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venerdì 21 febbraio 2020

Cina 54 - Night markets

Tempura di seppie

Fritture
Prima di andare avanti, visto che vi ho fatto cenno nel post precedente, vorrei fare spendere due parole sui night market, una realtà con cui vi troverete ad interagire certamente durante i vostri viaggi in Asia. Questi luoghi sono stati inventati da oltre 1000 anni dalla cultura cinese e poi, via via si sono diffusi in tutti gli altri paesi dell'aera, complice il fatto della penetrazione inarrestabile di questa cultura che nei secoli è dilagata fuori dei confini del celeste impero, grazie ai commerci e all'insediamento di numerose comunità cinesi nelle varie Chinatown di tutto il mondo. Tutto nasce dall'abitudine e dal piacere che i Cinesi hanno di mangiare in compagnia e fuori casa. Questa tendenza alla socialità, per cui qualunque vostro amico cinese vorrà sempre avere il piacere di portarvi in qualche posto per farvi mangiare qualche specialità locale in compagnia, fa sì che in  ogni città si siano aggregate aree dove la maggioranza delle attività commerciali sono formate da ristoranti, localini ed una serie di bancarelle di cosiddetto street food in modo da accontentare tutte le tasche e tutte le fasce sociali, che offrono cibo a partire dalle quattro del pomeriggio fino a tarda notte. Ovviamente le dimensioni di queste aree variano a seconda delle città nelle quali sorgono, ma essendo l'Asia, come bene immaginerete assai sovrappopolata, si formano interi quartieri dediti a questa attività di ristorazione, nella quale poi sono ovviamente presenti anche bancarelle di ogni tipo per venire incontro a quella che comunque è un'occasione di commercio e di passaggio di un gran numero di possibili clienti.

Uova con pulcini
Va da sé che queste zone sono, in linea di massima i luoghi dove si trovano i cibi più caratteristici e culturalmente interessanti, se siete interessati a provare o anche soltanto a vedere, per dare un'occhiata a come si nutre quella parte di mondo. Naturalmente lo street food ha sempre quelle caratteristiche di spontanea rusticità che fa accapponare la pelle ai troppo schizzinosi e non vi dirò certo che le norme di igiene di queste parti sono in linea con la nostra sensibilità, coronavirus insegna, tuttavia se vi aggirerete in queste realtà, cum grano salis e usando le opportune precauzioni, rivolgendovi in generale ai cibi cotti e facendo attenzione che non siano rimasti troppo esposti alle mosche, potrete togliervi delle belle soddisfazioni, al più farete godere la vostra macchina fotografica. In ogni caso la visita e la fruizione di uno o più di questi luoghi sarà certamente l'ennesimo punto di interesse nella conoscenza di una città, risolverà la necessità fisiologica di buttar giù qualche cosa a prezzi modesti e vi consentirà anche di passare piacevolmente la serata. Tre piccioni con una fava, oltre che quello di portare a casa qualche bello scatto. Ma, venendo al nostro caso specifico, veniamo ad esaminare quelli che sono i night markets di Taipei. Tanto per darvi un'idea, la guida di wikipedia ai night market di Taiwan, cita addirittura 30 di questi luoghi nella sola grande Taipei, area che comprende Taipei city, New Taipei city e Keelung, di cui una quindicina sono i principali, quindi avrete di certo l'imbarazzo della scelta. In generale sono tutti indicati sulla mappa della città che troverete negli hotel e nella mappa della metro che vi segnalerà la giusta fermata per arrivarci.

Gelatine
Non pensate che in questi posti si mangino solo porcherie varie a basso costo, con totale presenza di fast food, anzi, di norma ci sono moltissimi stalli che offrono cibi particolari o raffinatezze ricercatissime. Tanto per capirci, esiste addirittura nella guida Michelin 2018, dedicata a Taiwan, uno specifico riferimento ai 10 più importanti night markets con l'indicazione degli stalli che offrono cibi più gourmet con una nutrita lista di ristoranti e stalli che anche se non raggiungono la famosa o famigerata stella, vengono giudicati comunque di alta qualità. Comunque è certo che questi sono i luoghi più indicati per chi vuole concedersi una esperienza culinaria realmente Taiwanese. Per non confondervi più di tanto vi elencherò qui i sei mercati più rinomati e comodi della città, poi decidete voi quello che vi è più comodo. Il più noto di tutti è certamente quello di 1 - Shi Lin, che è nato alla fine dell'800 ed è il più grande ed affollato della città con più di 500 stalli di street food, all'incrocio delle Jihe e Wen ling roads, fermata 15 della linea rossa della metro. Al centro del mercato c'è una gigantesca food court sotterranea con aria condizionata dove rifugiarsi se d'estate fa troppo caldo con migliaia di posti e decine di diversi tipi di cibo. Qui si trovano anche curiosità come i Penis shaped cakes, biscottini dalla curiosa forma ed i piatti più famosi sono le salcicce in salsa con riso, i vermicelli con zuppa di carne o di ostriche (mi sua), le oyster omelettes e se non vi dà fastidio la puzza, lo stinky tofu, detto da noi il tofu puzzone. La Michelin cita le Hai You pork ribs, che si dice siano le migliori del mondo.

