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mercoledì 3 settembre 2025

Seta 32 - I mille Buddha di Bingling

Bingling - Lanzhou - Gansu - Cina - giugno 2025
 

Il ristorante incaricato di dare le colazioni agli ospiti del nostro hotel, è efficiente ma piuttosto sbrigativo, stile fastfood insomma, ci tocca l'uovo fritto, uno a testa e poco altro, ma direi che alla fine è più che sufficiente per metterci in marcia. Sono ormai un paio di settimane che siamo in giro e io perlomeno comincio ad essere un po' stanco, evidentemente la fibra non è più la stessa di qualche anno fa, ma ormai che siamo in ballo, bisogna trottare anche perché, se no, cosa siamo venuti a fare fin quaggiù. Dunque prendiamo un taxi fino alla stazione dei bus per andare a Bingling, altra tappa della linea di grotte buddiste che corre sovrapposta alla via della seta. La stazione è piccolina e ci sono solo tre o quattro bus in partenza. Il nostro si avvia lemme lemme alle 10:20 e per percorrere la settantina di chilometri che portano al sito ci vogliono quasi due ore, anche perché il mezzo è sempre fermo. D'altra parte ci vuole quasi un'ora ad uscire dalla città, attraversando le sue immense periferie. Poi è campagna aperta percorrendo più o meno il corso del Fiume Giallo. Poi l'autista ci fa cenno di scendere quando siamo arrivati ad un paesino senza nome, in cui latitano anche le indicazioni. 


Il lago Liujiaxia

Evidentemente da occidentali paracadutati dal cielo in mezzo al nulla, siamo merce ghiotta per due taxisti che ci tapirano immediatamente, offrendo i loro servizi. Buon segno comunque, siamo evidentemente arrivati nel posto giusto. In effetti alle grotte ci si arriverebbe in due modi, visto che da questo punto il fiume Giallo, imbrigliato dalla diga di Liujiaxia, si allarga, formando un grande lago lungo almeno una trentina di chilometri. Il complesso delle grotte è in una valle laterale del lago che presenta anche spettacolari formazioni rocciose e per arrivarci però o si va via terra, attraverso una strada che gira tutto attorno al lago stesso in una mezz'oretta, ed ecco la ragione dei taxi che offrono questo servizio di trasporto, oppure invece bisogna seguire l'itinerario previsto dalla macchina turistica messa in piedi dal governo che prevede l'attraversamento del lago. Infatti a qualche centinaio di metri dalla fermata del bus, ecco il centro di accoglienza al parco, che prevede una discesa al lago, dove, previo acquisto di appositi biglietti, sono in attesa decine di piccoli barchini veloci che in un'ora, attraversano per il lungo, lo specchio di acqua arrivando direttamente alla zona archeologica. 

Imbarcadero

Per la verità ci sarebbe anche una barca lenta che però ci mette quasi tre ore a percorrere lo stesso itinerario, che sarà pur che ti consente di goderti meglio il panorama, ma che rischia di farti perdere tutta la giornata. Il tempo non è particolarmente bello e le rade nuvole bianche si specchiano nelle acque azzurre tra le quinte delle pareti montuose che circondano il lago, ma di tanto in tanto si addensano e dispensano un po' di pioggia sparsa, tanto per gradire, in modo da farti arrivare ben ben bagnato alla meta. Il barchino intanto corre sull'acqua, mentre noi infagottati nei classici giubbotti rossi speriamo solo di non colare a picco, visto che il bacino sembra molto profondo. Gli schizzi provocati dalla barca sono altissimi e sembra continuamente che secchiellate di acqua entrino ad inzupparci completamente, invece la protezione dei finestrotti con i quali il mezzo è completamente chiuso, ci riparano accuratamente. Quando arriviamo all'entrata del canyon in fondo al lago, le sfumature ocra delle alte pareti hanno cento chiaroscuri diversi e le erosioni sui fianchi della valle della montagna di Xiaojishi ha, nei millenni di opera indefessa degli agenti naturali, gli stessi che stanno imperversando adesso, formato una serie di pinnacoli naturali  che simulano torri e guglie di un castello fatato. 

