sabato 21 marzo 2026

Mau 20 - Spaziando per la penisola

Mauritani in vacanza - Cap Blanc - Mauritania - gennaio 2026

 

relitti
Lasciamo il capo dopo esserci aggirati a lungo sulle barene che a poco a poco il mare cerca di riprendersi con le onde della marea che comincia a salire. Tutto questo tratto poco per volta sarà ripreso, per poche ore certamente, ma con un segnale di possesso assoluto che sempre il mare mostra sulle lingue di terra che assedia. Rimarranno emerse, solo quei tratti un poco più alti, formati dall'ammucchiarsi della sabbia a formare collinette che periodicamente si spostano cercando di consolidare la loro presenza e sulle quali comunque la popolazione di gabbiani, uno stormo infinito che continua a sollevarsi e a ricadere in basso, conta molto. Noi risaliamo lentamente l'erta sabbiosa, buttando  continuamente lo sguardo indietro per  portarci via almeno il ricordo di questo panorama solitario e maestoso, trattenendolo con noi il più a lungo possibile. Poi ripercorriamo la lingua di deserto della penisola fino in città per fermarci al mercato, che è davvero grande. E' un  mercato generalista, c'è di tutto dagli alimentari con grandi sezioni di frutta e verdura, fino ai macellai e naturalmente al pesce e ai panettieri e poi subito dopo una infinita sezione dove puoi trovare vestiario di ogni tipo, tra cui moltissimi sono i banchi che offrono materiale usato se pur in buon ordine e a prezzi stracciati. Qualche altro banco è sovraccarico di vere e proprie montagne di scarpe di ogni tipo, gettate alla rinfusa in cui non riesco a comprendere come si possano reperire le compagne di ogni paio, visto che tutto sembra mescolato a caso. 

Gabbiani
Per non parlar delle ciabatte. Passiamo di settore in settore; eccoci ai materiali per la casa un profluvio di plastica e carabattole poverissime. Poi c'è anche il settore dei negozi per la bellezza femminile, un capitolo merceologico che in Africa è sempre piuttosto ricco, che è mescolato assieme al classico bazar dei gioielli. Qui è difficile capire se si tratta di oreficeria o più semplicemente di bigiotteria per tutte le tasche. Obiettivamente ci sono anche molte cose carine e le nostre signore vengono immediatamente accalappiate. In un negozietto che ha anche una piccola teca con oggetti in oro, ci sono anche Fatma con la sua mamma, che stanno soppesando con mano attenta diversi oggetti, collanine e braccialetti. Il venditore, un vecchietto arcigno, cerca di pilotarle verso i monili di più alto valore e non ha molto tempo di badare a noi cercatori di cianfrusaglie. Qui siamo sul prezioso, però si attacca subito bottone. Sia lei che la mamma non hanno problemi a comunicare con gli stranieri, tra donne è certo più facile. Evidentemente Fatma è lì per arricchire in qualche modo le sue cose, visto che sta per sposarsi e sicuramente questo sarà il suo primo matrimonio, credo alla fin fine il più importante, visto che tuttavia qui ci si sposa anche molte volte nella vita, come vedremo più avanti, quindi questa è una prassi che le future mogli compiono di routine, quella di presentarsi con qualche bel gioiello nuovo, proporzionato allo status che vogliono mostrare. Così si guardano attentamente le cose, le si soppesano con mano incerta, qualcuna, evidentemente fuori portata viene subito lasciata da parte, altre più accessibili, vengono messe da un  lato per una eventuale futura scelta finale. Fatma, subito si nega all'obiettivo, poi la timidezza iniziale si scioglie e la civetteria femminile ha il sopravvento, sa di essere bella e non le dispiace certo essere oggetto di attenzioni. 

