Visualizzazione post con etichetta crisi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crisi. Mostra tutti i post

domenica 20 febbraio 2022

Annus horribilis

dal web


 Eccolallà, le olimpiadi adesso sono finite, si può ricominciare a sparare come se non ci fosse un domani. Putin fa evacuare un po' di profughi, forse spera che qualche cannonata ne centri uno con donne e bambini per avere la scusa buona, oppure lo faranno gli altri con lo stesso motivo, ricordatevi che in quei posti, il più bravo ha mangiato la mamma. D'altra parte ricordate che hanno già abbattuto un aereo civile con gli stessi scopi e non si sa chi. E noi, intanto, siamo alle prese con un annus horribilis alle porte. Problemi esterni, inflazione che va su senza freni, i prezzi delle commodities alimentari ed energetiche che dobbiamo importare crescono senza speranza di discesa, con i partiti, sempre di più molteplici nullità, che si accapigliano come i polli di Renzo, solo per posizionarsi in vista delle varie votazioni. Mi dispiace davvero essere diventato così populista e antipolitico, ma con soggetti del genere come si fa a non esserlo. In un anno come questo, dove tutti dovrebbero solamente spingere il carro nella stessa direzione, tanto è difficile mantenerlo diritto e farlo arrivare alla meta, tutti, invece di aiutare il cocchiere, che hanno accettato di comune accordo ed a parole osannato, cercano di farlo deragliare in ogni modo. Davvero un comportamento suicida e schifoso a vedersi. L'opposizione almeno fa il suo mestiere, anche se godere nel cercare di far andare male le cose solo per accaparrarsi voti è moralmente indecente, ma è un poco più comprensibile, però minare ogni decisione dal di dentro, per me è cosa assolutamente insopportabile. 

Certo si può votare contro i 1000 euro di contanti e ritornare a 2000 come prima. In fondo è una cosa di poco importanza in sé, ma è il messaggio quello che conta: Noi siamo il partito che protegge gli evasori, state tranquilli, votate noi e avremo sempre un occhio di riguardo verso chi evade le tasse, ci sarà sempre una scusa per proteggere i ladri, tranquilli, ed è così che si va su nei sondaggi, chi è che ama pagare le tasse! Già, inoltre ci saranno quelle inutili, anzi dannose porcherie di referendum a disturbare il lavoro da portare a termine, no, bisogna anche mettere inciampi e fare sgambetti ad ogni decisione che cerca di portare a casa i soldi europei e cercare di non far avvitare il paese in uno scivolo verso l'abisso. Draghi non può neanche mandarli tutti affancxxx, anche se di certo lo vorrebbe e lo meriterebbero. E' un servitore serio dello stato e fa quello che per cui è stato messo lì, potrà anche sbagliare ma intanto è l'unico che cerca di fare. Poi alla fine tutti si chiederanno come mai la gente non va più a votare, certo sbagliano, ma porca miseria, come fai a resistere di fronte a tanta pochezza, incapacità dei supposti onesti, perfidia dei mestieranti, miserabilità degli infingardi, inanità dei parolai, accidia dei calcolatori di voti, disinteresse di tutti per le necessità del paese. E anche tutti i lobbisti di parte, che chiocciano solamente per spillare quattrini per le loro spesso solo supposte disgrazie in un assalto alla diligenza che chiede solo soldi, soldi, soldi come dice Mahmood, l'unico profeta riconoscibile di questo tempo di metaverso. 

Il tutto senza pensare che lo stato non è un ente superiore che i soldi li prende da un grande mucchio che sta alle sue spalle e le ditribuisce magnanimo a chi decide o che lo convince di essere meritevole o bisognoso in quel momento. No, i soldi, lo stato, se li dà a qualcuno, li DEVE prendere a qualcun altro, ma nessuno vuol capire evidentemente che bisogna identificarlo quel qualcun altro. Però tutti vogliono essere nel gruppo di chi li prende e nessun lobbista vuole essere in questo secondo gruppo, mentre la gente sotto il palco che grida bravo, bene, bis, nenche lo capisce questo e pensa che i soldi vengano giù da una cornucopia sempre piena che vomita monete d'oro e basta mettersi lì a raccoglierle. Ricordatevi che se si dà un euro a qualcuno, bisogna nello stesso momento dire a chi lo si prende, chiaro? E' una persona fisica, che si deve convincere a darlo, se no, non funziona niente. Preparatevi ad un anno difficilissimo, sempre che non scoppi un conflitto di grandi proporzione, di fronte al quale tutto il resto è una stupidaggine. Ma anche in caso di solo mantenimento di una tensione alta, sarà un gran problema tenere la barra dritta ed arrivare in un porto sicuro. E' finito il periodo dei pasti gratis, qualcuno deve cominciare a pagare, bisogna decidere senza infingimenti, chi e come, per andare avanti. E se pensate: so ben io dove andare a prendere i soldi che servono, a questi , a quelli, gli sprechi, i ladri (gli altri), a tutti meno che a me che ne ho già dati tanti, vuol proprio dire che non avete capito niente. Poi se siete convinti che i partiti si disperino perché la gente non va a votare, non avete capito niente di nuovo. Si disperano solo se votano altri invece di loro. Per il resto,basta che vadano a votare 1000 persone, il giorno dopo ci sarà quelche commento compunto e poi chi se ne frega, dopo due giorni tutto dimenticato tanto l'elezione vale lo stesso.


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

sabato 30 novembre 2013

Analisi politica delle urine.

Non ne posso più di politica chiacchierata e non ho proprio voglia di parlare di questo fastidioso argomento, troppo escrementizio davvero. Solo viaggi, cibo e filosofia, meglio se orientale. Quindi siccome sono soprattutto coerente, in questo sabato mattina in cui comincia a cadere una neve sporca da città, quella che inzacchera di schizzi di auto e bagna i piedi, voglio proprio fare un esame dettagliato della situazione generale politica italiana. Vorrei analizzare i gesti degli ultimi giorni dei vari attori in campo, cercando di capire quali sono le vere ragioni che li hanno provocati e gli scenari possibili, naturalmente secondo il mio punto di vista parziale e dilettantesco. Partiamo da Grillo che mi sembra il più semplice. L'arruffapopolo e il suo burattinaio, avendo esclusivamente un fine di caos eversivo, ritengono scampato, almeno sul breve periodo, il pericolo che i propri elettori occasionali, quelli stanchi della vecchia politica di ogni parte, ritornino nelle loro case di appartenenza, dopo aver fatto la prova ed aver visto che il loro voto, carpito grazie alle tristi prove che stanno dando i partiti tradizionali sempre più divisi, litigiosi e inconcludenti, era stato inutilizzato. Spingono pertanto sulla leva classica del populismo d'accatto, sfruttando tutti i temi più facili, tutti ladri, siamo al disastro, la gente è alla fame e si suicida, gli immigrati portano via il lavoro, che non c'è e non ci sarà più, la crisi aumenterà ancora e sbandiereranno sempre di più il tema dell'Europa dei cattivi gnomi, tema vincente nei momenti di crisi, che dà ampio spazio ai partiti isolazionisti e filonazisti di tutto il continente. 

