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Parco delle 5 sorgenti - Lanzhou - Gansu - Cina - giugno 2025 |
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Periferia di Lanzhou |
Questo albergo in stile tibetano è una vera delizia. Il gestore, sa davvero fare il suo mestiere ed è gentilissimo oltre ad adoperarsi per occidentalizzare al massimo la colazione per i suoi ospiti stranieri, infatti ci propone delle ottime uova strapazzate col pomodoro ed un effettivo caffè americano, che per gli italiani sarà pure un insulto, ma è pur sempre caffè. Aggiungiamo il fatto che appena saputo che dobbiamo andare alla stazione dell'autobus, corre a prendere l'auto e ci porta direttamente a destinazione senza chiedere nulla, elargendoci per giunta un largo sorriso e capisci subito che la giornata comincia bene. Insomma è uno che sa fare il suo mestiere e ha capito cosa significa gestire un esercizio turistico, un valore aggiunto impagabile per una struttura, che io quindi consiglio a scatola chiusa, oltre al fatto che è davvero suggestiva, pare di abitare in un tempio. Ma in questo viaggio vorticoso il tempo è contato e quindi non perdiamo più tempo a compiacerci ma saltiamo sul nostro pullman che ci porterà in quattro orette fino a Lanzhou il capoluogo del Gansu, di nuovo una grande megalopoli coi fiocchi, quasi 4 milioni di abitanti, tanto per capirci. Anche per questo tratto non c'è ferrovia ed il pullman ci permetterà di godere meglio il paesaggio.
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Calligrafo |
In effetti, scavalcata una serie di colline, la strada è quasi tutta in discesa, dai 2800 m. de Monastero di Labrang ai 1500 m. circa di LanZhou, Qui siamo davvero nel cuore centrale della Cina, al punto di passaggio, dalla discesa dei grandi altipiani dell'occidente, circondati dai deserti, fino alle grandi pianure alluvionali di un paese popoloso e agricolo che si sta aprendo davanti a noi, dalla solitudine alla confusione, dai grandi spazi solitari alla folla ed al sovrappopolamento. Un cambiamento feroce e improvviso che ti sconvolge gli equilibri mentali che ormai ti eri impostato, di qui pascoli e terre incoltivabili, di là una agricoltura attenta e intensiva che non lascia libero il più piccolo spazio. Questo breve tratto di terra di mezzo ti fa apprezzare il passaggio rapido tra questi due mondi in poche ore di viaggio, anche se il paesaggio non è così bello e straniante come quello di ieri. Il versante che va a nord est, perda gradatamente quota senza strappi troppo forti. I paesi diventano più frequenti, quelli in alto ancora ricchi di case che presentano le grandi vetrate raccogli calore dello stile tibetano con qualche stupa dalla cima dorata sulle asperità più lontane, poi man mano che si scende, le case sono sempre più raccolte e al centro dell'abitato spicca sempre il dito puntato verso il cielo di un piccolo minareto sovrastato da una mezzaluna, segno che ormai stai abbandonando la terra di Budda per passare a quella di Maometto,
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Ingresso del parco |
Anche quando passi in mezzo alle cittadine, nei negozi non vedi più le insegne scritte in tibetano, ma solamente la grafia dei caratteri cinesi. Abbiamo ormai traversato tutta questa parte del paese dove il contrasto tra queste due etnie è stato storicamente molto forte e spesso sanguinoso, per ottenere la supremazia anche culturale sugli spazi vastissimi del centro dell'Asia, contrasto poi sopito dall'arrivo degli Han, che sono riusciti a zittirle, tanto che nell'ultimo secolo entrambe si sono rivoltate proprio contro questo potere centrale, creando problemi molto forti, con una continua e pressante richiesta di indipendenza non solamente formale. Inutile nasconderlo ma questo è uno dei grattacapi più grossi della Cina del futuro, che nell'ultimo decennio, sembra, con le maniere forti, essere riuscita ad avere un controllo decisamente più definito sulla questione a dispetto delle rimostranze internazionali, ribadendo, senza mostrare di avere alcuna intenzione di discutere l'argomento, che si tratta solo di questioni interne che non hanno la possibilità di essere discusse. Una sorta di pensate ai fatti vostri che a questi ci pensiamo noi.
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Bracere |
La mia sensazione, per lo meno di quello che ho visto in questo viaggio, è che tra i due fronti la questione tibetana si sia alquanto ammorbidita, almeno al di fuori del Tibet stesso, mentre su Hui e Uiguri, la pressione sia ancora piuttosto forte e il tentativo di cancellare con le misure forti ogni possibilità di far rinascere un problema che il governo vorrebbe fosse considerato un rigurgito storico ormai sopito e niente di più. Sempre disposti a mettere in campo misure estreme se servisse naturalmente. Come dire, se si mette la testa a posto, come diciamo noi, si può considerare sempre la possibilità della auspicata armonia tra le genti, pur diverse, ma unite sotto il grande cappello della benevolenza Han. Va beh, prendetela come volete, il problema comunque non è così semplice da comprendere e trinciare giudizi a casa d'altri, sembra sempre semplice, ma nella maggior parte dei casi non lo è e si rischia di prendere delle solenni cantonate. Cosa sia meglio per la gente, anche magari contro il loro sentire, e qui si aprirebbe una diatriba interminabile, poi è ancora più difficile da capire, quindi seguiamo la strada che è meglio e godiamoci il paesaggio un po' più popoloso di quelli a cui ci eravamo ormai abituati.
