lunedì 7 marzo 2022

Il dopo

dal web


 Ormai possiamo riuscire ad intravedere il triste futuro che aspetta l'Europa. La guerra si è ormai dispiegata secondo uno schema ormai visto piu volte in altre parti del mondo, Siria, ex-Yugoslavia, Caucaso, Afganistan, Yemen. E' uno schema fisso, che si incancrenisce per lungo tempo quando si vede che una parte non riesce a sopraffare velocemente l'altra, non succede quasi mai, risolvendosi in un massacro senza fine di civili e città completamente rase al suolo. Questa guerra, sembra farci piu' orrore solo perché è raccontata per ore ed ore tutto il giorno alle TV, diversamente è esattamente uguale alle altre che alla fine hanno lasciato l'Europa completamente indifferente. Dura fino a quando la parte debole dei due contendenti viene finanzata sottotraccia da chi, da fuori, ha interesse ad indebolire in qualche modo il contendente piu forte. Solo un cedimento, la resa insomma di uno dei due, non piu' alimentato dall'esterno, può condurre al cessate il fuoco ed al tavolo di trattativa. Quindi, posto che il continuo alzarsi dell'asticella non porti diritti ad una guerra nucleare totale, cosa del tutto possibile anche se molti non lo vogliono credere, bisogna cominciare ad immaginarsi come sarà il dopo, in questa povera Europa. Cominciamo dal dire che piu' dura la battaglia, al momento Putin non ha intenzione di fermarsi, così almeno dice, fino alla conquista definitiva dell'Ukraina e Zhelensky si dichiara pronto, pompato dagli Usa, all'estremo sacrificio, piu' i due contendenti si impoveriscono e perdono, su tutti i campi, economico, di distruzioni e di perdita di vite umane. Io credo che chi fosse VERO amico dellUkraina, dovrebbe smettere di inviare armi, mettendosi anche di traverso a chi vuole invece continuare, per interesse parsonale a farlo e convincere Zhelensky, che non farebbe affatto brutta figura se venisse invece aiutato ad uscire da Kiev per costiture un governo in esilio, facendo cessare la resistenza interna, dandola insomma vinta all'invasore, ma facendo cessare la carneficina e le distruzioni. 

Questa sarebbe comunque la strada migliore in termini di diminuzione del danno civile, delle stragi, di disastro economico per la gente e per il suo paese. Se qualcuno invece si illude che tutto questo porti ad una caduta di Putin per movimenti interni, non conosce la Russia e non ha capito niente. Quasi il 70% della popolazione o per scarsa conoscenza dei fatti o per spirito di rivalsa nazionalista, lo appoggia e all'interno del governo hanno tutti piu' da perdere da una caduta dello Zar. Inoltre è abbastanza chiaro che le sanzioni, grazie alle tante alternative possibili, ricordando che metà del mondo non ne ha applicato nessuna e anzi, è pronta a godere della possibilità di entrare come sostituto, non possono provocare quel danno reale effettivo, anzi è piu probabile che il danno dell'Europa sia alla fine maggiore. Questo significa che dopo un tempo difficilmente prevedibile ma di certo molto lungo, le ostilità cesserando lasciando spazio ad una guerriglia, con ovvi attentati che se li fanno i tuoi avversari sono di tipo terroristico e se li fanno i tuoi sono difensori della libertà, su un territorio completamente devastato e ridotto alla miseria per i decenni futuri. A questo punto la Russia si troverà in una situazione davvero difficile per la popolazione comune, nuovamente odiata da mezza parte di mondo e vassalla economica di una Cina ormai preponderante, che avrà in mano tutte le carte per dominarla. La massima dirigenza ridotta a paria ed esclusi da tutti i consessi internazionali del mondo occidentale, non potrà sedersi con nessuno dei vari potenti del mondo per trattare con loro ufficialmente, condannato a rimanere una miniera di materie prime per quei paesi che rimarranno a sfruttarli e obbligati a comprare tutto, essendo incapaci di produrli come in passato, a prezzi triplicati dall'estero pagandoli in anticipo, come è stato dal default fino al 2000 e oltre. 

L'Europa dal canto suo sprofonderà in una crisi economica profondissima che già si intravede in questi giorni, crollo del PIL ma soprattutto una inflazione potentissima, che assommerà fattori esogeni comuni in tutte le guerre, come il prezzo di tutte le commodities, energetiche alimentari e tecnologiche, il crollo delle borse e anche un probabile domino di fallimenti nelle banche e non solo. A tutto questo si assommerà il costo dei milioni di profughi che saranno provocati, oggi dalle bombe, domani, cessate le ostilità, dalla fame che, passata la fase iniziale di solidarietò e  accoglienza amorevole (tranne di alcuni, come sempre i piu furbastri come gli Inglesi che sono i piu attivi nel voler spingere sulla guerra, ma al momento hanno accolto 50, dico cinquanta in lettere, delle decine di migliaia dei richiedenti asilo in Inghilterra). Tutto questo paradossalmente risolverà però il problema dei debiti nazionali che grazie all'iperinflazione si ridurrà al lumicino, devastando il potere d'acquisto delle pensioni, dei risparmi e dei redditi fissi, alla metà o a un terzo o anche meno. Probabilmente a causa di ciò molte teste aguzze capiranno finalmente cosa significa, quando pensava che lacrime e sangue fossere l'1 o il 2 % di tassazioni messe per risolvere i problemi economici a vantaggio di tutta la nazione, maledicendo, qualcuno per decenni per un 6 per mille sui conto crrenti e vomitandomerda su chi saggiamente cercava di risolvere i problemi facendo meno male possibile alla gente. Capiranno molti, ma molti no e quindi si aprirà la strada, come dopo ogni grande guerra, a movimenti di gente che grida, che grida piu forte degli altri per cercare colpevoli, con rivolgimenti autoritari tante volte già visti nel passato recente. Gli Americani avranno al momento solo vantaggi anche se i contraccolpi economici in un mondo interconnesso e globalizzato come il nostro non risparmiano nessuno. Sarà un secolo difficile, per molti, specialmente per gli Europei. 

