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giovedì 4 gennaio 2024

Corea 34 - La costa ovest di Jeju

I mandarini di Jeju - Corea del sud - ottobre 2023


Zucche

In tutti i paesi del mondo i mercati sono una gioia della vista e di conseguenza dell'umore. Sono allegria, confusione, cultura e anche bellezza. Ci puoi passeggiare per ore, confrontarti con i venditori, osservarne il lavoro e cercare di comprendere il loro mondo dall'osservazione delle merci esposte, quello che si racconta come l'anima reale di un paese. Quello di Jeju, detto dei cinque giorni, è molto grande e ricchissimo soprattutto nella parte di frutta e verdura e di conseguenza degli alimentari. Da quello che la gente mangia si capisce molto di un paese e qui il passeggiare tra gli stalli è un continuo confrontarsi con l'abbondanza ed il rutilare dei colori. Qui comprendi bene che il prodotto esposto deve essere soprattutto bello da vedere, esagerato soprattutto sul fronte delle dimensioni. Come ho già detto qui, le fragole devono sembrare prugne, le prugne pesche, le pesche mele, le mele meloni ed i meloni angurie. Anche l'uva ha acini enormi. Tutto è ordinatamente disposto in monticelli piramidali o in cassettine che si vendono in blocco. Non vedi un pezzo difettoso o marcio, che evidentemente, se individuati, vengono immediatamente eliminati dalla vista. I prezzi sono molto elevati rispetto al resto del comparto alimentare, anche 6/7 euro al chilo. 

La preponderanza va ai frutti di stagione, i nashi, molto comune nell'estremo oriente, ai cachi bellissimi ed in diverse cultivar, alcuni allungati e ovali che non avevo mai visto, ma soprattutto a quelli che sono l'emblema dell'isola, i famosi mandarini di Jeju, dei quali ho più volte parlato e che trovate in tutte le pubblicità turistiche e nei negozi di gadget vari che inneggiano alle bellezze dell'isola. Di norma si vendono a mucchietti o retine, a occhio di un paio di chili, tra i 5 e i 10.000 W, anche in riferimento alla loro dimensione più o meno grande. Non resistendo mi compro un bel sacchettino di profumatissimi mandarini giganti e un nshi di più di un chilo, da un vecchietto che me lo cede a 2000W. C'è un sacco di gente nel mercato, moltissimi con cagnolino al seguito, questo sempre di dimensioni lillipuziane, barboncino o volpino o comunque razze minuscole, quasi sempre bianchi, anzi più che al seguito, in braccio o dentro un minipasseggino studiato apposta per i cani, evidentemente coccolatissimi, qualcuno bardato con sul capino un cappellino arancione a forma di mandarino, altro gadget gettonatissimo. C'è poi anche un vasto spazio destinato alle piantine ed alle sementi orticole e da giardino. 


Cialde al formaggio

Chiedo subito per curiosità, da portare ad amici amanti dei fiori, se ci sia possibilità di trovare semi di pink muhli, l'arbusto che mi era sconosciuto e che mi ha completamente affascinato per la sua bellezza e che in questa stagione abbellisce ogni giardino ed ogni parco da queste parti. Anche se non anglofoni, tutti capiscono, grazie alle foto mostrate o alla miracolosità linguistica della app Papago, ma pare che la propagazione di questa pianta si faccia normalmente per via naturale e non con sementi specifiche. Mi mandano da un banco all'altro, ma alla fine la mia ricerca rimane senza risultato. Ce ne andiamo esausti; alla passerella dei taxi c'è una bella fila in attesa sulle panche e la presenza, forse insolita di due occidentali, suscita immediatamente interessi, domande e sorridente desiderio di comunicazione, soprattutto e non mi sembra scontato, tra gli anziani che evidentemente amano la chiacchiera di per sé. Comunque arriva il nostro turno ed in pochi minuti raggiungiamo la vicina spiaggia di Iho Tewoo, una delle più vicine alla città. La spiaggia è molto bella ed ampia e fa presupporre che durante la stagione estiva, sia piena di gente, vacanzieri soprattutto che godono di tutti i classici divertimenti da spiaggia, incluso il surf, dato che pare su queste coste ci sia un adeguato movimento di grandi onde che arrivano dal largo. 