Il Buddha Maitreya

La roccia è formata da un conglomerato di pietra tenera che si sfalda con facilità e che quindi ha facilitato sicuramente i monaci che per oltre mille anni hanno scavato, spinti dalla devozione i loro luoghi di preghiera e di meditazione, abbellendoli secolo dopo secolo, di statue, simulacri e dipinti meravigliosi che raccontando storie, illustrando allo stesso tempo la cultura di un periodo storico. Le grotte sono sparse a varie altezze lungo tutta una parete, che è percorsa da una strada sul bordo del fiumiciattolo che percorre il canyon fino a gettarsi nel lago, per una lunghezza di qualche centinaio di metri. Le statue sono di grande qualità ed il percorso più semplice per traversare il sito non è neppure molto faticoso. Naturalmente il pezzo forte di queste grotte è il famoso Maitreya, il Buddha del futuro che, placidamente seduto sul trono osserva serenamente tutto quell'inutile affannarsi attorno a lui. E' una delle statue del periodo classico e la sua somiglianza con i famosi Buddha afgani di Bamiyan di poco anteriori, che purtroppo non esistono più, è fortissima. Pare emergere dalla roccia dalla quale è ricavata e le scalette che lo circondano (sono costruite in modo da poter scalare la parete per arrivare a tutte le  grotte più minuscole che sono poste in alto ed ai lati) sembrano giochi di bambole tanta è la sproporzione dimensionale. 

Le scalinate

Certamente l'effetto è notevole, se ci si porta sotto i piedi della statua e cercando di ammirarla da una prospettiva che, certo, ne sforma le dimensioni, ma che ti chiarisce bene il gigantismo dell'opera, mentre dalla riva opposta del torrente, hai solo una bella visione di insieme che te ne fa apprezzare la statica proporzione delle forme senza però darti l'effetto di gigantismo. In ogni caso questi siti di grotte che sulla carta dovrebbero essere tutti più o meno uguali, sono una continua sorpresa per la bellezza delle opere contenute, la loro varietà, che pur da scarso conoscitore di questi mondi artistici, da noi lontani, non puoi non apprezzare ed inoltre dall'ambientazione naturalistica in cui sono posizionate. Qui in questo complesso di guglie, di pinnacoli, di calanchi di roccia e di terra che precipitano nel lago e che l'erosione di quasi 150 milioni di anni, ha costruito con la pazienza di un creatore di mondi, si è formato uno scenario che non ha eguali e che l'opera dell'uomo e la sua vena artistica mescolata alla devozione religiosa, ha completato in maniera davvero sublime. Percorriamo tutta l'altra riva del torrente dove si scorre davanti ad una altra serie di grotte di minore importanza tra le quali però giganteggia una raffinata statua di un Buddha sdraiato.

Le rocce

Da qui ci godiamo la sfilata della parete davanti a noi, completamente perforata di cavità più o meno grandi dalle quali intravedi nella semioscurità, apparire volti, corpi e arti di pietra che sembrano chiamare i fedeli alla preghiera. Scorgi colori che il lavoro di secoli ha appena sbiadito e le raffinate fattezze di dei, dee, personaggi di un pantheon che solo vagamente conosci. Nel mezzo, la grande statua con gli occhi persi nel vuoto richiama alla speranza nel futuro, forse un ennesimo auspicio così necessario in questi tempi. Il tempio è cambiato diverse volte nel corso della giornata alternando pioggerelle umide e fastidiose a timidi raggi di sole. Un sole che, dopo essersi fatto un po' pregare, si è finalmente dispiegato e la luce adesso è intensa e cristallina, tanto che si vedono le creste a chilometri di distanza. Torniamo pian piano alla grande scalinata che porta alla banchina da cui ripartono le barche per rifare la strada al contrario, questa volta utilizzando il tempo per godere i colori con i quali l'aria finalmente tersa del pomeriggio dipinge i contrafforti delle montagne. L'ora di barca non ci pesa più di tanto anche perché serve anche ad asciugare i vestiti che avevano un po' sofferto del gocciolio del cielo imbronciato di prima. 

