lunedì 6 aprile 2026

Mau 29 - Come andare

Dune di Azoueiga - Muritania - gennaio 2026 

 Niente altro da dire come di consueto per tutti coloro che si sono goduti il viaggio, cercando di capire il paese attraverso le mie chiacchiere, mentre voglio spendere ancora qualche parola a beneficio di quelli che vogliono avere qualche consiglio o dritta di prima mano in quanto hanno deciso, magari sulla spinta del mio stesso entusiasmo per progettare un viaggio in Mauritania. Dunque direi che le alternativa di come organizzare il viaggio e andare sono le solite. Intanto si può partire anche decisamente da soli. Abbiamo visto in giro, anche nei luoghi più remoti, molti Europei con mezzi spaziali o anche con carrette raccogliticce anche se coraggiose, che se ne andavano per piste appena accennate arrivando in ognuno dei punti attraverso i quali passavamo. Le strade ufficiali e anche quelle sterrate, ma segnate sulla mappa non danno ovviamente problemi di sorta, oltretutto non sono molte e portano in tutti i punti topici, quindi è facile seguirle dopo aver fissato un itinerario di massima, Un po' più complesso secondo me è avventurarsi nel deserto fuori pista a meno che di avere una certa esperienza, non tanto per la conduzione del mezzo, in queste condizioni di terreno, cosa in cui chi si propone questi obiettivi è già abituato a fare, ma per il problema di ritrovare la strada e soprattutto centrare i punti di interesse, che senza una guida, secondo me potrebbe dare qualche problema. 

Comunque in giro si incontrano moltissimi viaggiatori di questo tipo, ad esempio nei pressi del monolite abbiamo incontrato più di dieci mezzi accampati qua e là, che arrivavano direttamente dall'Europa, tramite la Spagna e il Marocco, cosa che ha loro consentito di visitare anche il Sahara Occidentale. Decisamente la considererei una gran bella esperienza, ma necessita comunque di un robusto investimento nel mezzo con cui affrontarla. La seconda soluzione, quella più semplice ovviamente è la ricerca di una agenzia sotto casa che ti dia il pacchetto chiavi in mano, senza nessuno sbatti. Oggi  la tendenza è quella di accorciare il viaggio il più possibile, sia per una ragione di costi, che anche per il fatto che la vita moderna ti costringe spesso a comprimere sempre di più i tempi di distacco dal lavoro. Quindi se escludiamo i pensionati, direi che queste sono le motivazioni che spingono in questa direzione, considerando tuttavia che i costi salgono considerevolmente, per più che giuste ragioni. Difficilmente scenderete sotto i 3000 € per viaggi di durata inferiore ai 10 giorni tutto incluso. I costi dell'agenzia in Italia, il lavoro che fanno al posto tuo, prenotazioni ed organizzazione, l'accompagnatore che sarà con te al seguito ed infine il corretto guadagno che chi svolge una attività commerciale deve avere per sopravvivere, sono i giusti motivi. Un plus che a volte questa soluzione vi propone è quella dei viaggi tematici, Ad esempio vi posso suggerire la proposta di viaggio  fotografico che effettua l'amico fotografo Roberto Cornacchia di Namaa Travel Photography (di cui consiglio di dare un occhiata al suo lavoro qui) su   robertocornacchia.com dove troverete tutte le informazioni per contattarlo. 

Infine la terza via, quella da me seguita del fai da te organizzato, che consiste nel preparare da soli tutto quanto serve per arrivare laggiù, scegliersi un'itinerario confacente ai propri interessi specifici e in base ai giorni necessari per svolgerlo e quindi rivolgersi ad una agenzia locale che ti assita in un viaggio su misura. In questo caso ovviamente più economico, per chi è in cerca di queste soluzioni, vi darò una serie di dritte qui di seguito assieme al caldo consiglio di rivolgervi all'amico Ahmed Salem, di cui vi segnalo le coordinate:

Mauritania train tour: www.mauritania-train-tour.com

email: mauritania1995.ahmed.tours @ gmail.com

mobile&Whatsapp: +222 481 433 27- +222 32 67 85 26

Facebook : https://www.facebook.com/ahmed.salme.37  e  https://www.facebook.com/profile.php?id=61555935399695

