sabato 26 novembre 2022

São Tomé 24 - Praia Bateria

Sao Tomé - Ilheu das rolas - Praia Cafè


Praia Cafè

 Intanto la praia Café si è improvvisamente popolata. E' arrivata una coppia piuttosto giovane che si manifesta essere composta da un alto atesino con forte accento austriaco ed una bionda non meglio identificata, visto che lui le parla in inglese e lei non profferisce parola. Scambiamo qualche obbligatorio convenevole, visto che transitano nella nostra stessa direzione, ma non sembra voler comunicare più di tanto, infatti dopo essersi bagnati tra le onde si appartano all'altro lato della spiaggia dove, poco dopo arrivano viveri e materiali di consumo anche per loro. Tuttavia risultano essere stati comunque utili, dato che il tizio mi ha detto che arrivano da Praia Bateria, una delle più belle che gli sia mai capitato di vedere. Beh non sia mai che ce la perdiamo! Infatti ingurgitato l'ottimo pesce grigliato, ci avviamo nel bosco, Didi in testa a fare strada, ma il sentiero è uno solo, lungo il mare e quindi è molto difficile perdersi. La spiaggia si trova sulla costa ovest a circa un quarto del periplo dell'isola e in poco più di una mezz'oretta arriviamo alla deviazione che punta diritta al mare. Qui la costa è un po' più alta e la colata lavica ha formato una specie di zoccolo di una decina di metri sulla costa e gli alberi arrivano fino al bordo estremo quasi volessero cadere tra le onde che sotto, ruggiscono tentando di sbriciolarlo con la loro furia. Il sentiero termina in una piccola radura che circonda una rientranza della costa, una sorta di fiordo minuscolo e stretto, le cui alte pareti impediscono di scorgere il fondo. Arriviamo fin sul bordo, dove la roccia nera, perde il manto erboso e si lascia sprofondare verso il basso, lasciando comparire una deliziosa spiaggetta incuneata tra i due fianchi della rientranza che il mare bacia in un continuo, sensuale e dolce andirivieni spumeggiante, inscurendo l'oro puro della sabbia che si rischiara non appena l'onda voluttuosa si ritira. 

Praia Bateria

Non faccio a tempo a buttare l'occhio verso il basso per godermi tutta questa bellezza, quando su arrivano di colpo gridolini strozzati e due figure completamente nude corrono spaurite a nascondersi nella rientranza della roccia nascosta alla mia vista. Infatti il fondo della gola cela una grotta, piuttosto profonda dove i due si sono rintanati di corsa. Cerchiamo di non mostrarci troppo invasivi, rimanendo a una certa distanza dal  punto di accesso, costituito da una scaletta di legno piuttosto provvisoria e malferma che permette di scendere fino al mare. Dopo un po' i due, debitamente rivestiti, riemergono dal riparo dove avevano lasciato le loro cose, evidentemente ritenendo impossibile che qualcun altro arrivasse fin lì a turbare il loro ricongiungimento alla natura. Si tratta di una coppia giovane, lui spagnolo, lei colombiana che stanno percorrendo questo tratto di Africa in solitudine. Si chiacchiera un po' e la ragazza sponsorizza ampiamente anche la sua terra, sottolineando che non si tratta solamente di malavita e cocaina. Di certo ne sono convinto anche io e anche quella sarebbe una meta dei miei desideri, chissà se mai ci si potrà andare. Didi fornisce loro  indicazioni per proseguire la passeggiata fino a praia Juana, l'altra spiaggia sulla costa sud che necessita di un'altra mezz'oretta di cammino e i due se ne vanno perdendosi nella foresta. Scendiamo fino a mettere i piedi nella sabbia ruvida e a sentire la fresca carezza dell'acqua. Il luogo è davvero mirabile nella sua appartata e minuscola perfezione. Una sorta di camera con vista sull'oceano del sogno, di un pianeta sconosciuto, di una galassia lontana lontana, come direbbe Lukas. 

