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mercoledì 29 maggio 2024

India 25 - Nei dintorni

Panorami attorno a Shimla - Himachal Pradesh . India - Marzo 2024

Shimla

Dopo questa breve assenza che certamente avrete notato, anche se nei rilasci automatici giornalieri che avevo predisposto per non lasciarvi orfani di attenzione, non mi avete lasciato alcun cenno di passaggio e non vuole certo essere un rimprovero, è ora di tornare al nostro racconto di verdi vallate himalayane, scenario inconsueto per chi è abituato ad una India di pianura, che mi dicono in questi giorni si tiene sempre sopra i 50°C, cosa un po' fastidiosa. Invece a Shimla, le temperature erano a marzo, per definizione fresche e diversamente non potrebbero essere visto che questo era il luogo principe deputato dai pallidi baronetti inglesi, cadetti di famiglia in cerca di fortuna e dalle esangui e delicate contessine destinate a premature morti di febbri malariche, per sfuggire alla calura dei mesi secchi della piana gangetica. Quindi diciamo che ci sta un bel giro esplorativo dei dintorni, dopo una scarna colazione, dovuta non alla quantità di cibo presente al buffet, ma alla mia sempre maggiore idiosincrasia al cibo indiano ed orientale in generale, che vedo con costernazione, aumentare man mano che passano gli anni. Sarà che più diventi vecchio, più sei intollerante, e non sto parlando del lattosio. Comunque procediamo lungo tornanti tortuosi e tormentati verso Kirti. La quota continua a salire anche se non sembra vista la foresta fittissima che mantiene assieme alla crescita delle conifere nere e cupe, ancora una presenza di latifoglie, per noi inconsuete a queste altezze. 

Navighiamo infatti verso i 3000 metri e da noi questa quota lascia il posto a pascoli spelacchiati e privi di copertura arborea. Ma non è certo solo questa la differenza. Questo paesaggio, decisamente alpino, per il nostro occhio europeo non certo inconsueto, anche se in parte diverso, si presenta all'occhio dei moltissimi turisti indiani come una icona di esotismo assolutamente inconsueto e lo capisci dai tanti gridolini di ammirazione e dalla gragnuola di selfies che vedi scattare ad ogni scorcio, ad ogni panorama. Comunque sia, questo è un luogo che ti fa capire bene come sia cambiata la situazione indiana negli ultimi anni. La presenza cospicua e numerosissima del turismo interno, conferma un deciso miglioramente della capacità di spesa di quella cosiddetta classe media indiana che assomma ormai a molte centinaia di milioni di persone e che quindi crea situazioni nuove e completamente mutate rispetto anche solamente a venti, trenta anni fa. Qui c'è un sacco di gente che va in giro e fa girare il soldo, creando situazioni e opportunità nuove, come si vede chiaramente dal numero di edifici in costruzione, tutti dedicati ad un nuovo genere di turismo di massa, tra l'altro su un territorio piuttosto fragile ed un tempo frequentato solo da  una sparuta elite di stranieri o di locali classi elevatissime. 

Sambar

Così sorgono dappertutto attività destinate a divertire questa nuova torma di vacanzieri, un po' naif, un po' orgogliosi di poter aderire a queste opportunità, un po' modernizzando i tradizionali sistemi di divertimento popolari, come i rudimentali luna park delle fiere di paese, dove ancora girano a mano piccole ruote panoramiche, un po' scimmiottando più moderni modi occidentali, di cui ormai è facile fare arrivare l'eco in ogni parte del mondo. Naturalmente questi affascinano al massimo, specialmente i giovani indiani che si sentono ormai parte del grande gioco globale. Ovviamente tutto questo fa perdere il fascino della diversità per noi, ma è fenomeno ovvio e naturale, anzi sarebbe assai strano non fosse così. Così fioriscono i vari parchi "avventura", con possibilità di rafting e ne troveremo moltissimi da qui in poi, viste le vorticose acque dei torrenti che scendono a valle, zip line dai nomi fantasiosi ed occasioni di parapendio et similia. Per noi, proprio in cima alla montagna a cui si arriva comunque tra bei paesaggi verdissimi, c'è un parco zoologico dedicato alla fauna himalayana, dove gli animali hanno spazi a disposizione decisamente grandi. 