Nelle zone piu' colpite recentemente poi rimarrano rinfocolati odi terrificanti, tra uomini e donne che per decenni sogneranno solo di poter scannare il proprio vicino, il suo parente, il suo fratello. Bisogna che tutti ce ne rendiamo conto, che prima finiranno di affluire armi, prima il contendente piu debole si convincerà o sarà convinto a cedere, vedendo cessare l'afflusso amico di armi, il piu' forte non lo farà fino al completo annichilimento dell'avversario, prima si cesserà di morire inutilmente, minori saranno le distruzioni, minore saranno i danni economici prima per loro e poi per tutti. Tutti sanno invece che continuare a mandare armi in aiuto ai piu' deboli, non servirà certo a farli vincere, ma solamente a rendere la guerra piu' lunga e piu' sanguinosa. La vittoria di Pirro del vincitore che per decenni rimarrà lì a leccarsi le ferite, invece sarà ancora piu' pesante in termini di danno di immagine ed economico, decenni a cercare di riprendersi unito all'ostracismo internazionale e questa sarà la sua giusta punizione. Io spero davvero che qualcuno che ama davvero la pace e penso ai vertici religiosi, se sono davvero credenti in quello che predicano, riesca a convincere chi vuole mostrare al mondo la propria voglia di morire da eroe sacrificando se stesso ma soprattutto chi lo circonda e non ne avrebbe nessuna intenzione, non solo è inutile, ma anche sciocco e dannoso. Tutto questo unito ad un grande dispezzo e condanna morale che tutti dovrebbero avere per quanti vogliono andare, naturalmente a pagamento, laggiu' a combattere, amanti della morte e della violenza a prescindere,  certoper soldi, ma con la testa quadra di chi tutto questo lo farebbe anche gratis. Quello che vi ho appena descritto e che a qualcuno potrà sembrare esagerato o semplicemente terrificante, ricordatevi che è solamente lo scenario migliore, quello che dobbiamo augurarci, a questo punto. L'altra soluzione è rappresentata dalle  bombe atomiche che già da una parte stanno girando liberate sotto i mari o nelle sconfinate taighe siberiano e dall'altra nei silos del Texas o del Nevada, tutte pronte a partire per risolvere la questione umana in pochi minuti. Anche in questo caso la ripartenza sarà assai dura e per pochissimi.





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domenica 6 marzo 2022

Quali erano i giorni felici?

 

Novyj Sviet - Crimea

Voglio riproporvi questo vecchio post di una decina di anni fa, in cui argomentavo della tendenza dell'anziano a trovare meravigliosi i momenti del passato, quando forse invece si tratta solo di un rigurgito di invidia per la giovinezza perduta. Alla luce di quanto sta accadendo però, parlare di giorni felici, quando si pensa a terre martoriate, non è proprio parlare a sproposito, quindi a ricordo di un caro amico russo e di un altro caro amico ukraino, ecco qua riemergere una chiacchierata che rimanda a giorni ancora piu' lontani, insomma ciò che si può definire il ricordo di un ricordo, una rimembranza al quadrato, per questo ancora piu preziosa ed importante per me e per i miei amici lontani, che spero non in difficoltà. 


L'amico Zhenja mi manda questa bella foto di Novyj Sviet, un paesino della costa della Crimea, affacciato su mar Nero e coronato alle spalle da montagne aspre, molto vicine alla struttura morfologica della nostra Liguria e che epidermicamente ha la stessa vocazione turistica e vacanziera. Non è che me la manda, insieme ad altre, di tanto in tanto, perché è un appassionato di fotografia e gli piacciono le belle immagini. Lo fa perché vuole ricordare con me, quelli che lui chiama i giorni felici, contrapposti a quelli che invece sono i giorni bui, quelli per cui bisogna mettere da parte qualche cosa per salvarsi dalla catastrofe che sicuramente arriva. Credo che sia una tipica espressione della melanconia russa. Per noi è invece semplicemente quel rimpianto del passato, categoria propria degli anziani per i quali ogni cosa appartenuta al tempo trascorso è bella e desiderabile, mentre il futuro è in ogni caso denso di nubi nere e popolato di ombre paurose. Il presente invece latita, fugace come è giusto che sia, sempre deludente e inferiore alle aspettative. E' un nostro brutto vizio quello di identificare a priori la freschezza e la forza nel nostro passato, momento in cui il corpo rispondeva vigorosamente agli stimoli e pareva pronto ad ogni sfida, con la situazione oggettiva di quei momenti.