Ovviamente spinge al massimo per monetizzare il trend del momento auspicandosi un voto il più vicino possibile, senza cambio di legge elettorale che potrebbe tener viva la speranza di diventare primo partito e incassare il premio di maggioranza. La Lega ormai quasi sparita in forza dei continui scandali che emergono dove governa e anche a causa del fatto che è ormai scavalcata dagli estremismi grillini e di estrema destra sui suoi temi classici e antieuro, rimane attendista, sperando eventualmente di collegarsi poi alle formazioni di destra per formare un pacchetto sempre in vista del premio di maggioranza e grassare qualche poltroncina. I Centrini vari si sono ormai dissolti. Monti ha capito che all'Italia la gente seria non interessa e si disinteresserà sempre di più della politica che, come concetto non gli appartiene e tutti gli altri sono all'affannosa ricerca di un riposizionamento che tenti di prevedere gli umori dell'elettorato per farsi garantire qualche posticino sicuro da sottogoverno qua e là. Come la Lega non sono in realtà interessati ad una caduta del governo che li vede in un momento di particolare debolezza e poca attrattività. Il caso più interessante invece, è quello del centrodestra, condizionato completamente dalle sorti del Cavaliere. Siccome l'uomo è tutto fuorché sprovveduto, la sua analisi della situazione ha dovuto tenere conto forzatamente dei fatti. La sua situazione giuridica è ineluttabile. 

Uno alla volta tutti i nodi arriveranno al pettine  e avendo afferrato benissimo che non c'è alcuna possibilità di salvezza, salvacondotto o perdono, esclusa la fuga ad Hammamet che non appartiene all'orgoglio del personaggio, se non forse in caso davvero estremo, sente il tintinnio lugubre dell manette sempre più vicino. Una possibile anche se non facile soluzione per lui positiva, potrebbe averlo convinto ad una interessante anche se barocca mossa del cavallo. Si potrebbe salvare solo forse vincendo nuove elezioni, ma questo risultato non è facile da ottenere. Il suo avversario più pericoloso è Renzi che potrebbe razzolare voti nel centro moderato, nei giovani, in vasta parte dei votanti disgustati dal vecchio che erano in fuga da Grillo, mentre con tutti gli altri avrebbe vita decisamente più facile. Uno degli avversari più pericolosi di Renzi però sono i tempi lunghi, in cui la sua spinta propulsiva inevitabilmente perderebbe di vigore e carisma. La gente si stanca e ti dimentica in fretta. Allora l'idea potrebbe essere stata questa. Usare Alfano, disponibile a fare ogni cosa da buon figlio fedele, dividendo il partito in una parte che mantenga in piedi il governo fino a quando questo sarà necessario, avendo quindi ben salda in mano la decisione del momento in cui staccare la spina e scegliere il momento  più adatto per il voto. 

Presumibilmente in tardo autunno o al massimo la primavera successiva (anche se oggi sembra un po' tardi). Renzi nel frattempo, dovrebbe essere sufficientemente logorato dai suoi stessi alleati e non avendo avuto la possibilità di fare nulla di concreto; la gente penserà che ha sbagliato ancora una volta a ritenere di aver trovato il cavallo giusto per cambiare le cose. Contemporaneamente avrebbe molti mesi a disposizione per picconare pesantemente un governo che, forzatamente debolissimo, non potrà fare molto, la crisi continuerà a stagnare aumentando lo scontento e si potrà cavalcare l'antieuropeismo più becero, buttandogli tutte le colpe addosso e il sempre utilissimo e sensibile tema delle tasse. Questo potrebbe riportare a casa molti voti di indecisi, dei fuoriusciti tentati da Grillo e quelli di tutti gli estremismi di destra. Allo stesso tempo il partitello fasullo di Alfano in coalizione porterà a casa i voti dei sostenitori della stabilità, dei moderati di destra che ritengono comunque finita l'era berlusconiana e comunque le anime democristiane che non sopportano i temi della sinistra classica, confermando un fatto sempre accaduto, che un partito che si scinde in due porta sempre a casa più voti di uno solo unito. In ogni caso stare per qualche mese in una comodissima opposizione segnalando tutto quello che non va (e c'è solo l'imbarazzo della scelta), avrebbe anche un altro vantaggio. 

Un conto è arrestare un membro dei partiti di governo, altro è mettere in catene materialmente il capo assoluto dell'opposizione, un evento che potrebbe davvero essere presentato come un colpo di mano sudamericano, un martirio che in ogni caso porterebbe un'altra valanga di voti, oltre che una forte impressione negativa internazionale. Tutto questo sempre che riesca a tenere a freno le pitonesse varie, utili comunque a tenere sotto controllo le fedelissime che si farebbero martirizzare pur di un invito a cena  a palazzo. E veniamo al povero PD. Alla sua sinistra si vede ormai un disfacimento sfilacciato che ha portato via le frange più estremiste grillizzate, verso formazioni che gli hanno tolto quasi tutti i temi di lotta. Il partito invece mostra l'assoluta debolezza di un matrimonio fallito ancor prima di nascere, tra l'anima democristiana progressista e la sinistra moderata classica. Quasi nessuna identità di vedute che unisce la continua litigiosità alle imboscate ed ai tradimenti della politica più classica e becera. Proprio quella ormai più invisa alla gente e che li fa fuggire o nell'astensionismo o nel populismo delle sirene. Civati non ha nessuna possibilità e in ogni caso porterebbe a casa un mazzetto infimo di voti. Cuperlo manca di ogni carisma e nelle condizioni di forte crisi il popolo bue segue sempre e solo l'idea dell'Uomo al comando e porterebbe il PD ad una onorevole e consueta sconfitta già decretata a tavolino. Renzi si trova a giocare una partita difficilissima, in condizioni di estrema debolezza. Ovviamente è in condizioni di vincere nel partito in cui però sarà un'anatra zoppa sottoposto ad un continuo logorio interno. 

Tutto l'enorme vantaggio che avrebbe avuto se avesse potuto presentarsi alle scorse elezioni, che sarebbero state probabilmente vinte con una maggioranza sufficiente per governare il paese, con la possibilità di cambiare davvero le cose (naturalmente non si sa se in meglio, ma in ogni caso ci sarebbe stata una sterzata violenta invece dell'agonia infinita) si sta a poco a poco esaurendo e il tempo lavora inesorabilmente contro di lui. Avrebbe interesse ad andare a elezioni in primavera, ma si dovrebbe assorbire lo svantaggio elettorale di averle provocate (cosa su cui punta il Cavaliere avvoltoio) con l'ulteriore penalità di non riuscire a far passare una legge elettorale favorevole. Mi sembra dunque che la situazione generale sia molto delicata e suscettibile di soluzioni finali molto diversificate alla più piccola variazione degli eventi, un sistema di sliding doors davvero passibile di un gran numero di finali. In tutto questo scenario appare assolutamente ovvio che a nessuno di tutti gli attori in campo interessa minimamente dare una risposta concreta ai bisogni della gente o proporre soluzioni politiche per risollevare il paese. Questo in generale, è comunque un atteggiamento normale per i politici, ci vorrebbero degli statisti seri al loro posto. Non se ne vedono naturalmente, ma se anche ci fossero, difficilmente potrebbero prendere qualcosa in più dello zero virgola qualcosa dei voti disponibili. Il popolo è fatto così, gli basta maledire, lamentarsi e gridare evviva, la serietà è cosa di un altro mondo, non gli interessa e non ha mai pagato. Sempre meglio mangiarsi un bombolone alla crema e lamentarsi della glicemia e dell'analisi delle urine.


