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mercoledì 15 dicembre 2021

Incontro sulla Moldova e la Transnistria all'UNI3 di Alessandria

 A tutti gli amici interessati di Alessandria e dintorni, domani 16 dicembre, alle ore 15:30, alla Sala Ambra del Dopolavoro Ferroviario , via Brigata Ravenna - Alessandria

Nell'ambito delle conferenze di geografia dell'UNI3 di Alessandria, Enrico Bo, racconterà esperienze ed aspetti di Moldova e Transnistria, due paese poco conosciuti, quasi dimenticati nei loro curiosi e aspetti del passato lontano e recente.
Siete tutti caldamente invitati

martedì 9 febbraio 2021

Luoghi del cuore 103: Il cimitero di Branesti


Il Cimitero di Branesti - Moldova - maggio 2018


Branesti non è altro che un gruppetto di case al fondo di uno sterrato che esce perpendicolarmente dalla strada nazionale. Non si vede nessuno in giro, qualche casa è palesemente chiusa o in stato di abbandono, ma in fondo alla strada c'è una bella chiesetta dipinta di fresco, bianca e beige coi contorni blu, sormontata da un corposo campanile, anche questa chiusa, sintomo di una presenza minima di residenti, forse il pope viene solo alla domenica e alle feste importanti, come nei nostri paesini sperduti tra le montagne. Infatti non vedremo nessuno in giro per tutto il tempo in cui rimarremo a passeggiare tra le case, buttando l'occhio al di là dei cancelli di ferro colorati e cercando tracce della vita di tutti i giorni. Qualche gallina becchetta nella corte e un maiale grufola in un piccolo recinto, anche le caprette legate ad un palo segnalano che comunque la vita continua anche se tutto sembra come cristallizzato nel tempo dalla fata buona della bella addormentata affinché nessuno soffra troppo della tristezza dell'abbandono, in attesa del risveglio. Alla confluenza di due sentieri, una fontanella gorgoglia l'acqua freschissima di una fonte, all'angolo di confine tra i campi si alzano croci ortodosse in muratura che splendono al sole con un biancore abbacinante, completate da piccoli altarini ornati da fiori secchi. Ma girando attorno alla chiesa, scopri un grande spazio dedicato al cimitero, che la avvolge da tre lati come è costume da queste parti. Circondato da un folto bosco di alberi alti e dai tronchi robusti, non è diverso dai tanti che vedremo passando lungo la strada, ma questo, così solitario in mezzo alla campagna ha un richiamo particolare che invita ad una passeggiata tra le tombe. Anche qui come nei campi la terra è morbida e nera, la indovini lieve, quasi non debba pesare troppo sui corpi che avvolge nell'ultimo abbraccio. 

Le panche dietro le croci
L'erba e i cespi fioriti crescono rigogliosi negli spazi ristretti tra le lapidi di pietra fino ad invaderle; è la primavera che onora la morte, quasi che la natura voglia sostituirsi agli assenti quando, lontani, non possono prendersi cura di chi non c'è più. Le croci sono molto grandi, in pietra dipinta di bianco o di ferro, costruite di tubi colorate di vivace blu. Qualcuna, che la mancanza di cure ha lasciato alla forza degli eventi atmosferici, pende mestamente da un lato, resistendo però, abbarbicata al terreno sottostante come non volesse piegarsi completamente allo scorrere del tempo. Tanti cognomi uguali, come accade anche nei nostri cimiteri di montagna, quando i paesi erano abitati da due o tre grandi famiglie al massimo e le parentele si incrociavano tra di loro all'infinito. Facce scavate dal lavoro, visi di donna avvolte nei fazzolettoni, sulle foto sbiadite negli ovali di metallo. Qualche nome scritto in caratteri cirillici a testimonianza che la mescolanza di etnie arrivava anche all'interno di queste piccole comunità isolate. Tuttavia osservando meglio, scorgi tra le file di tombe spazi più larghi ricavati agli incroci degli stretti sentieri e anche senza cercare troppo, scopri, addossate alle lapidi, panche di legno e addirittura tavoli pronti ad essere imbanditi. Questa è una delle tradizioni più sentite nella Moldavia, il pastele blajinilor, la Pasqua (il pasto) coi defunti, che si svolge ogni anno nella domenica successiva alla Pasqua ortodossa. 