Contattatelo dicendogli il giro ed i punti di interesse che avete in mente ed i giorni a disposizione, se sarete da due o più persone, vi confezionerà il tour completo a prezzi molto concorrenziali (e con max tre turisti per Toyota pickup 4x4, per stare convenientemente comodi, noi in 4 avevamo due auto, mentre abbiamo visto gruppi con 4 turisti per auto più l'autista). A questo punto dovrete occuparvi di trovare un volo il più conveniente possibile e se mirate al risparmio, cominciate a cercare molti mesi prima, con i soliti criteri di ricerca di noi spendi poco dal braccino corto, specie ornitologica che alligna abbondante e sicuramente non in pericolo di estinzione. Giorni particolari, partenze flessibili consultazione del web accanita, meglio se tramite VPN, per trovare i voli più convenienti, ricordate che, anche se non è il caso di ripeterlo sempre, che ogni volta che vi collegate ad un sito, l'algoritmo  tende a far aumentare il prezzo, stessa cosa per chi usa Smartphone o peggio I-phone che viene considerato a priori più  ricco. Comunque per Nouakchott le soluzioni non sono molte. Le meno care al momento della mia prenotazione erano la Tunis Air (via Tunisi) che ha anche vinto sul Web, la segnalazione, non so quanto ambita, di peggior compagnia aerea del mondo! Era  in effetti la più economica e io la scelsi per il primo tentativo nel gennaio del 2025, ma è stata perennemente in ritardo e per quello più fastidioso, che chi fece arrivare alle 4 di notte con oltre 4 ore di ritardo, alla mia richiesta di rimborso dovutomi per le regole internazionali, seguendo le indicazioni del loro stesso sito, non mi ha neanche risposto, per cui l'ho cancellata dai miei fornitori, secondo la regola, se mi freghi una volta non ti darò più una seconda occasione per farlo. 

Tranquilla e consigliata oltre che poco più cara, la Royal Air Maroc, che mi ha servito nella seconda occasione. I tempi di volo sono più o meno gli stessi e di norma i voli arrivano là sempre dopo la mezzanotte, quindi pensate sempre a qualcuno che venga ad aspettarvi all'arrivo. Ricordate inoltre che per entrare nel paese è necessario il visto turistico che adesso si ottiene per via telematica, come e-visa, che vi verrà inviato in tre giorni. La pratica è semplice e veloce ed il pagamento in dollari americani viene fatto all'arrivo. Ricordatevi che nonostante abbiate già fatto tutto, la pratica all'arrivo è piuttosto lunga e al fine di non perdere più di un'ora all'arrivo, visto che saranno sempre le due o le tre di notte, precipitatevi subito all'ufficio visti, che sta alla vostra sinistra prima del controllo passaporti, coi soldi contati in mano, perché non hanno mai il resto (nel 2026 erano 60 USD, portatene 5 in più che magari è aumentato in corso d'opera) e il foglio stampato che vi è stato inviato. A questo punto bisogna pensare ad un'itinerario. Per chi viaggia da solo preparate almeno una cinquantina di fotocopie di passaporti e dati passeggeri (tutti in una pagina), da dare alle innumerevoli postazioni di controlli che troverete continuamente lungo la strada, questo velocizzerà notevolmente i tempi al passaggio, perché se no dovrete trascrivere ogni volta tutto a mano. Se invece siete con l'agenzia ci avranno pensato loro a farle. 