Sono passati quasi venti anni da quando ero pressappoco nella posizione dell'uomo ritratto nell'immagine a guardare quel piccolo paese dall'alto, che allora viveva di un turismo sovietico poverissimo, con la piccola spiaggia sassosa gremita di lavoratori spaiati, senza il coniuge, perché solo loro avevano avuto dalla fabbrica la putiovka, la vacanza premio per l'operaio meritevole del mese, mentre la moglie invece l'avrebbe avuta magari il prossimo anno e in un sanatorij a Kislovodsk. Guardavo le mura ancora salde della Forteza Genovese, lasciata lì otto secoli prima dalla lontana repubblica marinara al massimo del suo splendore, aggrappate alla roccia della montagna, avamposto di una globalizzazione che il mercante ha sempre voluto con tutte le sue forze, in ogni tempo, possibilità e promessa di crescita e benessere per tutti. Calcavo sentieri percorsi anche dal giovane Marco Polo all'inizio della sua avventura, mercante anch'io come lui alla ricerca di opportunità, ma mai privo della curiosità per quanto si riesce ad abbracciare con lo sguardo. Davanti a noi Valentino, con la sua pensione da colonnello di 20 dollari, che voleva vendere la sua Pobieda a qualche ricco collezionista occidentale di auto. Valeva di certo 50.000 dollari, ne era sicuro, una fortuna, avrebbe presto risolto tutti i suoi problemi. Quelli erano i giorni felici? 

Anche se gli scaffali dei negozi erano tristemente vuoti, anche se la colazione era di due fette rinsecchite di kalbasà e agurzy in composta, anche se sui muri scrostati delle piazze di Sebastopol c'erano manifesti che mettevano in guardia dalla peste bubbonica, invitando a bollire l'acqua. L'anziano pensa sempre di sì, perché allora le gambe erano forti e il mondo sembrava tutto da conquistare. Quelli erano giorni felici, passati a bere vodka in un kolkoz sperduto vicino a Mariupol, ad ascoltare un direttore annoiato che raccontava i suoi giorni felici quando faceva il consigliere militare a Cuba al tempo dei missili. Il mio amico russo pensa invece con nostalgia al tempo in cui arrivava a casa col suo stipendio arrivato finalmente a 300 vecchi rubli, gli sembrava di avere il mondo in mano e nulla contava se lo zio che raccontava le barzellette su Stalin un giorno era scomparso, la sedia era restata li vuota e nessuno ne aveva più parlato. Erano giorni felici quando sul treno che andava verso sud la dejurnaja del vagone ti chiedeva se volevi thé indiano o cinese e non pensavi a quei ragazzi che stavano nell'altra camera della komunalka, vicino alla tua, che avevano rubato due sacchi di carbone alla ferrovia e si erano beccati il quartino, 25 anni di campo in Siberia. Certo, quando c'era Lui, le cose funzionavano però. Questo è l'anziano. Davanti solo giorni bui, volgendo lo sguardo indietro solo i giorni felici della giovinezza perduta.


La Pobieda di Valentino


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sabato 5 marzo 2022

Piedi per terra


dal web - adkronos

Per qualche giorno mi sono lasciato prendere dal sentimento, magari oggi cerchiamo di fare una disamina piu' razionale, cosa che si deve sempre fare se vuoi avere delle previsioni concrete, magari sbagliate ma che rispondano comunque ad un certo buon senso. Tutti ovviamento si chiedono cosa potrebbe succedere nel breve futuro, ma per fare questa previsione bisognerebbe capire cosa ha in mente davvero Putin. Se è partito con una idea e trovandosi di fronte ad una realtà diversa da quanto prevedeva ha modificato i suoi target o se continua a procedere secondo i piani iniziali, che bisognerebbe anche capire quali fossero realmente. Nel caso piu' duro potrebbe volere, nel breve periodo, arrivare a occupare tutta l'Ukraina, instaurare un governo alla Lukashenko e sedersi ad un tavolo di trattativa da una posizione forte, pretendendo quindi una assoluta neutralità di tutto il territorio ukraino, avendo però poi il problema di riuscire a controllarlo per lungo tempo, oppure potrebbe essere disposto a rilasciare parte dei territori spezzando in due il paese tenendo definitivamente Donbass, Crimea, con magari altri corridoi per lui strategici. Lasciamo stare l'eventuale futuro di successive espansioni a repubbliche Baltiche e Moldova, che in questo caso penso saranno protette con piu' attenzione dall'Occidente. Naturalmente se la resistenza ukraina renderà piu' difficile o semplicemente piu lunga la guerra impedendo una situazione di vittoria conclamabile, il negoziato sarebbe di certo piu' complicato, anche non percorribile con ulteriori stragi umanitarie di cose e civili opppure al contrario potrebbe condurre a concessioni minori. 

In ogni caso a mio parere se si vuole un negoziato vero bisogna lasciare a Putin una via di uscita che possa presentare al proprio popolo e al proprio entourage come una parvenza di vittoria, diversamente l'uomo, che grazie al suo potere autocratico può farlo tranquillamente, non mollerà la preda spinto dalla sindrome di Sansone. Qualcuno si chiede se Putin potrà avere un colpo fatale per via interna, un putch militare o una sollevazione popolare. Io lo credo quasi impossibile, L'uomo prevede da tempo questo pericolo ed è molto attento a proteggersi facendo tabula rasa attorno a sé e questo, anche se, al momento, lo salva fisicamente aumenta pericolosamente la sua debolezza. Bisogna considerare comunque quale impatto avranno le sanzioni, unite ad eventuali altre che potrebbero essere aggiunte, anche se dobbiamo ponderare assai bene se i contraccolpi che subirà l'Europa dal punto di vista economico per queste azioni non sia piu' grave per noi che per la Russia stessa. Un monito sta arrivando dai mercati che stanno già segnalando quanto soffrirà il nostro sistema bancario in seguito a queste prime sanzioni. Il pericolo davvero grave per noi, è che un crollo con default del sistema russo potrebbe trascinare come un domino inarrestabile anche tutta la nostra economia. Questo è il pericolo piu forte che vedo. 