La spiaggia

L'arenile è chiuso ai lati da scabre rocce vulcaniche e nere che ricordano l'anima turbolenta dell'isola ed alle spalle da un bel parco cittadino che colora di verde, la lunga duna litoranea, fungendo anche da consolidamento della stessa. In fondo vedi due artefatti assai strani, sono due fari, uno rosso e uno bianco a forma stilizzata di cavallo che disegnano un orizzonte che così si presenta con un aspetto non comune. Ci fermiamo proprio qui, su una panchina a mangiucchiare qualche cosa, vista l'ora, poi andiamo alla ricerca della fermata del 202, che percorre tutta la litoranea occidentale. Questa parte dell'isola è l'estrema plaga pianeggiante che scende lentamente dal rilievo centrale verso il mare. E' un paesaggio piacevole, comunque popolato di nuove abitazioni che l'esplosione turistica ha fatto proliferare sulle coste, soprattutto in vicinanza delle spiagge più belle e famose. Costeggiamo quella di Hyeopjae dove molte rocce sono state scolpite in forma di statua e la Gwalkji beach altrettanto bella. Lontano nel mare si notano subito le file degli altissimi rotori, produttori di energia eolica che sfruttano la forza del vento che su queste coste è sempre piuttosto forte e altre sono in costruzione. Scendiamo dopo quasi un'ora e mezza a Wollyeongri.

Il parco dei cactus

Questo è un paesino di mare con una lunghissima passeggiata costituita da una passerella in legno che percorre tutta la scogliera rocciosa che racchiude un'altra stranezza botanica, nello specifico una ricchissima popolazione di cactus specifici della zona che producono piccolissimi frutti rossi e che crescono nelle fessure tra le rocce che le colate di lava hanno portato fino al mare. Tutto fa parte di un parco litoraneo mirato alla protezione di questo unicum botanico e naturalmente l'apparato turistico della zona, come è logico, ci campa. Con questi cactus ci si è industriati a fare diversi prodotti non solo alimentari, ad esempio medicinali che contribuiscono infatti all'economia del paesotto. Pare infatti che alcuni estratti di questa Opuntia Ficus indicus abbiano effetti antinfiammatori. Alla fine della passerella, tanto per capirci, oltre ad una serie di negozietti di souvenir, c'è un grazioso baretto che offre appunto un delizioso gelato al gusto di cactus. Dolce gradevole e accompagnato da un buon dolcetto, ma come è noto il cactus non ha un gusto particolarmente specifico se non una dolce gradevolezza. Non si sa bene come si sia creata questa situazione botanica, secondo qualcuno i semi sono arrivati spinti dalla corrente di Kuroshio che spinge verso queste coste, ma altri dicono che sono state seminati intenzionalmente, cosa che di certo è proseguita  anche lungo tutti i muri a secco del paese, dato che queste piante fingono da sbarramento all'ingresso di topi e serpenti nell'abitato. 

Cactus

Comunque rimane una curiosità conosciuta e che porta ad un certo afflusso di visitatori. A questo punto l'idea sarebbe quella di arrivare a Suwolbong peak, una decina di chilometri più a sud. Si tratta di un piccolo cratere periferico del monte Holla che ha creato un rilievo di una settantina di metri vicino alla costa. Di qui, di fronte all'oceano, affacciati all'occidente, si dice si abbiano i migliori tramonti di Jeju. Il problema è che dalla fermata del bus, fino al paese, ci sono all'incirca tre chilometri e da qui altra strada per ascendere al cratere. E qui si capisce bene quale sarebbe l'importanza di poter disporre di un mezzo proprio. Ci fermiamo un po' sull'incrocio più importante, in attesa del passaggio di un taxi, che però non si vede; non ci sono neppure bus nelle vicinanze che portino fino al paese o per lo meno non li troviamo. Alla fine dopo aver cercato lumi da qualche isolato e perplesso passante, ma in questa stagione gira davvero poca gente, si decide di rinunciare anche se con un certo rammarico perché ci si perde una bella vista con la quale pensavamo di colcludere il nostro soggiorno su Jeju, l'ultima cartolina infiammata dal rosso vivo del tramonto noto come il più bello dell'isola. Così aspettiamo mestamente il 202 che ci riporta in città, stanchi e anche un po' delusi. Così si termina la serata davanti ad un pollo fritto e patate al formaggio con birra alla spina da Beer & Cicken, una delle tante catene di fast food. Il sonno dei giusti ci coglie non appena tornati in camera.