Ostriche gratinate

Gli scorci sul lago varrebbero da soli la pena di fare questo giro, anche se al molo di arrivo ci aspetta una sorpresa, il bus che torna in città parte solo alle 18. Così si inganna il tempo in un fast food a patatine e Pepsi, tanto per far passare il tempo. In sostanza arriviamo in città che sono quasi le 20, giusto in tempo però per il night market, a cui l'avevamo promessa già ieri sera. Una serie di banchetti di street food davvero interessanti e coloratissimi, nei quali cedo clamorosamente davanti a quello che offre ostriche e capesante gratinate, con l'aggiunta di spiedini vari. Il sentore di aglio ti porta via, pazienza, ma visto che fa tanto bene alla pressione, ce ne faremo una ragione. Infine nuova capatina al ponte di Zhongshan, pieno di giovani da far paura.  Lo attraversiamo facendoci largo tra la folla che spinge da ogni lato, in fondo sono solo 250 metri, fino all'altra sponda dove è pieno di locali, ristoranti, karaoke, mentre alle loro spalle sale la collina della Pagoda bianca, con tutta una serie di templi e stupa illuminati, nei contorni che disegnano la notte. L'atmosfera è molto bella, il fiume corre veloce sotto di noi. Calpestiamo la stessa terra dove Marco Polo ragionava sul fatto che il grande fiume non fosse mai stato valicato da un ponte e noi, ora, siamo qui a mangiare uno spiedino di montone, forse uguale a quello che sgranocchiava lui mentre, giovine di belle speranze, ragionava su cosa dire a Kublai Khan nel momento in cui lo avesse incontrato.

Night market di Lanzhou

SURVIVAL KIT

Le grotte

Grotte del tempio Bingling - (炳灵寺石窟 Bǐnglíng Sì shíkū) - A circa 70 km dalla città, si raggiungono con un bus (stazione Lanzhou ovest) che porta fino alla diga di Liujiaxia in circa due ore, di qui in motoscafo (150 Y) fino al molo delle grotte. Al momento è aperta anche una strada che arriva direttamente all'accesso delle grotte con taxi che fanno servizio dal punto di arrivo del bus (100 Y a passeggero). Calcolando un paio d'ore per la visita del complesso, l'escursione impegna comunque quasi tutto il giorno. Inferiori qualitativamente alle altre concorrenti, sono comunque interessanti anche per il palcoscenico della valle rocciosa che le contiene. La prima fu scavata nel 420 d.C., ma le più belle risalgono alla dinastia Song e ai Ming di quasi 1000 anni dopo. Le grotte scavate in vari punti delle pareti di un canyon che si apre sulla riva del lago, sono circa 180, incluse le semplici nicchie, con circa 700 statue e molte pitture murali, collegate da precarie scalette di legno. Punto focale un Buddha Maitreya (grotta n. 169) di 27 metri di altezza a circa 50 metri dal suolo, realizzato durante la dinastia Tang e stilisticamente successivo ai famosissimi Buddha di Bamiyan afgani e precedente al Buddha delle grotte di Longmen. Altri punti di interesse la n.3 di epoca Tang con una pagoda quadrata scavata all'interno, la 6, la 7 e la 172 con ben 112 statue, una delle prime ad essere scavata. Il nome significa Grotte dei mille Buddha e sono diventate una importante attrazione turistica di questa zona.

Statue nella parete


Il monte della Pagoda Bianca
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25 - A Xining