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

giovedì 11 luglio 2013

La presa senza assedio e le spine senza rose.


Testoline di alieni invasori - dal web.


E' cosa nota che. mandare a casa di qualcuno muratori e/o parimenti, elettricisti o idraulici, equivale a lanciargli una macumba irreversibile, mortale, non parliamo di fattura perché lì poi si va in un altro settore, assai più delicato. Se poi uno, l'infausta decisione la prende motu proprio, allora è un po' volersela e non ci sono scuse. E' un po' come quel tizio di cui hanno parlato i giornali in questi giorni, che è andato in Svizzera per sottoporsi con successo e soddisfazione ad eutanasia, salvo poi il fatto che non era per nulla malato, se non di ipocondria. Eppure succede. Così, esasperato e depresso dal fatto che, in casa mia, non si contava più il numero delle prese penzolanti dal muro coi fili scoperti o da quelle inutilizzabili perché fuse completamente, alcune ancora con la spina dentro; stando al fatto di dovere continuamente inciampare in fili volanti e groppi di ciabatte, prese triple, spine di ogni tipo e continui black out nel più bello della compilazione del post quotidiano, ho preso il cuore (= portafoglio) in mano, mi sono fatto coraggio e la scorsa settimana, ho telefonato all'Elettricista, una divinità assoluta della Trimurti suddetta. In un periodo di totale e devastante crisi economica in cui fiumi di lacrime hanno formato un alveo per le vie cittadine a causa della mancanza di lavoro e dal blocco totale delle attività edilizie, ritenevo di avere in mano la situazione dalla parte del manico e di poter avere una forza contrattuale notevole. 

Naturalmente invece, scopro che i professionisti a cui mi sono rivolto, sono oberatissimi di lavoro, da ogni dove, ma che, in via eccezionale, proprio perché è lei dottore, veniamo domani mattina e vedremo quello che c'è da fare. Puntuali come le tasse, il mattino dopo arriva la truppa al completo con l'ufficiale al comando (non per niente si chiama Napoleone) ad esaminare il campo di battaglia. Il verdetto è impietoso. Qua è un disastro, meglio metterci le mani seriamente e rifare da zero tutto l'impianto. Inutile il tentativo di capire di che morte si dovrà morire. Uh, mani nei capelli, vedremo, vedremo, dottore, si fidi di me. A questo punto, complice il caldo torrido che ottunde la mente, cedi le armi, l'arrivo di Dessaix a Marengo ha deciso la battaglia, non si può combattere, mi arrendo, fate di me quello che dovete fare. Partono come formichine operose e comincia la devastazione della casa. Come è ovvio, tutti i punti critici, le prese chiave e così via, sono situate nei punti più impensati e nascosti, dietro mobili che pesano tonnellate, occultate da librerie così cariche di libri da spaventare Umberto Eco, sotto lavandini ricoperti di muffe e perdite che richiamerebbero quasi obbligatoriamente l'altro esercito, quello vituperatissimo degli idraulici. 

Ahi! Alessandria mia, terra di passaggio degli eserciti, devastatori di messi opime e stupratori di fanciulle in fiore! Pure negletta stai ad attendere la tua triste fine. Mi sono ritirato quindi in cucina ad aspettare la disfatta finale, senza battere ciglio, come il contadino che osserva impotente, dal ciglio dell'argine, la soldataglia nemica che devasta il suo campo ubertoso, per anni amorevolmente coltivato. Elettricisti, muratori ed idraulici sono truppe assolutamente nemiche tra di loro che invariabilmente, quando sono sul campo e scoprono a poco a poco le malefatte compiute dal passaggio dell'esercito precedente, allargano disperati le braccia al grido di "ma chi è quel maiale che ha fatto 'sto lavoro!". Gli uni accusano gli altri, tanto è vero che quando devono fare operazioni in comune, pretendono sempre di essere gli ultimi ad intervenire, non tanto per una logicità operativa, ma al solo scopo di parlar male di chi li ha preceduti. Comunque i lavori continuano. Per quattro giorni consecutivi è tutto un andirivieni di uomini e mezzi. Camionate di fili, cavi e bandelle. E' tutto un tric trac di forbici che trinciano, che sminuzzano, che scoprono rame, che scartano plastica. E' tutto un chiamarsi da una stanza all'altra, tira il giallo, allunga il marrone, accorcia il verde, non trovo il bianco, ma la terra dov'è? ma chi ha fatto 'sta  porcheria! 

I pavimenti cominciano a ricoprirsi di uno spesso tappeto di spezzoni di filo, pezzi di plastica colorata, frammenti di prese vecchie inesorabilmente frantumate e passate a miglior vita, calcinacci, schizzi di scagliola, scatole slabbrate. Tra l'altro tutti gli spazi liberi di passaggio, cominciano inesorabilmente ad ingombrarsi di masserizie emerse da sotto i letti, mobili spostati, cose polverose smarrite da anni ed incredibilmente tornate alla luce. Tutto è davvero un campo di battaglia cosparso di cadaveri. Naturalmente ad ogni scatola o presa staccata emerge un problema nuovo e apparentemente insormontabile. Collegamenti impossibili, allacci arditi da tentare senza certezza di riuscita, canaline che indecenti predecessori avevano piegato impedendo il passaggio del nuovo che avanza, magagne del passato risolte furbescamente che andranno risistemate, a caro prezzo naturalmente, ben s'intenda. Intanto, mentre la battaglia infuria e i giorni passano senza che si veda la prevalenza di un vincitore, viene il momento in cui si debbono scegliere le nuove mostrine che dovranno ornare di bellezza il lavoro finito, che anche l'occhio vuole la sua parte. Il catalogo a cui si viene abbandonati è immenso e tu ti ci perdi subito, come in un oceano in tempesta. Naturalmente quelle a prima vista più piacevoli o non sono disponibili o hanno prezzi talmente esorbitanti da far accapponare la pelle, ma non si preoccupi dottore, scelga, scelga pure con calma, tanto poi c'è lo sconto; poi non vorrà mica guardare a pochi euro rispetto alla spesa finale! 

