sabato 1 dicembre 2018

Oman 28 - Visite ai vicini e barberia

Spendere il tempo filosofando

Sulle dune
Un pomeriggio di pigra meditazione, dopo tanti chilometri, è bello il non far nulla, quell'otium piacevole, con poca attinenza a quello latino che considerava tale solo il tempo che non si dedicava alle attività pubbliche, al darsi nell'interesse per gli altri, insomma. Per il pensionato invece quel genere di otium è diuturno e continuativo, il tempo lo si dedica soprattutto ai cavoli nostri o così almeno si vorrebbe. Quindi per noi più che otium è proprio ozio, nel senso di stare a panza all'aria, inerte e con l'occhio un po' vitreo e un po' ebete, che porta il pensiero a volare lontano, a cullare sogni di cose impossibili, come impiegare la sicura vincita milionaria al superenalotto a cui non giochi, per esempio, o ad immaginare viaggi in terre difficili e lontane dove ti spingerebbe più che la curiosità di conoscenza, la sfida al percorrere terre incognite in lunghissimi raid on the road. Solo se hai vicino qualche altro oziatore seriale, al limite, questa dura attività può sconfinare nella chiacchiera da bar, nella filosofia spicciola per risolvere, con grande facilità evidentemente, tutti i problemi del mondo, oppure la corretta formazione per vincere la Coppa. Va beh in ogni caso questa meritoria attività fa bene, soprattutto se la svolgi in questo cortile amico, sciogliendo in bocca due datterini e aspettando qualche nuovo arrivo che venga a dividere con te questi giorni di beata pigrizia.

La bimba di casa
Andando dalle amiche
Infatti ecco che arriva da Muscat la macchina, che è andata a prendere una coppia di passaggio, due ragazzi in viaggio di nozze, che si fermeranno solo cinque giorni, giusto il tempo di assaggiare la fettina di torta per capire se è buona e rimandare l'acquisto del dolce intero ad una prossima occasione. Una bella luna di miele, si faranno un bel due mesi tra India e sudest asiatico, zaino in spalla. Tanta invidia per l'età di certo, ma a me ormai piace viaggiare un po' più comodamente, anche se si perde un poco il senso romantico dell'avventura. Però vedo che i due vengono subito coinvolti dall'ambiente, il divano accoglie ed il thè caldo scorre a fiumi. Intanto la Michela porta le nostre ragazze a far visita a casa di amiche del circondario; robe da donne insomma, però bella occasione per entrare nelle case locali e vedere uno spaccato di vita, vietato alla vista dalla strada e riservato soltanto alle appartenenti al gineceo o harem che dir si voglia. Le case sono ormai tutte moderne e dotate di comfort occidentale, che fa anche molto à la page. Piene di cose sconosciute anni fa, schermi piatti e soprattutto divani e sedie dalle tappezzerie preziose, che poi magari rimangono inutilizzate, ma intanto ci sono e fanno tanto status simbol, dimostrano che si è moderni e soprattutto che si ha molta disponibilità economica, anche se poi si sta seduti a terra tra cuscini e stuoie. E' inutile la sedia rimane un oggetto giudicato scomodissimo e si trova sempre più piacevole stare sdraiati che seduti su poltrone o sofà. 