Il fiume Giallo |
La Città invece appare subito enorme e viene annunciata dalle consuete selve di grattacieli tutti uguali ai quali abbiamo ormai fatto l'occhio anche altrove. Costeggiamo per un bel tratto il Fiume giallo il secondo della Cina, quello attorno al quale è nata questa civiltà trimillenaria. Un fiume enorme e capriccioso, capace di piene devastanti che deve il suo nome al fango che porta continuamente con sé attraversando vorticoso i territori dell'ovest cinese, ricchi di polvere e terre gialle, i famosi loess. Ma ne parleremo successivamente, quando questa sera andremo a vedere la movida che si svolge proprio sulle sue sponde. Adesso gettiamo velocemente i bagagli in albergo e andiamo di filato a vedere il grande parco delle cinque sorgenti, che occupa tutta la costa della montagna di Gaolan posta ad un lato della città nell'arco che il fiume ha formato in milioni di anni. Il parco è uno dei polmoni cittadini e Dio sa quanto la città nel suo recente passato ne avesse bisogno, visto che era tra gli ultimi posti nella classifica della qualità dell'aria. Anche se al momento la situazione sembra essere drasticamente cambiata, l'area verde rimane un bellissimo sfogo che gli abitanti della città visitano in massa per godere della sua frescura.
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Tempietto |
I templi buddisti sparsi sul costone sono molti e come al solito molto belli e coloratissimi oltre che molto antichi visto che questo parco è costruito ed attrezzato allo scopo da quasi 2000 anni, uno dei più antichi storicamente accertati al mondo. Naturalmente la sua nascita è ammantata dalla leggenda che racconta del generale Huo Qubing, arrivato qui da Chang'an (l'odierna Xi'an) attorno all'anno zero appunto, inviato dall'imperatore, per una spedizione punitiva contro la popolazione locale che tanto per cambiare, non voleva pagare le tasse, si trovò a dover sopportare le lamentele della soldataglia che non trovava acqua per le necessità dell'esercito. Decisamente infuriato, pare che cominciasse a scudisciare la terra circostante della collina, con la sua frusta che maneggiava con inconsueta abilità e con cinque colpi ben assestati, fece sgorgare l'abbondante acqua da cinque sorgenti che ancora oggi irrorano copiosamente il monte. Leggenda come si può capire credibilissima. Noi, volenterosamente ci inerpichiamo su per le solite scale che conducono da uno dei templi all'altro, in generale piccoli e nascosti nel verde a corona appunto delle cinque sorgenti.
Quartieri nuovi |
Le costruzioni sono spesso minuscole e appartate, per questo raccolte in un aria un po' misterica e con un particolare sapore di antico che le statue e gli ambienti i cui colori sono un poco più spenti del solito, a causa del tempo, rendono ancora più coinvolgenti. In uno dei tempietti tutte le statue sono completamente nere, magre e misteriose, in altri torna lo splendore dell'oro. Continuiamo a salire lungo la collina tra gli archi verdi che le cime degli alberi hanno creato negli anni. Poi troviamo la teleferica che porta fin sulla cima del monte, che è sempre un bel salto, visto che dura una ventina di minuti. Dall'alto, dai corridoi e dalle passerelle dell'ultimo tempio un poco più recente degli altri, puoi goderti la visione completa di tutta la città e dei suoi grattacieli che si affollano attorno al fiume che scorre con una larga curva verso oriente. Ci sono i quartieri del centro dove i palazzi si affollano fitti e attraversati dai grandi corsi di scorrimento, altri più periferici, dove si allungano colate di cemento infinite, una serie di torri tutte uguali e che a guardar bene appaiono desolatamente vuote. Uno dei simboli della Cina moderna e dello scoppio di una colossale bolla immobiliare non ancora arrivata al suo termine. Scendiamo con calma anche se sta per arrivare la sera.
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Salendo |
SURVIVAL KIT
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La teleferica |
Da Xiahe a Lanzhou - Bus 8:30 - 12:30 - Circa 4 h - 10 € - Non c'è treno.
Hotel IKE - 180 Minzhu west road. Chenggguan district. Lanzhou - Comodo per la stazione. Standard normale, molto pulito, personale gentilissimo, camere molto piccole rispetto al solito, letti queen. AC, TV grande, dotazioni buone. Camera doppia sui 200 Y con colazione inclusa al ristorante a fianco.
Città di LanZhou - (兰州 - Il posto delle orchidee) - Capitale del Gansu, fondata oltre 2500 anni fa ebbe sempre una posizione strategica sulla Via della seta al termine del corridoio di Hexi, per essere punto di attraversamento del Fiume Giallo. Da vedere in città diversi musei interessanti, tra questi il Museo regionale del Gansu, che ospita il Famoso Cavallo volante, scultura iconica e molto nota, poi il Parco delle 5 primavere (o 五泉山公园- parco del monte delle 5 sorgenti) sul fianco del monte Gaolan lungo il fiume, di quasi 30 ha, in cui ci sono molti templi e una teleferica che porta in cima, con bel panorama della città (fino a 2100 m. 80 Y, andata e ritorno); il Ponte Zhongshan, il primo permanente sul fiume giallo; la grande moschea di Xiguan e un grande orto botanico. La città era una delle più problematiche in Cina per la qualità dell'aria, problema dovuto sia alle industrie locali, che al traffico elevato, che alle ricorrenti tempeste di sabbia e loess che la affliggono in primavera. Dopo una ventina di anni di forti interventi, aziende chiuse ed elettrificazione pesante del traffico, la situazione sembra piuttosto migliorata. Per non farsi mancare niente la città è soggetta a frequenti e devastanti terremoti. A 80 km fuori città ci sono le famosissime grotte buddiste di Binglin, da non perdere.
Quartieri periferici |
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