Per l'itinerario, ci sono soluzioni minime che vanno intorno alle 7 notti effettive (ricordatevi che bisogna sempre aggiungere 2 giorni per il volo, tra andata e ritorno) che vi consentiranno di fare un giro veloce ma abbastanza esaustivo dei punti topici, lungo la N1 con qualche sconfinamento nel deserto circostante. La soluzione che ho scelto io e che consiglio è di 12 notti effettive + volo, pari a 14 gg. e vi farà fare un giro abbastanza completo che comprenderà Nouakchott- Dune di Azoueiga- Terjit - Cinguetti - Graffiti di Amajar e Agrour - Ouadane - Occhio del Sahara - Atar - Zouerat - Le miniere di ferro e il famoso treno - Monolite di Ben Amira - Nouadibou - Cap Blanc - Parco del Banc d'Arguin - Villaggi della costa - Nouakchott. Questo giro consente di vedere tutte le cose principali del paese e tutti i siti Unesco segnalati. Per chi avesse 5-7 giorni in più da spendere invece, soluzione molto interessante, a queste cose verrà aggiunto un itinerario attraverso il deserto a sudest, assolutamente meno battuto, lungo la pista che porta al Mali consentendo di vedere anche le due altre città antiche della carovana di Timbuctù, che sono Tichitt e Oualata, con l'opportunità di contattare la tribù nomade dei Nemadi che cacciano coi cani, inoltre la pista che viaggerà sul bordo del confine maliano lungo la parte del Sahel mauritano che passerà anche per Tidjika (festival dei datteri), in una zona sahariana molto remota e Kiffa, nota per la produzione tradizionale del pane da parte delle donne. 

Questo itinerario è molto poco frequentato e dubito incrocerete altri turisti lungo la via, tuttavia credo sia di grandissimo interesse. Per quanto riguarda le sistemazioni, assicuro che sebbene ci troviamo in Africa ed in zone poco turistiche in cui i grandi resort vacanzieri sono praticamente assenti, tutte le soluzioni che troverete sono assolutamente valide, pulite e complete di tutte le comodità che ricercherete dopo le lunghe ore di piste nel deserto. Gli alberghi sono in massima parte nuovi, puliti e confortevoli con AC, docce calde e ovviamente l'ormai indispensabile wifi. In ogni caso per le comunicazioni, Ahmed provvederà a fornirvi una SIM da utilizzare sul posto e ovunque e funzionante spesso anche nel deserto, che ormai il mondo avanza anche lì. Per le notti che invece trascorrerete nel deserto saranno a disposizione tende grandi, più o meno confortevoli, ma sempre accettabili e tali da farvi godere le notti solitarie tra le dune. L'acqua imbottigliata sarà sempre a disposizione in quantità e per i pasti non mi dilungo più oltre visto che l'argomento è stato già trattato nel capitolo precedente. Dunque direi di lasciarvi andare e partire per visitare questo inaspettato paese che unisce l'interesse per un luogo assolutamente poco conosciuto al fatto di avere bellezze naturalistiche, soprattutto per gli amanti del deserto, straordinarie, unite a punti culturali ed etnografici decisamente insoliti e direi imperdibili. Andateci prima che diventi anche questa una meta di moda e troppo battuta.

Ahamed Salem


Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche  interessare:


Mau 27 - Considerazioni finali
Mau 26 - Ultimo giorno
Mau 25 - Mercato dei cammelli

sabato 4 aprile 2026

Mau 28 - Ma che si mangia?

Datteri e noccioline . Mauritania - gennaio 2026


Siamo finalmente arrivati al capitolo gastronomia, settore che ha i suoi amatori, visto che anche durante le mie chiacchierate, mi viene sempre richiesto di dedicare un piccolo spazio a questo argomento. Dunque voglio dedicare anche stavolta un piccolo spazio alla cucina mauritana o meglio a quanto avrete la possibilità di incontrare durante la vostra permanenza da turisti. La necessaria premessa è che questo territorio al confine tra due mondi ha tradizioni culinarie che provengono dalla sua storia recente, quindi le influenza fondamentali derivano inevitabilmente dal suo essere una terra di deserto, popolata da pastori nomadi, influenzata dalla cucina magrebina del nord, ma anche dalla vicinanza col Senegal a sud, senza ovviamente dimenticare i lasciti culturali lasciati dalla dominazione francese. Inoltre bisogna considerare che a causa della limitatezza delle risorse, siamo sempre come ho appunto rimarcato, nel deserto, la varietà non è l'aspetto che meglio contraddistingue i piatti mauritani. Quindi preparatevi al fatto che questo capitolo sarà più breve del solito. Consideriamo intanto gli ingredienti a disposizione. Uno di quelli più tradizionali e importanti anche per l'economia del paese è il dattero, considerato  una risorsa alimentare imprescindibile e sempre disponibile su tutte le tavole ed in tutti i mercati, grazie ad un prezzo contenuto accessibile a tutte le tasche. 