Certo è che queste prime operazioni stanno danneggiando parecchio l'operatività interna russa, soprattutto i vincoli posti alla loro banca centrale, ma ricordiamoci che la nostra dipendenza dal gas mantiene aperto un flusso di valuta forte molto intenso, giorno per giorno, una sorta di flebo di sangue sano che continua ad affluire e che farà resistere il paziente molto piu' a lungo se non per un tempo indefinito. Bisognerebbe che i paesi piu problematici da questo punto di vista (Germania e Italia) avessero il coraggio di tagliare loro il flusso di gas, cercando di compensare, tra il vantaggio del bel tempo in arrivo, di un po' di risparmio forzoso e il massimo potenziamento di arrivi da altre direzioni, mettendo al massimo gli afflussi dal TAP, dall'autoproduzione, dal carbone e dal liquefatto che arriva da lontano, cosa che produrrebbe però un bel casino interno, perché ricordatevi che il popppolo, specialmente il nostro magari con furbasti politici che vedano l'ennesima occasione per fare danno a fini elettorali immediati, è prontissimo a versare lacrime per i poveretti, a sbandierare solidarietà, esibendo cartelloni di lacrimevole vicinanza e portando pacchi e vestitini usati, ma quando poi gli arrivano bollette del riscaldamento raddoppiate o triplicate e alla pompa di benzina faranno il pieno a 3 euro al litro o piu', spacca tutto e fa i cortei per la strada, cosa che nessun politico accetta di subire. Dunque questo è un aspetto importantissimo e  che potrebbe essere fondamentale nei destini di questa guerra. 

Un altro punto fondamentale sta nell'attività diplomatica. A mio parere poco sugo potrà dare l'azione di personaggi marginali o ancora meno che credibili, vedi Erdogan o l'Arabia Saudita. Macron, anche se importante rappresentando effettivamente l'intera Europa, potrebbe essere visto come troppo di parte per mettere al tavolo i contendenti con realistica voglia di trattare. A mio parere l'unica sponda di sufficiente peso potrebe essere la Cina che, essendo materialmente ed economicamente molto piu' forte della Russia, potrebbe far capire che non darà sponda effettiva all'economia, cosa che invece renderebbe inutile qualunque sanzione. La Cina ha forti interessi che le acque si calmino essendo la sua economia fondata su una crescita continua e sicura, dei suoi scambi commerciali che avvengono, ricordiamolo soprattutto con l'Europa attraverso il territorio russo,  almeno il 90% di questi. Inoltre i suoi interessi in Ukraina sono fortissimi, a partire dall'acquisto pochi mesi fa della Borsa di Kiev, della sua presenza nei porti dle del paese e dei contratti colossali su estese superfici del teritorio ukraino per la produzione di commodities alimentari (cereali e olio di girasole) di cui è perennemente affamata. Questo potrebbe convicere la Cina a muoversi in questo senso per avvicinare i contendenti e a forzarli a trattare in senso positivo. Naturalmente tutto questo andrà fatto sotto traccia se si vuole farlo andare in porto sempre considerando che si deve lasciarli strombazzare che entrambi hanno vinto. 

Anche una forte moral suasion del Vaticano assieme alle chiese ortodosse locali,  con azioni invece visibili e magnificate dalla grancassa mediatica potrebbe avere un qualche effetto positivo. Insomma, io credo che ci possano essere possibilità concrete di uscirme con le ossa non completamente rotte. Uno dei punti negativi e poco costruttivi è che gli USA in questa situazione hanno pochissimi danni interni e solo grandi vantaggi reali, sia per l'aumento dei prezzi degli energetici e delle commodities alimentari di cui sono esportatori netti, sia dall'impoverimento e dai danni che invece sta avento l'odiata Unione Europea. Non per nulla la spinta piu' forte va sul taglio del gas e il blocco degli oleodotti. Se invece si continuerà solamente ad alzare l'asticella con azioni strombazzate anche se magari non reali (come l'invio di armi "letali" e lo metto appositamente tra virgolette) mentre sul terreno si intensificheranno le azioni piu' condannabili anche dal punto di vista etico e la guerra si impantanerà in un tiramolla di morti, devastazioni e richiami ai crimini di guerra, la situazione potrebbe evolvere al peggio e allora i missili potrebbe partire davvero, così non ci sarebbe piu niente da discutere. Vedremo cosà succederà, tenete d'occhio gli indici di borsa ed i prezzi delle commodities per capirlo in anticipo.