Il Cao Grande dal mare

Quando ce ne torniamo indietro  il tappeto spesso di foglie cadute, mostra solamente il suo dorso grigio, scricchiolando sotto i nostri piedi. Ripassiamo da praia Cafè dove al tavolo adesso è seduta una famigliola di locali e ci dirigiamo verso il paesetto che compare subito dopo l'ultimo promontorio. Anche vicino al porticciolo l'acqua rimane color smeraldo intenso e possiamo tranquillamente sederci sulla riva a guardare lo svolgersi della vita di un caldo pomeriggio, pieno di bambini che ruzzano sulla riva senza saziarsi mai di rivoltarsi nell'acqua prima e nella sabbia poi. Intanto arriva una barchetta piena di gente e masserizie, Giunge da Porto Alegre con una decina di persone, studenti che hanno finito la scuola per oggi e qualche tipo muscoloso. Appena scesi, i due barcaioli, gravano ognuno dei passeggeri di un pacco di merce. Una sorta di corvée obbligatoria compresa nel biglietto evidentemente, chi prende un fardello di Coca, chi sei bottiglie di PET di acqua Bom Suceso, chi due sacchi di cemento; i ragazzi vengono gravati di pesi minori, ma ognuno fa il suo dovere, alla fine i barcaioli si sobbarcano le casse di birra più pesanti e tutte le cose trasportate prendono la via dell'interno del paese. Intanto che il nostro barcaiolo prepara la sua lancia tirando su l'ancora, una grossa pietra legata con una fune di fibra di cocco, Didi mi prega di ottemperare ad una consuetudine alla quale i visitatori dell'isola non si sottraggono. Vicino alla prima casa del paese, posta su un rialzo, c'è una cassetta con una fessura, dove inserire una offerta a vantaggio dello sviluppo del paese. Ovviamente non mi sottraggo neanche io e ficco 50 dobra nella fessura, cifra evidentemente gradita, visto che il supposto sindaco viene a ringraziarmi personalmente. Poi la barca viene a riva e con mossa lesta saltiamo a bordo. Un'altra mezz'ora di balzi sulle onde e poi il golfo di Porto Alegre si apre davanti a noi. Sullo sfondo lontano dalla costa, ma ancora ben visibile, la sagoma certa del Pico Cão Grande si intravede tra le nubi sfrangiate. 

Tomàs

Espletati i pagamenti, Didi ci lascia sorridendo. Lui, il suo futuro, lo vede qui, non ha nessun desiderio di andarsene, è perfettamente conscio della bellezza diffusa da queste parti e spera soltanto che arrivi più gente per potergliela mostrare. Adesso c'è il tempo per farsi un giro nel paese, lungo la strada principale che, anche se c'è stato sole tutto il giorno, rimane piuttosto fangosa. La via è tutto un seguito di negozietti, bottegucce affacciate da una parete laterale in cui è stato aperta una finestra con un bancone e nelle quali all'interno scorgi frutta, verdura oppure quell'insieme di alimentari confezionati di certo in arrivo dal continente, pasta, biscotti, saponi e tante altre cose di ogni genere, come accadeva nei nostri paesi in quei negozi tuttofare da cui si andava per qualunque bisogno. Non mancano i veditori di bibite e vino di palma, che hanno l'aspetto di minuscoli bar con gli avventori che stazionano alla porta. Ci sono anche un paio di saloni di bellezza, perché sappiamo bene che in Africa la cura del corpo e soprattutto delle acconciature è importante. In un angolo su un banco una signora dall'aria seria vende bottiglie riempite artigianalmente di quello che sembra carburante multiuso. Da qui il posto più vicino per fare benzina è a qualche ora di distanza! La strada comunque è anche piena di maiali e galline, quindi di certo da mangiare non manca e la gente, tutta bene in carne, saluta cordialmente al passaggio. La ragazza della pescheria mostra orgogliosa i pesci che le hanno appena portato da vendere, tra questi troneggia una grossa murena punteggiata che lei ci mostra ridendo. Andiamo a prenderci la macchina che avevamo lasciato dietro al bar del porto. Non ci sono più i tapiri guardiani, così risparmiamo quantomeno una ulteriore mancia. 

