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sabato 26 marzo 2022

Ancora una Piana delle Giare?

Phonsavang - Crater bar - Laos 2012

Mah, forse non ho capito bene. Ieri l'Amerikano ha detto chiaramente che in condizioni estreme utilizzerà senza ombra di dubbio, il cosiddetto first nuclear strike. Il Russo pochi giorni fa aveva dichiarato con chiarezza che in caso di estrema difesa non avrebbe tentennato sull'uso dell'arma atomica. E non stiamo a sentire i precedenti perché quel pirlone col gatto morto in testa, ha detto che, se ci fosse stato lui. avrebbe già messo i sottomarini coi missili rizzati in su come cazzi atomici davanti alle coste russe, tanto per far capire al diavolo quanto ce l'ha lungo, lo dico così che qualcuno che anche lo rimpiange, ricordi come era questo essere dal cervello deformato. Spiegatemi che ho capito male, che per il Papa, fare richiami neppure troppo velati al terzo segreto di Fatima, è stata una pura casualità, una sorta di scaramantica presa di distanza e ditemi pure che sono uno stupido paranoico, ma è possibile che dobbiamo vivere un un mondo così, quando dovrebbe essere il miglior mondo che l'umanità abbia mai avuto l'occasione di vedere e di vivere! Perché verso la fine della mia pur lunga vita, devo godermi ad uno stress del genere, quando la mia unica preoccupazione al contrario dovrebbe essere quella di andare a verificare lo stato dei cantieri (pochissimi invero nella mia città) e criticare il modo in cui vengono stivati i tubi del gas invece di preoccuparmi se ci sarà il riscaldamento il prossimo inverno o addirittura se ci sarà l'inverno prossimo? Secondo me non è giusto. E' pur vero, diciamocelo, che se non ci fosse questa terrificante minaccia della vetrificazione dell'intero globo terrestre, forse una decina di guerre sarebbero già scoppiate coinvolgendo tutto il mondo in uno di quei bagni di sangue chimici ed esplosivi che tanto piacciono ai guerrafondai che si stracciano le vesti sull'altare della giustizia e della libertà, e adesso ce ne sono di belle di opzioni, tutte già ben testate, tra cluster (già usati nel Vietnam addirittura, ricordo i risultati ottenuti nella piana delle Giare, chi ha voglia vada a dare un'occhiata a quanto scrivevo 10 anni fa), uranio impoverito, fosforo bianco e bombe termobariche, senza parlar dei gas e dei missili ipersonici. 

La ricordo quella grande pianura ondulata tra i monti del Laos, che cinquanta anni fa fu cosparsa con maniacale e attenta precisione di centinaia di migliaia di piccole bombe che fuoriuscivano a grappolo impestando il terreno per chilometri e che dopo quaranta anni erano ancora lì a mietere un centinaio di vite all'anno di donne che andavano a mondare le risaie e di bambini inconsapevoli che giocavano tra quelle millenarie giare di pietra, riposo eterno di uomini antichi, disturbati da quelle esplosioni che chiedevano una vita, un braccio, una gamba. Pensate un po' che meticoloso orrore. Eppure guardando a questo passato recente fate mente locale a quante volte sarebbe già scattato il grilletto a partire dagli anni sessanta. La nostra vita, se fosse ancora durata fino ad adesso, sarebbe stata un calvario infinito e in questi giorni, l'Europa intera sarebbe già in fiamme senza la paura atomica. Benedetta dunque, ma questa volta, che è caduto il tabù di nominarla, dopo quasi un secolo che stava lì come una minaccia impossibile, che queste due merde umane, se umane si possono considerare, hanno avuto il coraggio di farla intravedere, mostrando l'artiglio indecente che potrebbe schiacciare il bottone, riusciranno a trattenersi? Che debba vedere anche questa, prima di seguire il cammino piano e polveroso che conduce fino alla porta dell'Ade? E che dire del plotone di eroi che gridano alle armi, ecco il mio petto nudo di fronte agli spari, quanto è bello morire per la patria e la stolida massa che li segue buttando benzina invece di acqua pacificatrice per spegnere un incendio inutile e schifoso, che brucia soprattutto gli inconsapevoli, gli innocenti che vorrebbero solo zappare il loro orto, mangiare la loro zuppa di rape rosse e non fuggire tra le esplosioni. Siamo maledetti i costruttori di guerra e chi li esalta. I libri di storia, se ma ce ne saranno ancora vi descriveranno in tutta la vostra stolida follia. E adesso basta per oggi, cerco di capire come si collega sto belin di computer nuovo, che li fanno sempre più complicati, per mettere in difficoltà gli anziani poco avvezzi ai cambiamenti.