Il cimitero di Sapinta in Romania -1985
E' questa una festa unica nel suo genere che coinvolge tutte le famiglie, che spesso tornano al paese anche se vivono lontane o in città proprio per questa ricorrenza. Già dal mattino presto i gruppi familiari arrivano al cimitero con grandi pacchi e occupano i posti attorno ai loro defunti disponendo sui tavoli il pranzo della festa, qualcuno addirittura prepara un barbecue quindi si dà il via alla festa, con canti e musica, ma soprattutto tanto alcool, vino e distillati fatti in casa, come consueto in ogni famiglia che viva in campagna. Questo stare a contatto con i defunti in allegria rappresenta di certo un modo di esorcizzare la morte, comune a molte culture, da quelle latinoamericane con le loro fiestas de los muertos, che quelle della vicina Romania, basti pensare al famosissimo cimitero allegro di Sapanta, la Spoon River della zona di Maramures, dove su ogni tomba un artigiano artista ha, per decenni, scolpito la storia di ogni defunto, in modo caricaturale ed ironico, ingigantendone i difetti o i lati più ridicoli del carattere o della persona, ricordando magari qualche fatto occorso al defunto stesso. Ricordando chi non c'è più in allegria è un modo per scacciare la paura del nostro essere mortali, attutire la malinconia del pensiero rivolto a chi se ne è andato e che pur ci è caro. Proprio per questo bisogna far festa ed esagerare, soprattutto nella esibizione e nel consumo di cibo e bevande che da sempre nelle culture contadine rappresentavano la manifestazione dell'abbondanza e del benessere raggiunto. 

Tra le croci
L'espressione massima di questo aspetto lo si raggiunge nelle feste che si svolgono in questa occasione nelle comunità Rom della Moldavia, che sono presenti soprattutto nelle province di Soroca e di Itacia nel nord del paese. Questa popolazione vive generalmente in una discreta agiatezza e durante questi giorni la esibisce in maniera esagerata, con veri e propri banchetti nei quali davvero si beve a rotta di collo e, complice il fatto  che la tradizione vuole che i morti gradirebbero coinvolgere nella festa anche gli sconosciuti, saziandoli, facendoli bere e dando loro doni augurali e uova dipinte, sembra che chiunque passi di lì venga invitato a partecipare e a riceva regali in onore della famiglia e dei suoi antenati. Spesso tra i sepolcri si porta addirittura un'orchestra e il tutto prosegue anche il lunedì, tanto per non farsi mancare nulla. Alfredo mi assicura che questa è una esperienza assolutamente unica che varrebbe la pena di provare e tutte le persone che lui ha accompagnato ne hanno riportato un ricordo indelebile. Quest'anno cadeva il 15 aprile. Se non sbaglio il prossimo anno potrebbe essere il 5 maggio, data ideale anche per la primavera incombente, ma informatevi meglio. Devo dire che, a sentirne il racconto, mi è rimasto il rimpianto di non averlo saputo prima. Credo che sia una di quelle cose autentiche che ti ricordi per un po'. Ma adesso è ora di lasciare il cimiterino di Branesti, pulendosi le scarpe alla meglio del fango viscoso che ti rimane attaccato alle scarpe per procedere verso altri luoghi. 


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Urali                                                            

mercoledì 7 novembre 2018

Dodicesima s-guida di viaggio: Moldova e Transnistria

E' stata data alle stampe, con Lulu.com la dodicesima s-guida di viaggio che utilizza lo schema delle precendenti e cioè, con la scusa di dare informazioni utili a chi voglia programmare un viaggio sulla falsariga del mio itinerario, quindi indirizzi e giudizi su hotel, ristoranti, agenzie, escursioni varie, in realtà racconto sensazioni, emozioni, storie che mi sono portato a casa o almeno cerco di farlo.

I paesi di cui racconto questa volta sono la Repubblica di Moldova e l'altrettanto interessante e misteriosa realtà della Transnistria, la piccola area autoproclamatasi Repubblica all'inizio degli anni '90, con una poco conosciuta ma sanguinosa guerra.

E' disponibile sia la versione cartacea per gli amanti del solido che quella e-book ad un prezzo di affezione, cliccando sui due appositi bottoni sotto la copertina.

Grazie a tutti coloro che vorranno aggiungere alla loro biblioteca anche questo mio lavoretto.