Cagnolini e pesci

SURVIVAL KIT

Parco eolico sulla costa ovest

Costa nordovest di Jeju - Questa parte di costa piuttosto pianeggiante è percorsa del bus 202 che fa fermate lungo la strada nazionale litoranea ad ogni paesino. Da questa parte ci sono alcune delle più note spiagge dell'isola, assieme a molti altri interessi naturalistici. Tutta l'area è percorsa anche dai sentieri di trekking che circondano l'isola, in particolare l'Olla trail n. 20 che porta anche al Suwolbong peak, un oreo (antico cratere laterale) tra i più famosi, dal quale se il tempo è limpido, consente, dal padiglione posto sulla sua cima, belle viste dell'isola di Chagwido, reputata come la più bella in assoluto tra quelle che circondano Jeju, di quella più lontana di Chukdo e della vicina Songdaksan mountain a cui si accede attraverso altri sentieri ben segnati. Ricordatevi di procurarvi la carta degli Olla trail che percorrono tutta Jeju, soprattutto se qui venite per il trekking. In cima al monte non lontano dal tempietto buddista che lo corona, c'è una nota sorgente di acqua minerale libera da cui tutti attingono. 

Cavoli

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mercoledì 3 gennaio 2024

Corea 33 - Love land

Love land - Jeju - Corea del sud - ottobre 2024

A sentire le notizie di questi giorni, Kim che minaccia una invasione da un momento all'altro, un tizio che accoltella il più importante politico per strada, lo scorso anno altre coltellate al suo predecessore e ripensare che in fondo laggiù nella metro ho visto cartelli che spiegavano cosa fare in caso di attacco con gas nervini, mi dà l'impressione di non aver capito niente di quel paese dove ho trascorso tre settimane un paio di mesi fa. A me sembra che se l'Austria dichiarasse di essere costretta a breve di lanciare missili nucleari, posto che ce li avesse, su Milano a causa della protervia italiana, io non mi sentirei tanto tranquillo e credo i giornali non parlerebbero di altro. Insomma come è possibile che girando per le strade di quel paese, la sensazione che ho provato continuamente era di una piacevolissima tranquillità, mentre intorno a me vedevo solo gente apparentemente molto serena che si divertivano dappertutto agitando pupazzetti e peluche e facendosi selfie con le mani a cuoricino. Forse la mentalità è diversa, forse interiorizzano senza dimostrare esteriormente preoccupazioni e timori, forse il sorriso e le cortesie che a noi appaiono addirittura esagerate, sono stereotipi che non corrispondono ad un reale sentire, oppure sono proprio io che non ho saputo vedere appena al di là del mio naso, non ho avuto la capacità di avvertire il grigio-nero che alligna sotto una sottile crosta rosa di superficie. 

