 Euro al giorno, è aumentato dopo il Covid). Se dovete partire molto presto c'è anche la comodità dell'albergo adiacente con ristorante. Consigliatissimo.

Assicurazione sanitaria - Ho optato di nuovo per Globy rosso plus - RAS Allianz, in quanto è l'unica (almeno che io conosca) che copre la mia fascia di età e, importantissimo, le malattie pregresse. In particolare sembra essere efficace (ma per fortuna non ho mai avuto modo di sperimentare) sul famoso rientro in aereo sanitario in caso di estrema necessità, unica copertura direi davvero importante per la pelle. Costo, una botta di € 160 a testa per 20 gg. appartenendo l'India alla categoria Mondo.



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domenica 7 aprile 2024

India 1 - L'ennesimo back home

 

Ed eccoci qua, con il consueto post del giorno del ritorno, felicemente arrivato ieri sera dopo una lunga giornata partita all'alba delle 6 e conclusa con lo stramazzamento nel letto a mezzanotte con l'aggiunta di tre ore e mezza di fuso orario aggiuntive, sì perché se non lo sapete l'India ha la peculiarità di aggiungere questa mezza ora in più, non so se per farti soffrire ancora un po' o perché semplicemente si vuole distinguere dalla pazza folla delle altre nazioni. E quindi, dopo nove ore di sonno del giusto, filate in una oscurita plumbea e senza sogni, ma cosa avrei dovuto ancora sognare dopo le tre intense settimane trascorse in un mondo che amo svisceratamente e non so neppure io perché,. eccomi a segnalarvi la mia soddisfazione per il ritorno a casa, che poi nella realtà è sempre un bel momento perchè certifica che tutto è andato nel migliore dei modi; accerta alla comunità che sei ancora vivo (dato che invece non ho notato vostri cenni di vita nelle tracce elettroniche che avevo qui lasciato per riempire il vuoto pneumatico virtuale della mia assenza); sancisce definitivamente che hai portato a casa la pellaccia anche questa volta, nonostante l'età ormai avanzata e semmai sconsiderata per questo genere di attività, non tanto per il fisico (questo aspetto c'è sempre stato), che puoi comunque forzare con la stentorea ed a me asssolutamente tipica forza di volontà che vi è sicuramente nota e della quale ho assai spesso dato prova, ma più che altro per l'efficienza mentale il cui calo drastico e quasi verticale che ho ormai progressivamente, mette a dura prova la gestione pratica di ogni mio progetto. 

Comunque sia, anche questa volta ne siamo usciti vivi e lo dico al plurale anche se la mie due compagne di botta di vita (inn pratica due vere e prorpie badanti, che hanno provveduto efficacemente a tutti imiei mancamenti progettuali e fisici, oltre che come ovvio psicologici), hanno di certo un altro ritmo ed una diversa vitalità, d'altra parte sono donne e questo viene loro naturale. E' ancora presto per tirare bilanci, come sempre e a ciò provvederò nei prossimi giorni, quando proverò a mettere insieme il filo del racconto di questa scorribanda indiana, compatibilmente con la montagna di grane che trovi da risolvere appena superata la soglia di casa. Tuttavia posso anticipare che questo viaggio nel subcontinente è stato decisamente diverso dagli altri, ma d'altra parte un'area del mondo così vasta presenta tali e tante diversità, da renderla proprio per questo motivo, sempre interessantissima e meritevole di attenzione. La prima domanda sorge spontanea. Come ho trovato la mia India alla dodicesima visita? Direte voi, capiamo bene che per essere una così intensa costante nel corso della tua vita, questo paese deve avere decisamente il suo perché! Ebbene, come sempre l'ho trovata leggermente cambiata dall'ultima volta, che risale ormai a cinque anni fa e di più dalla precedente di nove anni fa, come del resto penso sia naturale, visti i grandi mutamenti che interessano tutto il mondo, tra novità tecniche e sviluppo della globalizzazione. 