La piana delle giare


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giovedì 28 gennaio 2021

Luoghi del cuore 101 - Le vibrazioni di Luang Prabang

Luang Prabang - Laos - febbraio 2012

L'aria di Luang Prabang è sottile ed eterea, quasi fosse l'atmosfera di un altro mondo. O forse lo è davvero un altro mondo, così lontano dal nostro, dal mio, dove balla il suo sabba quotidiano il regno del caos e del confuso. E' una visione onirica di un luogo dell'anima fatta di profumi leggeri, di suoni attutiti, di colori tenui, pastelli e mezze tinte inquadrate in cornici di oro zecchino. Le guglie slanciate dei mille templi, le statue dai lunghi colli e dalle pose sinuose, le porte dai legni fittamente intagliati come miniature perfette di antiche pergamene, il tintinnare delle campanelle sparse ovunque dagli spioventi aguzzi dei tetti, appena avvertibile, ma che il refolo dei venti rende fondo continuo, musicalità che colora il tempo della città. Ovunque, anche nelle vie più centrali domina la calma serena della mancanza di ossessione dello scorrere di un tempo che non serve inseguire. Non senti grida od abbaiar di cani, è suono avvertibile anche lo struscio dei piedi nudi della fila dei monaci che alle sei di mattina percorrono un lungo anello per le vie cittadine a raccoglier l'offerta di un pizzico di riso, un dolcetto, un frutto. 

Passano silenti come un esercito di anime dell'Ade, con gli occhi semichiusi, colmi dell'assenza di passioni, assorbiti dalla com-passione per il fuori da sé. Una linea di arancio che sfila lungo i viali di bouganvillee, lasciando dietro di sé una scia di senso di sacro. Chi offre rimane lì a assorbire il beneficio di quel passaggio, immobile nel suo desiderio di rinunciare ai desideri. Anche gli alberi fremono a quel passaggio, come se il sacro per un poco pervadesse l'aria circostante rendendo ogni cosa più eterea e trasparente. Questa città non ha uguali nel mondo, potresti starci per un tempo indefinito, in un giardino sotto l'ombra di grandi alberi, da solo in assenza di pensieri o in compagnia di monaci giovani che sorridono tra di loro, forse scambiandosi innocenti scherzi da seminaristi. Dietro le case, lunghi fili su cui asciugano file infinite di sai arancioni, in attesa di ricoprire meditazioni assolute. Nella valle più lontano, neppure si sente il frusciare delle acque del fiume che porta lontano verso antiche caverne ricoperte di statue del Budda, che secoli di devozione hanno ammonticchiato fino al soffitto, selva di stalagmiti di forma divina ricoperte di oro da stuoli di pellegrini silenziosi. Una foglia si stacca e cade ricoprendo per un attimo il brivido dello scorrere del tempo.

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Urali                                                            

mercoledì 6 febbraio 2013

Taste of Laos 27.

Ragazza Akha.

Giovane donna
mentre torni dai campi,
porta  il tuo orgoglio. 

martedì 5 febbraio 2013

Taste of Laos 26.

Il Nam Ou.

Nessuna strada.
Sotto scorre soltanto
un calmo fiume.

lunedì 4 febbraio 2013

Taste of Laos 25.

Risaie a Luang Namtang


Chinata in basso.
Steli verde smeraldo.
Dolce risaia.

domenica 3 febbraio 2013

Taste of Laos 24.

Alghe.

Curioso il pasto.
Chicchi di sesamo in blu.
Fogli di alga.

sabato 2 febbraio 2013

Taste of Laos 23.

Minoranze Akha.


Nella capanna
tra ricami ed argento.
Nonna affettuosa.

venerdì 1 febbraio 2013

Taste of Laos 22.

Luang Prabang - Templi.

Tetti spioventi.
Un giallo zafferano
colora le statue.

giovedì 31 gennaio 2013

Taste of Laos 21.

Luang Prabang, - La questua.

Sei del mattino.
Lunga fila arancione. 
Questua silente.

mercoledì 30 gennaio 2013

Taste of Laos 20.

Lunag Prabang - Cascata.

Verde smeraldo,
Acquamarina azzurra.
Gorgoglia l'acqua.

lunedì 28 gennaio 2013

Taste of Laos 19.

Bambina Meo


Ricchi pendenti.
Perline colorate.
Occhi felici.

domenica 27 gennaio 2013

Taste of Laos 18.

Monaci a Luang Prabang

Risa discrete
di monaci bambini.
Ora et labora.

sabato 26 gennaio 2013

Taste of Laos 17.

Tramonto a Luang Prabang
Quinte lontane
d'un viola digradante
vestono i monti.

venerdì 25 gennaio 2013

Taste of Laos 16.

Sulla strada.

Tre palle rosse.
Non cadono più bombe.
Bimbo felice.

giovedì 24 gennaio 2013

Taste of Laos 15.

Piana delle Giare


Sguardo sornione
getta il Buddha ferito.
Giocano i bimbi.

mercoledì 23 gennaio 2013

Taste of Laos 14.

Tempio a Luang Prabang

Spazza la terra,
è l'illuminazione,
monaco bimbo.

martedì 22 gennaio 2013

Taste of Laos 13.

Mercato sulla strada di Luang Prabang.

I pesci secchi
risplendono dorati.
Ma che gran puzza!

lunedì 21 gennaio 2013

Taste of Laos 12.

Un tempio a Vientiane.
Buddha dorati.
Reiterando il credo
son mille e mille.

domenica 20 gennaio 2013

Taste of Laos 11.

Vientiane - Ivenditori di uccelli.

Gabbie ormai vuote.
L'uccello è liberato.
Debole inganno.

sabato 19 gennaio 2013

Taste of Laos 10.

Pesca sul Mekong

Butta la rete
pescatore tranquillo.
Sanguina il fiume.

Where I've been - Ancora troppi spazi bianchi!!! Siamo a 125 (a seconda dei calcoli) su 250!