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E presto arrivano gli altri!

martedì 19 giugno 2018

Taste of Moldova 1



Dolci colline
Sopra la terra nera
Un girasole

domenica 17 giugno 2018

Moldova 18 - 50 motivi + 1 per andare in Moldova

Cimitero di campagna


A conclusione del giro di sensazioni che spero di essere riuscito a trasmettervi sulla Moldova, stimolandovi al viaggio (e stavolta è davvero il capitolo definitivo, poi passeremo ad altre terre), vorrei fare un piccolo elenco di cose imperdibili di quel paese o che se la volete mettere giù in altro modo, valgono la pena di mettersi ad organizzare una scappata da quelle parti, per scoprire un paese sottostimato e sicuramente poco conosciuto che, al contrario, a mio parere darà soddisfazione investigare un poco più a fondo.


  • Prendersi il piacere di scovare i punti di interesse per la visita di un paese turisticamente poco conosciuto
  • Toccare con mano le storie di chi si muove per il mondo per poter fare sopravvivere la propria famiglia
  • Abituarsi alla filosofia degli spostamenti low cost, che potrebbe diventare sempre di più la norma
  • Conoscere meglio la realtà abitativa di Chisinau, stando in appartamento e non in hotel
  • Misurarsi a piedi e in macchina con la realtà della capitale
  • Uscire dalla città e capire perché questo è il paese delle verdi colline
  • Toccare la terra nera e apprezzarne la fertilità
  • Camminare tra le vecchie case di un paesino qualunque
  • Stare tra le tombe di un cimitero di campagna e sedersi alle tavole del pranzo dei morti
  • Guardare dall'alto di una collina, le anse di n fiume
  • Percorrere sentieri nei campi tra resti di moschee, bagni turchi e necropoli antiche
  • Aggirarsi tra antichi reperti e monete di tempi passati in un piccolo museo
  • Vedere gli interni di una casa tradizionale con tutti gli arredi di un tempo
  • Arrampicarsi su ripidi scalini per visitare monasteri scavati nella roccia
  • Comprare una candela sottile dall'unico monaco rimasto
  • Girare attorno alla croce di pietra della chiesa dell'Ascensione guardando il paesaggio
  • Mangiare deliziose braciole di maiale sul bordo di un laghetto
  • Girare in trenino per le gallerie di Cricova e stupirsi per la collezione di vini
  • Partecipare ad una sessione di wine testing e discutere di vino con americani, asiatici e tedeschi
  • Vedere di soppiatto il deposito segreto dei preziosi vini presidenziali e le sale riservate
  • Andarsi a mangiare un gelato italiano tra pensionati transfughi
  • Andare in Transnistria a stupirsi delle sue particolarità, attraversando la frontiera di un paese che non esiste
  • Collezionarne il visto e le sue monete di plastica
  • Emozionarsi per questo salto indietro di trenta anni ritornando nella realtà sovietica
  • Scoprire le ambasciate di paesi come Abkazia e Ossezia del nord
  • Trovare la statua del generale Potionkin
  • Visitare la fortezza di Bender e guardare il Nistru dalle suemura
  • Aggirarsi tra le rovine delle fabbriche sovietiche abbandonate
  • Bere un bicchiere di kvas davanti al mercato colcosiano per una botta di nostalgia
  • Passeggiare nelle vie e nei parchi di Tiraspol tra statue di Lenin, altari della patria e carri armati monumenti alla liberazione
  • Gustare bicchierini di divin, meglio se molto invecchiato, uno dei migliori brandy del mondo
  • Prendere il sole sulle spiagge cittadine del Nistru
  • Visitare le chiese solitarie del monastero di Chițcani e il suo campanile, il più alto della Moldavia
  • Fermarsi a parlare con le contadine in paesi senza nome vicino ai pozzi dipinti
  • Arrivare al Nistru tra campi di girasole, vigne e lavanda
  • Scendere la falesia per andare a trovare i monaci di un monastero rupestre, guardando la Transnistria al di là del fiume
  • Pranzare in un agriturismo sul fiume assaggiando la mamalyga
  • Provare distillati di frutta e vini fatti in casa
  • Visitare il monastero degli uccelli bagnandosi alla fonte sacra
  • Fare un giro nel bosco alla ricerca di cascatelle e sentieri segreti
  • Bersi una birra alla spina Chisinau 
  • Guardare il ponte che traversa il Nistru ed i palazzi colorati della periferia di Ribnita sull'altra sponda
  • Godersi una festa in piazza con bambini che cantano sul palco alternati ai politici che fanno l'ultimo comizio elettorale
  • Passeggiare per i viali ed i parchi della capitale ammirando monumenti e vecchi palazzi
  • Vedere gli oggetti di devozione, le icone e di reliquiari della cattedrale
  • Percorrere il viale dei letterati e guardare il centro della città dal punto di vista di Stefan cel Mare
  • Andare all'interno dell'Hotel Chisinau ed alla stazione per trovare vecchie sensazioni sovietiche
  • Fare un giro per la città in filobus
  • Cercare in giro per la città le opere del grande architetto Alessandro Bernardazzi
  • Visitare il bellissimo Monastirea Ciuflea con le reliquie di San Nicola
  • Ammirare le spose in coda per celebrare il matrimonio nella chiesetta di legno in un bellissimo parco
ed infine