Mano birichina

Chissà, mi duole tuttavia avere questo dubbio che turba l'immagine che sono fatto di un popolo sereno che vive in una realtà di benessere diffuso, con un vicino scomodo anche se da operetta, che prima o poi verrà messo a miti consigli, con l'aiuto dei quasi amici cinesi. Evidentemente non bisogna mai fermarsi alle apparenze e le cose sono sempre molto più complesse di quanto sembrano. Ma noi pensiamo invece a completare il giro della nostra isola di Jeju che comprende ancora la parte ovest alla quale ci dedicheremo oggi per sommi punti, visto che la mancanza di un mezzo proprio, come più volte ho avuto modo di dire, ci impedisce di vedere in profondità e con meticolosa esplorazione. Cominciamo dunque con un breve salto ancora verso il centro dell'isola, per vedere un altro dei curiosi musei che vengono proposti anche con un po' di malizia, ai milioni di turisti che arrivano fin qui. Sto parlando di Love land, il museo dell'amore o meglio del sesso, che in netto contrasto con la pruderie consueta per le popolazioni dell'estremo oriente, che di certo ritengono gli argomenti riguardanti questa attività umana, assolutamente sconvenienti e da evitare nella comunicazione pubblica (pensate che in Giappone, ad esempio, la rappresesentazione reale degli organi sessuali, è vietata anche nella pornografia, palese ossimoro, la quale sarebbe ufficialmente vietata anche in Cina, anche poi nell'intimità delle lenzuola, tutti fanno le stesse cose del resto del mondo), in questo spazio, apparentemente libero, si esprime una estemporanea esibizione di tutto quanto riguarda il sesso, declinato in ogni sua più estrema combinazione. 

La fuga

Il sito è composto da un grande giardino popolato di statue, a grandezza naturale ed oltre, estremamente esplicite che raccontano, in una sorta di elencazione kamasutrica voyeristica, tutte le varie posizioni e situazioni che l'eros immaginativo ha classificato nei secoli ed in tutte le culture del mondo. La cosa è vista fortunatamente, anche con una certa ironia e le molte coppiette che si aggirano ridacchiando nel giardino, si scatenano in serie infinite di selfie davanti alle statue stesse, che passeranno poi di certo sui vari social a testimonianza della visita stessa. Accanto ai vari accoppiamenti classici, c'è anche una serie di statue che rappresentano un filone probabilmente tipico dell'immaginario sguaiato e noi diremmo barzellettiere, che hanno come protagonista una cicciona, acchiappa giovinetti spaventati sottoponendoli a violenta possessione, quasi soffocandoli con le sue forme nude debordanti, vi lascio immaginare, mentre loro tentano inutilmente di sfuggire al conto da subire. Una sorta di revenge porn al contrario a cui per una volta sono i maschi a subire. Anche questo aspetto piuttosto violento mi risulterebbe abbastanza consueto nella sessualità orientale, come di solito accade quando questa parte dei rapporti tra i sessi è maggiormente represso. 

Toilette

Sta di fatto che il gruppo di statue più divertente è costituito da quattro giganteschi uomini, nelle loro forme più grottesche, il ciccione, il magrolino, il vecchietto, l'erculeo, sono piazzati ad indicare le toilettes mentre appositi rubinetti situati nel punto critico, forniscono un getto d'acqua necessario a lavarsi le mani. Si tiene a far notare l'aspetto assolutamente artistico delle istallazioni, eseguite da elementi usciti dalle migliori scuole di arte e di design, che hanno progettato le 140 statue che ornano il giardino ed il padiglione interno, in posizioni che consentono soprattutto la possibilità di fungere da set fotografico per i visitatori, che infatti ne approfittano a piene mani, in ogni senso, tra l'altro invitati a farlo da appositi cartelli. Il corpo centrale poi, propone un tradizionale sexi shop, che partendo con innocenti calamitine da frigo e babacetti a forma di mandarino in omaggio al frutto dell'isola, prosegue con il solito armamentario vibratorio, di biancheria da film porno per concludersi con la galassia del sadomaso per gli amatori, pare molto frequenti in oriente, tanto per non farsi mancare nulla. E vi ricordo che innumerevoli sono gli entusiasti visitatori provenienti dal vicino Giappone, nonché dalla Cina, infatti ogni indicazione e descrizione è puntualmente declinato anche in queste due lingue.