E' sguardo, allo stesso tempo, di muto rimprovero e quasi reprensivo di supposta taccagneria venuta inopinatamente alla luce. E' un allargare di braccia in cui aleggia tutta la minaccia incombente di un tifone in arrivo a cui non ci si potrà opporre. Ti affanni subito in dinieghi frettolosi onde non suscitare sospetti di avara accidia e ti lasci andare ai consigli, tanto ormai possono fare di te quello che vogliono. Sei privo di forze, inerme, hai capitolato davanti all'invasore che detta ormai gli ultimatum, le condizioni dell'armistizio e deciderà autonomamente anche i dettagli onerosi per la pace. I giorni passano lenti e caldi, tutti i fili sono stati sostituiti, le prese rinnovate, gli interruttori cambiati. L'alba del quinto giorno sorge livida sulla rivoluzione compiuta. La città ha tentato di ribellarsi a Radetzki, ma il grido libertà è stato strozzato nelle gole dei patrioti ed è stata imposta la legge marziale. Rimangono solo da spalare le macerie, rimettere insieme quanto è ancora vivo, ripristinare, se ancora possibile, il preesistente. Obbedire al vincitore. Gli elettricisti, trionfatori assoluti se ne vanno, salutando con la mano, allegri come i Lanzichenecchi che ripassano le Alpi dopo avere predato la piana, carichi del bottino meritato. Mi lasciano seduto, esausto, incredulo per l'invasione avvenuta, ingenuamente quasi sereno per la libertà riconquistata. Ma è solo un'illusione. Torneranno. Torneranno presto. A reclamare, spietati, i danni di guerra.

dal  web

Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:
Barometro d'ascolto.
La vita è un casino.

domenica 23 dicembre 2012

Natali ansiosi.

Poca voglia di scrivere. Sarà perché siamo precipitati nel tourbillon delle feste, sarà perché fa freddo, fuori e dentro il cuore, sarà perché l'anziano vede sempre nero, al massimo grigio, sarà perché anche i preparativi stressano e la partenza si avvicina sempre di più. Chissà, sento sfrigolare la pentola degli arrosti. Ma sì, se ho voglia domani riprovo a fare gli agnolotti, visto che il primo tentativo dello scorso anni era finito ingloriosamente, ma dagli errori si può almeno imparare, quantomeno a non ripeterli e questo vale sempre, anche fuori dalla cucina! Mi raccomando. Allora vi lascio condividendo uno dei lavori del grande Gino Gemme.



Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

sabato 23 giugno 2012

Danza macabra.

L'ira della gente che mi circonda, mi spaventa e mi deprime. C'è una voglia di spaccare tutto, davvero pericolosa, che deriva dalla perdita di piccoli privilegi, di misere marginalità, di lamentela generalizzata su tutto e su tutti. Ho sentito gente che deve pagare 100 euro di IMU, dire che è rovinata. Chiunque apre la bocca e le dà fiato, prendendo per buone e facendo cassa di risonanza a lucidi furfanti che insinuano falsità e mezze verità, per spacciare e dimostrare bubbole colossali. Nessuno vuole ammettere di voler rinunciare a qualche cosa, tutti tesi a dire, io sono a posto e la colpa è tutta degli altri. Tutti speranzosi dell'arrivo del Salvatore che risolva tutto (facendo pagare gli altri). Ogni cosa richiesta a gran voce, appena a riproporla è qualcun altro, già non va bene (addirittura la Tobin Tax richiesta da tutti, una tassa sulla speculazione, appena proposta dal governo diventa, per i giornalai e i loro epigoni, l'ennesima tassa iniqua). 

Le masse acefale urlanti per le strade, guidate dai vari pifferai, chiedono provvedimenti che le precipiterebbero nell'inferno, senza neppure capire di cosa parlano. Gli stessi pifferai chiedono che si stampi moneta per creare inflazione e allo stesso tempo osano dire che il concambio lira/euro è stato sbagliato, che doveva essere 1500 e non 1936, fregandosene della evidente contraddizione e delle più elementari leggi dell'economia e la gente ci crede e grida bravo! Tutti sono diventati neokeynesiani e gli zombi si autoricandidano al ritorno e la stessa gente ulula: finalmente! A Montecarlo, l'altro ieri cortei sindacali hanno manifestato contro le assurde proposte di rigore che si vorrebbero iniziare anche nel principato del lusso assoluto. Telegrammi di partecipazione e vicinanza dal Corno d'Africa e dal Sahel. Io sono stanco, non ne ho più volta, fate quello che vi pare, correte pure cantando verso il burrone. Tanto, quando toccherà a me tirare le cuoia, le strade saranno già lastricate di cadaveri.



Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

Economia politica 1.

martedì 9 novembre 2010

Barometro d'ascolto.

Non c'è niente da fare. E' paurosamente aumentato il tasso di litigiosità ed in generale di insofferenza da parte della gente. Non è ben chiaro se è una questione di cambiamento climatico o di evoluzione della specie, sta di fatto che nessuno sopporta più nessuno. Qualcuno obietta che si tratta della crisi e di un diffuso malcontento dovuto alle difficoltà sempre maggiori che si incontrano nella vita di tutti i giorni; secondo altri la colpa è di nuove realtà che si affacciano nel paese a cui non siamo ancora abituati. Però, vi dico il vero, ieri, alla quinta telefonata di una Chiara o Deborah o Filippa che fosse, che voleva illustrarmi i vantaggi di passare ad un nuovo gestore telefonico, mi è un po' salito il sangue al naso, anche perchè stavo creando e mi avevavno fatto perdere il filo.

Poi, dopo aver risposto come di consueto con un - La ringrazio ma non sono interessato- che taglia sempre la discussione (senza aggiungere spiegazioni, mi raccomando, pare che i poveretti siano stati addestrati a valutare questo tipo di risposte come motivo a non perdere ulteriore tempo e passare ad altro cliente), a mente fredda ho realizzato che in fondo scrivere su questo blog la mia scemenza quotidiana, non può definirsi propriamente una creazione e la cosa mi ha rincuorato. Sono andato così un po' indietro nel tempo quando, nel periodo universitario, lavoravo come intervistatore. Come vi avevo già segnalato, i lavori che mettevano in moto le braccia non mi sono mai stati congeniali, muovere la lingua (absit iniuria verbis , di questi tempi) invece non fa sudare molto. Lavoravo per diverse ditte, ma spesso mi toccava il Barometro d'ascolto della Rai.

Allora non c'era l'Auditel, però funzionava alla grossa nello stesso modo. Bisognava andare a casa delle persone, scelte casualmente da una lista di nomi, per chiedere in quali ore avevano visto la televisione (c'era un canale solo, quindi era tutto più semplice) e ti davano 130 Lire a botta. Avevo una cartina della città dove mi ero segnato i vari indirizzi e come un seriel killer, cercavo di percorrere il tratto ergonomicamente più logico, cercando di beccare qualcuno a casa nelle ore del tardo pomeriggio e della sera. Secondo voi, quando dicevo: - Buongiorno sono della Rai, vorrei farle qualche domanda sui programmi che ha visto ieri- la gente mi sbatteva la porta in faccia, mi lanciava insulti o addirittura mi mi diceva di andarmene al diavolo senza neanche aprire la porta? Niente di tutto ciò. Nella quasi totalità dei casi mi facevano entrare, accomodare e la maggior parte mi offriva il caffé. Quanti caffé in quel tempo, forse è per quello che dormivo poco. Tutti volevano dirmi quale programma gli era piaciuto, un tizio mi raccomandò:-Deve scrivere che facciano più quizzi.- o non mi piace il tale o perché non si vede più il talaltro. Naturalmente queste cose non interessavano assolutamente e come adesso, contava solo da che ora a che ora qualcuno era stato davanti al televisore, al di là del fatto se il programma piacesse o meno.