  • Salutare l'amico Alfredo che ti ha fatto conoscere ed apprezzare questo paese
Io ho detto tutto. Se vi interessa una vacanza un poco fuori dagli schemi mandategli una mail o un colpo di whasapp e organizzatevi un giro da quelle parti. Io direi che ne vale la pena.

Il Nistru




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sabato 16 giugno 2018

Moldovia 17 - Cosa si mangia?


Braciole di maiale

Verdure
Ed eccoci arrivati al consueto capitolo riguardante un aspetto a me caro, ma che so interessa a molti: l'enogastronomia del paese vistato; in fondo anche questa è cultura, non vi pare? Partiamo dalle considerazioni pratiche. Intanto è sicuro che in Moldavia non morirete di fame, anzi l'offerta che avrete a disposizione vi consentirà di campare bene, sia che siate degli schizzinosi abituati solo ai vostri sapori, sia che invece siate dei gastroesploratori, curiosi di provare la cucina del posto. Quindi partiamo dal fatto che, specialmente nella capitale, ma anche in tutti gli altri centri anche di media importanza, troverete molti ristoranti italiani o locali che comunque includono piatti italiani, a partire dalla pasta, ormai diventati un obbligo internazionale. Ovviamente la pizza è onnipresente. Oltre a questi avrete la possibilità di assaggiare cucine di tutto il mondo, greca, turca, centroasiatica, francese, messicana, araba, cinese, giapponese assieme a tutte le varianti asiatiche. Naturalmente spopola anche qui la cultura del fast food, per gli amatori dell'hamburger. Per la colazione, sono ormai molti i locali che offrono i must italiani dall'espresso al cappuccino, col classico cornetto o muffin e le sfogliate ripiene, dolci o salate. In città ho visto posti con l'insegna: caffé e brioche a 20 lei.

Composte e vino di campagna
Quindi in generale, in città avrete la possibilità di trovare molti locali in cui potrete scegliere tra piatti cosiddetti internazionali e piatti moldavi, mentre nei centri minori e in campagna, potrete rilassarvi con le offerte della cucina tipica, che è piuttosto simile a quella rumena con molti innesti russi e ucraini. Inoltre c'è una forte contaminazione dovuta alle tante etnie minoritarie presenti nel paese, ma qui forse andiamo a complicarci troppo le cose e quindi le lasceremo da parte. Alla base avremo comunque sempre una materia prima di buona qualità che prevede abbondanza di frutta e verdura che proviene dai tanti orti familiari e dalla produzione agricola che rappresenta una delle attività produttive principali. Quindi patate, cavoli, pomodori, zucche, zucchini e gli onnipresenti cetrioli, melanzane, ravanelli e rape, legumi e insalate varie. Nella frutta abbondanza di mele, pere, prugne, angurie e meloni, pesche e albicocche buonissime, presenti anche nella forma essiccata. Tutto questo si consuma in stagione mentre la forma classica di consumo nel resto dell'anno, è la conservazione in una salamoia, senza aceto, di acqua salata e insaporita di aromi, che vengono spesso servite come antipasto. Le carni più usate sono il maiale, molto buono, pollame e carni ovine; meno usata quella bovina. Nel pasto tradizionale è sempre presente una zuppa, di provenienza slava, anche fredda d'estate come l'okroska o calda (ciorba più piccante con carne e fagioli o schi, borsch, con bietola rossa o solianka).