Misterious road
 All'uscita un bel ristorante guarda un po' italiano. Per la verità c'è anche un padiglione teatro descritto come Performances Hall, ma durante la nostra visita era chiuso e pertanto non posso illustrarvene l'utilizzo, forse apre solo alla sera o in occasioni particolari, ma non ho informazioni su che tipo di performances vengono offerte agli spettatori di questa parte dle parco. Sembra che la location di questo "parco a tema" sia stata scelta proprio qui, essendo questa ormai nominata come isola dell'amore e meta consueta dei viaggi di nozze. Visto il grande successo dell'operazione che ormai ha venti anni, essendo il museo stato ufficialmente aperto nel 2004, pare che in Cina la volessero replicare, ma poi, le oculate autorità del luogo dove stava sorgendo il parco, ne hanno decretato il divieto a proseguire il progetto con la definitiva successiva demolizione. Usciamo abbastanza divertiti, ma proprio davanti all'ingresso c'è un'altra curiosità dell'isola, la Misterious road. Per la verità se non lo sai, non lo noti molto, ma la strada, un rettilineo che si perde in fondo tra gli alberi di un bel bosco, appare come una bella salita che va fino in fondo dove supera una specie di dosso e scompare nella valle successiva. In realtà si tratta solo di un effetto ottico, dato dalla particolare disposizione degli alberi del vialone che la borda. 

Giardino coreano

Invece va in leggera discesa, creando una situazione curiosa che può passare inosservata, ma dato che è anche segnalata, vedi subito dal bordo della strada che molte macchine, il traffico in molte ore è piuttosto scarso, si fermano, spengono il motore e mettono in folle per constatare che la macchina, in realtà comincia a muoversi nella direzione che apparentemente scorre in salita. Nulla di particolare, ma evidentemente, visto che è segnalato da apposito cartello, molto popolare, almeno a vedere quante sono le macchine che si fermano. Ci fermiamo anche noi per una pausa vivificante nel vicino Misty bar, un bel localino sulla strada che, ai suoi clienti consente di visitare il suo immenso giardino coreano popolato di fantastiche statue, poste negli angoli più segreti di questo affollatissimo luogo, che popolato disordinatamente di alberi, macchie folte, laghetti e fontane, saltano fuori di colpo quasi a spaventare i visitatori. Il giardino coreano ha molte similitudini con il giardino all'inglese fitto e apparentemente disordinato e ricco di statue anche grottesche. E' tutto un seguito di aiuole fiorite, di ciuffi altissimi e bianchi che sventolano alla brezza, di siepi di pink mhuli rosa carico che nascondono alla vista panchine di pietra, pensate per innamorati. Un luogo davvero delizioso che merita davvero un'occhiata e vi costerà solamente un ottimo cappuccino. Noi intanto torniamo in città perché il cosiddetto mercato dei cinque giorni ci aspetta e come sempre qui è bene vederlo nella gran confusione del mattino..

Il giardino del Misty bar

SURVIVAL KIT

Biancheria "particolare"

Love land - 2894-72, 1100-ro, Jeju-si - Parco a tema sesso a circa 16 km dalla capitale dell'isola, raggiungibile in taxi (7.000 W). Comprende un grande giardino di circa quattro ettari, con 140 statue in pose erotiche esplicite e saltuariamente esposizioni altrettando tematiche, un sexi shop, un ristorante e un caffé. Vietato ai minori di 14 anni. I bambini possono essere parcheggiati in apposito spazio all'ingresso, con giochi idonei ai minori. Pensato anche come set fotografico per i visitatori. Il tutto comunque ha un sapore abbastanza ironico come suggeriscono anche i titoli delle varie opere ed è molto gettonato, specialmente di sera in cui le varie statue godono di particolare illuminazione. Appena davanti all'ingresso, scorre la cosiddetta Misterious road, indicata da un apposito cartello. Basterà un'oretta se proprio non avete un interesse specifico. Ingresso 12.000 W.