Conchiglie
Non dimenticate di provare qui il famoso Bubble tea, di cui vi ho detto, facendo attenzione a non strozzarvi. Un altro dei più antichi è il 2 - Rahoe Street N.M. , circa 600 metri di banchetti lungo la strada con specialità di tutti i tipi vicino al tempio Ciyou di epoca Qing, dedicato a Matsu, la dea del mare, che si trova la capolinea Song Shan della linea verde. Fermata 19, uscita 1. Non ci sono stato ma qui, la rossa cita delle famose Chen Dong Ribs stufate in erbe medicinali, che fanno anche tanto bene e i Fuzhou Shizu Blackpepper Buns, panini caldi se vi pace il piccante, che trovate vicino al tempio. Alla fine del mercato c'è anche il rainbow bridge pedonale che attraversa il fiume tra mile luci colorate. 3 - Il Ningxia N.M. è situato vicino alla storica strada Da Dao Cheng, celebre per gli antichi edifici. Qui trovate, si dice, le migliori Deep fried oysters/shrimps and fish balls; inoltre qui si trovano molti prodotti a base di Taro, il frutto dell'albero del pane, con carne o in purezza. Citato anche il pollo fritto in olio di sesamo e il fegato di maiale, oltre, si dice, all'ottima birra alla spina. Ci arrivate facilmente, è a mezza strada tra la fermata 13 e la 12 della linea rossa, 10 minuti a piedi. Se andate a vedere da vicino o salite sulla torre detta Taipei 101, il grattacielo più alto della città, siete invece vicino al 4 - Tong Hua N.M. il mercato della Lijiang street, si dice essere quello preferito dai locali dove si trova il cibo cucinato nei modi più tradizionali. Qui si trovano le migliori seppie stufate e grigliate e molti stalli per vegetariani con delle tradizionali zuppe di erbe medicinali. Famoso anche una specie di panino tipo hamburger chiamato Gua Bao, il più noto quello della famiglia Shi. Fermata 4 delle linea rossa, la torre 101 invece è alla fermata 5.

Night Market
Abbiamo poi il 5 - HuaXi N.M. nel Wan han district, old town, che ha la nomea di essere la zona a luci rosse di Taipei. Questo forse era più visibile una trentina di anni fa, oggi è noto soprattutto per la carne di serpente che si trova appunto nella Snake alley, ma pare che questo tipo di cibo stia perdendo l'appeal che aveva un tempo, i giovani oggi preferiscono il McDonanld o il pollo fritto del KFC e gli animalisti stanno marciando anche qui. Si trova comunque anche il famoso ristorante Hsiao Wang Steamed minced pork che offre antiche ricette di carne. Il mercato è formato da quattro strade congiunte da gallerie coperte. Naturalmente data la fama del quartiere, pullulano i locali di massaggi e karaoke, popolati di signorine. Fermata 10 della linea blu vicino al tempio di Long Shan. Infine il 6 - NanJi Chang N.M. che si dice essere il più tradizionale e amato dai locali tra i mercati notturni della capitale. Famoso il Tong Zai Mi Gao, lo sticky rise condito con maiale stufato, funghi e salsa dolce. Naturalmente pollo e maiale brasato a volontà e tempura (tian bu la) particolarmente buona. Qui si abbonda col coriandolo, per cui se lo patite come me, statene lontano così come dal tofu puzzone. A 20 minuti a piedi dalla fermata 11 della linea verde Xiao Nan Men. Non ho citato lo Xi Men Ding N.M. di cui ho già parlato nel post precedente, in quanto qui la parte di street food è più limitata, mentre è assolutamente pletorica la parte di negozi e bancarelle essendo tutta la zona pedonale vastissima, occupa da sola cinque o sei isolati. Comunque se vi interessa l'articolo, ne avete a disposizione moltissimi altri come lo Shida, il LiaoNing, il JingMei, il Gong Guang e lo Yan San, per citare solamente quelli in città. Dunque sfogatevi pure che l'esperienza vale la pena.

