sabato 22 dicembre 2018

Oman 39 - 80 Motivi + 1 per andare in Oman


Il faro di Sur

E dopo avervi raccontato le ragioni della logica e dell'interesse generale che possono spingervi a inserire questo paese nella vostra lista dei desideri, ecco qua il consueto elenco delle ragioni del cuore, la lunga fila di quegli spot che rappresentano i ricordi irrinunciabili che ti hanno dato emozioni, sensazioni e lettura di storie che ti farebbe piacere che anche gli altri provassero come è successo a te. Insomma i classici motivi senza spiegazione che bisogna soltanto provare a provare! Dunque cominciamo.

  • Iniziare a capire, già dalla ricerca delle informazioni, dalla lettura delle guide e dai contatti preliminari, che questo non è un posto come gli altri e che ti potrà dare sensazioni diverse
  • Scegliere la soluzione di Casa Oman ed affidarsi all'amico Iapo per vedere l'Oman dal di dentro, tanto per capirci
  • Arrivare a Muscat di primo mattino assaporando una capitale che non si è fatta prendere dalle smanie di grandezza, ma vuole solo esibire un benessere tranquillo
  • Rimanere colpito dalla esibizione di fasto della Grande Moschea, cercando di assorbirne i messaggi che il Sultano vuole intenzionalmente mandare ai visitatori
  • Aggirarsi tra i mostri adagiati sui banchi e del mercato del pesce
  • Girolare tra i negozi del suq, chiacchierando con gestori non angosciati dalla brama di vendere
  • Assaporare senza fretta sentori di incenso, mirra, cardammomo e bagliori sopiti d'argento
  • Apprezzare le linee tutto sommato misurate del palazzo reale e delle torri antiche che ornano le colline
  • Sentire storie e apprezzamenti sul Sultano davanti ad uno dei suoi yacht
  • Sfondarsi di cibi dal turco, tra griglie, fritti di calamari, gamberoni, hummus e beveroni di menta e lime.
  • Percorrere la strada fino a Ras al Hadd lungo il mare turchese, pregustando il tuo destino prossimo venturo
  • Adagiarti sul grande sofà al centro del cortile di Casa Oman e cominciare a capire la filosofia dell'ambiente e quello che ti aspetterà nei giorni successivi, mangiucchiando datteri e bevendo thè speziato
  • Risalire la montagna lungo piste tortuose per perderti nelle pozze di smeraldo di Wadi Tiwi
  • Incontrare per la prima volta l'abbraccio del mare a Rocky beach e fare un pick nick sulla spiaggia
  • Apprezzare il lavoro dei maestri d'ascia dei cantieri si Sur sotto due enormi dhow ancora in costruzione
  • Godersi il tramonto al faro del porto, tra donne completamente velate di nero
  • Andare a vedere una partita di coppa sdraiati sui cuscini di un baretto sulla spiaggia sorbendo succo di melograno
  • Andare a pesca con la barca di Grezzolo, pescare tonni e lampughe e fare il bagno in un'ansa solitaria di smeraldo
  • Navigare tra centinaia di delfini che rincorrono i banchi di acciughe, saltano e nuotano intorno a te invitandoti ad inseguirli
  • Fermarsi a guardare due tartarughe che si accoppiano mentre altre decine nuotano intorno
  • Andare a comprare al mercato, i pesci per la cena
  • Fumare narghilè alla double apple distesi sul divano mentre scende la sera
  • Guardare una tartaruga di notte che sta deponendo le sue uova e liberare in mare centinaia di tartarughini perduti
  • Incontrare un gruppo di vecchietti che ti offre il caffè davanti al porto dei pescatori
  • Bersi un thè katak e fare colazione di panini e frittata
  • Fermarsi a un barasti sulla spiaggia e scambiare biscotti con sorrisi con un gruppo di belle ragazze ed i loro bambini
  • Guidare il fuoristrada per quaranta chilometri, lungo una spiaggia infinita, in un tunnel continuo di gabbiani che si alzano davanti a te
  • Guidare sulle dune del deserto rosso che si precipitano nel mare 
  • Prendere il traghetto per Masirah tra donne con la mascherina e uomini col turbante
  • Andare dal barbiere massaggiatore per avere un'esperienza mistica
  • Passare una mattina di meditazione su una spiaggia deserta tra scheletri di pesce palla, conchiglie e granchi fantasma
  • Guardare il tramonto tra inquietanti sagome di dromedari
  • Percorrere un territorio lunare tra dune, rocce, scogli e mare blu
  • Mangiare il migliore trancio di ricciola alla griglia dell'Oman, seduti sui tappeti e chiacchierando con Omaniti in vacanza
  • Condividere i sentimenti di pakistani e bengalesi che qui lavorano e videochiamano la moglie lontana
  • Ricevere datteri in regalo da passeggeri del traghetto di ritorno
  • Insabbiarsi nella sabbia molle per arrivare alle Sugar dunes del deserto bianco e rimanere abbacinati dal candore del paesaggio
  • Correre e rotolarsi nella sabbia sui fianchi delle dune mentre il sole picchia implacabile
  • Fare il bagno nel verde smeraldo del Sink Hole, mentre Michi si tuffa dall'alto della parete
  • Allungarsi sulla sabbia della White beach cercando l'ombra che non c'è