Potage di carote
Oltre a ciò, il prodotto è molto interessante dal punto di vista nutrizionale, in quanto oltre ad essere una fonte energetica ricchissima contiene molti altri elementi minerali e vitaminici eccellenti, tali che lo rendono anche in presenza di scarsità di altre derrate alimentari, una base sufficiente per garantire una accettabile sussistenza. Ecco perché troverete costantemente sottoforma di snack sulle tavole di tutti i locali o ristoranti un piattino di datteri, che parimenti vi verranno sempre offerti in occasione del tè o se verrete invitati in qualche casa o in qualche tenda, presenti anche come componenti di dolciumi di vario tipo. Ovviamente sono ancor più presenti nelle oasi. Le varietà più comuni sono tutti di origine locale. La più nota, specialmente nella zona di Atar è la Abel, caratterizzata da frutti piuttosto piccoli e schuri ma molto dolci. La colazione invece, come si può ben capire è fortemente influenzata dalla cultura francese, in particolare nelle città, anche quelle minori, nei locali moderni che sono sorti come i funghi e che offrono tranquillamente dolcini e brioche, con magari cappuccino e caffè accettabile, succo di frutta anche fresco, frutta fresca, confetture e yogurt, oltre alle omelettes a richiesta. Il pane che si trova comunemente nei ristoranti ed in famiglia e che fa grande mostra di sé nei mercati, è una baguette corta e grassoccia, molto fragrante se fresca, un po' gommosa dopo qualche ora, in linea con la sua progenitrice. 

pollo yassa
Nei pasti principali all'interno del paese il menù sarà piuttosto simile ogni giorno e senza scelta possibile. Un piatto unico di carne in umido con contorno, seguito eventualmente da frutta fresca se disponibile. La carne più comune è quella di montone o agnello (Bonava), abbastanza tenera e trattata in qualche modo precedentemente e marinata a lungo, che rende meno forte il suo sapore ircino, che spesso a noi non è gradito. Poi abbiamo quella di cammello sempre principalmente a bocconcini stufati (Chubbagin), infine il pollo (Al aich) presentato più o meno allo stesso modo. Se l'agnello stufato viene servito su una base di focaccia di miglio o su una crepes, del tipo della anjera etiope, si chiama Leksour. Questa tipologia di stufato viene accompagnato generalmente da un abbondante contorno di riso e un misto di verdure in umido costituito da legumi, carote (l'ortaggio principale del paese), patate e pomodoro e melanzane, in una sorta di ratatouille dolce e piacevole. La presenza di spezie è assolutamente moderata quando non inavvertibile. Un altro piatto di pollo che potrete trovare soprattutto nel sud del paese è il pollo Yassa di origine senegalese, marinato a lungo e cotto con abbondantissime cipolle, succo di lime, senape e spezie, servito con riso bianco. L'altro piatto classico è il cous cous, principalmente di miglio cotto con la stessa tipologia di carni e verdure di cui sopra. 

Riso
Un altro modo imperdibile di provare la carne di montone o meglio di agnello, in forma di spiedini grigliati, si chiama Mechouì, di tradizione maghrebina, davvero squisito e che vi consiglio di non perdere assolutamente. Raramente nelle oasi lo potrete anche trovare cotto nella buca sotto terra, tenerissimo e fragrante e tipico delle feste. Negli alberghi, a cena, in genere viene anche proposta una zuppa. La più comune è una vellutata di carote, dolce e piacevolissima; l'altra servita più raramente ma assolutamente  tradizionale è l'Harira a base di ceci, lenticchie, legumi vari e pomodoro, anche con carne e riso per arricchirla, questa con più abbondanza di spezie africane e coriandolo, decisamente più araba. Rimane infine l'altro alimento base che si trova soprattutto nella fascia del mare e nella capitale, il pesce. Sia pesci e parliamo di specie oceaniche pregiate, che crostacei, come gamberoni e aragostine, vengono serviti principalmente grigliati e oltre a essere ottimi e gustosissimi, sono anche estremamente accessibili come prezzo, praticamente gli stessi dei piatti di carne. Consideriamo inoltre che in Mauritania, una grande quantità di pesce viene essiccato al sole e ridotto in farina. Uno dei piatti classici che utilizza questo prodotto oltre al pesce fresco è la Thiecoudienne, in cui il riso viene cotto a lungo con il pesce fresco o essiccato e le verdure, pomodoro e spezie e rappresenta anch'esso un piatto unico assolutamente valido. 