Zeama de gaina
Ma la più tipicamente moldava rimane la sostanziosa zeama de gaina, un brodo di pollocon pasta, densa e cremosa, molto buona e saporita. Di tradizione slava (russa e ukraina) è la pasta ripiena di carne e verdura, anche in versione dolce, pelmeni (alla russa) o varenichi (alla ukraina) o coltunasi  (alla rumena) che dir si voglia. Troverete spesso piatti di melanzana con pasticci di carne chiamate mussaka, simili alla nostra parmigiana e anche usate in molte diverse soluzione sia dolci che salate, le clatitie, una via dimezzo tra le crepes, i pankcakes e i blinj russi, piuttosto morbide e fatte con una pastella a base di farina latte e uova, che possono servire di base per fare una sorta di lasagne con carne, formaggio e besciamella o cannelloni ripieni ad esempio di amarene o prugne e ricoperte di smetana, la panna acida della tradizione slava. Molto comuni anche per il fuori pasto le focacce di sfoglia leggerissima dette placinte, ripiene di cavolo, carne, formaggio o anche dolci. Un capitolo a parte lo vogliono le carni alla griglia, una delle classiche tradizioni che uniscono famiglie ed amici in tutti i giardini o in campagna durante i fine settimana e non appena la stagione lo permette, i fumi dei barbecue improvvisati compaiono nel retro di ogni casa e naturalmente sono disponibili in ogni ristorante. Ognuno ha il segreto della perfetta marinatura della carne che dura almeno 24 ore, in olio condito da un trito di aromi dei quali nessuno vorrà dirvi la sua ricetta segreta di famiglia. 

Mamaliga cu brynza
Comunque qui ho mangiato la miglior carne di maiale tra le mie esperienze, morbidissima,saporita e grassa al punto giusto, buone le salcicce, piuttosto pepate come quasi tutti gli altri piatti, carenti invece (per noi italiani almeno) i salumi nei quali c'è poca tradizione. Ovviamente poi agnello, montone, pollame e pesci di fiume. La carne bovina è meno frequente. Spesso la carne cucinata come spezzatino ha nel condimento salsa di prugne o di albicocche che conferisce ai piatti una eleganza piacevolissima. Frequenti i funghi, prataioli, pleurotus e anche porcini, che non ho avuto però occasione di provare. Un altro piatto classico invernale, ma che dovrete comunque assaggiare almeno una volta è la mamalyga, una ottima polenta di grana grossa piuttosto soda che si taglia col filo. Questa viene generalmente servita cu torchitura, una serie di condimenti che vengono aggiunti sulla polenta stessa dopo averla disposta nel piatto con un opportuno avvallamento dove verranno disposti burro, formaggio a scaglie e stracciatella morbida di uova che fondono al calore, rendendo questo piatto delizioso. Il formaggio più comune è il brynza prodotto con latte di pecora, usato a tutto campo in cucina, fresco o più stagionato, grattugiato e base di molti piatti primi, secondi e dolci. Spesso i verranno offerte verdure grigliate o ripiene (peperoni, pomodori, zucchine). Tra i dolci torte casalinghe, crostate e gelatine con largo uso di frutta. I prezzi sono per noi invitanti, dai ristoranti più economici dove i piatti sono attorno ai 20 lei a quelli medi sui 40/60/80 per il piatto forte, mentre in quelli di lusso andrete su prezzi  internazionali.

Metodo classico. Pupitres per il remouage
Veniamo adesso all'altra metà del cielo, l'enologia. Questa è parte costituente della tradizione della Moldavia, che presenta due aspetti, il vino di campagna che ogni famiglia produce per autoconsumo e quello delle grandi cantine pubbliche e private che ormai forniscono un prodotto di buon livello adatto anche all'esportazione. Il primo, che ha molti amatori va naturalmente provato con lo spirito del come era buono il vino del contadino di una volta quando si faceva pestando l'uva e basta. Troverete quindi uvaggi di varietà locali tradizionali che producono vini bianchi piuttosto grezzi ovviamente poveri di profumi con una certa acidità di base e rossi con più carattere, che esprimono corpo deciso e carattere ricco di potenzialità inespresse. Provateli ogni volta che ne avrete occasione, soprattutto per assaporare il piacere dell'ospitalità di campagna e di quei sapori di un passato che da noi non esiste più da decenni. Diverso è il discorso per le cantine che aspirano ad un mercato internazionale e che producono milioni di bottiglie con attrezzature ragionevolmente moderne ed enologi tecnologicamente attrezzati. Visitatene una o più, se siete appassionati, e vi sorprenderete di un rapporto qualità/prezzo che pronostica per loro un futuro interessante. Qui accanto a qualche vitigno tradizionale che contribuisce a mantenere caratteristiche peculiari e distintive, trionfano ormai le cultivar più note, dall'aligoté, al cabernet franc, al sauvignon, allo chardonné, allo shiraz e ad altri di questo livello. Si possono trovare spumanti di qualità prodotti sia con metodo Champenois che Charmat, questi di basso costo che tendono ad imitare il nostro prosecco che così tanto successo ha in tutto il mondo. 