martedì 2 settembre 2025

Seta 31 - Una sera a Lanzhou

Il ponte Zhongshan sul Fiume Giallo - Lanzhou - Cina - giugno 2025
 

Museo

Quando arriviamo in centro, vicino al fiume, è quasi scesa la sera e quando vorremmo andare a dare un'occhiata al museo, che tanto per noi anziani è sempre gratuito, lo troviamo irrimediabilmente chiuso. Chissà se avremo tempo di dargli un'occhiata domani, il fatto è che di carne al fuoco ne abbiamo troppa e alla fine qualche cosa rimane sempre fuori, nonostante i dolorosissimi tagli che abbiamo già dovuto operare a monte prima di partire, al momento di stabilire l'itinerario di massima. E' un vero peccato perché in questo museo del Gansu (ogni provincia ha un museo regionale che raccoglie quanto di importante è stato repertato nell'area e in massima parte si tratta di realizzazioni recenti o recentissime, fatte con molto dispendio di mezzi, quindi al di là della importanza dei ritrovamenti, questi sono esposti sempre in maniera molto accattivante) è visibile la scultura del famoso Cavallo volante. Per la verità questa è una icona utilizzata anche in diversi monumenti nei vari parchi della città e vedere l'espressione della rondine volante su cui poggia l'unico zoccolo del cavallo che pare librarsi leggero in volo, stupisce molto per l'inventiva dell'autore e l'eleganza del disegno. C'è poi un altro pezzo straordinario racchiuso in questo museo; si tratta di un piatto romano d'argento sbalzato di quasi 2200 anni che raffigura nientemeno che il dio Bacco!

Tempio del parco

Questo oggetto racconta chiaramente quali fossero già allora, i contatti tra i nostri due mondi, lungo questa via che è rimasta aperta per due millenni come un portale nel tempo attraverso il quale sono passati uomini, merci e soprattutto idee, anche se allora erano necessari anni per arrivare da un capo all'altro dell'itinerario a dorso di cammello o a piedi. Noi intanto, facciamo un giro anche nel tempio buddista cittadino vicino al fiume, che dire, bello come tutti gli altri, ma che per noi profani che a malapena riusciamo a distinguere il buddismo tibetano da quello indiano, il Tao da Confucio, il passaggio dall'uno all'altro genera alla fine una confusione tale che non ci consente più di apprezzare le differenze di qualità ed alla fine ci si accorge con orrore che ci sembrano quasi tutti uguali, cosa che ci porta a non apprezzare come meriterebbe quello che andiamo di volta in volta a vedere. Tanto per farvi meglio capire questo concetto, sarebbe come se, visto che noi non conosciamo neppure superficialmente le differenze tra i vari momenti religiosi, tra i differenti stili costruttivi ed architettonici, tra le epoche storiche diverse che hanno condotto a tipi di costruzione, di tecniche costruttive, di periodi di pittura e scultura successivi, per un esperto in queste cose che si trovasse all'improvviso in Europa a considerare cattedrali romaniche, gotiche e barocche, senza conoscere nulla dei movimenti artistici a cui si riferiscono questi monumenti, facesse di tutto un colossale minestrone, confondendo e considerando più o meno uguali il battistero di Pisa, la cattedrale di Trani o il Pantheon romano e la palazzina di Stupinigi. 

La nuova moschea

Noi grideremmo allo scandalo, gli daremmo subito del superficiale ignorantone o al più liquideremmo la cosa con un sorrisetto di commiserazione, ma qui in fondo è la stessa cosa, dopo l'indigestione di un gran numero di templi della cui storia artistica conosciamo poco o nulla, se non l'impatto visivo del momento, abbiamo l'impressione di aver visto cose tutte uguali che fatichiamo a distinguere se non per il nome o perché ci siamo fatti un bell'elenco sulla mappa dell'itinerario. Quindi vi confesso che del tempio vicino al fiume di cui non ho segnato neppure il nome, ho portato a casa con me solo un paio di foto, che data l'ora non sono rimaste neppure un gran ché, oltre ad un ricordo sbiadito. Ecco perché un viaggio dovrebbe essere preparato anche sotto questo aspetto, molto bene, per poter apprezzare davvero le cose che ci saranno da vedere e soprattutto per riuscire alla fine a capire qualche cosa, per poter fare infine dei paragoni o delineare giudizi, se pure azzardati. Comunque diciamo pure che passeggiare in questi giardini, passeggiando tra le pagode che si alzano dietro le siepi o ii vialetti di alberi e le aiuole di fiori, attraversando portali dipinti, entrando in sale popolate di statue che ti osservano con l'occhio compassionevole o sfilando davanti ai guardiani che paiono fulminarti con occhi di bragia per difendere i templi dagli spiriti maligni, è sempre una sensazione piacevolissima, data la cura con cui questi ambienti vengono tenuti e l'esoticità degli ambienti. 

