domenica 10 dicembre 2023

Corea 19 - Il tempio Bulguksa

Bulguksa - I guardiani - Gyeongju - Corea del sud - ottobre 2'23


Monaco in preghiera

Questa mattina la prendiamo calma e complice l'ottimo caffé che offre la guestuose, partiamo belli svegli per fare il tratto, a piedi non poi così corto, per prendere il bus che porta fino al tempio Bulguksa, che significa la Terra del Budda, considerato il fulcro religioso del paese. Ma come sempre al mattino le forze sono ancora piene e questa gita fuori porta ci sta proprio a pennello. Il bus ci mette quasi un'ora per arrivare ai piedi della collina, in un bel quadro forestale che di certo tra qualche settimana dispiegherà i suoi colori più belli; adesso predomina solo il giallo vivo dei viali di Ginko biloba che qui in oriente sono frequentissimi. Alla fermata del bus c'è un bellissimo bar per rifocillare il turista demotivato e quindi approfittiamo di un dolcino alle noci a completamento di un delizioso ed abbondante cappuccino servito con una serie di sorrisi che ti fanno cominciare bene la giornata e in fondo costano uguale. Non rimane che salire fino all'ingresso del tempio, in fondo sono un cinquecento metri di sentiero nel grande parco che circonda l'area sacra, e che sarà mai! Alla faccia! L'erta è ripidissima e comincio a sbuffare ai primi tornanti e poco mi risollevano le facce allegra di quelli che già stanno scendendo dopo aver espletato le loro devozioni col cuore più leggero certamente, avendo messo i propri desideri nelle mani accoglienti del trascendente. 

Una sala di preghiera

Chi sale invece, ha ancora l'animo pesante di peccati da scontare e quindi la serie di mantra che pronuncia a mezza voce tra un respiro e l'altro in cerca di ossigeno, non sono del tutto consoni a guadagnarsi un posto in paradiso, qualunque sia la religione a cui ci si rivolge. Comunque alla fine si arriva nel grande spazio antistante l'ingresso del tempio, di certo forse il più bello del paese, costituito da tutta una serie di costruzioni e di sale che si susseguono sulle balze della collina inframmezzate da cortili, boschetti e piccole pozze d'acqua molto pittoresche e fotogeniche. Cetamente non si tratta degli edifici originari del VIII secolo, epoca durante la quale fu fondato. Come per tutti gli altri, queste strutture di legno sono soggette a un forte deperimento sia a causa degli agenti atmosferici, ma anche per incendi catastrofici che periodicamente fanno piazza pulita del vecchio lasciando spazio a nuove costruzioni, casuali o intenzionali che siano, a seguito di invasioni e della bestialità dell'uomo che nulla risparmia, soprattutto sembra godere se riesce a distruggere il bello per pura cattiveria. Tuttavia è pur vero che il concetto orientale e buddista in particolare non ha mai dato molta importanza al valore del pezzo antico in sé, ma è sempre mirato a considerare l'essenza di quanto l'oggetto materiale rappresenta, anzi se è nuovo o rinnovato è ancora meglio, in quanto questa forma esteriore, che si presume più curata, aggiunge rispetto e importanza al significato della idea immateriale che rappresenta. 

Una porta

Tre grandi sale si susseguono collegate da ponti e scalinate, tutte contornate da tappeti di fiori. Dai grandi portali aperti emergono le voci dei monaci in preghiera. Benché ci sia un po' di gente che circola, tuttavia l'atmosfera è molto compresa e piena di spiritualità. Chi è fermo a pregare, chi aggiunge le sue offerte, chi rimane in silenzio in ginocchio con gli occhi rivolti alle grandi statue benedicenti. Le voci dei monaci formano un sottofondo di basso continuo che appaiono come la perfetta colonna sonora di questo film. Amche i disinteressati all'aspetto religioso, non possono fare a meno di essere coinvolti da questa atmosfera e c'è poco da dire, i boschi che circondano i laghetti, i colori pastello dei fiori che avvolgono le costruzioni, gli odori degli incensi che inviano sottili volute di fumo verso il cielo, punteggiato di nuvolette a pecorelle, contribuiscono a mantenere una atmosfera irreale dove si perde la sensazione dello scorrere del tempo. Lo scandire del tocco acuto di una campanella percossa da un monaco nascosto alla vista, le cui onde sonore si moltiplicano nell'aria a lungo o il battere della mazzetta sull'oggetto di legno duro, vuoto all'interno, che provoca un suono ovattato e più sordo e segna il ritmo dei versetti cantati, ti tengono legato intimamente a questo luogo spiritualmente immateriale se pur segnato da costruzioni imponenti. 

Preghiere

Come in tutte le costruzioni antiche o supposte tali in oriente, un fascino aggiuntivo sta nel leggere i nomi che marcano ognuno dei luoghi attraverso i quali procedi, Grandi targhe nere dipinte a caratteri dìoro poste ad ogni ingresso, quasi seguendo una via per raggiungere una sorta di illuminazione interiore e questo, che è un po' la summa della religiosità coreana, non è da meno. Eccoci quindi entrare attraverso il portone della nebbia viola (e la porta stessa diventa costruzione monumentale a sé), attraversare il Ponte delle nuvole bianche e poi quello delle Nuvole azzurre, sostare davanti alle due pagode in pietra, quella dei Molti tesori e quella Senza ombra, che proprio perché costruite in questo materiale eterno, il granito bianco di cui è fatto il monte, sono rimaste le stesse del tempio originale, sostare nella sala della beatitudine, poi in quella della grande illuminazione, e infine in quella del Budda Vairocana dove un monaco giovanissimo sta officiando con compita concentrazione. Davvero qui l'atmosfera sovrasta la bellezza stessa del luogo e forse è vero che chi la cerca o sa come cercarla, riesce a trovare in questi luoghi, la pace. Ma tu, se sei arrivato fino a qui, non puoi sottrarti allo step successivo. Quattro chilometri più in su, il monte Toham si erge ancora un bel po' oltre il territorio del tempio. 