Ma la cosa assolutamente normale era che la gente ti faceva entrare in casa propria quasi con piacere, eppure non è che si stesse poi così bene a quei tempi; sicuramente i problemi economici ed il benessere materiale era inferiore ad oggi. Per la verità furti e violenze erano allora addirittura superiori, quindi cade anche la motivazione della sicurezza reale. Forse c'era un diffuso sentire che le cose parevano migliorare ogni giorno, che si stava mettendo bene per tutti, che hai ragazzi, le ditte telefonavano a casa per vedere se volevano andare a lavorare. Forse è tutto lì il problema, la gente è incupita quando ha la sensazione continua che le cose peggiorino e che i propri figli staranno peggio di quanto siano stati loro e scarica questo stato d'animo su chi sta loro intorno. Forse oggi arriva dall'alto il segnale sempre più chiaro di un totale disinteresse per i problemi reali, mentre il paese crolla in pezzi. Pompei è solo un simbolo, la gente, inconsciamente teme l'eruzione del vulcano.


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche interessare:

sabato 31 gennaio 2009

Involtini primavera e bagna cauda

Un mio precendente post : Xué, ha suscitato una qualche attenzione e mi sento quindi in dovere di aggiungere un approfondimento sulla questione, che, come sempre, è talmente complessa da apparire comunque molto riduttivo cianciarne in quattro battute. Ad un mio tentativo di andare un po' più in profondità su quanto sta sotto la superficie della via allo sviluppo cinese, Damiano ha contrapposto una realtà come quella che vive personalmente in un luogo, Prato, dove i problemi negativi causati da questa via, uniti a quelli dell'immigrazione presentano per tutti gli attori interessati un negativo che prevale pesantemente su qualsiasi aspetto positivo della questione. D'altro lato, NonVedente, non toccato in prima persona, si meraviglia dell'importanza data a questo aspetto, di certo più attento al lato teorico dell'accoglienza e forse anche dalla poca "fastidiosità" che la comunità cinese, sotterranea anche nel comune sentire, provoca in generale nella maggioranza delle comunità. In queste poche battute si assommano una serie di grane sociali da riempire decine di saggi sociologici su problemi di cui nessuno negli ultimi duemila anni (e sottolineo nessuno) ha trovato il bandolo. Come lo scorrere dell'acqua dall'alto verso il basso (credo che si chiami forza di gravità), il fenomeno migratorio è (ed è stato) assolutamente inevitabile ed inarrestabile fino a quando ci sarà un luogo dove si sta bene ed uno dove si sta male o malissimo. Perchè chiunque, prima di morire cerca di spostarsi in un altro luogo, rischiando anche la vita, dove forse riescirà a sopravvivere, magari anche in una baracca od in un sottoscala. Sono stati trovati degli ostraka in Sudan, nella zona dell'estremo limes dell'impero romano, su cui erano scritte raccomandazioni che clandestini etiopi, forse morti di stenti nel deserto, portavano con sè per poter superare il confine dell'impero per poter arrivare ad imbarcarsi per giungere a Roma. Non cambiano molto le cose nel tempo, vero? Negli Stati Uniti, che hanno uno dei confini più semplici da sorvegliare, nonostante il muro e i reticolati su cui la domenica qualcuno si esercita nel tiro al clandestino, ci sono all'incirca un miglione di irregolari all'anno. Non è facile fermare l'acqua che scende, anche se qualcuno propone ricette facili quando si va al voto. Un secondo punto è la tremenda tendenza dell'uomo a sfruttare il suo prossimo appena gli è possibile e la presenza di una posizione forte ed una debole, genera questo effetto come per legge naturale. Qui si innesta il terzo punto. In uno stato che vuole essere civile, una politica seria e capace (capisco che questo sia un ossimoro estremo ed improbabile) deve controllare e perseguire senza pietà i comportamenti illegali, che partono spesso dalle piccole cose, fino a provocare disagi sociali di grande entità e molto più difficilmente controllabili. La cosa, proprio nella situazione denunciata da Damiano, era (ed è) molto facilmente gestibile, in quanto queste illegalità non sono costituite da furti, scippi, rapine, dove chi delinque deve essere rincorso ed acchiappato, ma sono tutte ben ferme e facilmente controllabili e punibili. Con chi bisogna prendersela se sorge una città illegale di sotterranei in cui si compiono reati edilizi, di sfruttamento, merceologici e chi più ne ha più ne metta? Intervenendo all'inizio o durante e comunque intervenendo, questo è un problema che si può risolvere, volendolo fare. Qui da noi, i banchetti di cinesi al mercato, sono continuamente controllati (sicuramente più degli altri) e non si vedono comportamenti fuorilegge e la comunità cinese è certamente quella che dà meno problemi di convivenza. Certo bisogna stare attenti che l'esasperazione prodotta dall'illegalità, non faccia confondere i problemi. Laboriosità, sacrificio, poca lamentosità sono doti e non difetti. Sono queste che stanno alla base del successo cinese nel mondo. Sfuttamento, delinquenza e altro, sono devianze da limitare (eliminare non è, come già detto, nella natura umana), ma non credo che siano il fattore portante del fenomeno cinese. Sono certo che chi conosce la Cina al suo interno, concorda con me, che laggiù questi fenomeni sono molto inferiori a quanto si pensa (o ci si illude di credere). Molto spesso chi ha la tendenza a sfruttare sono le aziende straniere, quelle che più sbraitano sul problema dei tarocchi, che temono di non poter più vendere a 50 dollari quello che producono a 1 dollaro (perchè vale 1 dollaro in effetti). Le stesse condizioni di lavoro, vanno via via migliorando laggiù, secondo il naturale trend che anche le nostre economie hanno fatto nel tempo, anche più in fretta di quanto si creda. Piangere perchè non riusciamo più, noi a Prato a fare le magliette come i cinesi, mi sembra una battaglia di retroguardia che si dovrebbe aver superato. Difendere un sistema che non può più esistere, cercare di ritornare ad essere noi i cinesi, mi sembra sbagliato, oltre che comunque velleitario. Non approfittare dell'occasione che ci offre una colossale economia che ancora ha enormi margini interni di sviluppo ed ha la capacità di perseguirli (forse in questa spaventosa crisi mondiale crescerà solo del 7% invece che il 9% come previsto!), rimanendo loro sempre davanti, con tecnologia e creatività e non dietro, sperando di tornare a fare magliette e scarpacce di gomma, non entrare a mangiare una fettina di questa enorme e succulenta (oltre che unica) torta disponibile, mi sembra terribilmente miope. Certo bisogna perseguirla la creatività e la tecnologia e poi non servirà neanche sforzarsi per imporgliela, chè loro sono i nostri primi estimatori. E come ho già detto più volte, speriamo che, ammirandoci, continuino a copiarci, perchè questa sarà (io almeno credo) la nostra salvezza. E stasera involtini primavera per tutti (anche per Damiano dai!).