Sul fiume

Odore di incensi e fumosità di lampade a burro, frusciar di sete e tintinnio di campanelle, tutto contribuisce a farti apprezzare questo mondo così diverso dal tuo, dove la spiritualità, pur condita da una abbondantissima dose di superstizione, che l'illuminismo che il nostro mondo ha avuto la fortuna di vivere, ha ancora una parte assolutamente fondamentale. Ancora due passi ed ecco che arriviamo alla nuovissima moschea, costruita sicuramente da pochi anni, dalle linee decisamente avveniristiche e francamente non distinguibile come edificio religioso, visto che l'impianto ha abbandonato completamente le linee religiose classiche che pensi di vedere in un tempio islamico. Potrebbe tranquillamente trattarsi di un centro congressi, di una struttura commerciale o altro, non puoi distinguere neppure il minareto o la cupola, insomma un edificio che non riporta agli stereotipi ai quali siamo abituati, tuttavia interessante dal punto di vista architettonico, con tratti simili ad un altra moschea moderna che ho visto tre anni fa in Libano, che potrebbe anche essere una tipologia recente di progettazione, chissà, per fortuna la genialità artistica dell'uomo sogna continuamente linee e modelli nuovi, per stupire, per distinguersi, solamente il futuro saprà giudicare se validi artisticamente o se invece si tratta solo di porcherie da dimenticare. 

Il ponte di ferro Zhongshan

Neanche qui riusciamo ad entrare, vista l'ora, ripieghiamo quindi sul fiume, dove, attorno al ponte di ferro è già in pieno svolgimento la movida notturna della città. Certo questo è uno dei molti punti dove in ogni città si è sviluppato un centro di interesse serale, dove giovani e non solo, si ritrovano per trascorrere qualche ora di vita in comune e in questo non vedo davvero nessuna differenza tra questo e i tantissimi altri paesi del mondo dove a quest'ora si svolgono gli stessi riti, con le stesse modalità, l'unica cosa che li differenzia sono, davvero, le insegne dei negozi che pure presentano gli stessi marchi internazionali, solo che qui li trovi scritti in cinese. Potresti essere ai Murazzi di Torino o attorno ai Navigli milanesi,, allo stesso modo grandi gruppi di giovani camminano vestiti alla moda del momento chiacchierando, divertendosi e cercando un modo di passare la serata in compagnia. Il fatto è che questo non è un ponte qualunque. Siamo sul famoso ponte Zhongshan costruito nel 1907, il 33° anno del regno dell'imperatore Guangxu, della dinastia Qing, il primo mai costruito sul Fiume Giallo, il grande corso d'acqua di 5464 km, capriccioso e distruttivo con le sua terribili piene che nasce nel Qinghai come il Fiume Azzurro ed il Mekong e attraversa il paese con i suoi larghi e spettacolari meandri. 

Spaghetti fatti a mano

Tanto che lo stesso Marco Polo, scrive nel capitolo 109 de Il milione: ...E quando l’uomo si parte di questo castello e va verso ponente 20 miglie, truova un fiume ch’è chiamato Carameran, ch’è si grande che non si può passar per ponte e va inzino al mar Ozeano…. a testimoniare che mai nessuno aveva avuto l'ardire di costruire una struttura che congiungesse le sponde di questo colossale fiume, che attraversa tutta la Cina del nord e attorno al quale è nata e si è sviluppata la civiltà cinese. Solo in epoca Ming si erano fatti tentativi con ponti mobili di barche attorno alla fine del 1300, così che Marco non li poté vedere e guarda caso proprio in questa città, dato che evidentemente questo era uno dei punti giudicati più semplici per proporre un'opera di questa fatta e allo stesso tempo, questa era uno degli snodi commerciali chiave sulla via della seta. Il ponte di ferro è illuminato di piccole lampadine rosse ed è gremito di giovani che passeggiano, che scherzano e decidono come trascorrere la serata nei tanti locali all'intorno o anche solamente sfruttando le mille offerte delle bancarelle che offrono cibo di strada. Noi siamo stanchi, decidiamo di mangiarci un bel piatto dei famosi spaghetti piccanti fatti a mano e un paio di spiedini di montone, residuo della cultura islamica che vuoi o no, ancora è di casa da queste parti.

