giovedì 13 febbraio 2020

Cina 50 - Le terrazze della spina del drago


Le donne Yao si asciugano i capelli

Casa Yao
Saranno le luci che si riflettono sul lago, saranno le pagode illuminate, sarà la massa di ragazzi che popolano la notte del centro, ma passeggiare a quest'ora per questa Guilin, è davvero piacevole. Fermarsi a sentire qualche artista di strada, guardare i venditori di pietre o i banchetti di street food, ti fa sentire in una delle tante grandi città moderne del mondo, neanche ti accorgi delle scritte in caratteri cinesi o dei tetti dei palazzi con gli spioventi girati all'insù. Anche se il sottofiletto è duro come una ciabatta, viene compensato dalla posizione del ristorante la cui terrazza dà sullo struscio della via pedonale. Chissà adesso che deserto! Non mi va neanche di pensarci. In albergo confermo il giro di domani, ma i due ragazzotti sono un po' gnucchi, benché gentilissimi e volenterosi ed intendersi non è cosa facile. Sia come sia, la mattina dopo, il van che ci viene a prelevare verso le 8 e 30, è già carico. Una deliziosa ragazzina australiana di chiara origine indiana, che avevamo già visto ieri sul battello e tre studenti tedeschi in Erasmus che approfittano dei giorni di vacanza per girare un po' il paese. Ovviamente essendo già qui da un po' hanno una certa dimestichezza con i meccanismi cinesi, infatti, spiaccicano già qualche parola e sono tutti dotati delle apposite app sul telefonino per pagare qualunque cosa senza bisogno di contanti. La strada di oggi intanto serpeggia nel paesaggio collinare che circonda Guilin, ma ci vogliono almeno un paio di ore per arrivare all'area di Long Sheng (龙胜 - il drago meraviglioso) per potersi arrampicare sulla famosa dorsale chiamata Longji Titian (龙脊梯田 - Le risaie a terrazze della spina dorsale del drago).

Lana per ricami
Il panorama non cambia mai, le formazioni carsiche caratteristiche di Guilin sono una specie di marchio di fabbrica e continuano a popolare la zona anche molto lontano dalla città. Tanto verde, piante da frutto e piantagioni di the che proseguono in un territorio popolato di piccoli villaggi sui fondovalle e case sparse tra le colline. Quando si arriva in zona si prende una strada laterale che si infila in una valle stretta e dopo poco compaiono le prime case di Huang Luo, un paesino di etnia Yao, noto soprattutto per i lunghissimi capelli delle donne. Per tradizione qui, le ragazze se li tagliano una sola volta nella vita, a 18 anni e conservano la lunga ciocca, aggiungendola successivamente al resto della chioma,  che continuerà a crescere per tutto il resto della vita, come una sorta di extention, fino a superare i due metri. Oltre alla bellezza straordinaria di queste masse davvero imponenti di capelli, c'è il fatto che rimangono nerissimi, robusti e forti fino alla tarda età, grazie si dice al lavaggio settimanale che viene fatto con uno shampoo a base di riso fermentato e della purissima acqua del fiume. Naturalmente questo particolare prodotto è stato certificato dalla scienza che assicura capelli sani e straordinariamente robusti a vita, quindi chi è interessato non deve trascurare assolutamente questa visita. Le ragazze poi, avvolgono i lunghi capelli in una matassa fino a creare una crocchia dalle forme differenti, ma che indicano, se nascosta da un velo, che è in cerca di marito, se è avvolta a padellone, che la donna è sposata ma che non ha ancora avuto figli, cosa che invece è certificata da una specie di bozzo nella parte anteriore.

Donna Yao Sposata con figli
Le ragazze si lavano i capelli
Certamente, una volta le chiome meravigliose potevano essere sciolte solo davanti al marito, ma oggi siamo in una epoca di business e di assoluta globalizzazione, tutti vengono fin qui apposta per vedere. Dunque le ragazze si sono organizzate spudoratamente e all'arrivo dei visitatori, nella casa della locale proloco, appositamente preparata ecco che si esibiscono in danze e canti, vengono offerte squisitezze locali di ignota consistenza, si beve alcol di riso, poi viene esibita la decana del paese, ultranovantenne, sostenuta a braccia dalle pronipoti che scioglie la sua chioma nerissima davanti a a tutti, mostrandone la incredibile lunghezza di quasi tre metri e infine con un gran coup de théatre, si apre il fondale della sala che mostra il paesaggio del torrente che scorre dietro le case e un gruppo di una decina di ragazze che, sciolti i capelli, se li lavano nelle acque del fiume. Ragazzi, ditemi pure che è una turistata, che è una trappola per gonzi, ma accidenti, a parte il fatto che i capelli ci sono davvero e che lo spettacolo è assolutamente bello e i costumi magnifici, ma se queste poveracce continuano a mantenere questa tradizione, credo anche piuttosto impegnativa e grazie a questa ci tirano su quattro soldi, vogliamo lasciarglielo fare senza stare troppo a criticare? Non ti preoccupare che poi ne trovi ancora sparse tra le colline, di queste donne dai bei costumi blu e dalle crocchie nere raccolte, mentre lavorano i campi e se tutto questo contribuisce a mantenere una tradizione, lasciamogliela stare e buona notte.