Laghetti

Il bus però, è appena partito e toccherebbe aspettare un'ora per il prossimo, così approfittiamo di un occhiuto taxi che sta lì appositamente per raccogliere gli orfani del trasporto pubblico, lasciando i penitenti veri ad affrontare il sentiero nella foresta, un'altra dura prova verso il raggiungimento del trascendente, propria di ogni pellegrinaggio che si rispetti. Una serie di sentieri duri da percorrere e scalinate di pietra dai gradini irregolari, che si susseguono senza fine, giustamente atti a mettere a prova la tenuta delle ginocchia e la fermezza della fede. D'altra parte la scala verso il paradiso è sempre erta e faticosa. Ma tranquilli lo spiazzo dove si ferma l'asfalto, che tu furbone infedele e irrispettoso delle regole, hai raggiunto con l'ausilio di inverecondi mezzi meccanici, ti consente di cuccarti ancora un bel quarto d'ora di strada a piedi per completare il tuo personale cammino verso la sacra grotta di Seokguram, il punto di arrivo irrinunciabile di questo personale cammino. La foresta ti lascia larghi squaci sulla valle, così che nel tuo andare, tu possa godere del paesaggio mirabile che si stende ai tuo piedi e se guardi bene, lontano verso est, visto che è una giornata dal cielo terso e limpido si vede il mare che gigioneggia sulla costa lontana e frastagliata, dove arriverai tra qualche giorno, un premio finale per il tuo progetto. 

La statua del Budda

Infine arrivi alla famosa grotta dove è necessario compiere l'ultimo sforzo, la salita di qualche successiva rampa di erte scale, perché il raggiungimento di queste mete sempre implica uno sforzo non solo interiore ma anche di sofferenza fisica, quasi a dover stremare il corpo per liberare la mente a più alti orizzonti e finalmente si raggiunge la grotta che contiene una grande statua in granito del Budda, un monolito di quasi quattro metri di altezza circondato da strette pareti scavate nella roccia e istoriate di figure rappresentanti tutta l'iconografia buddista. Al di là della imponente statua, devo dire che l'insieme è un po' deludente, anche perché disturbato dallo sciame di fedeli infedeli, che pensano di più ai selfie che alle orazioni, ma se arrivi fin quassù sarebbe davvero un peccato negarsi l'esperienza. Per fortuna, dopo un'ultima occhiata al mare lontano, arriviamo al piazzale giusto in tempo per saltare al volo sul bus che scende, lasciando con un palmo di naso il tassista che come un falco aspettava gli esausti pellegrini in arrivo dalla grotta. Così eccoci di nuovo a valle dove l'altro bus ci riporterà in centro città, dopo che la mattinata è stata risolta con bella soddisfazione, grazie anche alle indicazioni logistiche di chi ci ha preceduto ed ha avuto la bontà di condividerle con me, così come io le sto condividendo francescanamente con voi. 

Una pagoda di granito

SURVIVAL KIT

La sala principale

Bulkuksa temple e Seokguram grotto - Complesso templare molto famoso, forse il più importante della corea che sorge sul monte Toham fuori città. E facilmente raggiungibile con il bus n. 10 o 11 che partono dal centro, all'angolo con il parco dei tumuli, in circa un'oretta. L'ingresso al tempio costa 4000 W (gratis per i senior) e si raggiunge con circa 500 di salita dalla fermata del bus. Da qui in taxi o in bus (n. 12 che però passa ogni ora) potrete percorrere la strada che conduce alla grotta in cima al monte di 750 metri da dove potrete vedere la costa. Chi deve fare il pellegrino può anche salire a piedi attraverso un sentiero con scalinate di pietra di 2,2 chilometri che conduce al piazzale di arrivo del mezzi motorizzati. Di qui altri 500 metri per arrivare alla grotta (ingresso altri 4000 W, senior gratis). La statua è imponente e rappresenta il Budda Sakyamuni nella posizione padmasana, assiso sul fiore di loto, con il mudra delle mani detto bhumisparsamudra con una mano destra sul ginocchio che tocca la terra. C'è discussione se la statua raffiguri il Budda proprio nel momento di ricevere l'iluminazione, dato che l'aureola non fa parte della statua, ma è invece un rosonne sulla parete retrostante che ne dà l'impressione. Il restauro che chiudeva l'accesso alla grotta negli anni scorsi è adesso finalmente ultimato e la grotta, con le altre statue del corridoio di accesso, i cavaieri guardiani ed il grande Avalokiteshvara di quasi due metri, è libera alla vista. Questa gita fuori porta della città di Gyeongju è imperdibile e vi occuperà almeno tutta una mattinata se il tempo è bello. Prima partite, prima arrivate.

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