Funghi alla grigla

Thé
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lunedì 27 febbraio 2012

Lettere dal Laos 10: Vientiane.

I buddha di Wat Si Saket.


Un portale del Pha Kaeo.
Una capitale specchio del paese. Una città tranquilla, senza l'affanno compulsivo di un traffico fuori controllo così comune nelle metropoli asiatiche moderne. Te ne puoi andare a passeggiare lungo i marciapiedi, buttando l'occhio nelle pasticcerie e nei localini da cui la mattina esce il profumo delle corte baguette fresche; andar per mercati, affollati e stretti, anche qui rigurgitanti di merci affastellate, ma dove non senti l'aggressività dei venditori di altri cieli, dove la contrattazione è meno serrata e mordente; sostare nei templi tranquilli dove statue antiche ti osservano benigne, all'apparenza senza giudicarti, proponendosi soltanto come esempio di serenità. La bicicletta è d'obbligo per percorrere le strade piane del centro, spostandosi tra i vari punti di interesse con la giusta lentezza per favorirne l'approccio psicologico. Il Wat Si Saket ti offre le sue migliaia di immagini del Buddha che occhieggiano dalle pareti interne del chiostro, mentre l'interno del sim è ricoperto da un ciclo di splendidi affreschi che raccontano i Jataka, storie buddhiste canoniche. Il Wat Haw Pha Kaeo, più severo con le sue statue vecchie di secoli, il suo decoro meno sgargiante, le alte colonne rastremate, la cui bellezza antica ti sa affascinare, concede il suo giardino ad un momento di riposo, per arrivare al grande stupa dorato del Pha That Luang, il vero simbolo della religione buddhista del paese, che con le sue alte guglie splendenti domina la vasta spianata. 

Lo stipa di Pha That Luang
Sostare in un tempio buddhista è diverso che visitare luoghi di culto di altre religioni. Non avverti l'invito a credere che pervade le chiese cristiane, l'agitazione convulsa dei templi induisti o la severità un po' maniacale delle moschee e neppure il disincanto pratico delle sinagoghe. L'atmosfera che vi domina è davvero un senso di grande libertà responsabile; non avverti richiesta di adesione, minacce punitive, indagine sulle tue scelte di vita, ma creazione di una spazio di serenità a cui aderire è scelta personale e non meritoria, lo fai per stare meglio con te stesso, per liberarti, se vuoi, degli affanni della vita, delle passioni convulse che possono generare mostri, per allontanare l'angoscia della vita, scacciando il timore della morte, senza necessità della promessa di premi futuri, ma semplicemente perché è meglio così. Anche i monaci hanno un atteggiamento disincantato, offrono assistenza religiosa ai postulanti con bonomia e con fare sotto sotto ironico, compensando i fabbisogni di spiritualità credula e superstiziosa secondo richiesta. 

Uno spazio aperto a tutti e che si rivolge a tutti senza dare giudizi, metafora di una non-religione che vuol essere spesso solo stile di vita. Ma non di sola spiritualità vive l'uomo, tanto per invertire  il senso di un pensiero famoso e proprio per nutrire coerentemente anche il corpo oltre all'anima, non c'è niente di meglio che le bancarelle del lungo fiume alla sera, quando il grande giardino si riempie delle tende provvisorie del night market, piene di stoffe colorate e di paccottiglia turistica a cui non riesci comunque a dire di no. Una dopo l'altra, le piccole griglie fumanti su cui si ammonticchiano rosolati a dovere, polli, costine di maiale, pesci di grandi dimensioni fanno mostra di sé in una sfilata di offerta che acchiappa senza bisogno di buttadentro. Il profumo della carne pervade l'aria, ti devi sedere e approfittare di questo ben di Dio, così poco vegano per la verità, ma questo è in fondo l'essere liberi. Un bel frullato di papaya  e sei già pronto per il riposo del giusto.
Monaco al Pha Keo.


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