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venerdì 4 marzo 2022

Quattro cavalieri

dal web

Come sono diversi i piani di giudizio! Vedi cose uguali, oggi si vede tutto e in diretta, c'è la televisione ci sono i social, internet, ogni cosa ti arriva in casa con l'ineluttabilità del momento in cui avvengono. Tuttavia, le nostre emozioni, i nostri metri di giudizio sono diversi, molto diversi. Oggi vedi palazzi che crollano, fiammate di bombe e di missili che esplodono, bombardamenti morti. Sono gli stessi, anzi persino inferiori a quelli di Aleppo di pochi mesi fa o quelli di Grozny di qualche anno fa. Il produttore di queste immagini è sempre lo stesso, un autocrate dalla mente ormai corrosa da folli propositi di dominio, di rivalsa, di onnipotenza generica, un anziano imperatore che come tante volte accaduto, preso dalla paranoia del pazzo sanguinario, ha deciso che se non volete sottostare al mio potere, rado al suolo tutto ed elimino chiunque si alzi e apra bocca. Però ricordo bene che la reazione mia come di quelli che mi circondano è sempre stata decisamente diversa davanti alle immagini della distruzione totale avvenuta in Cecenia o leggendo i racconti di Educazione siberiana, che la racconta da vicino e in prima persona, che sono una delle cose piu' orrende che possano essere guardate e il film che si proietta in queste ore in ogni telegiornale. Non è questione di distanza fisica perché la Siria non è poi così diversamente distante dall'Ukraina e non è neppure questione di numero di morti o di orrori della guerra, che anzi laggiu' sono stati ancora peggiori. 

Il fatto è che l'Ukraina è, a tutti gli effetti, Europa, è casa nostra e la gente ha la nostra stessa faccia, sono come noi, come i nostri vicini di casa, magari una di loro è stata vicino ai nostri genitori e quindi lo sentiamo come un affronto diretto fatto a noi, alla nostra coscienza, un attentato diretto alla nostra vita, anche se siamo vecchi ma, appena quel pazzo di cui abbiamo detto, lancerà i missili atomici e lo farà se si sentirà chiuso definitivamente in un angolo, state tranquilli che lo farà, anche dei nostri figli e di quelli che non verranno piu' dopo. Le facce dei Siriani, degli Yemeniti che crepano a decine di migliaia tra le trine di alabastro delle case di Sana'a, le Afgane nascoste dietro i loro burqa, gli Irakeni macellati all'ingrosso, sono diverse evidentemente, certo ce ne dispiacciamo, ma via, cambia canale che comincia San Remo. Non sono come noi, ecco, così gli amorevoli Polacchi che si fanno in quattro e accolgono con tazze di roba calda i profughi di Kiev e li portano anche a dormire nelle loro case, solo un mese fa lasciavano morire bambini coi piedi congelati nei torrenti di neve perché arrivavano da qualche chilometro piu' in là, avevano solo la faccia piu scura, eppure erano solo qualche migliaio a fronte di quasi un milione in due o tre giorni, tecnicamente non se ne sarebbero neppure accorti eppure se ne facevano vanto,mentre adesso forse sentono che il caldo delle bombe a grappolo si avvicina anche a loro. 

Oppure, alla frontiera rumena, dove accolgono con abbracci e lacrime le centinaia di migliaia che arrivano da Karkhov, non fanno passare gli studenti indiani, che arrivano sempre dallo stesso posto e li lasciano in attesa al di là del confine,mentre cade la neve. Davvero gli uomini sono così diversi, davvero la sofferenza avvertita è come il gelo a seconda se c'è il vento forte o debole. Eppure tutto questo, che mi sembra tragico e che ritrovo anche in me, non pare rilevante a nessuno, viene citato solo di sfuggita dai media, come se in fondo, di fronte a tutto quello che accade non abbia vera rilevanza. Ma quando arrivano davvero i cavalieri dell'Apocalisse, poi queste differenze si annullano, così almeno è sempre stato in passato. Cavalcano assieme uno dietro l'altro e stanno arrivando in ordine sparso forse diverso rispetto al passato, prima la peste che ci ha tenuto impegnati per due anni, adesso la guerra con il suo tributo di sangue, poi arriverà la carestia, tranquilli, perché la tragedia del disastro economico è alle porte ed ogni giorno ne leggiamo il bollettino in grafici impietosi, infine la morte, la grande mietitrice questa volta ammantata dal baluginare delle radiazioni che colpiscono senza scoppi, senza deflagrazioni, nel silenzio caldo dell'atomo che penetra le ossa senza grida, calcificandole all'istante o delicatamente erodendole per mesi ed anni per prolungare così la sofferenza il piu' possibile. Si sente già il rumore degli zoccoli della quadriglia che galoppa nei campi fertili di terra nera, che in questa livida primavera che sta per arrivare, non verranno seminati né fertilizzati, se non dai corpi dei caduti, coraggio e libertà lasciati ai vermi, morti inutili come tutti quelli di tutte le guerre passate, che non  hanno insegnato nulla, come non lo farà questa, forse perché non ci sarà piu' nessuno a cui insegnare. 