Cervo m aculatp

Così ci prendiamo l'opportunità di goderci la visione dello sfuggente leopardo nebuloso, animale molto fascinoso che si mimetizza nel suo grande recinto tanto che fatichiamo a scovarlo tra gli alberi, di orsi e lupi vari, oltre naturalmente ad un gran numero di specie di antilopi, capre e cornuti vari, che come immaginerete, popolano le balze di queste montagne in quantità sempre maggiore man mano si sale verso l'alto. E' comunque un bel su e giù, tra i setieri del bosco e saranno i tremila o giù di lì, ma io soffio come un mantice bucato ed alla fine del giro sono piuttosto provato ed a corto di ossigeno. Non rimane che fermarsi un poco ad ammirare il panorama che racconta la catena di montagne innevate sullo sfondo, degna corona di queste valli prehimalayane. Certo non siamo ancora all'esibizione dei sette ed ottomila, ma sicuramente si tratta di montagne poderose e bellissime attorno ai cinquemila e più. Le valli all'intorno sono molto scoscese e la scarna gricoltura che ancora vi si svolge è rappresentata da pochi terrazzamenti mantenuti in vita da mani vecchie e callose. Queste sono davvero colture residuali, mentre i giovani oggi pensano ad andare alle università vicine per predisporsi ad emigrare o a trovare un posto di maggior rilievo in questa società in crescita. 

Abitato

Però sui fianchi dei burroni che precipitano nel  fondo della valle, centinaia di metri più sotto dove non riesci neppure più a scorgere il nastro del torrente che le ha scavate così profondamente, scorgi ancora le tracce di gradoni antichi, che ritagliavano la montagna con scansioni regolarissime, come scalinate destinate all'ascesa di quei milioni di dei che le popolavano un tempo, oggi chissà. Ora si confondono, un poco smussate dagli agenti atmosferici, un poco cancellate dall'abbandono. Vedì però ancora piante da frutto ed orti ordinati, che occupano sottili strisce da raggiungere con la fatica ancestrale del montanaro. Storie vecchie che ti raccontano similitudini così comuni anche alle nostre montagne, basta scalare di qualche decina di anni all'indietro. Proseguiamo ancora fino al paese vicino, cogliendo altri scorci, non molto dissimili, se pur accattivanti, con la curiosa caratteristica di mostrare nei valloni isolati, colate di case dai tetti ondulati e ripidi, coloratissimi, a ricordare che in ogni caso in questa terra gli abitanti si contano sempre a milioni. Torniamo con calma in città in tempo per vedere il pezzo architettonico più importante di Shimla, il Palazzo del vicerè, che con il suo curatissimo giardino occupa un costone proteso nel vuoto ai margini dell'abitato. 

Viceroy palace

Bisogna dire che il palazzo è davvero maestoso, atto a rappresentare la grandeur dell'impero britannico e di certo ti potresti sentire benissimo in una località della vecchia Inghilterra senza tema di confonderti. Gli ampi saloni ti mettono subito a contatto con un mondo del passato, di certo odiato e combattuto, ma che ha lasciato comunque un segno profondo ed identificante nella nuova nazione che stava per nascere, condizionandone abitudini e stili di vita, ormai fatti propri. Seduto su una panchina tra i vialetti del giardino, respiri un aria vittoriana di altri tempi, mentre solo i bambinetti con la crocchia avvolta nella stoffa colorata dei sikh, ti ricorda che siamo molto, molto lontani dal Devonshire. Si sta facendo sera e si sarebbe anche voluto andare fino alla vicina cascata di Chadwick, a circa 7 chilometri di distanza dal centro, ma in questa stagione è completamente secca e ci risparmiamo l'andata e il ritorno. Così lemme lemme torniamo in centro passando davanti alla stazione del cosiddetto Toy train, una curiosità molto simile a quello di Darjeeling, nell'est indiano, che raggiungeva la vicina Kalka e poi eventualmente proseguire fino a Delhi con un percorso di quasi 100 chilometri e altrettante piccole gallerie che dona spettacolari vedute su queste valli chiuse e contorte. 

