lunedì 16 febbraio 2026

Mau 2 - Nel cuore della notte

Nouakchott - Mauritania - gennaio 2026

 

Nouakchott
La notte è nera in Africa. Appena lasciato l'aeroporto, la città è ancora lontana, sei immerso in una scatola oscura dalle pareti ricoperte di velluto, di cui non sai riconoscere le dimensioni, ma che di certo immagini grande, molto grande. Forse la presenza di una qualche copertura nuvolosa, ottunde i sensi e anche l'ora tarda, sono quasi le tre, contribuisce a farti calare in un mondo anomalo e diverso. Però anche se non vedi nulla, salvo il nastro di asfalto vagamente illuminato di giallo, senti decisamente di non essere nel tuo. Un po' dipenderà anche dal fatto che sei un po' rimbambito dalle ore passate sul seggiolino della classe bestiame, ma anche ad occhi semichiusi, mentre cerchi di resistere almeno fino a quando arriverà la desiata camera e il letto salvifico sopra cui buttarsi, il torpore ti fa amplificare sensazioni che di norma non avvertiresti. Qual è l'odore della sabbia? Non saprei definirlo, non ci ho neppure mai pensato, eppure questo senso di minerale, che non è terra perché non ne avverti l'umida nota di materia viva, ma il solo amorfo scricchiolio sotto i denti, ti proietta automaticamente in un mondo di secca solitudine, che aziona nel tuo corpo sensazioni di mancanza di acqua o anche solo di umido, in un certo senso di vita, o meglio ancora della presenza di un tipo di vita diversa, per te aliena, per altri forse naturale, vissuta tutti i giorni. Sei forse arrivato sul pianeta di Tataouine, dove l'infinito orizzonte è segnato da una linea gialla a metà strada tra la roccia e la sabbia, che non conosce mutamenti e che rappresenterà comunque nei prossimi giorni un habitat a cui adeguarsi? 

Nouakchot
Certo, è così e, tranquilli, l'uomo alla fine si adatta ad ogni cosa, è la tigna della nostra specie che ci ha consentito di prevalere, ma la notte con i suoi misteri fa apparire tutto questo come un interrogativo da risolvere e forse allora, è meglio lasciarsi andare alle elucubrazioni automatiche della mente confusa dalla stanchezza e riprendere il ragionamento domani, dopo quattro belle orette di sonno. Ahmed e Brahim, sembrano tranquilli. Uno sonnecchia nel cassone dietro della Toyota, dove si è buttato per lasciarci più comodi, nascondendo nello cheche nero anche lui come la notte che lo ha avvolto, il mezzo sorriso soddisfatto di chi ha finito quasi la giornata e ha ritirato il pacco lungamente atteso e finalmente arrivato da lontano; l'altro guida tranquillo, forse ripensa a quell'altra volta in cui trasportava il vecchio ferito e sfatto verso il punto di ritorno a casa, con poca speranza di rivederlo. E invece eccoli qua il manipolo di vecchi tignosi, che hanno ripercorso il cammino andato storto la prima volta, pronti a rivedere l'esperienza. E contento e lo si capisce da come ammicca e ride, questa volta ce la metterà tutta, forzando ancora più del solito le sue attenzioni per dare loro soddisfazione, d'altra parte, se son tornati, un'altra volta vuol proprio dire che ci tengono a vedere e a capire questa terra. Intanto ecco che dopo una trentina di chilometri arriva la città, prima le sterminate periferie, poi poco dopo le vie più centrali, tuttavia poco diverse e affiancate da file infinite di quei cubi bianchi affastellati gli uni sugli altri che già l'altra volta mi avevano colpito, per quello che apparirebbe come una disordinata provvisorietà e invece è il modo di andare avanti di questa terra di pastori proiettati improvvisamente nel terzo millennio, con le sue necessità diverse e spesso in netto contrasto con il passato.

Nouakchott
A quest'ora poi, nel momento in cui tutta la città dorme, il tutto appare come apparentemente disabitato, abbandonato dopo una catastrofe che ha spazzato via i suoi abitanti, che invece per fortuna dormono saporitamente nelle loro case, il senso di assenza ti coglie mentre passi, anche tu silenzioso, senza lasciare traccia che non siano le strisce dei tuoi pneumatici che segnano appena il sottile strato di sabbia che, come ormai hai capito, invade costantemente la città, come tutto il resto del paese. Credo che sia una lotta completamente inutile quella che, ogni giorno, diligentemente, ognuno dei suoi abitanti compie ogni mattina, quella di spazzare via, di pulire, di ammonticchiare la sabbia che arriva da oriente e si accumula a poco a poco davanti alle porte e lungo i muri, cercando di spingerla negli angoli più remoti o nelle zone libere dove altro vento prima o poi, si incaricherà di trascinarla verso un altrove incognito e possibilmente lontano per lasciare poi il posto ad altra sabbia ancora che sicuramente, implacabilmente, incondizionatamente arriverà domani e poi doman l'altro ancora. Sembra un tragico inevitabile destino come quello della Donna di sabbia, un bel film giapponese degli anni '60, che qui si ripete all'infinito dall'inizio del mondo. La nostra auto intanto procede silenziosa infilandosi nelle strade tutte uguali, girando degli incroci, tutti quanti tagliati ad angoli retti, come si presume nelle città nuove che non hanno avuto bisogno di troppa programmazione, essendo sorte su una spianata deserta, che si dilata in ogni direzione, senza limiti fisici. 

Nouakchott
Tutto dorme, qualche carretto giace abbandonato davanti a negozi chiusi, l'asino che lo tirerà domani, dorme anche lui, sereno, ma in piedi, le orecchie un po' basse, in attesa di quel domani quando il tonfo sordo di un bastone lo richiamerà al suo indesiderato lavoro. Solo in un angolo un poco più largo, sono accese delle luci, quattro vetrine accese, qualche insegna, manifesti colorati. E' un supermercato, guarda un po' cinese, come si evince dalle insegne in mandarino, aperto 24 ore su 24. Qualche figura scura esce anche da lì e si perde nella notte, noi procediamo ancora fino ad arrivare all'insegna riconosciuta da lontano di quell'hotel Flora che ci ha visto già due volte e anche in circostante meno gradevoli. Lo sbarco ci solleva. Il ragazzo che ci accoglie, mostra di riconoscermi, quando gli faccio vedere il braccio e si rallegra con me per lo scampato pericolo, forse il buon Ahmed gli avrà ricordato l'intera vicenda. Comunque sbrighiamo rapidamente ogni formalità e ce ne andiamo a nanna, francamente bisognosi di sdraiarci su un letto e pronti alla sveglia precoce di domattina, dopo aver lasciato andare velocemente a casa i nostri, visto che le tre sono armai passate da un pezzo. Ormai siamo arrivati e possiamo tranquillamente prepararci a quanto ci aspetterà nei prossimi giorni, visto che il tour delle sabbie, attraverso questo paese ce lo siamo davvero fortemente voluto. 



SURVIVAL KIT

Volo Royal Air Maroc - Andata - Malpensa - Casablanca - AT951 17:10 - 20:10 e

Casablanca - Nouakchott  - AT511 - 23:50 - 01:45

Ritorno - Nouakchott - Casablanca  AT 520 - 19:55 - 23:40

Casablanca - MAlpensa - AT954 - 08:00 - 11:05  totale 668,17 con bagaglio in stiva 23 kg




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