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giovedì 3 marzo 2022

Ahi! Odessa, Odessa

La scalinata Potiomkin a Odessa - dal web

Ed eccoci di nuovo qui in una mattina di sole a pensare a chi invece vede albe livide dalle fenditoie di un bunker. Come fa a non prenderti la tristezza, quando ti assalgono i ricordi. Ero a Odessa e il capannone di Kondratiev stava non lontano dalla scalinata. La pressa funzionava bene e vomitava tappi come se fossero una cascata bianca. Sbam, sbam, sbam, ogni cinque secondi lo stampo si apriva e 24 tappi cadevano giu nella tramoggia come neve di primavera. Lui, buttava altro polietilene nel nastro di carico e rideva, rubizzo e cicciuto come era, infatti mi dicono sia morto un paio di anni fa appunto di infarto, e poi alzava il bicchiere di Gorilka, la vodka ukraina del sud che andava per la maggiore da quelle parti. Una bottiglia per tre, na traix, questa era la quantità standard di un normale bevitore laggiu' e se io e Gianni non mantenevamo la media, ci pensava lui a metter tutto in pari. Una volta mangiammo lì nel suo antro magico dove i tappi scendevano dal cielo e si trasformavano in dollari sonanti, una musica cristallina che lo allegrava parecchio. Ci preparò tutto la ragazza che stava nell'ufficietto dietro la pressa. Mangiammo forse shaslikì e cetrioli in composta, alla vigliacca come si fa in campagna. Alla radio suonava una vecchia canzoncina che andava ancora per la maggiore, Ahi Odessa, Odessa mama..., forse la trovate qui, (clikkate e sentite la canzone mentre leggete per entrare nel mood). Ma lì eravamo al centro di quella Odessa cosmopolita e caotica, ribollente di nuove occasioni di affari leciti o loschi a seconda di quelli con cui ti capitava di accompagnarti, pieno di mafie locali e importate che sgomitavano per cercarsi uno spazio di azione come in tutti quei luoghi dove il capitalismo di assalto, cosiddetto primario, in cui si formano i patrimoni importanti, creati dai piu' farabutti ai danni della comunità tutta. 

Una città in fermento dove tutti i giorni nascevano locali, negozi, imprese, dove tutto era buono per fare soldi e tutti correvano ad una velocità sconosciuta ai tempi vecchi. Kondratiev, credo che di nome si chiamasse Kostija, rideva sempre, soprattutto perché l'impianto marciava che era una meraviglia e dopo il collaudo ufficiale ci portò, sulla sua vecchia macchina americana, una specie di transatlantico, in un bel ristorante in un parco, mi sembra proprio vicino alla scalinata dove il sevruga servito su coppe piene di ghiaccio tritato e i blinì scorrevano a fiumi, anche se accompagnati solo da sovetskoje shampanskoje. Allora in Ukraina giravano una sacco di vecchie macchine pompose, non era ancora il tempo delle BMW e delle Audi 8 e muoversi su una vecchia Cadillac era una sorta di status simbol. Kostija guidava e rideva ci portò fino al bordo della scalinata, anche se credo fosse vietato, ma in quella Odessa un po' smargiassa ed esplosiva si poteva fare un po' tutto e i guai non venivano da te se non te li andavi a cercare. C'era una parte della città, una zona franca con un gigantesco mercato dove si trovava qualunque cosa, dalle matrioske dipinte ai kalashnilov, qualcuno dice anche il fosforo rosso, ma credo che fosse solo una trappola per spillare soldi ai gonzi ingordi, dove bisognava stare attenti e Kostija portò il mio amico da un snatone che stava da quelle parti, molto accreditato che ti raccontava il tuo futuro. Partimmo dalla Deribasovskaya, la via centrale dello struscio, tra belle ragazze fasciate nelle cortissime minigonne e lunghi stivali che ancheggiavano davanti alle prime vetrine luminose piene di santini dell'Occidente godurioso, per arrivare in una zona dove c'erano degli strambugi in cui sedicenti maghi molto popolari, ricevevano la gente per cure e consigli, dato che i dottori veri costavano almeno 100 dollari. 
 
In uno di questi locali sulla strada, stava un vecchietto rugosissimo, con dietro le spalle una moglie appollaiata come un'arpia che ritirava le 100 grivne del consulto senza dire una parola, infilandosele con una mossa rapida sotto un grembialone sdrucito e guardando in alto o dall'altra parte, come per sviare l'attenzione dalla cassaforte di famiglia ai malintenzionati. Il vecchio lo fece sedere su uno sgabello e sentiti i suoi problemi di ansie e paturnie varie psicologiche, gli snocciolò come gli avesse letto nel pensiero, qualcuno dei suoi fatti privati, cosa che, come per tutti i maghi desta grande meraviglia e che contribuisce in modo esponenziale ad aumentare la credibilità del responso. D'altra parte questa gente ha sempre le capacità psicologiche di saper indagare la mente umana tramite domande preventive che scoprono le carte del "paziente" piu' di quanto non voglia. Quindi gli passò piu' volte le mani sulla testa soffermandosi come a tastarne la consistenza dell'aura e poi gli snocciolò i suoi consigli, dicendogli alla fine di stare tranquillo che stava benissimo e di non cercare balle per autogiustificare il suo stato di prostrazione e di considerare che tanto non sarebbe morto che nel 2028, giusto in tempo per finire di pagare il mutuo. Lui infatti adesso è tranquillissimo per questa situazione e questa certezza lo ha fatto vivere sereno e gli ha fatto superare con tranquillità anche momenti difficili. Già, bei tempi quelli, il vento soffiava dal sud sferzando il viso, il Mar Nero stava lì davanti al porto, nel suo mantello grigio ferro invernale e sui bordi di quella scalinata straordinaria quasi deserta di gente, allora i bordi erano spogli e non alberati come adesso e la vista correva lontano, restavano, ingombranti, solo rimasugli di neve sporca di scrupoli di coscienza che la città rigettava con la sua esperienza di secoli.