SURVIVAL KIT

In cucina

Museo provinciale del Gansu - Il più grande della provincia, con 18.000 m2 di superficie espositiva e oltre 100.000 reperti. Progettato da architetti sovietici è aperto dal 1956. Tra le particolarità contiene pezzi della cultura Dadiwan che risale a più di 10.000 anni fa. Il pezzo più celebre è il Cavallo volante di Wuwei, di epoca Han (circa 2000 anni fa), l'elegantissima scultura che raffigura un cavallo al galoppo in equilibrio su uno zoccolo che poggia su una rondine in volo, simbolo della Cina nord-occidentale e allo stesso tempo, del turismo cinese. L'altro pezzo forte è il piatto d'argento del II sec. a.C. che raffigura il dio romano Bacco. Oltre a questi, sete, canapa, ceramiche dipinte, oro, argento, tesori d'arte e una grande sezione naturalistica. Se avete tempo sarebbe da vedere.

Il fiume Giallo


Mercato serale - molluschi
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25 - A Xining

domenica 31 agosto 2025

Seta 30 - Verso Lanzhou

Parco delle 5 sorgenti - Lanzhou - Gansu - Cina - giugno 2025
 

Periferia di Lanzhou

Questo albergo in stile tibetano è una vera delizia. Il gestore, sa davvero fare il suo mestiere ed è gentilissimo oltre ad adoperarsi per occidentalizzare al massimo la colazione per i suoi ospiti stranieri, infatti ci propone delle ottime uova strapazzate col pomodoro ed un effettivo caffè americano, che per gli italiani sarà pure un insulto, ma è pur sempre caffè. Aggiungiamo il fatto che appena saputo che dobbiamo andare alla stazione dell'autobus, corre a prendere l'auto e ci porta direttamente a destinazione senza chiedere nulla, elargendoci per giunta un largo sorriso e capisci subito che la giornata comincia bene. Insomma è uno che sa fare il suo mestiere e ha capito cosa significa gestire un esercizio turistico, un valore aggiunto impagabile per una struttura, che io quindi consiglio a scatola chiusa, oltre al fatto che è davvero suggestiva, pare di abitare in un tempio. Ma in questo viaggio vorticoso il tempo è contato e quindi non perdiamo più tempo a compiacerci ma saltiamo sul nostro pullman che ci porterà in quattro orette fino a Lanzhou il capoluogo del Gansu, di nuovo una grande megalopoli coi fiocchi, quasi 4 milioni di abitanti, tanto per capirci. Anche per questo tratto non c'è ferrovia ed il pullman ci permetterà di godere meglio il paesaggio.

Calligrafo

In effetti, scavalcata una serie di colline, la strada è quasi tutta in discesa, dai 2800 m. de Monastero di Labrang ai 1500 m. circa di LanZhou, Qui siamo davvero nel cuore centrale della Cina, al punto di passaggio, dalla discesa dei grandi altipiani dell'occidente, circondati dai deserti, fino alle grandi pianure alluvionali di un paese popoloso e agricolo che si sta aprendo davanti a noi, dalla solitudine alla confusione, dai grandi spazi solitari alla folla ed al sovrappopolamento. Un cambiamento feroce e improvviso che ti sconvolge gli equilibri mentali che ormai ti eri impostato, di qui pascoli e terre incoltivabili, di là una agricoltura attenta e intensiva che non lascia libero il più piccolo spazio. Questo breve tratto di terra di mezzo ti fa apprezzare il passaggio rapido tra questi due mondi in poche ore di viaggio, anche se il paesaggio non è così bello e straniante come quello di ieri. Il versante che va a nord est, perda gradatamente quota senza strappi troppo forti. I paesi diventano più frequenti, quelli in alto ancora  ricchi di case che presentano le grandi vetrate raccogli calore dello stile tibetano con qualche stupa dalla cima dorata sulle asperità più lontane, poi man mano che si scende, le case sono sempre più raccolte e al centro dell'abitato spicca sempre il dito puntato verso il cielo di un piccolo minareto sovrastato da  una mezzaluna, segno che ormai stai abbandonando la terra di Budda per passare a quella di Maometto, 