Pony per passeggiate

Oggi è poco più di una attrazione turistica, col suo piccolo binario largo solo 70 cm! Le ragazze si perdono quindi nel bazar, altra attrazione irresistibile e suddiviso addirittura in tre parti. alta, media e bassa, con differenti qualità di merci e di conseguenza di prezzi. Io preferisco sedermi davanti al municipio su una comoda panchina a guardare la varia umanità che mi scorre attorno. Ragazze all'apparenza disinibite, circolano a gruppetti, famigliole con bambini vocianti che pretendono di essere portati alla piazza dove i pony bardati a festa, promettono divertimenti a gogo. Subito mi abborda un tizio di mezza età, tipico indiano medio, che si qualifica subito come avvocato del posto, che mi illustra con dovizia di particolari accattivanti le splendide opportunità del posto, come un piazzista di qualche agenzia immobiliare. Poi passa alle domande di rito, chi siamo, da dove veniamo, quanti figli abbiamo e come si chiamano, poi soddisfatta la sua curiosità di facciata, che per gli ndiani è quasi obbligatoria, quasi come un segno di cortesia, se ne va come era arrivato con un cenno di saluto della mano. Quasi quasi è ora di rientrare, visto che la temperatura sta rinfrescando parecchio.

Antilopi himalayane

SURVIVAL KIT

Kirti - Zona turistica ad una decina di chilometri da Shimla dopo il tunnel, con attrazioni per indiani in vacanza. Bei panorami delle montagne innevate circostanti, Siete attorno ai 3000, quindi occhio se avete problemi, a camminare con calma. Zoo sulla cima della collina con animali interessanti e poco consueti. Ingresso 250 R. 

Viceroy lodge - La residenza dellìautorità britannica, oggi trasformata in centro studi. Bellissimo esempio architettonicho inglese. Poche le sale aperte al pianterreno, ma con una ricchissima ed interessante esposizione di foto d'epoca. L'ingresso in particolare è maestoso. Visita guidata obbligatoria ogni mezz'ora, sempre gremita, 1000 R. Assolutamente proibito fare foto all'interno e non si sa perchè. Magnifici i giardini circostanti dai quali si vede tutta la città sparsa sui ripidissimi versanti delle colline all'intorno.

Frutteti a terrazza

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Valloni laterali

domenica 5 maggio 2024

India 24 - Shimla

Shimla - Himachal Pradesh - India - marzo 2024

 

L'Himachal Pradesh comincia dove la pianura finisce. E' uno stato recente, nato dopo la spartizione, quando l'India prese un nuovo aspetto, quello di una nazione moderna nata sulle ceneri di un passato coloniale fatto di piccoli principati, in questo caso ha riunito 28 raja locali. La terra si alza a poco a poco, in fascie collinari scoscese e fatte di terra franosa e contorta, coperte di boschi selvatici e mai curati che salgono sempre più in alto mentre sullo sfondo, ancora lontani, intravedi monti che mostrano teste coperte di bianco come grandi vecchi che cercano di emergere dalla terra. In un attimo siamo a mille metri e già sent il cambiare della temperatura, smette quel senso di oppressione calda e soffocante della piana che pure ancora non è infiammata dal sole dell'estate incipiente che per tre mesi ancora aspetterà l'arrivo salvifico del monsone per placare la sua sete e l'arsura che divorerà i campi. Anche qui senti il bisogno di acqua, ma gli sterpi secchi del sottobosco, non la reclamano assetati, per non morire definitivamente, ma sembano stare lì a resistere, come abituati a soffrire, temendo poi l'arrivo di un tempo in cui il troppo arriverà comunque a distruggere, a portare via, a tirare a valle tutto il possibile in profluvio di frane, terra e macerie di ogni tipo, devastando strade e e villaggi. 