venerdì 23 gennaio 2009

Niente di nuovo sotto la neve

I miei contatti nella city, tempio della finanza, i quali cercano di investigare i vari aspetti della crisi (al fine di produrne altra, ovviamente) mi segnalano quanto segue:

"Owners of capital will stimulate working class to buy more and more of expensive goods, houses and technology, pushing them to take more and more expensive credits, until their debt becomes unbearable. The unpaid debt will lead to bankruptcy of banks, which will have to be nationalized, and State will have to take the road which will eventually lead to communism."
Karl Marx, 1867

Dalla padella nella brace?
E se si trattasse di una bufala, o una mezza verità (ricordate) magari solo un po"aggiustata"?
E se poi non fosse mica fondamentale indagare se è una bufala?
Pensare che c'è chi se la prende col relativismo, l'unica vera filosofia che ci salverà!

martedì 6 gennaio 2009

Cronache di Surakhis 5. La fuga

Dopo molti giorni di assoluta meditazione tra le nevi ed il ghiaccio, interrotte solo dall'assunzione di materiali liquidi e solidi diversi per decine e decine di migliaia di calorie, le mie sinapsi mentali hanno potuto allargare il raggio di percezione metapsichica, ricevendo un contatto extrasensoriale da Surakhis che vi riporto.
La crisi sta scavando un solco profondo nell'economia galattica e Paularius è da settimane alla ricerca di una via di uscita, quantomeno difensiva in attesa di momenti migliori. Seduto nel salone di meditazione, sta cercando di concentrarsi sulle parole che sono uscite ieri da tutti gli olografi del pianeta per capire il messaggio nascosto tra le parole forti dell'imperatore dai riccioli d'oro. Da mesi, nell'impero è in corso una lotta sotterranea di potere tra Lui e la Gilda Giudicante che di tanto in tanto fa emergere i piccoli ma necessari sotterfugi per mantenere il potere. Gente misera, che non capisce che quando è necessario tutto deve essere concesso, senza cercare di mettere carburante scaduto nei serbatoi. Le protezioni agli scambi telepatici venivano spesso aggirate e quei bastardi divulgavano subito tutto, senza rendersi conto che anche le porcherie aumentavano la popolarità dell'Imperatore. Il popolo si identifica nel furbacchione che ottiene per vie traverse e ne ammira la perversione e riccioli d'oro fa innamorare le femmine, quando piega la bocca nel suo furbo sorriso. Un po' aiuta anche l'ossido di pirlite che da qualche anno ha aggiunto nell'acqua che fa distribuire gratuitamente dalle sue aziende idriche, ma questo pochi lo sanno ed in fondo l'acqua nazionalizzata è anche peggio. Però le Sue parole della scorsa settimana, risuonano nella testa di Paularius come un allarme cupo e premonitore. Ha detto chiaramente, issato sui suoi altissimi stivaletti, che se la ghenga degli Judicatores avesse rivelato ancora qualche sua intercettazione telepatica se ne sarebbe andato dalla galassia rifugiandosi su Andromeda e lasciando nella disperazione le schiere dei suoi devoti ammiratori. Queste dichiarazioni avevano lasciato basito il popolo al completo e mentre nelle aule della Chiesa Rigenerata, si lanciavano novene penitenziali per evitare il tragico abbandono, saliva sordo l'odio verso la Gilda. Ma a Paularius, che proprio fesso non era, ronzava in capo da qualche giorno un pensiero fisso. Ogni dodici ore, controllava l'andamento dei CDS, i credits default swaps sul debito pubblico di Surakhis, che stranamente avevano più che decuplicato il loro valore, nonostante il Gran Visir Twoseas tranquillizzasse tutti sulla assoluta sicurezza dell'investimento. A pensar male si fa peccato diceva il profeta, ma non è che l'Imperatore, vista l'impossibilità di risolvere la crisi, pensava di abbandonare la nave, lasciando andare tutto in malora in attesa, tra qualche anno (tanto Lui pensa di essere immortale, sottoponendosi alla tecnica RCP del rifacimento corporeo periodico) di tornare come salvatore dell'umanità, richiamato a gran voce anche dai pochissimi scettici? La situazione impone decisioni rapide. Paularius, accese lo schermo e in pochi minuti diede tutte le istruzioni per sistemare le posizioni. Liquidò tutte le esposizioni interbancarie, lasciando solo situazioni debitorie. Secondo gli insegnamenti antichi di Twoseas, cartolarizzò tutto il possibile e trasformò i vari assets in pietre preziose trasportabili. La miniera era già chiusa e tutte le proprietà immobili, le intestò fittiziamente al suo schiavo Woodhead che aveva mandato nelle foreste di Deneb IV da tempo. In poche ore, con quanto gli era strettamente necessario e i preziosi, aveva già lasciato il pianeta, dove i primi moti insanguinavano le strade. Due giorni di iperspazio ed era finalmente a Voghera, un piccolo borgo tra le nebbie dominato dalle casalinghe, il suo buen retiro su un pianeta periferico di cui la gente non ricordava neppure il nome. Di qui si poteva ricominciare.