Ingresso del parco

Anche quando passi in mezzo alle cittadine, nei negozi non vedi più le insegne scritte in tibetano, ma solamente la grafia dei caratteri cinesi. Abbiamo ormai traversato tutta questa parte del paese dove il contrasto tra queste due etnie è stato storicamente molto forte e spesso sanguinoso, per ottenere la supremazia anche culturale sugli spazi vastissimi del centro dell'Asia, contrasto poi sopito dall'arrivo degli Han, che sono riusciti a zittirle, tanto che nell'ultimo secolo entrambe si sono rivoltate proprio contro questo potere centrale, creando problemi molto forti, con una continua e pressante richiesta di indipendenza non solamente formale. Inutile nasconderlo ma questo è uno dei grattacapi più grossi della Cina del futuro, che nell'ultimo decennio, sembra, con le maniere forti, essere riuscita ad avere un controllo decisamente più definito sulla questione a dispetto delle rimostranze internazionali, ribadendo, senza mostrare di avere alcuna intenzione di discutere l'argomento, che si tratta solo di questioni interne che non hanno la possibilità di essere discusse. Una sorta di pensate ai fatti vostri che a questi ci pensiamo noi. 

Bracere

La mia sensazione, per lo meno di quello che ho visto in questo viaggio, è che tra i due fronti la questione tibetana si sia alquanto ammorbidita, almeno al di fuori del Tibet stesso, mentre su Hui e Uiguri, la pressione sia ancora piuttosto forte e il tentativo di cancellare con le misure forti ogni possibilità di far rinascere un problema che il governo vorrebbe fosse considerato un rigurgito storico ormai sopito e niente di più. Sempre disposti a mettere in campo misure estreme se servisse naturalmente. Come dire, se si mette la testa a posto, come diciamo noi, si può considerare sempre la possibilità della auspicata armonia tra le genti, pur diverse, ma unite sotto il grande cappello della benevolenza Han. Va beh, prendetela come volete, il problema comunque non è così semplice da comprendere e trinciare giudizi a casa d'altri, sembra sempre semplice, ma nella maggior parte dei casi non lo è e si rischia di prendere delle solenni cantonate. Cosa sia meglio per la gente, anche magari contro il loro sentire, e qui si aprirebbe una diatriba interminabile, poi è ancora più difficile da capire, quindi seguiamo la strada che è meglio e godiamoci il paesaggio un po' più popoloso di quelli a cui ci eravamo ormai abituati. 


Il fiume Giallo

La Città invece appare subito enorme e viene annunciata dalle consuete selve di grattacieli tutti uguali ai quali abbiamo ormai fatto l'occhio anche altrove. Costeggiamo per un bel tratto il Fiume giallo il secondo della Cina, quello attorno al quale è nata questa civiltà trimillenaria. Un fiume enorme e capriccioso, capace di piene devastanti che deve il suo nome al fango che porta continuamente con sé attraversando vorticoso i territori dell'ovest cinese, ricchi di polvere e terre gialle, i famosi loess. Ma ne parleremo successivamente, quando questa sera andremo a vedere la movida che si svolge proprio sulle sue sponde. Adesso gettiamo velocemente i bagagli in albergo e andiamo di filato a vedere il grande parco delle cinque sorgenti, che occupa tutta la costa della montagna di Gaolan posta ad un lato della città nell'arco che il fiume ha formato in milioni di anni. Il parco è uno dei polmoni cittadini e Dio sa quanto la città nel suo recente passato ne avesse bisogno, visto che era tra gli ultimi posti nella classifica della qualità dell'aria. Anche se al momento la situazione sembra essere drasticamente cambiata, l'area verde rimane un bellissimo sfogo che gli abitanti della città visitano in massa per godere della sua frescura. 