Le strade infatti si sono rimpicciolite, come a nascondersi tra i rilievi, prendendo direzioni scoscese e nascoste, in curve e controcurve strettissime che salgono ad ogni tourniquet, fermandosi e sprofondando di tanto in tanto, quando il mltempo del monsone passato hanno compoiuto già il loro lavoro di scavare la montagna per riempire i fondovalle e lasciare unghiate di terra e fango nella foresta che non è riuscita a resistere a tanta violenza. E' Shiva il distruttore che compie la sua opera, ci sarà tempo poi per la rinascita successiva. I villaggi sono piccoli e dispersi per il monte, i piccoli campi coltivati e le terrazze, spesso abbandonate, sono sparse per i boschi nei punti meno grami e difficili da gestire. Rari gruppi di animali dispersi per la foresta a brucare il necessario. Uomini pochi, come se questa terra non amasse troppo di essere popolata come le piane della valle infinite e prolifiche di genti e di popoli. Intanto si sale ancora ed i pendii si fanno sempre più ripidi, le foreste più verdi, i rii che ne discendono più ricchi di acque che scrosciano e formano cascatelle di  monte. Un paesaggio inconsueto per l'India a cui siamo abituati e che poco risponde al nostro immaginario. 

Quando raggiungiamo i punti più alti di quelli che potremmo considerare uno sbarramento di monti che anticipa quelle vere, più a nord e che ancora lontane, anticipano la severità e le altezze di quell'Himalaya che corona a nord il subcontinente, siamo già a 2000 metri, l'aria si è mutata in una corrente frizzantina, il sole forte pizzica la pelle. La strada sempre tortuosissima corre spesso sulle creste passando da un versante a quello successivo, dominando un paesaggio bello e completamente diverso dal solito. Adesso è punteggiato di case, raccolte in minuscoli gruppetti o isolate ai margini di radure coronate da alberi sempre più alti tra i quali adesso indovini anche conifere diverse che ti confermano l'altitudine. Le case hanno un'apparenza più nuova e moderna, non più capanne o abitazioni malandate di campagna, ma case vere, moderne, con qualche pretesa e con i tetti ondulati rosso vivo o verde smeraldo, che incrociano sesti acuti e forme che richiamano un passato recente. Questo, come gli altri luoghi pedemontani dell'India, erano consueti a tutti gli anglosassoni che avevano scelto le Indie come loro zona di speranza o di esilio a seconda dei casi, come aree dove sfuggire al clima insopportabile per le loro candide e delicate epidermidi, e trascorrervi le torride estati. 

Ci fermiamo lungo la strada ad un baracchino tra i tanti che vendono un po' di tutto, su uno sperone roccioso che guarda la valle, Prendo qualche pacchettino di biscotti al cocco, buoni peraltro e le solite banane che tamponano le ferite dello stomaco. un paio di randagi piatiscono qualcosa con occhi cisposi e disperati. Ottengono ascolto e poi riprendiamo la via. Quando arriviamo in vista di Shimla, la capitale dello stato, ci si apre davanti una serie di valloni completamente ricoperti di case affastellate le une alle altre, che li foderano completamente per centinaia di metri. L'aspetto è molto simile agli abitati di Darjeeling o di Gangtok nel Sikkim indiano, che lo scopo di questi insediamenti era lo stesso, il trovare una temperatura sopportabile nel tempo in cui c'erano solo i ventilatori appesi al soffitto a muovere l'aria spessa e quasi oleosa e l'aria condizionata non era ancora stata inventata. Tuttavia, anche se i tempi sono cambiati sembra che il costume di considerare questi luoghi come meta di villeggiatura estiva, sia assolutamente persistente, anzi sia diventata una vera e propria moda per la sterminata massa della classe media che avanza nella società indiana. 

Quindi ecco che questa è diventata meta per le vacanze e lo testimoniano le centinaia di insegne di alberghi di ogni classe, molti anche nuovissimi. Il traffico poi, anche qui è quasi insostenibile, su strade progettate e costruite quasi all'inizio del secolo scorso si affollano un numero di auto che blocca tutto per ore. Così i 120 chilometri che dovevamo percorrere in massimo tre ore, sono diventate quasi cinque e ci rimane quindi solo il pomeriggio per dare un'occhiata alla cittadina e alla sua architettura coloniale. Questo comunque è un luogo che mette alla prova i camminatori che non siano in buona forma fisica. Intanto la disposizione a saliscendi della città ti mette davanti ad una infinita serie di scale, scalette, salite e successive discese, e poi bisogna sempre considerare i famigerati 2000 metri che tagliano il fiato e le gambe al tempo stesso. Comunque facciamo prima un bel giro nel cosidddetto Mall, la via centrale dove si dispiega il solito bazar che offre ai turisti tutto l'armamentario di materiali per turisti che qui mostra soprattutto una grande varietà di calde sciarpe, pashmine e cappelli con cui difendersi dalle temperature rigide dell'inverno appena finito. Al centro del corso, il cosiddetto Ridge, la larga piazza con le due balconate che offrono una vista spettacolare dai due lati della montagna, con le case a perdita d'occhio che scendono dai due lati verso le valli. 