Di certo un forte mutamento ha interessato il tenore di vita degli indiani in generale e questo, a mio parere lo noti subito da un fenomeno spia, decisamente significativo, l'aumento esponenziale del turismo interno, cosa che sta a significare un deciso aumento del numero di famiglie entrate nella classe media a tutti gli effetti, che dà a centinaia di milioni di persone (e questa è la cifra importante) una capacità di spesa che incide significativamente sull'andamento economico di un paese anche in tutti gli altri settori. Certo la prima impressione (magari fallace eh! non si può avere la presunzione di capire come va un paese con un soggiorno di tre settimane) è che si va avanti ma i problemi di fondo rimangono. D'altra parte come si può, e questo con qualunque tipo di governo, risolvere decisamente le situazioni critiche di povertà profonda che vedi negli slums o nelle campagne, in un paese che ogni anno ha una vemtina di milioni di abitanti in più da mantenere, da sistemare ed ai quali dare un lavoro, in uno stato da sempre alle prese con una macchina burocratica infernale e complicatissima, vera e costante sabbia nelle ruote della macchina del progresso, quando pur essendo questo uno dei più avanzati del mondo nel campo del digitale, come capacità progettuale e competenza, di certo molto superiore alla nostra a partire dai pagamenti, trionfa ancora dappertutto il famigerato registrone indiano, dove tutto deve essere annotato con cura a mano, a partire dagli alberghi, incluse montagne di inutili fotocopie di passaporti, numeri di visto e così via, ammonticchiato poi chissà dove, costruendo montagne di carta che rimarranno per anni ad ammuffire tra la polvere vittoriana, inutile ed ingombrante presenza di sé, dove invece c'è già tutto nelle memorie. 

Non so dirvi del terzo onnipresente problema, quello della microcorruzione, tipica delle democrazie dove le cose funzionano solo se leggermente oliate, perché di questo non ho contezza, ma dubito che ci siano stati miglioramenti concreti perché di norma questi sono i problemi più difficili da smussare in tutte le democrazie del mondo e questa rimane comunque la più grande in assoluto. Questo dunque il primo impatto, tutto cambia per rimanere sempre uguale, forse ancora di più con un regime, plebiscitario come l'attuale che mi sembra si avvii al terzo mandato, decisamente nazionalista e di impronta fortemente confessionale e religiosa, che fa leva proprio su questo collante popolare, certo fortemente coesivo ma sempre generatore di forti e dannosi contrasti con le fedi diverse pur presenti in numeri importanti, elemento molto presente sul territorio e con le quali, dunque i contrasti, anche devastanti non possono mancare ed ancor più su riottosi e pericolosi vicini, altrttanto duri e estremizzati sullo stesso versante ideologico. A mio parere questo aspetto del nazionalismo, soprattutto se basato sugli aspetti religiosi rimane comunque molto negativo in ogni caso, ma spesso non è facilmente superabile, specialmente se le alternative non si sono dimostrate molto efficaci in passato.Le teocrazie di tutto il mondo insegnano, che questa è una forte tara nello sviluppo di un paese, ma di certo serve molto a mantenere una popolazione coesa e favorevole alle azioni di un governo, che comunque qualunque cosa si voglia dire, di risultati concreti ne ha ottenuti.

L'India oggi è un gigantesco cantiere, strade, città, infrastrutture, e lo vedi dalla quantità di gru in azione, dalla massa di edifici a mezza costruzione, magari anche lasciati ad aspettare tempi migliori, dalla quantità delle pubblicità che magnificano le virtù delle molteplici aziende cementiere, così come lo appariva la Cina negli anni '90, anche se lì un sistema decisamente più autocratico e la mancanza di un costante incremento della popolazione, ha aiutato molto la velocizzazione dei risultati. Vedremo, certo in questa parte di mondo sembrano così lontani, direi attutiti o addirittura non presenti, i problemi, le preoccupazioni, i disastri delle guerre che stanno infiammando il nostro mondo. Qui appena si sentono, tremori e paure di un mondo lontano che in fondo poco interessano e vengono credo, giudicati come poco importanti. Da un lato credo sia meglio, dall'altro fa capire come ognuno metta al centro dei pensieri, soprattutto i propri interessi, La TV è predominata soprattutto dalle partite di cricket e dai politici locali che arringano, dalle centinaia di canali, guarda caso alla folla per l'arrivo delle varie elezioni locali (che combinazione), in decine di lingue diverse, regolarmente sottotitolate in indi, quella che dovrebbe essere la lingua comune, che poi nella pratica invece è l'inglese, impronta indelebile che ha cambiato il paese rendendolo comunque un altro da sé. Va bene, direi che per oggi va bene così, col festeggiamento del ritorno, dei miei soliti cinque chili perduti (omaggio alla cucina indiana, l'unica cosa di questo paese che aborro) e che spero di non raccattare subitaneamente, con l'allegria della buona riuscita della scorribanda e dell'aver ritrovato vecchi e nuovi amici in quella terra lontana, ma a me così vicina nel cuore e nella mente.


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Ma vi sembra davvero il caso quest'anno?


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