Pesce alla griglia
Ovviamente con il cous cous si trova anche la versione col pesce. Per il dolce, oltre alla pasticceria francese con abbondanza dell'uso di dattero e frutta secca, ci sono i soliti dolci di tipo mediorientale con abbondanza di miele, un po' stucchevoli per il nostro gusto. Si dice bene del Pudim di Avocado, di provenienza franco-portoghese, frullato con uova e zucchero e poi cotto a bagnomaria e servito freddo, ma si trova soprattutto al sud e io non ho avuto occasione di provarlo. La frutta è costituita principalmente dalle banane e dai datteri, oltre a cocomeri e meloni e viene servita a richiesta. Per le bevande sarete continuamente riforniti di acqua purificata piatta in bottiglia, che si trova davvero ovunque, nei posti più sperduti del paese. Abbiamo poi succhi di frutta in cartone e a volte carcadè fresco. Assenti come prevedibile alcoolici e birre. Un capitolo a parte, come ho già ricordato più volte va dedicato al tè, una tradizione che sconfina in una vera e propria cerimonia, che vi verrà offerto ogni volta che verrete invitati ad entrare da qualche parte. La preparazione è piuttosto lunga e la bollitura con la menta e lo zucchero e avviene in chicchere metalliche dal lungo becco dalle quali l'infuso viene versato in piccoli bicchierini e travasati infinite volte da uno all'altro, fino a che forma un spessa schiumetta. Il prodotto ha un sapore forte e tannico, in cui prevale il profumo di menta e la zuccherosità. Ne devono essere serviti sempre i quattro tradizionali bicchierini per ciascun ospite. Direi che ho detto tutto e buon appetito.

Il tè nel deserto


pollo
Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche  interessare:


Mau 27 - Considerazioni finali
Mau 26 - Ultimo giorno
Mau 25 - Mercato dei cammelli










Gamberoni


























Mechui

M18 - La forza del destino

venerdì 3 aprile 2026

Mau 27 - Considerazioni finali

Sahara mauritano - gennaio 2026

 

Agricoltura nelle oasi
Anche questa esperienza è arrivata al termine, è stata decantata e digerita e credo che dopo ormai quasi tre mesi sia il momento di tirare le somme e fare un'analisi sufficientemente distaccata sul viaggio e sul paese in generale, fatte salvi i consueti distinguo sulla pretesa di voler dare giudizi, tra l'altro non richiesti, su un intero paese, dopo averci soggiornato solo un paio di settimane. Intanto cominciamo a dire che per me questo viaggio è stato piuttosto particolare, nel senso che per poterlo portare a conclusione ho dovuto andarci due volte di seguito a causa dell'incidente, la caduta con conseguente frattura scomposta dell'omero che mi ha costretto ad interrompere il primo tentativo e a tornare precipitosamente a casa dopo soli quattro giorni. Questo evento, pur molto fastidioso, ha comunque avuto dei meriti, il primo quello di testare l'assicurazione medica che stipulo di solito e della quale non sai mai se funziona o no, fino a quando non hai l'occasione e la necessità di provarla realmente e che, in questo caso, ha dato un'ottima prova di sé. In secondo luogo, quella di avere l'esperienza della sanità e del suo svolgersi in un paese africano, normalmente giudicato appartenere al terzo mondo. E anche in questo caso, l'esperienza deve essere definita positiva, avendo testato la realtà sanitaria locale che si è dimostrata a suo modo efficiente, collaborativa e disponibile a risolvere un problema (in maniera tra l'altro del tutto gratuita), cosa che sinceramente non mi aspettavo e ho apprezzato. 