giovedì 18 dicembre 2008

Cronache di Surakhis: 3. Risolvere la crisi

L'umore di Paularius era ondivago e su opposte estremità, come la dura climatologia di Surakhis. La crisi sembrava al suo culmine; nel cielo le tre lune erano completamente nascoste dalla spessa coltre di nubi color cyano, mentre la temperatura scendeva sotto i - 80°C e cominciavano a flocculare fiocchi di neve di metano. Le borse di tutta la galassia erano in picchiata, cominciava una deflazione incontrollata che faceva gioire solo i ricchi pensionati dell'Impero, le banche prestavano crediti solo a chi dava figli, mogli ed un proprio organo in anticipo a garanzia ed il mercato languiva. Per fortuna che, da quando l'80% degli schiavi si potevano avere in affitto, aveva potuto liberarsi di quei mangiasbobba a ufo. Le agenzie di affitto ne sopprimevano la maggior parte, certo non si poteva mica fallire per mantenerli con le mani in mano, e comunque di quella gente se ne trova sempre e quando ci sarebbe stata la ripresa si poteva sempre istituire qualche tipo di tassazione con l'alternativa di dare un figlio in schiavitù. Ma non era quello il momento di pensare a queste cose. Con una faccia da funerale e la rabbia impotente che gli covava in corpo misurava a larghi passi il salone deserto, gettando un'occhiata distratta ai fiocchi verde-azzurri che danzavano al di là dei finestroni stagni. In questi frangenti gli venivano in mente i suoi primi anni a Surakhis, quando si arrabattava per sistemare il suo futuro e non aveva tempo per niente che lo distraesse; a suo figlio, che era arrivato troppo presto, quando non avevano ancora né denaro, né tempo da dedicargli. Lo avevano fatto sopprimere, anche se Lilya era tendenzialmente contraria e adesso, quando ci pensava, in fondo un po' gli spiaceva. Non aveva nessuno a cui lasciare la miniera e tutto il resto. Non poteva spendersi tutto in professionali intersex vegane. Quella sera aveva disdetto le solite due che Lalumai gli mandava dopo cena. Gli piaceva lasciarsi andare tra quei tentacoli morbidi, farsi cullare dalle loro trifonie lente e dissonanti, sentirsi sollecitare dalle ventose voraci che sembravano desiderare il suo corpo flaccido e puzzolente (tanto le Vegane non hanno narici), ma quella non era serata. Non riusciva a vedere uscite dalla crisi e anche se l'imperatore dai boccoli d'oro predicava ottimismo, i suoi contatti gli davano previsioni sempre più cupe. Lo risvegliò dal torpore un interfono di Kzwkhz da Larus che lo avvisava delle decisioni subcoperte del governo centrale. Iniziare a coprire la colossale montagna di debiti governativa moltiplicando i crediti teorici futuri, che si sarebbero potuti ottenere impegnando figli, nipoti e 3 o 4 generazioni a venire. Provocare una svalutazione colossale che liberasse lo stato dai propri impegni e rialzare i prezzi delle materie prime con una guerra generale. Il nemico era già pronto; l'immigrazione da Andromeda era ormai insopportabile per tutti, gente sporca, violenta e attaccabrighe, con smanie religiose incongrue. Il partito delle Camice Viola della Lega Trisex aveva fomentato una corretta campagna di avversione e ne bastonava qualcuno di tanto in tanto tra l'approvazione generale. La Chiesa Universale del Buon Amore era d'accordo, avrebbe dato il Deus Vult ufficiale. Così si sarebbe approfittato anche per sistemare le piccole pendenze ed eliminare quei bastardi di Orchitoidi. Un lieve sorriso lo illuminò e si forbì il muco che gli colava col bordo della tunica di morbido pelo di slot. Quasi quasi era il caso di interfonare a Lalumai.

martedì 9 dicembre 2008

Meno stato, più mercato?

Sono sempre stato attratto dagli scambi, dalla trattativa, dal fascino del mercato in quanto tale e dalla mentalità mediorientale che lo accompagna. Forse un'altra delle mie vite precedenti mi ha lasciato questo imprinting. Ero nato vicino alla costa in quella che i Romani, i nuovi padroni del mondo, chiamavano Arabia Felix. In realtà non ne sapevano quasi nulla e immaginavano che da noi venissero tutte le spezie che amavano molto e ci compravano in quantità. Io due volte all'anno risalivo la costa del mar Rosso con una piccola carovana carica di incenso che scambiavo con mercanti in arrivo da isole lontane dell'Oriente di cui i Romani non sospettavano neppure l'esistenza. Era autunno o primavera quando arrivavo a Petra. Che sensazione; si dormiva fuori città. Poi il mattino, fresco e pulito, con il mio vestito più bello, attraversavo il lungo sif di roccia che conduce all'ingresso e facevo il mio ingresso nella città davanti alla mia piccola carovana come un principe che arrivasse d'oltremare. Credo che fosse uno dei più grandi mercati del mondo ed era tutto un brulicare di mercanti, di faccendieri, soldati, profeti e adepti di sette religiose che fermentavano da quelle parti in maniera mai vista. Tutti predicavano la Verità, altri, i più scaldati del momento ce l'avevano con noi, i mercanti, che ci interessavamo più di affari che di filosofia. Ma di questa gente ce n'è sempre stata, mi diceva mio nonno, poi ogni tanto si decidono, ne fanno fuori qualcuno e non se parla più per un po', fino a quando non salta fuori un altro matto, che si tira dietro un po'di sfaccendati. Quella volta aspettai due giorni prima di incontrare Rufus Macrinus. Era sveglio, più degli altri Romani e non aspettava sulla costa l'arrivo delle merci, ma saltando un passaggio, arrivava fino a Petra ed era da anni il mio migliore cliente. Parlavamo la lingua franca del Mare Nostrum, ma lui intendeva perfettamente anche il Nabateo, anche se faceva finta di non capire. Ogni volta cercava di farmi raccontare da dove arrivava il mio incenso, poi faceva finta di credere alla storia che lo coltivavo io stesso nelle mie terre a sud di un deserto impossibile da traversare e non tirava neanche troppo sul prezzo e mi versava con sussiego aurea argenteaque sextertia (nel lavoro, se non ficchi qualche parola in latino qua e là, non sembri aggiornato, così, ut mercaturam adiuvare, facillime latinam linguam loquor). Non amano la trattativa questi Romani, hanno fretta di concludere, vogliono tornarsene a Roma. Questa città deve essere ben straordinaria, 50 volte più grande di Petra; mah, Rufus ama esagerare, specialmente quando racconta della sua città, dell'imperatore, delle ricchezze, dei palazzi e delle genti di ogni paese che la popolano. Vuole concludere in fretta caricare i sacchi di incenso sugli asini e raggiungere la costa e la nave che lo aspetta per tornare a tuffarsi nella confusione cosmopolita della sua terra. Cerca sempre di portarmi nelle nuove taverne di moda, che servono tutti cibi elaborati con quello schifo di garum che piace tanto ai Romani. Non apprezza il lento scorrere del tempo, bere con me l'infuso nero, amaro ma forte e profumato delle bacche di Kava che viene dalla mia terra e parlare un po' del senso della vita, prima di trattare le merci. Non apprezzerebbe certamente la solitudine del deserto del sud, delle grandi dune sabbiose con le sfumature di colori del tramonto che si perdono all'infinito. Le notti sotto il cielo stellato davanti al fuoco tra racconti di avventure e ricordi di mondi lontani e di ricchezze ancora da scoprire. Lui ama il fasto della città, mi racconta di grandi spettacoli, di arene con uomini che si combattono e si uccidono per il piacere della folla che urla, di eserciti che partono alla conquista del mondo, di dame carichi di gioielli che arrivano da luoghi che non ho mai sentito, vestite di damaschi e di tessuti costosissimi che arrivano dai Sini. Nel nostro ultimo incontro mi ha fatto capire che presto arriverà anche qui un grande esercito e che questa terra di teste calde sarà finalmente pacificata per sempre. Basta con questo bailamme di religioni che portano solo caos. Pax romana per tutto il mare nostrum e mai più teste calde in Palestina. Un gran sognatore, Rufus, intanto mi ha pagato l'incenso il doppio di sei mesi fa. Con la crisi che gira, il lusso tira sempre.