Verdure grigliate
In questi impianti tutto viene ormai prodotto con fermentazione a temperatura controllata e con altre lavorazioni manuali di selezione che tendono ad alzare il livello qualitativo in maniera sostanziale. Insomma una esperienza importante, che per gli appassionati culmina nel festival del vino che si svolge ogni anno a Chisinau, una kermesse dove oltre cento aziende presentano la loro produzione in un contesto di feste popolari. balli in costume e musica tradizionale. Quest'anno 2018, si svolgerà dal 6 al 7 ottobre, periodo in cui la città è piena di appassionati e non è facile trovare posto negli alberghi. Se per caso siete interessati contattate per tempo il mio amico Alfredo (info@chisinau-kishinev.com). Buona la birra nazionale, in particolare la Chisinau, disponibile anche alla spina. Un ultimo accenno al capitolo distillati di cui vi ho già accennato nei giorni scorsi. In questo campo dobbiamo fare riferimento alla grande tradizione slava di distillare in campagna tutto quanto è possibile, dai cereali,  alla frutta, al vino, financo alla buccia di patate e alla mollica di pane vecchia (vedi la tradizione del kvas, ancora reperibile in strada in Transnistria). Buona la vodka, ma particolare attenzione va posta al brandy moldavo detto Divin, specialmente quello invecchiato da 5 a 50 anni, che troverete vistando le distillerie, tra cui le più note sono la Kvint e la Calarasi, oppure nei negozi di liquori.Un ultimo accenno alla Transnistria, che vivendo una sua realtà più isolata, ha tuttavia una cucina tradizionale assolutamente simile a quella moldava anche se con tendenze più spostate verso la Russia, in particolare nella denominazione dei piatti in lingua russa. E buon appetito.

Ciorba




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carne alla griglia

venerdì 15 giugno 2018

Moldova 16 - Considerazioni finali


Chisinau -Museo

Il Nistru
Bene, il viaggio è finito e viene quindi il momento di fare una chiacchierata finale su questo paese, pur mettendo le mani avanti nel dire che la sola idea di fare delle considerazioni, trinciare giudizi e volere buttare lì pareri su un luogo dove sei stato soltanto cinque giorni, è pretesa di per se stesso sciocca ed arrogante. Tuttavia devo farlo, anche se inevitabilmente sarò soggetto ad essere stato sensibilizzato maggiormente da fatti singoli, da emozioni personali e da casualità magari poco importanti nel discorso generale. Molto sicuramente avrà influito il fatto di essere stato accompagnato in questa scoperta da Alfredo Lorenzo Ferrari che mi ha saputo, con la sua passione di esperta guida residente quaggiù, trasmettere la bellezza e l'interesse del paese che lo ospita da anni fino a diventare la sua seconda patria. Intanto devo cominciare enumerando le motivazioni che mi hanno condotto su queste vie del mondo piuttosto inusuali, almeno per il momento, per i consueti turisti. Una, poco nobile in verità, come già detto è l'acquisizione di due figurine abbastanza rare per il mio album personale di paesi visitati e di portarmi anche a meno uno nel completamento della pagina dell'Europa, l'altra è il desiderio di vedere luoghi che inevitabilmente prevedevo mi avrebbero riportato indietro nel tempo, a quando per lavoro, mi muovevo nell'area ex-URSS per vedere cosa sia rimasto oggi, a distanza di quasi trenta anni dal disfacimento di quel vecchio mondo che ormai fa parte della storia. 