Nel deserto
Infine, aggiungi che quei pochissimi giorni di esplorazione del paese mi hanno aperto un ventaglio di interessi che avrebbero spinto chiunque a voler proseguire questa esperienza per condurla a termine in ogni  modo, appagando quelle curiosità che il pur brevissimo contatto avevano stimolato. Così è nata la necessità di un replay, che l'ormai amico Ahmed, ha spinto simpaticamente in ogni modo, convincendomi ad effettuarla non appena si è aperta una adeguata finestra. Così non ho nessun dubbio a confermarvi che l'esperienza è stata assolutamente positiva e che questo paese merita di essere visitato, dedicandogli il massimo del tempo che avrete a disposizione. Ne parlerò più diffusamente nel capitolo dedicato all'organizzazione del viaggio. Qui invece mi preme di raccontarvi meglio la Mauritania in generale e le sensazioni che ho provato. Come abbiamo più volte rimarcato, questa è una meta decisamente dimenticata dal turismo di massa e questo è un altro punto di forza del progetto, visto che ormai uno dei problemi inevitabili che affliggono il viaggiatore è quello dell'overturism, piaga moderna che ormai affligge più o meno tutti i posti più belli ed interessanti del mondo. Qui invece avrete l'opportunità di vedere luoghi molto interessanti anche in totale solitudine e quindi di poterveli godere al massimo, cosa che è anche possibile non duri per moltissimi anni. Ma cosa possiamo dire in generale della Mauritania?

Altipiani
Avrete davanti a voi un paese di grandi dimensioni costituito principalmente dal deserto, sicuramente una delle più belle del Sahara dal punto di vista del paesaggio, uno dei pochi luoghi dove questo mondo di solitudine si congiunge con l'oceano con effetti straordinari, ma, come ovvio una nazione completamente spopolata a causa del suo clima estremo, tra l'altro in continuo peggioramento a causa dell'innegabile riscaldamento globale. Inoltre questa scarsa popolazione, che arriva poco oltre ai 4 milioni di persone, si sta raggrumando sempre di più nella capitale che comincia a presentare, come è naturale che accada, tutte le problematiche delle megalopoli, mentre il resto del territorio, si spopola sempre di più lasciando villaggi che non possono mantenere il passo del mondo moderno, rimanendo attaccati a tradizioni di un passato oggi ormai disfunzionali. Così ci si ritrova in queste oasi che erano l'ossatura della vita e anche dell'economia del paese, con una popolazione sempre più anziana, con i giovani migrati in città e la realtà agricola locale sempre più vicina all'insostenibilità. Bisogna anche ricordare che la rete delle oasi e delle sue attività commerciali, mantenevano in vita il deserto, anche dal punto di vista della conservazione del territorio, in quanto proprio per le loro necessità di sopravvivenza, gli abitanti, nel passato e fino ad oggi, hanno contribuito ad evitare l'avanzata delle sabbie, che se lasciate a se stesse, si mangeranno a poco a poco gli insediamenti, cancellando via via le stesse presenze umane fino a completare l'opera di desertificazione di tutta l'area. 

Oasi
Sono le stesse problematiche delle aree marginali di tutto il mondo che anche in presenza di ecosistemi diversi, ricadono negli stessi finali e voglio citare, per fare un paragone, lo spopolamento delle nostre aree montane o l'abbandono delle zone che ancora presentavano agricolture estreme, che rimaste senza cura provocano col passare del tempo enormi fragilità e i dissesti idrogeologici ben noti e conseguenti costi. La Mauritania è al momento un paese considerato tra i più poveri del mondo (risulta infatti al 153° posto) con una vasta parte della popolazione, quasi la metà, che vive con meno di 2 $ al giorno ed una aspettativa di vita attorno ai 60 anni. Tuttavia bisogna calare questi dati nella realtà locale che potrete notare bene girando per il paese. Infatti, tolta la capitale, nel resto del paese, i bisogni reali sono molto bassi, visto che da sempre il deserto e l'austerità del modo di viverlo di quelle popolazioni è in generale di completa autosufficienza, cosa che rende certi confronti decisamente fuorvianti. Infatti vivendo la vita delle oasi non avrete la sensazione di una povertà tragica e moralmente offensiva, ma vedrete gente che vive tutto sommato dignitosamente, di quello che la natura e i loro sforzi concede loro, come fanno da millenni i popoli di nomadi allevatori e che campano di agricoltura povera e di allevamento estensivo. 