Corean garden

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martedì 2 gennaio 2024

Corea 32 - Il giardino botanico

Turisti alle cascate - Jeju - Corea del sud - ottobre 2023

La serra centrale

Foreste, cascate, passeggiate tra gli alberi, tutto piacevole, tutto lento e riposante anche per la testa, che quando stai seduto a respirare in un bosco, non può che sentirsi bene, aumentando la produzione di endorfine utilissime all'anziano per incentivare il buon umore, anche se i piedi fumano. Poi, alla fine devi rimetterti in pista, corroborato anche se claudicante per il percorso accidentato. Tuttavia dall'uscita sono pochi passi a piedi ed eccoci subito all'orto botanico, altra attrazione che si preannuncia interessante. In effetti, la grande parte centrale è una costruzione avveniristica, anche se il complesso è stato aperto nell'89, costituito da una colossale serra progettata come un fiore di cinque petali, ognuno dei quali contiene un particolare ambiente, dalla foresta tropicale, alla zona arida. Le percorriamo tutte ammirando la grande varietà di essenze che ospita e le cascate di fiori bel ordinati e curati ancora meglio. Saliamo fino in alto nella cupola, dalla quale hai una bella visione di insieme della parte all'aperto, nella quale sono accostati una serie di esempi di giardini classici che vanno da quello coreano, al giapponese e infine al francese, all'inglese e all'italiana, oltre alla collezione di erbe aromatiche e quelle di zone umide. 

Ambiente arido

C'è anche un trenino per spostarsi attraverso tutta l'area del parco, da un giardino all'altro, vista la dimensione davvero grande della superficie. Si dice sia uno dei più belli dell'Asia che di certo, a chi è appassionato fa piacere vedere. Appena fuori ecco poi, appena attraversato l'ampio vialone, una serie di piccoli musei tematici. E' evidente che essendo questa una zona a forte impatto turistico, sono state create tutta una serie di occasioni di visita per chi, soggiornando da queste parti, cerca modi per passare il tempo, quando non utilizza la spiaggia o non è un fanatico del trekking. Ecco quindi proprio di fronte al giardino botanico, sorgere il Museo di Teddy bear, che sottolinea la passione dei Coreani per i peluche di ogni tipo, in particolare per i brand mondiali più famosi. Ecco il museo del Piccolo principe, altra irresistibile innamoramento di cui trovi continuamente traccia in giro per il paese, in murales e citazioni di ogni tipo.  Avrei visto volentieri quello dell'arte africana, anche se mi sembra fuori contesto qui, ma ormai l'abbiamo sorpassato da un po' e non ho voglia di farmi la strada di nuovo, andata e ritorno, quindi ripieghiamo invece su una delle nostre passioni, il Museo della cioccolata, che, per la verità, non presenta interessi straordinari, se non una gran collezione di cioccolati prodotti in tutto il mondo nelle loro confezioni più ricche ed accattivanti. 

Giardino all'italiana

Devo dire che la mia parziale delusione viene anche dalla scarsità dei prodotti italiani, in questo caso sono sempre un po' sciovinista. In una bella sala, una signora sta tenendo una sessione davanti ad un gruppetto di una decina di infanti, accompagnati da genitori ammirati ed adoranti come è giusto che sia. Sono tutti completamente impiastricciati, mani e facce dalla cioccolata liquida che sta loro davanti in grandi ciotole, mentre l'insegnante mostra come può avvenire la magica trasformazione in bei cioccolatini dalle più diverse forme di animaletti. Mi sembra un vero divertimento che coinvolge i piccini oltre misura a sentire i gridolini di gioia ad ogni prodotto felicemente uscito dalle loro manine. Beh, anche questo è ormai una prassi comune in ogni tipo di museo, il laboratorio per bambini che saggiamente abitua fin dall'infanzia all'amore per la cultura ed il senso museale, al di là delle semplici esposizione di oggetti. Ne usciamo comunque soddisfatti, col nostro pacchettino in mano, come si faceva una volta alla domenica uscendo dlla messa e dopo la sosta di obbligo in pasticceria da brave famiglie borghesi, visto che il biglietto di ingresso, astutamente viene scontato sui prodotti eventualmente comprati. 