Monastero di Chițcani
Infine la curiosità di vedere una nazione di cui si sa molto poco, pur essendo, noi italiani, spesso a contatto in Italia con persone che arrivano da questo mondo per noi sconosciuto raccontandocene particolari e cartoline che è però sempre interessante andare a verificare di persona. Molti, a cui avevo raccontato il mio desiderio di sviluppare questo programma, si sono fatte stupite meraviglie, dando per scontato che una totale scarsità di interessi o di stimoli sconsigliasse di dedicare tempo a questo itinerario. Devo invece dire che, non avendo mai trovato un paese che non abbia presentato spunti di interesse e, andandomene, di voglia di rimanere qualche giorno in più per approfondire aspetti che non avevo avuto il tempo di vedere completamente, ho sempre dovuto constatare, soprattutto a me stesso, che valeva la pena fare quel viaggio comunque. Infatti sempre, invariabilmente, da ogni viaggio in paesi che sulla carta si presentavano poco stimolanti, mi sono portato a casa qualche cosa di importante, che valeva la pena di vedere e di vivere e voglio confermare che anche questa volta ne ho avuto piena conferma. Aggiungi a questo la chicca finale della possibilità di vedere anche se per pochissimo, la realtà della Transnistria, un mondo perduto talmente poco conosciuto che la maggior parte delle persone con cui ne ho parlato, non ne sospettava neppure l'esistenza e ditemi voi se tutto questo non era di per sé uno stimolo sufficiente. 

La fortezza di Bender
Ciò detto e confermato che le mie aspettative appena sopra riportate, si sono poi nella pratica rivelate inferiori alla realtà toccata con le mani e con gli occhi, devo proprio dire che vale la pena programmare un giro da queste parti, magari anche con un pochino di tempo in più a disposizione per vedere le cose che ho dovuto forzatamente trascurare o per allargarsi un po' di più a spazi circostanti che normalmente non vengono inclusi nelle classiche mete turistiche come il sud ovest dell'Ukraina e il nordest, più conosciuto per la verità, della Romania, che sono comodamente raggiungibili grazie alla posizione centrale di Chisinau. Ma veniamo ai fatti specifici ed a quali sono state le mie impressioni, certamente forse affrettate e superficiali, su questo paese. La Moldavia era una dele repubbliche dell'Unione Sovietica, di certo una delle più marginali, cosa che ha ripercorso una situazione storicamente simile fin dal periodo zarista che considerava la Bessarabia una dependance dell'impero con valenza unicamente agricola. Lo sfaldamento dell'impero, oltre ai problemi di disordine sociale e civile, ha lasciato la nazione, già di per se stessa povera ed economicamente difficile, in una situazione di grave necessità, accresciuta da una sorta di guerra civile che ha portato alla separazione della Transnistria e che ha costretto alla migrazione economica un quarto degli abitanti del paese. 

La chiesa del monastero di Orheiul Vechi
La ripresa è stata lenta e faticosissima, anche se molto hanno fatto le rimesse degli emigranti, qualche investimento straniero  che vede opportunità nei bassissimi salari, oltre ad una certa benevolenza del nostro mondo che ha interesse a mantenere questo paese nell'area geopolitica occidentale, confermata da una situazione politica interna con orientamento fino ad ora filoeuropeista. Ma quale è la sensazione di pelle che si ha passeggiando per la strada? Se devo essere sincero la crosta esterna che vedi nelle vie della capitale è quella di un paese tranquillo e ragionevolmente sicuro, dove le ragazze escono sole la sera e la gente cammina per strade ordinate, pulite e abbastanza curate. Di sicuro c'è una povertà diffusa che però viene vissuta molto dignitosamente senza essere esibita. Certo la quantità delle vetrine dei Monti dei pegni e Compro oro, che qui si chiamano curiosamente Lombard, non depone per il benessere diffuso, ma la sensazione della città è quella di un paese che ha una visone moderatamente positiva del suo futuro, insomma che crede che il domani sarà migliore dell'oggi, cosa che ad esempio da noi, infinitamente più ricchi, è esattamente contraria. Questo per sottolineare quanto sia diversa la realtà da quanto avvertito dalle persone. Diversa è la situazione che vedi nelle campagne. Qui sicuramente sopravvive un mondo rimasto nel passato, con una agricoltura, che anche se potenzialmente ricca e rigogliosa, grazie ad un territorio vocato e fertilissimo e ad una esperienza storica, non permette il livello di vita moderna alla quale tutti ormai aspirano. 