In fondo la sagoma alta e nera della cattedrale protestante che domina la piazza, Poi proseguiamo ancora salendo verso l'alto fino alla partenza della funivia che sale fino alla cima retrostante, qualche centinaio di metri più in su, dove sorge una gigantesca statua del dio scimmia Hanuman, che corona il tempio a protezione della città sottostante. Il palazzo da cui partono le gondole, ha bel 13 piani che per fortuna si percorrono in ascensore, prendiamo dunque il biglietto per salire, ma non è disponibile, anche se non si capisce bene perchè, quello per scendere, per cui torneremo a piedi, va beh, in discesa per lo meno la fatica sarà più sopportabile. La salita comunque è l'ultima della giornata, con noi c'è una famigliola del Kerala, la moglie è terrorizzata e non butta l'occhio fuori, mentre il bambino è eccitatisismo. Arriviamo su ai 2400 metri e la imponente statua dorata del Dio torreggia sopra di noi apparendo ancor più colossale di quanto non sembrava dal basso. C'è ancora un sacco di gente che girola attraverso le terrazze che circondano il tempio e si affacciano sulla valle. Il panorama è davvero spettacolare, sullo sfondo ancora lontane le cime dell'Himalaya fanno da corona. Quando è ora di scendere, la prendiamo dolce, ma la discesa è talmente ripida che tra scalinata e ripidità della strada asfaltata non sai cosa scegliere ed alla fine hai le ginocchia sfiancate dallo sforzo e dalla tensione. Un ultimo giro in città per fare il pieno di sciarpe poi torniamo in hotel considerando la giornata comunque conclusa. 

Il mall

SURVIVAL KIT

Hotel Surya- Centrale dietro il tunnel, si raggiunge facilmente a piedi la Mall Road ed il resto del centro. 3 stelle, di buono standard. Camere grandi, pulite, TV, niente frigo, free wifi in camera. Bagno adeguato, personale gentile. Ristorante sul tetto. Posizionato contro la collina, per cui per andare in città si esce e si rientra dall'8° piano. La doppia, King bed, colazione comprese, 2800 R che raddoppiano in alta stagione.

Shimla - Capitale dello stato dell'Himachal pradesh, molto praticata dagli inglesi per le vacanze durante la stagione estiva, tradizione che continua ancora oggi per la classe media indiana per vacanze e viaggi di nozze, presenta un aspetto coloniale inglese molto spiccato. Da vedere - La Mall road, la via centrale coi negozi, il bazar e the Ridge, la terrazza sulla valle. Il tempio Jakhu, dedicato ad Hanuman sulla cima della montagna adiacente, a 2400 metri a cui si accede con la funivia, con bellissimi panorami tutto attorno. La cattedrale di Christ Church, costruita nel 1857 in stile neogotico, la seconda più antica dell'India del nord, che presiede a molte attività culturali. Poi se avrete tempo potrete fare un giro sul trenino cremagliera che congiunge la città a Kalka, un toy train che consente di fare un breve viaggio di altri tempi tra panorami straordinari sulla valle. Purtroppo della ferrovia rimane poco meno di un chilometro, ma rappresenta comunque un viaggio nel passato, tanto che era definita come una delle più belle ferrovie del mondo, una chicca per gli amanti dei treni! Infine il Viceroy lodge, la chicca della città, uno straordinario palazzo sede del vicerè, mantenuto in ottime condizioni coni suoi saloni di rappresentanza ed i magnifici giardini sulla valle. Rimane ancora appena fuori città un piccolo cimitero, dove perdersi tra le tombe abbandonate.

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