lunedì 10 febbraio 2020

Cina 48 - Yang Shuo


Nine horses mural mountain

La nave scivola leggera sulle acque azzurre del fiume. Lungo le rive i rami degli alberi si chinano anch'essi per carezzarle. Le sagome dei monti incombono attorno. Se vado avanti così la melassa del caramello mi imbratterà tutte le dita e non riuscirò più a digitare sulla tastiera. Però questo paesaggio è così inequivocabilmente cinese che chiunque lo riconoscerebbe al primo colpo d'occhio. Mi sono ritagliato un posticino sul ponte superiore e lo lascio scorrere attorno a me senza troppa ansia di scoprirne i punti più accattivanti, cercando di assorbirlo senza sforzo cognitivo, diventandone parte al solo attraversarlo. Non ha grande importanza se la sua condizione, la visibilità, l'attenuazione dei colori che la tenue foschia induce, ne mutano o ne peggiorano l'aspetto esteriore, se la rumorosità della gente che mi circonda cerchi di turbarne la bellezza intrinseca. Se pratichi il tai ji dovresti essere abituato a questa posizione verso l'ambiente esterno che ti circonda. Una attenzione distaccata che te ne fa comunque assorbire l'essenza ma senza il turbamento che rumori, qualità visiva e tutto quanto sta "sopra", cerchino di coprire l'essenza di quanto ci circonda. L'ambiente e le sue manifestazioni non devono incidere minimamente con la fruizione del reale intrinseco. Devi staccarti dall'ansia di non perdere il punto più bello o meglio esposto; devi diventare tu stesso parte di quanto ti circonda, farti paesaggio, essere quel monte o quel rilievo ricoperto di verde, respirare come le foglie di quegli alberi, suonare come l'acqua che scorre sul greto per farlo davvero tuo e godertelo fino a fondo. 


La famosa banconota
Così le ore passano e la bellezza scorre intorno a te, l'importante è riuscire a coglierla, ad avvertirla nelle sue sfumature e poco importa se i tuoi scatti saranno lontani da quello che speravo o che hai visto e che forse è stato parte importante nello spingerti a venire fin qui. Il risultato per te stesso rimarrà comunque importante. Intanto che rimugino questi borborigmi interiori, fallendo già in partenza quella concentrazione necessaria alla fruizione che ho appena descritto, della serie in teoria sai tutto, ma nella pratica poi..., sento grande  agitazione intorno e capisco immediatamente che siamo arrivati nel punto tanto atteso, la cosiddetta nine horses mural mountain, cosa del resto rimarcata dall'altoparlante che lo strombazza ai quattro venti nel timore che qualcuno se lasci sfuggire. Ecco infatti tutte le persone intorno a me che hanno in mano la famosa banconota da venti yuan, la brandiscono con la sinistra levandola al cielo come un vessillo, per confrontarla con il quadro che ci sta davanti e con la destra scattano senza posa, allungando il bastone telescopico reggi telefonino di cui tutti sono dotati, venduto comunque in caso di colpevole dimenticanza, in tutti i banchetti di souvenir. L'ambiente tutto attorno dà in ogni caso una sensazione di natura in cui l'uomo è stato poco invasivo, cosa assolutamente rara in questo paese sovrappopolato. C'è anche, tuttavia qualche presenza agricola visibile, limitata soprattutto a frutteti di agrumi. Questo è il regno dei kumquat, i minuscoli agrumi usati sia per produrre deliziosi canditi, che per i più vari usi alimentari. Ne troveremo traccia abbondante nei mercati della zona. Intanto il tempo scorre velocemente e le cinque ore previste arrivano alla loro naturale conclusione.

Una casa sul fiume
I circa 80 chilometri costituiti dalle centinaia di anse larghe ed allungate o continue e costrette, dove la corrente si fa più rapida, sono una continua esposizione di quadri delicati che incantano e delle ore che passano alla fine non ti accorgi. Quando si arriva al molo di Yang Shuo sei subito tentato di dire, ma siamo già arrivati? Lasciamo la distratta compagnia del nostro tavolo, campo di battaglia di carapaci di gamberi e gusci di arachidi e dunque eccoci qua in questo paesino, altra icona turistica dell'area, circondato a sua volta dalle colline carsiche dalle forme più varie e percorso in lungo ed in largo dalle torme di turisti che qui convergono in questo che alla fine è una sorta di percorso obbligato. A Yang Shuo, si può scegliere di rimanere una notte, per visitare i dintorni e vedere altre colline che sono abbondantissime all'intorno, da un altro punto di vista che non sia quello del fiume, girando la campagna in bicicletta o perché no, salire un poco più in alto per vedere questo straordinario panorama da un punto di vista più elevato e più ampio. Noi ci limitiamo a percorrere le vie del paese, che come naturale è stato trasformato in un totale emporio di bancarelle e negozietti che offrono a chi passa tutto quanto è legato a questa zona così nota della Cina. Ci fermiamo a guardare un artista di strada che dipinge con le mani piccoli rotoli di carta. Con leggeri colpi del palmo sporcato dal nero del bastoncino di china, stemperato con l'acqua nella pietra apposita, stende sulla carta macchie sfumate apparentemente casuali, che però subito dopo prendono forma e mostrano i fianchi delle colline che strapiombano su un'ansa del fiume. 