La cerimonia dell'Henné
Le donne passano il loro tempo in casa, nella più piacevole aria condizionata a chiacchierare tra amiche e ad esibire, i colorati vestiti carichi di lustrini che all'aperto vengono invece spenti dalle abaya nere che ricoprono tutto e sono molto interessate al contatto con le loro omologhe straniere, circondate da stuoli di bambini vocianti. Escono solo la sera per andare a fare qualche compera personale, ma per quelle normali, utili all'andamento della casa, preferiscono incaricare i mariti, svegliandoli dalle loro permanenze al bar o al ritrovo tra amici, con telefonate ingiuntive e perentorie. Sono insomma due mondi abbastanza separati e con interessi assolutamente disgiunti, che si congiungono solo nella notte. Una delle ragazze sta facendo l'henné all'amica e provvede ad estendere la pratica anche alle straniere interessate. Questa attività di abbellimento di mani e piedi è comune a tanti paesi della fascia indoaraba, spesso trasformata in una specie di body art a cui le donne sono molto affezionate, quello di mostrare sulla pelle un'ansia di bellezza che racconti anche la ricchezza dei propri sentimenti. Solo così riuscirei a spiegare la moda tatuatrice che è così cresciuta in occidente, dove forse si mescola anche alle motivazioni tribali di altre parti del mondo, dove queste ed altre attività parallele, come scarificazioni e deformazioni varie, vogliono essere simbologie di appartenenza o dimostrazioni di resistenza al dolore. Chissà, è sempre difficile spiegare gli impulsi, specialmente quelli che spingono a soluzioni irreversibili.

Fine lavoro
Qui tuttalpiù, il disegno si cancellerà in un paio di settimane, se ti lavi naturalmente. Noi invece, tanto per proseguire la fase di otium, ce ne andiamo dietro a Iapo che ci porta dal barbiere, un altro dei piaceri caratteristici di altri mondi e di altri tempi, mentre da noi è rimasto un rituale fastidioso ed obbligatorio da svolgere periodicamente ed in fretta. Insomma una inutile perdita di tempo. Qui e altrove invece, rimane quel sottile piacere di prendersi cura del proprio corpo, come forse usavano i latini alle terme o il mondo arabo negli hammam. Ognuno ha certamente i propri luoghi di affezione e a Ras al Hadd si va dal bengalese, anche lui molto disponibile alla chiacchiera non appena gli racconto della mia intenzione di andare a vedere tra poco il suo paese, che naturalmente è il più bello del mondo. Mi mostra orgoglioso anche se un po' con l'occhio lucido, le foto della moglie e dei due figli, di cui evidentemente sente forte la deprivazione, come tutti i migranti per necessità di ogni parte del mondo. Qui in fondo non si trova male e la sua attività è avviata. Come faccia a campare, pagare lo sponsor e in più mandare soldi a casa e ritornarci una volta l'anno, è un mistero, con i due real che prende a servizio di quasi quaranta minuti. Io ho questa abitudine di fare i conti in tasca alla gente, però, anche in questo caso non mi sembra che si ingrassi più di tanto.

La bellezza non è un optional
Nel frattempo che mi racconta le bellezze di Coxbazar e delle colline di Chittagong, prosegue la sua attività indefessa di massaggio e trattamento alla mia pellaccia consunta di vecchio rugoso, spargendomi di creme odorose, vellicandomi con polveri ed olezzi d'oriente, spruzzandomi di acque profumate ed altri materiali vari. Alla fine mi ritrovo con una magnifica ed inusuale per me, riga in mezzo che mi restituisce al mondo con barba e baffi perfettamente ritoccati, peli superflui di ogni dove, naso, orecchie e sopracciglia debitamente ablati e parti cervicali rese morbide da un delicato massaggio che mi ha rimesso al mondo dalle fatiche e dalle contorte posture pomeridiane. Insomma una esperienza mistica che non bisogna negarsi e che i nostri vecchi dei paesi del sud che si servivano con frequenza delle barberie locali, avevano capito essere uno dei piaceri della vita. Ci si sente freschi e profumati uscendo con passo leggero, salutato Said che sorride, ricordandomi di godere il più possibile del suo amato paese. Andiamo a casa a studiare l'impegnativo programma dei prossimi tre giorni, prima di andare a godere del meritato riposo. L'aria della notte è fresca e carezzevole, il profumo dei fusilli al tonno fresco, pescato stamane, già si espande nel cortile. I nostri passi muovono la ghiaia cercando di non calpestare la frotta di tartarughini perduti, che finiscono ancora nelle bacinelle in attesa di essere liberati stanotte e quindi andiamo ad assolvere l'ultima pratica da svolgere nella giornata.


Il luogo del riposo


In attesa del turno dal barbiere
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Tartarughine da salvare


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