Tempietto

I templi buddisti sparsi sul costone sono molti e come al solito molto belli e coloratissimi oltre che molto antichi visto che questo  parco è costruito ed attrezzato allo scopo da quasi 2000 anni, uno dei più antichi storicamente accertati al mondo. Naturalmente la sua nascita è ammantata dalla leggenda che racconta del generale Huo Qubing, arrivato qui da Chang'an (l'odierna Xi'an) attorno all'anno zero appunto, inviato dall'imperatore, per una spedizione punitiva contro la popolazione locale che tanto per cambiare, non voleva pagare le tasse, si trovò a dover sopportare le lamentele della soldataglia che non trovava acqua per le necessità dell'esercito. Decisamente infuriato, pare che cominciasse a scudisciare la terra circostante della collina, con la sua frusta che maneggiava con inconsueta abilità e con cinque colpi ben assestati, fece sgorgare l'abbondante acqua da cinque sorgenti che ancora oggi irrorano copiosamente il monte. Leggenda come si può capire credibilissima. Noi, volenterosamente ci inerpichiamo su per le solite scale che conducono da uno dei templi all'altro, in generale piccoli e nascosti nel verde a corona appunto delle cinque sorgenti. 

Quartieri nuovi

Le costruzioni sono spesso minuscole e appartate, per questo raccolte in un aria un po' misterica e con un particolare sapore di antico che le statue e gli ambienti i cui colori sono un poco più spenti del solito, a causa del tempo, rendono ancora più coinvolgenti. In uno dei tempietti tutte le statue sono completamente nere, magre e misteriose, in altri torna lo splendore dell'oro. Continuiamo a salire lungo la collina tra gli archi verdi che le cime degli alberi hanno creato negli anni. Poi troviamo la teleferica che porta fin sulla cima del monte, che è sempre un bel salto, visto che dura una ventina di minuti. Dall'alto, dai corridoi e dalle passerelle dell'ultimo tempio un poco più recente degli altri, puoi goderti la visione completa di tutta la città e dei suoi grattacieli che si affollano attorno al fiume che scorre con una larga curva verso oriente. Ci sono i quartieri del centro dove i palazzi si affollano fitti e attraversati dai grandi corsi di scorrimento, altri più periferici, dove si allungano colate di cemento infinite, una serie di torri tutte uguali e che a guardar bene appaiono desolatamente vuote. Uno dei simboli della Cina moderna e dello scoppio di una colossale bolla immobiliare non ancora arrivata al suo termine. Scendiamo con calma anche se sta per arrivare la sera.

Salendo

SURVIVAL KIT

La teleferica

Da Xiahe a Lanzhou - Bus 8:30 - 12:30 - Circa 4 h - 10 € - Non c'è treno.

Hotel IKE - 180 Minzhu west road. Chenggguan district. Lanzhou - Comodo per la stazione. Standard normale, molto pulito, personale gentilissimo, camere molto piccole rispetto al solito, letti queen. AC, TV grande, dotazioni buone. Camera doppia sui 200 Y con colazione inclusa al ristorante a fianco.

Città di LanZhou - (兰州 - Il posto delle orchidee) - Capitale del Gansu, fondata oltre 2500 anni fa ebbe sempre una posizione strategica sulla Via della seta al termine del corridoio di Hexi, per essere punto di attraversamento del Fiume Giallo. Da vedere in città diversi musei interessanti, tra questi il Museo regionale del Gansu, che ospita il Famoso Cavallo volante, scultura iconica e molto nota, poi il Parco delle 5 primavere (o 五泉山公园- parco del monte delle 5 sorgenti) sul fianco del monte Gaolan lungo il fiume, di quasi 30 ha, in cui ci sono molti templi e una teleferica che porta in cima, con bel panorama della città (fino a 2100 m. 80 Y, andata e ritorno); il Ponte Zhongshan, il primo permanente sul fiume giallo; la grande moschea di Xiguan e un grande orto botanico. La città era una delle più problematiche in Cina per la qualità dell'aria, problema dovuto sia alle industrie locali, che al traffico elevato, che alle ricorrenti tempeste di sabbia e loess che la affliggono in primavera. Dopo una ventina di anni di forti interventi, aziende chiuse ed elettrificazione pesante del traffico, la situazione sembra piuttosto migliorata. Per non farsi mancare niente la città è soggetta a frequenti e devastanti terremoti. A 80 km fuori città ci sono le famosissime grotte buddiste di Binglin, da non perdere.

Quartieri periferici

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25 - A Xining

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 125 (a seconda dei calcoli) su 250!