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mercoledì 2 marzo 2022

La tigre nell'angolo

dal web


Diceva Sun Tsu nella sua Arte della guerra: Se stringi la tigre in un angolo, stai attento a lasciarle una via di fuga. Mai questa osservazione mi è sembrata più giusta. Putin ha probabilmente sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare, forse mal consigliato come tutti i tiranni anziani e paranoici, che si circondano solo di idioti che gli dicono sempre di sì. Che tristezza vederlo in quel tavolo lungo 25 metri per tenere tutti lontano da sé per timore dell'avvelenatore col polonio in mano. Fatto sta che sembra che si sia cacciato nell'angolo da solo e adesso il problema è uscirne. Tuttavia quando capitano queste cose, questi personaggi malati di potere assoluto, finiscono sempre la loro azione nello stesso modo; quando si vedono davvero perduti, allora muoia Sansone con tutti i Filistei. E questo è uno che, vi assicuro tirerà i missili atomici, senza nessuna ombra di dubbio, timore o peso di coscienza. Sappiatelo, quindi attenzione a fare proclami roboanti di celodurismo per far vedere quanto l'occidente è cazzuto e forte. I sottomarini coi missili nucleari sono già usciti dalle basi del Baltico, sapevatelo. Pertanto, a tutti quei sotutto che sbraitano di come si deve fargliela vedere al tiranno, che deve imparare la lezione e che deve essere prima rovinato e poi annichilito, pensando che loro se ne stanno al caldo a casa e sotto le bombe ci sono gli Ukraini, che più ne straziano le esplosioni e più lo zar ci fa brutta figura, consiglierei di darsi una bella calmate e cercare quale possa essere la via di uscita onorevole da presentargli. 

Intanto senza parlare troppo ad alta voce, per vie sotterranee, perché solo così lavora la vera diplomazia, cercherei di mettere di mezzo la Cina (come del resto suggerisce il mio amico AM, che vivendo là conosce bene i suoi polli). E' vero che forse avrebbero vantaggi a stare alla finestra a guardare cosa succede, sarebbe una strategia winwin, ma devono anche loro mettere in conto che se lo zar tira i missili o anche soltanto spacca davvero tutta l'economia mondiale, anche per loro rimane poi poco da godere. Mentre pensate un po' se diventano quelli che mettono pace per davvero, si conquistano la simpatia di tutti, che adesso ne hanno poca, hanno la forza di farsi stare a sentire dal russo e conquistano quella credibilità internazionale che sempre cercano, inoltre in pratica si cuccherebbero loro definitivamente l'Ukraina dal punto di vista economico, unica cosa che poi a loro interessa. Certo bisogna che gli USA abbassino una spalla e cedano su qualche punto, neutralità Ukraina, Crimea e non allargamento della Nato, tutta roba non solo accettabile, ma in un certo senso già data per persa come la Crimea e il Donbass. A questo punto se la Cina insiste, e avrebbe dei bei coltelli dalla parte delmanico, tra gas e materie prime, come fa a dire di no. Per il resto spero solamente e state bene attenti a quello che dico, soprattutto per gli Ukraini ed è a loro che mi rivolgo, che le truppe russe chiudano l'operazione in due o tre giorni. Questo vorrebbe dire salvare decine o centinaia di migliaia di vite umane, cose, case e tutto il resto. 

Amici Ukraini, non state a sentire quei tromboni che non sono davvero vostri amici, che vi incitano al martirio per la Libertà. Quanto gli piace vedervi lì che morite come cani per questi concetti filosofici per cui loro non sacrificherebbero neppure quello che hanno nel portafoglio. Tutti lì ad applaudirvi mentre siete voi e i vostri figli sotto le bombe. Ricordatevi che non c'è nessuna LIBERTA' che valga la vita di vostro figlio, di vostra moglie, dei vostri vecchi, di voi stessi. Questa LIBERTA' fasulla non è che merda sprecata inutilmente e sparsa a casaccio sui libri di storia, scritta da fanfaroni gonfi di se stessi pronti a sacrificare soprattutto gli altri. Una cosa inutile e insensata quando sei sotto terra, valida solo per pagare gli scultori dei monumenti ai caduti. Ci vuole molta piu' forza ed intelligenza a cedere al piu' forte, al piu' violento, all'assassino, ci sarà tempo per vedere passare il suo cadavere sotto il ponte, tanto quella è gente che finisce sempre allo stesso modo, fucilato davanti a un muro o appeso per i piedi. Datemi retta ragazzi, se volete vincere davvero, lasciateli vincere almeno ufficialmente, siate padroni voi della vostra vita e ricordatevi che quasi tutti quelli che adesso vi applaudono, vi spingono, vi abbracciano (metaforicamente) e (fingono) di commuoversi per voi, stanno intanto facendo il conto delle bollette del gas. Ricordate che, come mi segnala la mia amica Anna Maria che di queste cose se ne intende, dice Tucidide nel Libro V ( 89.1): "...nei ragionamenti umani, si tiene conto della giustizia quando la necessità incombe con pari forze su ambo le parti; in caso diverso, i più forti esercitano il loro potere e i più deboli vi si adattano".