Maria

Ce ne torniamo all'albergo ripercorrendo la nostra pista fangosa, finendo in buche di cui non indovini la profondità, ma evitando di spruzzare quanti al passaggio, tornano verso casa bilanciando sulla testa caschi di banane o secchi di prodotti della foresta, che in ogni caso si fanno da parte per evitarlo. Rimane giusto un'ora abbondante per riposare sulla spiaggia a godersi il tramonto. Aveva ragione il ragazzo stamane, oggi non è piovuto in tutto il giorno ed è stato piuttosto caldo. Andiamo a dormire presto, in fondo non sembra, ma la giornata è stata abbastanza faticosa, fare il turista stanca, è un lavoro a tutti gli effetti. Così quando verso le dieci sentiamo un tramestio alla porta seguito da un leggero bussare, salto giù dal letto già di cattivo umore e mal disposto alla trattativa. Pare sia arrivata una tartaruga e i giovanotti sono lì per trarne il giusto profitto. Il fatto è che la pretesa per essere condotti sulla spiaggia seguendo le loro lampade rosse, unico colore ammesso per non turbare i giganteschi ma simpatici rettili ovidepositori, è di 15 eurini a testa. La tariffa pretesa mi sembra assolutamente sproporzionata, praticamente in due quasi uno stipendio mensile dell'isola, per cui di malavoglia comincio una trattativa che però si scontra con un assoluto e irragionevole rifiuto a qualsivoglia tipo di sconto anche solo di buona volontà. Alla fine non voglio dargliela vinta, visto che in altre parti del mondo, con costi della vita molto superiori, la prebenda non ha mai superato i 5 € e così li caccio via con le pive nel sacco. Se ne vanno dunque senza colpo ferire dalle loro tartarughe che questa notte deporranno senza spettatori. Dormiamo va, che domani è un'altra giorno.

Albero Okà


SURVIVAL KIT

Porto Alegre

Tartarughe - Le praias Jalé e Inhame sono uno dei punti di ovideposizione per diversi tipi di tartarughe marine di grosse dimensioni, oltre un metro di diametro, che vengono qui  di notte a deporre le uova nei mesi di settembre-novembre. Sul posto c'è un centro per la tutela di questi animali che offre la possibilità di vedere questi spettacolari animali all'opera. Il servizio viene offerto nel caso alloggiate in uno dei vari alberghetti della zona; in questo caso, se una tartaruga arriva, generalmente dopo le 21, verrete chiamati per andare sulla spiaggia al seguito degli incaricati, dato che non si possono disturbare gli animali ed è obbligatorio utilizzare torce con luce rossa. Per questo vengono richiesti 15 € a persona, cifra che mi sembra esagerata. ma non è trattabile. Se non avete mai visto questo spettacolo indimenticabile in altre parti del mondo, conviene approfittarne comunque dato che si vive una volta sola.

Marta


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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Impression...tout me semble triste et pauvrissime sur cette île .Complétement différent des pays africains sur le continent .
Impression ou réalité ?
Jac.

Enrico Bo ha detto...

Surement très pauvre, mais pas trop triste, en général n'y a pas de problèmes pour manger, la foret et la mèr donnent tout le necessaire pour vivre, en plus il n'y a pas dans la politique des troublements ou des violences, neammoins des contrastes religeux. Donc la vie est, selon ma impresion, sufficentement tranquille et serène

Enrico Bo ha detto...

J'ai parlé trop vite. Hier il y a été un tentatif de coup d'état.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 112 (a seconda dei calcoli) su 250!