  • Risalire il canon di Wadi Shab, ammirandone le pozze d'acqua tra i palmeti
  • Nuotare nell'acqua verde riuscendo a raggiungere la caverna attraverso uno stretto passaggio nella roccia, trascinato da Roby come un miracolato nella piscina di Lourdes
  • Emozionarsi al raggio di luce che, dall'alto, colpisce la cascata
  • Camminare lungo la rete dei falaj sotto le gialle rocce che incombono
  • Mangiare un panino col miglior kebab di Sur 
  • Ammirare per un attimo il mausoleo in rovina di Bibi a Qalat, dallo stesso punto da cui, forse lo aveva descritto Marco Polo
  • Girare per il suq paesano di Sur a cercare sciarpine, tra lavoratori indiani che prendono il fresco e donne velate in abaya nera che scivolano lungo i muri scomparendo nella notte 
  • Attraversare il deserto di pietra per arrivare a wadi Bani Khalid e risalirne il corso contorto nuotando nelle pozze
  • Gustarsi un delizioso, profumato, saporoso e denso succo di mango per riprendere le forze
  • Fermarsi al barasti dell'amica di Iapo a mangiar datteri e a provarsi costumi e abaye, dopo aver dato da mangiare ai cammelli
  • Correre ai 70 all'ora nella valle di sabbia rossa delle Wahiba sands e guardare il tramonto dalla duna più alta, accecati dalla tempesta di sabbia
  • Mangiare un pollo tandoori dal pakistano e raccogliere un po' di tartarughine perdute
  • Continuare a farsi docce per levarsi la sabbia che il vento del deserto a infilato nelle nostre pieghe più intime senza riuscirci mai
  • Correre lungo le piste sassose di Wadi Massawa per arrivare alla casa di Said, mangiare i suoi datteri e sentire come sta
  • Aggirarsi perle rovine di argilla del castello e delle case abbandonate di Jalan Bani Buali e la sua oasi
  • Ottenere il permesso dall'Imam di visitare l'antica moschea dalle 52 cupole
  • Rimanere in silenzio colpiti dall'atmosfera di una piccola moschea abbandonata e in rovina, davanti al suo piccolo mirhab in rovina
  • Andare al porto di Al Ashkarah a veder lo scarico degli enormi pesci da un dhow appena arrivato
  • Mangiare tonno crudo sfilacciato e macerato nel lime dall'Omanita
  • Cercare polpi sulla spiaggia rocciosa durante la bassa marea
  • Farsi una cena sontuosa con un chilo e mezzo di aragoste a testa più il resto, per recuperare le forze
  • Fare un giro nella laguna di Ras al Hadd tra costa rocciosa e sabbie dorate, nuotando tra le tartarughe giganti
  • Se sei donna, andare a casa delle amiche di Michi a farsi fare l'henné
  • Mangiarsi un sacco di pakora, falafel e samosa lungo la strada a colazione, che tanto, fritta, è buona anche una ciabatta
  • Salire fino ai 3000 metri del Jebel Shams e guardare dall'alto il grand canon dell'Oman 
  • Rimanere a bocca aperta di fronte al grandioso paesaggio circostante, tra capre belanti e donne dalle vesti colorate
  • Visitare gli ambienti suggestivi del castello di Jabreen
  • Aggirarsi per un tempo infinito nel negozio di datteri assaggiandone più di quanti riesci a comperarne
  • Gustare il tonno cotto al vapore a colazione
  • Girare per il suq di Nizwa in cerca di halwa, prima di gustare i famosi spiedini di montone al banchetto della piazza 
  • Dormire in tenda nella oscura notte di Wadi Tanuf e ammirarne le rovine all'alba
  • Perdersi a Nizwa tra i commercianti del mercato del bestiame del venerdì, tra contratti  e valutazioni di capre e vitelli
  • Andare dallo Yemenita a mangiare il montone più morbido dell'Oman e ricordare con nostalgia la sua città di Taiz
  • Salire lungo le scoscese viuzze dell'oasi di pietra di Misfat al Abrijn 
  • Gustare mieli di montagna dalla terrazza dell'amico di Iapo
  • Percorrere le antiche vie tra le case di argilla di Al Hamra e vedere gli antichi mestieri praticati nella casa museo Bait al Safah
  • Guardare dall'alto le sagome ardite del castello di Bahia e l'oasi lontana
  • Vedere arrivare, dopo le zuppe di granchio ed i tonni alla griglia, una portata di duecento gamberoni alla griglia, dopo averne ordinati solo dieci e discutere sulla logica della cosa
  • Traversare la catena dell'Akhdar per una pista scoscesa e solitaria ed arrivare fino al mare
  • Riposare ancora sul sofà e sull'amaca, ragionando di viaggi con gli amici e fare gli ultimi bagni rammaricandosi che sia arrivato il momento di tornare
ed infine
  • Abbracciare ancora una volta il grande Iapo, le deliziose Silvia, Michi e Roby, la cuoca Paola e il suo silenzioso aiutante Yussuf, gli amici Rashid, Sayd, Grezzolo e tutti gli altri della compagnia, tra mille promesse e ringraziamenti
E a questo punto, basta, sperando di avervi convinti del fatto che il posto merita la vostra attenzione. Comunque per i più pretenziosi, preparerò ancora la solita pagina di dettagli pratici per l'organizzazione del viaggio.




La grande moschea Al Qabboous




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