Una casa museo
Certo, come è costume, la campagna ti impedisce di morire di fame, concedendoti comunque una possibilità di sussistenza; i soldi che tornano dagli emigranti consentono interventi di miglioramento a case e strutture, in vista forse dell'auspicato ritorno, ma il mondo rurale ti rimanda sempre ad una cartolina di altri tempi. Tutto questo fa parte del fascino della visita; un tuffo nel passato e nelle tradizioni che in molti altri paesi sono andate perdute o sopravvivono solo nelle feste delle Pro Loco e che qui sono invece parte della vita di tutti i giorni. Avere la possibilità di partecipare a feste o celebrazioni tradizionali o religiose, come il pranzo del morti o il festival del vino, dovrebbe essere considerato nella programmazione delle date di visita. Informatevi eventualmente per tempo. Ci sono poi gli interessi paesaggistici e storici, che ti possono portare a progettare un itinerario attraverso il paese vistando antiche fortezze, monasteri recenti o antichi, scavati nella roccia, siti storici che rimandano al medioevo e alle lotte contro i turchi o prima, con le evidenze delle invasioni delle orde che arrivavano dal nord, dei Geti, dei Daci, dei Tatari, fino agli insediamenti preistorici. Un'altro interesse storico ed etnografico è dato dalla presenza nel paese di molte differenti gruppi etnici dalle abitudini diverse che contribuiscono a colorare la nazione di aspetti particolari, dai russi, alle minoranze polacche, turche, ukraine e molte altre. 

Le cantine di Cricova
In particolare i Rom, presenti in forti percentuali in zone specifiche del paese, darebbero l'occasione per vedere aspetti culturali di grande interesse, con le loro feste tradizionali, per chi vuole conoscere questi aspetti naturalmente e magari chiarirsi le idee su preconcetti fortemente presenti in tutti quanti hanno una visione parziale delle cose. Forse viaggiare serve anche a questo. Ci sono poi parti curiose del paese che andrebbero indagate, come la piccola Gagauzia, all'estremo sud, un piccolo territorio abitato da una minoranza, che aspirava tanto per cambiare, all'indipendenza, comprendendo poi si spera, la sciocchezza di questa spinta alla microframnmentazione che colpisce come un virus in ogni parte del mondo. Rimane l'aspetto paesaggistico, questo è il paese delle dolci colline e il solo viaggiare lungo le strade della Moldavia, scavalcare rilievi infiniti tra campi di terra nera, boschi fitti e selvatici, vigne che si perdono all'orizzonte, fermandosi a mangiare polenta e maiale in qualche trattoria di campagna, bevendo un bicchiere di vino di fattoria, è un sottile piacere della vista. Passare qualche giorno in campagna o in qualcuno degli agriturismi che stanno sorgendo nei paesini più isolati o lungo il fiume dovrebbe essere davvero uno stacco deciso a cui molti ambiscono (per poco naturalmente, che poi, vi conosco, vi mancherà la confusione caotica del mondo moderno). Non faccio cenno naturalmente a tutta la fuffa del naturalbiologicokilometrozero, che da queste parti darà il paradiso a chi ci crede. 

Banchi di carne di maiale
Per gli amatori e per chi è interessato a questo aspetto, c'è anche il versante enogastronomico, che vi proietterà in una cucina semplice, ma molto buona e adatta al nostro gusto, con pochi piatti tradizionali, buoni e sapidi, dove maiale (il migliore che avrete provato, anche se non nella parte salumi, ma qui siamo troppo bene abituati) e formaggi la fanno da padrone. Assolutamente imperdibile è l'aspetto enologico, da esplorare nei suoi aspetti del tradizionale vin de pays e in quello moderno ed altamente tecnologico e qualitativo delle grandi cantine. A questo vanno accoppiati i distillati, con un brandy che lascerà sorpresi ed ammirati tutti coloro che non conoscevano la tradizione sovietica in questo campo. Ma di questo vi parlerò più diffusamente nella apposita sezione dedicata. Infine non si può trascurare l'ultimo aspetto, a mio parere di grande interesse, della unicità della situazione della Transnistria, paese, non riconosciuto e già solo per questo anomalo, in cui troverete tutte le situazioni scomparse ed ereditate dalla vecchia URSS. Per me e per tutti coloro che hanno vissuto quel mondo, ovviamente una cosa imperdibile, ma a mio parere di grande interesse anche per chi vuole conoscere da vicino un mondo che oggi non esiste più; insomma archeologia socio-politica. Dunque di ragioni per programmare un viaggio in questo paese ce ne sono molte, che un poco accontentano tutti i palati, non ultimo il fatto che, complice il tasso di cambio, sarà un giro estremamente economico. Bisogna quindi andarci al più presto, prima che aumenti il turismo generale, che già sta scoprendo e proponendo la zona, prima che cambino le abitudini che, con una velocità incredibile tendono ad omologare tutto e prima che anche i prezzi si adeguino al resto del mondo. Se avete dubbi scrivete una mail ad Alfredo (info@chisinau-kishinev.com). Io ve l'ho detto, vedete voi.

Monastero rupestre




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