sabato 29 novembre 2008

La lumaca

Per strada non si sente parlare che della tragica situazione economica in cui tutti si ritrovano a causa della crisi finanziaria che ha travolto le economie mondiali. Le casalinghe guardano con occhio flaccido i peperoni sulle bancarelle e i pensionati non trovano più cantieri sulle cui transenne appoggiarsi per criticare l'andamento dei lavori. Vogliamo esaminare con occhio obiettivo la situazione? Per la quasi totalità degli italiani questa congiuntura è nei fatti indifferente o addirittura migliorativa. Non vi sembra? Allora esaminiamo il fatto che rispetto all'ultimo anno i prezzi dei carburanti sono decisamente diminuiti, che le tariffe legate all'energia sono stazionarie o in leggera diminuzione, parimenti stazionari (stagnazione, non è questa la grande paura?) la maggioranza dei prezzi, immobili in calo del 10% e così via. Allora per 20 milioni di pensionati e per la quasi totalità del lavoro fisso dipendente, queste sono ottime notizie dopo anni di crescita del PIL (e di contemporanea diminuzione del loro potere d'acquisto) secondo un noto assioma per cui l'economia andava benissimo ma la gente stava peggio. Se non capitano cose apocalittiche (guerre globali o similia, per carità possibilissime e già accadute in condizioni simili quando sono i potenti ad essere nella cacca) gli unici a dover soffrire nei prossimi due anni saranno i precari e coloro che in seguito a questa mancanza di fiducia e calo dei consumi perderanno il lavoro. Una cifra ragionevolmente pensabile di un milione di persone. E' qui allora che un governo responsabile dovrebbe indirizzare ogni iniziativa (rilancio opere pubbliche) e ogni euro di aiuto, che sarebbe, visto il bisogno, immediatamente tradotto in consumi. Queste saranno le persone da aiutare veramente, le reali vittime di qusta situazione, che leggi mal interpretate e colpevolmente lasciate incomplete hanno dilatato. Tutti gli altri non hanno nessuna ragione reale di lamentela, anzi. Invece si sprecheranno risorse in mille rivoli e rivoletti, in elemosine da ritorni elettorali, lasciando nel bisogno i pochi che hanno veramente bisogno, dando retta ai piagnistei di chi sulla crisi ci marcia. Magari andando a coercire chi ha raddoppiato il prezzo di pane e pasta (dati ininfluenti sulla vita reale ma molto psicologici) e similari e non li ha riportati come prima, adesso che le materie prime sono ritornate ai prezzi quo ante. La vituperata globalizzazione aiuterà pian piano a rimontare la crisi e per tutti gli altri, stop al pianto greco, un po' meno corsa e un po' più di attenzione determinata non farà affatto male. A questo proposito, dopo questo pistolotto, vi voglio lasciare con un appropriato e delizioso haiku degli albori dell'800 di Issa Kobayashi .

Oh lumaca,
scala il monte Fuji,
ma piano, piano!

venerdì 21 novembre 2008

La crisi

Oggi sono tutto scombussolato. E' da qualche giorno che non dormo più bene. D'altronde chi dormirebbe bene con questo tarlo che che rode, rode senza lasciarti tregua. Vorrei pensare ad altro, ma basta che mi guardi intorno e questo senso di incertezza mi coglie alla gola, mi prende dietro il collo, mi lascia esausto fisicamente come dopo un duro allenamento di Kendo. Quando l'opzione di scelta continua a manifestarsi davanti ai tuoi occhi, come decidere, se tutto questo potrebbe minare seriamente il tuo futuro, definire l'andamento delle soluzioni e del benessere di chi ti starà accanto. Milioni di persone, come me, in tutto il mondo devono affrontare un dilemma simile a questo. Anche dalle loro scelte può definirsi un futuro diverso per i mercati, movimenti economici in una direzione o nell'altra. Però il tempo dell'indecisione sta per scadere, comunque bisogna procedere, andare avanti, scegliere un'alternativa, un modo per affrontare ed aggirare la crisi, se ancora possibile, superarla. Ma quale opzione scegliere, difensiva o aggressiva? Non chiedo consigli perchè è anche difficile chiedere in queste cose, meglio sbagliare da solo, che pentirsi di aver dato retta agli altri. Mi prendo ancora un po' di tempo, poi tra poco uscirò e lì dovrò decidere il futuro mio e di chi mi sarà vicino. Vaschetta al fiordilatte o al limone per il sorbetto da preparare agli amici sabato?

venerdì 7 novembre 2008

Futuro duro (?)

In questi giorni non c'è media che non usi quasi tutto il suo spazio per commentare le elezioni americane. E allora perchè anch'io non debbo dire la mia banalità sull'argomento? Mi approprio di questo sacrosanto diritto, salgo sul palco del conferenziere e dichiaro quanto segue:
- Tutti sottolineano in particolare la negritudine di Obama mentre invece non è né nero, né bianco (e neanche abbronzato), secondo me la sua vera straordinaria forza è il suo melting pot, quel meticciato temuto da molti, aborrito da alcuni (non pochi; agghiacciante l'intervista di ieri sera al capo del gruppo Supremazia Bianca) che è la vera forza degli Stati Uniti. Pochi vogliono riconoscere che la mescolanza dà luogo ad un arricchimento fisico, culturale, morale e financo economico che è tipico di ogni manifestazione naturale (a chi piace questo termine). Il fenomeno biologico del lussureggiamento degli ibridi è ben conosciuto e la mescolanza dei popoli e delle culture è stato alla base dello sviluppo delle genti del Mediterraneo. Lo sviluppo si è fermato da ogni parte quando un gruppo si è chiuso in sè stesso barricandosi all'interno delle mura (vedi la Cina degli ultimi tre secoli). Adesso però bisogna passare dalle chiacchiere ai fatti. Se Obama si lascerà indurre in tentazione dalle spinte di chiusura e di protezionismo saranno acid dicks per tutti; ricordiamoci che l'ultima Grande Depressione è sfociata nella seconda guerra mondiale. Auguri Benedetto! -

lunedì 13 ottobre 2008

Le borse degli occhi

Littizzetto ha detto che stanno crollando anche le borse sotto gli occhi. Ma non è molto chiaro se questa crisi fa parte delle crisi cicliche e dopo un po' tutto ricomincia come prima e via per la prossima o se stavolta si va proprio col culo per terra; forse è poco probabile, credo. Mi rincuora il fatto che i maggiori esperti dicano che siamo alla fine definitiva, che i migliori ministri (che magari prima sostenevano il liberismo assoluto e il privato sopra ogni cosa oltre alle "idee" nuove nella finanza, sic) dichiarino che lo avevavo previsto da tempo e che adesso tutto cambierà. Un tempo un grande intenditore di finanza mi insegnò che bisogna sempre ascoltare i massimi esperti e poi fare esattamente il contrario di quanto consigliano (ma devono essere propro i migliori eh!). Nella media si otterranno grandi guadagni. Ho sempre crcato di seguire questa regola , che si è dimostrata corretta. Oggi dicono che tutto cambierà e il crollo di questo sistema sarà definitivo, questo mi dà fiducia; un po' più di preoccupazione mi danno le facce sorridenti che dicono: tranquilli che qualunque cosa succeda io vi difenderò. Su questo versante preparerei mutande di lamiera. In particolare Napoleone preferiva affidarsi a generali fortunati piuttosto che ai capaci. Disgraziatamente ci sono alcuni personaggi e parti politiche che sono terribilmente sfortunati. Nella logica delle alternanze (che speriamo persista) gli capita sempre il periodo di crisi e quando tocca a loro le cose vanno sempre a finire malissimo, purtroppo.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 125 (a seconda dei calcoli) su 250!