Fatma
Così a poco a poco il velo di scosta ed il sorriso si allarga. Poi dispensa consigli alle nostre ragazze su cosa secondo lei, anche nella bigiotteria da consumo, è davvero bello e meritevole di attenzione. Ti pare quasi di essere al mercato del lunedì ad Alessandria, tra vecchie conoscenze che si scambiano le impressioni sulle cose in vendita. Alla fine ce ne andiamo, le due donne ci salutano come ormai fossimo vecchi amici ed un ultimo sorriso di condiscendenza. Ci fermiamo per un boccone da un turco gentilissimo la cui specialità sono una specie di lasagne, anche piuttosto invitanti ma che alla fine si rivelano così cariche di coriandolo da rimanermi sullo stomaco per tutto il resto della giornata. Poi ripercorriamo tratto a tratto la penisola, passando lungo il mare in zone che evidentemente sono state previste come meta per vacanzieri estivi. Ci sono infatti parcheggi di dimensioni ciclopiche con migliaia di posti auto, segno che in stagione la località si riempie. Sulla costa infatti ci sono strutture che, anche se un po' fatiscenti, mostrano i tipici segni dello stabilimento balneare. Casotti, baretti da spiaggia e ristoranti, tutti chiusi naturalmente al momento, ma che si dichiarano pronte all'arrivo di eventuali bagnati, anche se da qui, il mare, bellissimo da vedere, per carità, non invoglia però all'utilizzo balneare. Sarà che noi siamo mediterranei abituati a quella tenue risacca che ti accarezza i piedi, mentre qui pare che lo schiaffo del cavallone non sia poi così piacevole e poi la sensazione è quella di un acqua oceanica perennemente fredda. Bello solo da vedere insomma. 

Aisha
Di certo poi, prima di cominciare la stagione bisognerà fare un bel lavoro di ripulitura, perché tutta l'immensa spiaggia è cosparsa di residui di certo non così decorativi, a cominciare dai mucchi di alghe, per finire con il tappeto di residui plastici uniformemente distribuiti che la vicina città regala al sito, per non farlo apparire troppo idilliaco. Al momento è tutto lì come in attesa dello sparo di partenza ed evidentemente, se è stato messo in piedi tutto questo ambaradan, vuol dire che la gente ci viene, pare da maggio in poi. In una specie di paesotto, che evidentemente vorrebbe essere una località totalmente vacanziera, è stata terminata anche una bella passeggiata lungomare che consente di passeggiare godendosi il tratto di costa che qui è un po' più mosso e ricco di insenature e piccole scogliere. Su un belvedere, guarda combinazione, incontriamo un vecchio amico di Ahmed, un suo compagno di Università, con la moglie, in gita da Nouakchott. Sono sposati da poco e la giovine signora che ha mani e piedi meravigliosamente decorati con un complesso disegno di henné, si mostra un po' ritrosa a farsi fotografare, ma il marito ci tiene assai, soprattutto a che gli mandiamo le foto il più presto possibile. Faccio il mio dovere e poi ci salutiamo calorosamente. Certo che i Mauritani saranno pure pochi, ma come faccia il nostro amico a conoscere tutti, da qualunque parte ci troviamo, riesce incredibile. 

Henne
Poi continuiamo a percorrere le strade che si infilano negli anfratti più nascosti della penisola, mentre il sole comincia a scendere e le ombre si allungano. Infine arriviamo nuovamente alla stazione, dove poco prima, vediamo passare il famoso treno per  l'ultima volta, con le sagome dei vagoni che si confondono tra la nebbia provocata dalla polvere e lo scendere dell'oscurità. Davanti alla stazione un gruppetto di aspiranti viaggiatori dormono sdraiati a terra, tra zaini e sacchi a pelo già pronti per la notte, in sonnolenta attesa e comunque già preparati per la prossima partenza. Evidentemente il prossimo treno per l'interno non partirà, molto presto. Solo un biondo slavato cerca di sistemarsi la sua cascata di dread da rastafariano convinto, che proprio non vuole stare dentro lo cheche, troppo corto evidentemente per avvolgere e riparare completamente quella abbondante e curatissima ricchezza tricologica. Anche la nostra giornata intanto volge ormai al termine e ritorniamo al nostro Sucré-Salé, dove ormai siamo considerati clienti fissi, che ieri sera ci aveva assolutamente convinto. Ma questa sera c'è l'altra semifinale della Coppa d'Africa e il ristorante è pieno zeppo. Per fortuna c'è un tavolo di lato da cui il grande schermo quasi non si vede e quindi è stato snobbato da tutti gli altri clienti e fa completamente al caso nostro. Cena di lusso con gamberi gratinati, cordon bleu, contorni e dolci, visto che poi siamo in una pasticceria alla francese, per un totale di 1220 Uo in quattro. Insomma si sopravvive bene a Nouadhibou. Poi ce ne andiamo a letto presto visto che domani abbiamo un'altra bella smazzata di fuori strada e piste sabbiose.



In attesa del carico



al mercato
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