mercati locali
In effetti gli stessi Mauritani, considerano che le cose dal punto di vita economico, non vadano male, che il paese stia progredendo e il futuro sia ragionevolmente positivo. Teniamo conto del fatto che la Mauritania ha solo sessant'anni di indipendenza e tra questi, i primi piuttosto travagliati, non solo, nello scorso decennio ha dovuto affrontare anche problemi di infiltrazioni di movimenti estremisti ai suoi confini e solo da poco quindi si trova in una situazione di relativa tranquillità. Inoltre, data la sua ovvia debolezza politica e di esperienza internazionale è ancora oggi soggetta a pressioni esterne neocolonialiste, da parte di tutti quei paesi golosi delle sue risorse naturali, dei quali tuttavia ha necessità, mancando giustamente di esperienza e dei capitali necessari ai colossali investimenti di cui queste attività necessitano. E ricordiamo tanto per gradire che è la Cina il paese verso e dalla quale la Mauritania ha il maggiore interscambio come quasi in tutte le altre nazioni africane. Al momento il paese è molto indirizzato, tutto sommato, a valorizzare le sue ricchezze, attività estrattive, ferro, fosfati, oro, diamanti e altri minerali, che rappresentano un po' l'ossatura economica del paese e delle quali la famosa ferrovia è lo specchio iconico. Sembra che ci siano anche opportunità concrete per gli idrocarburi e il gas, di cui pare ci siano giacimenti da esplorare offshore e visto che il fabbisogno di energia di questo mondo in generale, continueranno inevitabilmente a crescere, potrebbero diventare un risorsa interessante. 

oasi
Non dimentichiamo che qui siamo in una delle posizioni geografiche più favorevoli del mondo per quanto riguarda la produzione di energie rinnovabili, senza togliere terreno all'agricoltura. L'altra risorsa  è rappresentata dalla pesca grazie alla sua posizione sull'oceano che qui ha uno dei suoi punti più ricchi e purtroppo al momento troppo sfruttati, avendo un passato il governo ceduto i diritti di pesca a voraci potenze straniere, in cambio di poche noccioline, come si dice. Rimane infine la parte prodotta da allevamento e agricoltura. quest'ultima principalmente nella fascia del Sahel al meridione del paese. Tuttavia ricordiamo che un buon 40% delle necessità di derrate agricole deve essere importato. Non dimentichiamo anche che la Mauritania ha ormai centri universitari validi e sembra, una buona scolarità e non mancano attività avanzate. Abbiamo conosciuto ragazzi che lavorano in società che si occupano della produzione di idrogeno verde, tanto per fare un esempio. Tuttavia, con tutte le sue criticità, al momento il paese non sembra presentare fenomeni di mancanza di lavoro, anzi, in effetti importa manodopera dai paesi vicini come Senegal, Gambia e Mali. Stranamente e probabilmente pompata per interessi politici, avanza un senso di insofferenza verso la cosiddetta migrazione clandestina, guarda caso, tasto su cui tutti i politici peggiori spingono quando non riescono a dare risposte valide ai problemi interni. 

Mercato delle divorziate 
Dal punto di vista religioso poi, la Mauritania è quasi totalmente islamica sunnita, di scuola malikita, come quasi tutto il resto del Nordafrica, tuttavia come ho già detto non dà l'impressione di essere particolarmente massimalista, anzi la posizione femminile è decisamente migliore che in altri paesi, come ho detto e ufficialmente ci sarebbe libertà religiosa rispetto agli altri credi, nella capitale abbiamo visto la chiesa cattolica regolarmente aperta. Tuttavia sembra rimangano ancora posizioni meno aggiornate nel campo dei diritti umani, ad esempio l'omosessualità è ancora considerata un crimine punibile con la pena di morte, anche se questo solo dal punto di vista teorico, visto che l'ultima esecuzione (ma per alto tradimento) fu effettuata nel paese, su tre ufficiali quaranta anni fa. Dobbiamo comunque ricordare che la Mauritania è proprio al contatto tra le popolazioni arabe del nord, i berberi del deserto e l'Africa nera del Sahel al sud, cosa che, vista appunto la presenza di popoli e tribù decisamente diversi ha sempre provocato frizioni anche importanti, visto anche che questo è stato l'ultimo paese del mondo ad abolire la schiavitù nel 1961 e successivamente con un decreto nel 1987, pur se senza sanzioni pratiche e infine ancora finalmente criminalizzata nel 2007 e ancora stabilita come crimine contro l'umanità nel 2015, ma che tuttavia pare ancora ufficiosamente presente nelle zone più marginali, con rapporti opachi di lavoro gratuito o semigratuito che sembrano riguardare quasi mezzo milione di persone. 