Il fiume Yulong
Davvero belli e suggestivi e lo si capisce dal capannello di gente attorno che approvano con assenso ammirato. L'artista è chiaramente compiaciuto dell'attenzione che suscita e riesce a monetizzare gli sforzi piazzando seduta stante qualcuno dei suoi lavori. Noi proseguiamo nella balconata che segue il fiume per quasi tre chilometri, che altro non è che un susseguirsi di bancarelle che vendono di tutto, dalle pietre colorate, agli oggetti in corno, in carta o in stoffa ricamata. Alcune cose molto belle, altre paccottiglia. Sono attirato da alcune mini ochette di legno colorato che possono fungere da chiudipacco o segnaposto, dalle bacchette incise e laccate e dai ricchi ricami che ornano frammenti di stoffa, o le superfici di scarpine di pezza. Altro versante è quello della frutta, fresca, candita oppure essiccata. Mi fermo incuriosito ad un banchetto che espone una intera sezione di cose secche tondeggianti, piatte, di colore rosso scuro. Cerco di capire di cosa si  tratti. Il tizio me le mostra e guardando bene sopra e sotto si capisce finalmente che si tratta di cachi secchi, che non avevo mai visto. All'interno la polpa è dura e pastosa come fosse una crema densa. Il tipo me ne fa assaggiare uno. E' una delizia assoluta dolce e profumata che non mi aspettavo e che mi conquista immediatamente. Mai mangiata una delizia simile. Certo non danno lo stesso piacere dell'arte dispiegata nei quadri eleganti e raffinati, ma ragazzi, che spettacolo, anche il gusto, non inteso come artistico vuole la,sua parte. Anche se non sono regalati, 5 Y ogni tre pezzi, me ne compro subito un bel pacchettino che purtroppo temo durerà poco. Per fortuna ne troverò altri prima di tornare.

Facendo il croccante
Proseguiamo la passeggiata. Anche quando entriamo nel paese le vie del centro sono tutte costipate di negozietti simili. Mi attardo un poco a trattare un set di pennelli che comprende tutta l'attrezzatura necessaria per la pittura a china, pietra scavata, bastoncino, ciotolina in porcellana per l'acqua, appoggia pennello e così via. Molto bello e fatto subito mio per 288 yuan. La signora ha ceduto subito ridendo sul doppio otto dopo una trattativa estenuante ma divertente che a momenti ci fa arrivare tardi all'appuntamento che abbiamo col pullman che ci aspetta nel giardino sul fiume. Davanti a noi un grande monte incombe sulla strada. Tra le piante che lo avvolgono intravedi la roccia scabra e tenera allo stesso tempo destinata a sbriciolarsi via via sotto la furia delle piogge di primavera e tenuta insieme dalle radici delle piante che lo ricoprono. Il resto del paese popola le rive del fiume in un punto in cui riceve un piccolo affluente secondari. Certo che avere un giorno in più da dedicare ai dintorni sarebbe interessante. Mentre aspettiamo davanti ad un negozio laboratorio, butto l'occhio dentro. Davanti ad un pentolone di metallo, una ragazza mescola con un lungo bastone una pasta di arachidi e caramello per ottenere il più classico dei croccanti, che poi stende una superficie di marmo per fare i panetti. Non resisto e ne acquisisco subito una tavoletta che poi si lascia sbocconcellare, scrocchiandomi tra i denti che rimangono poi inevitabilmente incollati, mentre aspettiamo l'arrivo del nostro mezzo tra un gruppo di famigliole cinesi con tanto di mascherine. Che sospettassero già qualche cosa? Va bé, intanto il croccante, a parte la collosità, si lascia mangiare senza problemi. Saliamo con gli altri seguendo la capapullman, una ragazzina talmente piccola che dal gruppo emerge solo la sua bandierina sollevata verso l'alto. 



SURVIVAL KIT

Yang Shuo
Yang Shuo - Paesino caratteristico, a 83 chilometri dal centro di Guilin sulle rive del fiume Li e capolinea della escursione sul fiume. Si può scegliere anche di pernottare qui per visitare i dintorni ed esempio in bicicletta, ma in questo caso dovrete programmare almeno un giorno in più di permanenza in zona. Quattro notti invece di tre insomma. Alla fin fine a parte il paesaggio che lo circonda, il paese non è particolarmente interessante ma l'attività più bella e consigliata può essere il giro sulla zattera  sul fiume Yulong, l'affluente del Li, che costa circa 200 Y, partendo dal molo di Jinlong con ritorno in bici in paese attraverso la campagna in un'oretta circa a secondo dei foto stop (bici a 40 Y). Sembra che in queste zone laterali sia possibile vedere ancora la pesca col cormorano, per lo meno quella approntata per i turisti  Viene offerta, mi sembra, come escursione a 50 Y, anche di sera, cosa che, tramonto incluso, la rende interessante dal punto di vista fotografico. Vedete voi, dipende da quanti giorni avete a disposizione. Tenete conto che in questo caso non potrete sfruttare la recente opportunità, data di usare lo speciale visto di transito turistico gratuito di 72 che viene rilasciato all'arrivo a Shanghai e che consente appunto di visitare Guilin durante uno stop over in Cina. Yang Shuo si può raggiungere anche direttamente dall'aeroporto, c'è un bus navetta a 50 Y. In taxi è piuttosto oneroso perché l'aeroporto è lontano (calcolate almeno 400 Y).


Vedute sul fiume Li

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