Il ponte delle ninfe

C'è giusto il tempo per un'altro taxi fino ad arrivare alla Jeongbang waterfall, un altro degli spettacoli naturali offerto da Jeju. Sono una ventina di chilometri (in taxi 16.000 W) che ti portano direttamente in riva al mare, visto che questo salto d'acqua di 23 metri, pare sia l'unico dell'Asia che si getta direttamente in mare. Il luogo è decisamente piacevole e si raggiunge attraverso una lunga (tanto per cambiare) scalinata di circa 250 gradini, che ci facciamo passo passo, indugiando tra gli alberi che ti nascondono un poco la vista dell'oceano, poi la radura si apre ed una scogliera di grande pietre tondeggianti circonda una piccola baia. Alle sue spalle, l'acqua arriva dall'alto e ti dà l'impressione che cada direttamente dal cielo. Il salto e la quantità d'acqua, che pure in autunno non è particolarmente grande, solleva una sottile nebbiolina che concede al sito un'atmosfera particolarmente magica ed affascinante, tale che non ti fa neppure sentire la presenza dei molti visitatori che si affollano attorno al salto in cerca della posa migliore. Tutti avanzano in bilico sulle grandi rocce, ma se hai il tempo di aspettare, trovi sempre lo spazio per cui le immagini che ti porterai a casa ti faranno apparire come unico visitatore del giardino dell'Eden. Il luogo è davvero bello e si presta completamente alla creazione di antiche leggende. 

La Jeongbang waterfall

Si dice che il primo imperatore della dinastia cinese dei Qin (200 a.C.), come tanti nella storia, fosse in cerca dell'elisir dell'immortalità. Correva quindi voce che sul monte Halla, il rilievo più alto dell'isola di Jeju, nascessero erbe magiche i cui decotti per certo la garantivano e a questo fine mandò un suo incaricato, certo Seobul, a cercarle. Naturalmente il poverino non trovò nulla di tutto ciò, segno che anche nelle leggende, da queste parti c'è un deciso pragmatismo, ma, arrivato fino al mare lasciò un graffito sulla parete vicino alla cascata in segno del suo passaggio "Seobul è stato qui", desiderio insopprimibile di affermazione della propria presenza a cui il nostro ambasciatore non ha saputo sottrarsi, un topos, come si vede, comune ai graffittari di tutti i tempi, duro a morire e forse un tempo neppure giudicato condannabile. Adesso il graffito sembra ormai essere scomparso, ma per non dimenticare ci hanno ammesso una targa commemorativa. Ma voi non fatelo, mi raccomando. Rimane il fatto che aspettare il tramonto in riva al mare, tra lo scroscio dell'acqua che piomba dal cielo alle tue spalle, è davvero bello e quando il cielo finalmente si incendia, te ne puoi andare lemme lemme, rifarti (maledizione) la infinita gradinata a risalire e cercare la fermata del 600 per ritornartene a casa. Chiudiamo la giornata passeggiando nella zona pedonale che sta dietro al nostro hotel a gustarci un bel pollo barbecue in versione light, cioè con poche spezie, che ci cuoce la bocca almeno fino a domani mattina. 

Panda sotto la cascata

SURVIVAL KIT

La cupola

Yeomiji Botanical garden - 93 Jungmungwangwang-ro - Seogwipo - Jeju - Ci si arriva da Seogwipo, con il bus 181 (15 km). Situato a fianco del parco delle cascate, lo si raggiungea a piedi da lì. Molto grande e moderno, potete starci anche tutto il giorno data la sua vastità. Circa 10 ettari di cui uno coperto, oltre 1000 essenze e serie di stili di giardini all'esterno.  Ingresso 9000 W. Calcolate almeno un paio di ore.

Chocolate Land - Proprio di fronte all'orto botanico. Piccolino, espone cioccolate confezionate di tutti i brand del mondo, assieme a formati particolari e divertenti, oltre alla classica esposizione dei metodi produttivi dalla fava di cacao alla tavoletta. La parte più interessante è una sala nella quale una signora insegna praticamente a fare un cioccolatino a gruppi di bambini accompagnati, che pasticciano un po' e alla fine vanno via con i cioccolatini fatti da loro, posto che non se li siano già mangiati. 3000 W scontabili sugli eventuali acquisti. Almeno mezz'oretta.

Tramonto a Jeju sud

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