Pollo cotto nel bambù
Le signore comunque, che ritrovi anche dietro qualche banco che vende erbe, ortaggi e frutti, sono tutte piuttosto ben piazzate fisicamente, pare che qui, contrariamente ai gusti degli Han, che volevano ragazze minute coi piedini costretti nelle scarpine di 8 cm., le preferiscano con le cosiddette tre grandezze: voce grossa, piedi grossi e tette grosse, così, tutte quelle che vedi circolare hanno una stazza piuttosto importante. Quando poi un ragazzo ha una simpatia particolare per qualcuna le si avvicina e le da un piccolo pestone su un piede, se la ragazza gradisce non si lamenta, se no forse gli dà uno sberlone, che qui hanno le mani pesanti abituate a manovrare la zappa bidente. Sarà per questo che si preferiscono quelle coi piedi grossi. Ci fermiamo a mangiare nel villaggio, in un ristorantino dove vengono serviti piatti della cucina Yao, per la verità non molto dissimili dai soliti, patate, pomodori, uova, un po' di altre verdure con riso e pollo bollito nel bambù (col supplemento prezzo). Poi la strada prosegue nella valle fino al villaggio di Da Zhai, ai piedi delle famose risaie. Qui il panorama è assolutamente spettacolare. Le colline davanti a noi si innalzano fino a mille metri di altezza con tutta una serie di scoscendimenti e rientranze che formano decine di vallette parallele. Tutto il territorio si allarga per almeno 15/20 chilometri ed è completamente ricoperto di terrazze contigue presenti anche nei punti più scoscesi, in piccolissimi appezzamenti larghi anche solo poche decine di centimetri. Un lavoro colossale durato secoli, che qualche anno fa sembrava in fase di abbandono, data la grandissima fatica che occorre per mantenere questa struttura e che invece ora si cerca di tutelare assolutamente aiutando gli agricoltori locali affinché non lo lascino andare in rovina.
Terrazze
L'andamento sinuoso delle coste delle colline che si protendono nella valle fino a formare quella che viene appunto chiamata la spina dorsale del drago e le risaie che la ricoprono, contribuiscono a creare un paesaggio assolutamente unico, che presenta nelle varie stagioni aspetti diversi e spettacolari. Questo luogo è davvero molto popolare in Cina ed i fotografi accorrono ad ogni cambio climatico per catturare le viste migliore, bianche ed innevate d'inverno, a specchio che riflette il cielo azzurro quando in primavera vengono riempite di acqua, verdissime in estate e infine giallo oro alla raccolta, quando finalmente i campi si riempiono di donne che sfalciano il riso ammucchiandolo in piccoli covoni dorati. Insomma un luogo particolare amatissimo dai grandi camminatori che si arrampicano lungo i diversi sentieri che risalgono le colline. Per arrivare in cima il percorso più rapido è una scalinata di pietra di circa 2000 gradini. Non è male direte voi, ma se con gli occhi vuoi godere, un poco devi soffrire, direbbe il proverbio appunto cinese. Fatto sta che siccome bisogna pensare a tutte le opportunità e in fondo pecunia non olet, ecco che in fondo al paese c'è l'apposita stazione della cabinovia di recente costruzione che ti porta fino in cima, poi se proprio ti va puoi scendere a piedi dopo esserti gustato il panorama da tutti i punti di vista, vedi un po' tu. Fatto sta che alla biglietteria devi fare la coda. Andiamo su va' che poi vi racconto meglio.

La spina del drago


SURVIVAL KIT


Le risaie
Longji Titian - Una delle grandi attrazioni del Guangxi, direi assolutamente da non perdere. A 90 km circa da Guilin, in teoria si può arrivare con bus da centro di Guilin, con partenza alle 7:30 in circa 3 h (40 Y) + 3 al ritorno. Poi dovete comunque pagare l'ingresso alla valle di 100 Y, poi dovete trovare un passaggio per arrivare fino a Da Zhai perché a piedi è piuttosto lunga. Se prendete una macchina privata contattandola direttamente vi costerà sui 500 Y per l'intera giornata. A questo punto conviene il pacchetto che trovate in tutti gli hotel che trattando costa sui 400 Y a testa tutto compreso. La zona è popolata dall'etnia Yao (quelle dei capelli lunghi) a Jinkeng e Huang Luo, il paese più importante, punto di entrata nel territorio di Long Sheng, ma anche dagli Zhuang a Ping'An e da tribù Dong e Miao nei villaggi più isolati. Dappertutto trovate donne in costume che lavorano nei campi e nel biglietto di ingresso è compreso lo spettacolo delle donne Yao, che comunque vale la pena di vedere, anche se turistico. Potete anche fermarvi a pernottare in uno di questi paese e girare per le colline alla ricerca dei paesini più nascosti. Si possono fare molti trekking diversi, il giro in alto è di circa 15 km. Se si vogliono evitare le scalinate di accesso alla sommità delle colline, prendere la cabinovia (55 Y sola andata o 70 A/R). Le scale di pietra sono ripide e scivolosissime se piove. Calcolate comunque che questo giro richiede almeno una intera giornata. Al ritorno, possibilità di fermarsi ad un azienda produttrice di thé per una degustazione dei diversi tipi di thé, molto interessante, anche se non comprate.


Signore Yao


Cottura nel bambù
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