Barche da pesca
In effetti gli abitanti sono suddivisi tra arabo/berberi, circa il 30%, neri per un altro 30 % ed un ulteriore 40% di neri arabizzati, i cosiddetti Haratin, quelli più coinvolti nei problemi di subordinazione lavorativa, mettiamola così. I contrasti tra di loro, anche del passato recente, sembrano al momento abbastanza sopiti, situazione tipica delle economie in via di miglioramento, anche se le comunità afromauritane (Wolof, Pulaar) denunciano discriminazioni di vario tipo. Questa è un po' la situazione che ho avvertito traversando il paese da ovest a est, non così disastrosa da come si vuol raccontare nei numeri, anche se ancora molto lontana da una concezione completamente moderna. Un altro aspetto che non potrete non notare visitando il paese, è l'accoglienza straordinaria che vi verrà fatta dovunque vi troverete, in qualunque luogo in cui avrete occasione di sostare. Contatti in cui si avverte una grande simpatia verso lo straniero (quello ricco ovviamente, anche se non porta direttamente soldi) e grande curiosità e desiderio di conoscenza, questo appare palesemente in contrasto con quello che si diceva fino ad un decennio fa, quando si sentiva di una certa palese avversione, se non addirittura di ostilità verso lo straniero in generale, che al momento, secondo la mia esperienza, mi sentirei di smentire decisamente. 

pescato del giorno
Un ulteriore punto assolutamente poco conosciuto e assolutamente non immaginato, è quello della predisposizione quasi naturale, dovuta alla sua lunga storia in materia, all'arte, alla letteratura, la poesia e la musica, derivata da tradizioni che affondano nella fase medioevale che faceva di questo paese uno dei più interessati al sapere in generale e ne faceva sede di sapienti e studenti che arrivano da tutto il mondo arabo e che sono riuscite a conservare anche la nostra cultura classica che rischiava di andare in parte perdura durante il nostro periodo più buio. Tutto questo, di norma non è molto prevedibile per un popolo delle sabbie, che magari superficialmente supponiamo dediti unicamente e da sempre dediti ad allevare capre e cammelli. Di questo aspetto fanno parte le famose biblioteche ancora nascoste tra la polvere delle città del deserto e che rappresentano una delle curiosità assolute che offre questa terra. Questo germe ancestrale nato almeno 1000 anni fa e cresciuto nel fertile pensiero dei regni sahariani (in Europa è una porzione della storia completamente negletta), è proseguito poi con le  tradizioni popolari come quella dei cantastorie (i griot), personaggi iconici portatori di quella cultura orale ancora oggi diffusissima e ammirata in tutta l'Africa Occidentale. A tutto questo aggiungete il fascino del deserto che qui potrete assaporare al suo massimo. Queste direi che sono le impressioni che mi ha lasciato questo paese, che, per tirare le somme, mi appare un po' in bilico tra passato e futuro, pronto a spiccare il volo, ma frenato dalle grandi difficoltà che vengono poste da un lato da tradizioni ancora un po' pervasive e dagli appetiti voraci di chi lo circonda cercando di approfittare al massimo delle sue debolezze, della mancanza di "astuzia" da parte della sua popolazione e dei suoi governanti, per cercare di depredare il più possibile in cambio di perline colorate metaforiche, ma economicamente pericolose come quelle reali che scendevano dai velieri che un tempo arrivavano fino a queste coste. 


Banc d'Arguin
Se ti è piaciuto questo post, ti potrebbero anche  interessare:


Mau 26 - Ultimo giorno
Mau 25 - Mercato dei cammelli











M18 - La forza del destino

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 122 (a seconda dei calcoli) su 250!