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martedì 1 marzo 2022

Interrogativi

dal web

Ieri per laprima volta il tg che seguo non ha neppure citato la parola Covid, segno che o che su questo fronte le cose vanno davvero meglio o sull'altro le cose si aggravano parecchio, soprattutto nel sentiment collettivo. Io ho cercato di dare in questi giorni convulsi, non certo perché ne capisca, ma perché non so di cosa altro parlare, una mia interpretazione dei fatti che ho cercato di tenere il piu' imparziale possibile. Oggi siccome le cose si fanno sempre piu confuse vorrei porre alla vostra attenzione non già opinioni, ma solamente interrogativi sui quali mi trovo indifficoltà a dare risposte che mi sembrino, almeno maggioritariamente corrette o anche solo sensate. Mi piacerebbe sentire l'opinione di qualcuno dei miei 25 lettori, tanto per farmi un'idea. La prima è: cosa ha (e aveva quando è cominciata l'invasione) in mente Putin. Davvero il suo esercito è così di cartapesta come sembra da non riuscire ad avere la meglio di quattro gatti con le bottiglie molotov in mano oppure non vuole dispiegare la guerra vera perché comunque i russi considereranno sempre quelli come quasi compatrioti e alla fine non accetterebbero una carneficina di civili? Al momento sembra che le abbia sbagliate davvero tutte e badate bene, che così non è che rischia di perdere le elezioni di midterm, a Mosca in questi casi si finisce morti o se gli va bene, a finire i suoi giorni col  raffreddore in una dacia in mezzo alla Siberia. Guardate che al momento, anche se i giornalisti devono fare titoli ad effetto, per una guerra vera, di morti ce ne sono stati pochi e le distruzioni sono solo sulla carta. 

Qui, se avete notato, si continuano a far vedere le stesse immgini di un condominio colpito da un missile. Quando si pensa alla guerra e ai bombardamenti veri per mettere in ginocchio una città o un governo, dovete guardarvi le foto di Grozny o di Aleppo. Bombardare vuol dire spianare una città casa dopo casa, smontandola mattone per mattone. Oggi invece la notizia è quella di un missile su un palazzo governativo a Karkiv. Quindi perché Putin ha scelto di aspettare a lanciare un attacco vero? Poi le dichiarazioni. Perché Putin dice di aver messo in allerta la minaccia nucleare, quando tutti sanno bene che i missili nucleari sono SEMPRE in allerta per un eventuale attacco, sia i loro che quelli americani naturalmente. Possibile che nessuno di voi, che siete così attenti si sia accorto che da quando è cominciata l'invasione, Lavrov, numero uno della diplomazia russa, annoverato nel gruppo delle colombe, sia scomparso dai video e dalle dichiarazioni ufficiali? Che cosa sta succedendo all'interno del Cremlino e perché Putin ha offerto negoziati che non si capisce se fasulli o reali per tastare il terreno, mandando addirittura le terze linee con Abramovich? Tra l'altro faceva notare un acuto commentatore che mentre la delegazione Ukraina aveva i cellulari sul tavolo in continuo contatto con la base, quella russa non ne aveva nessuno, come se le cose dette in quel momento non avessero nessuna rilevanza effettiva. insomma un teatro da fare senza convinzione. Qual è il risultato che si proponeva o quello che alla luce dei fatti si propone oggi? 

Solidificare la situazione Donbass e Crimea, prendersi tutta l'Ukraina e cambiare governo, farne una testa di ponte per poi passare alle Baltiche e poi avanti ancora? Cosa vuole poi la Cina? Dichiara che quello di Mosca non è un atto di guerra, ma poi condanna ogni intervento sul territorio di stati sovrani, all'ONU si astiene e pare sia dietro gli incontri di Gomel. E dove vuol arrivare davvero Biden? E' chiaro che vuol trarre il massimo vantaggio da questa situazione di apparente difficoltà del suo avversario, da cui ha tutto da guadagnare, sul fronte interno in primis, ma anche indebolendo economicamente l'Europa, stando a guardare gongolando, assieme al suo scudiero inglese. E l'Europa? Guardate che anche qui le parole sono importanti. Tutti hanno sbandierato, Giggino davanti a tutti, per farsi sentire piu forte che si sarebbero inviate massicce dosi di armi "letali". Intanto questo, secondo ildiritto internazionale significa un atto di guerra vero e proprio e poi in questo caso, se si vogliono davvero fare arrivare (e qui non si capisce neanche come, dato che i cieli sono chiusi e le vie di terra forse anche) lo si fa senza dirlo, qui pare che invece lo si dica senza volerlo davvero fare. In Europa si grida tanto, ma si è già chiarito bene che dell'Ukraina nell'UE neanche se ne parla. Insomma tutto va interpretato ben oltre le dichiarazioni di facciata ed i giornalisti lasciateli perdere. Devono fare il pezzo di colore e commuovere la gente, quindi titoli in libertà ma con poca attinenza. Se continui ad insistere solo sulla gente che piange nei rifugi e le colonne di fumo lontane, vuol dire che non ti interessa cercare di spiegare cosa sta succedendo. Ditemi comunque la vostra che sono curioso.

Comunque voglio farvi gratuitamente una giunta per sorridere al meno un po', se non ci fosse da piangere. Tra le sanzioni terrificanti che i vari stati e anche i privati hanno dispiegato contro l'orso russo, ce n'è una molto particolare. Pornhub, la piu grande piattaforma porno del mondo, usatissima dai maschi russi, da ieri, a tutti coloro che si collegano dall'impero del male, mostra solo una bandiera ukraina dispiegata qualunque sia il video porno. Anche queste sono sanzioni cyberwar (aggirabili come tutte le altre naturalmente).


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