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lunedì 19 agosto 2019

Central India 45 - Ma che si mangia?


Preparazione del dal
Friggitore di juleb
Uova e noodles
Anticipo subito che il post di oggi non sarà molto ricco e questo, come sa chi mi segue, deriva soprattutto dal mio scarso amore verso la cucina del subcontinente indiano, che pur presentando aspetti molto diversi da nord a sud e da est ad ovest, a causa del crogiolo di popoli ed etnie diversissime, ha tuttavia un denominatore comune, la presenza ossessiva e costante di alcuni tipi di spezie che vengono usati comunemente ed in quantità decisa, in particolare il coriandolo, il peperoncino piccante (chilly) e le mescolanze varie chiamate curry o meglio masala. Questo odore di fondo ben presente in ogni ristorante ed in ogni piatto, pervade ogni ambiente e mi respinge naturalmente, oltre al fatto che nella stragrande maggioranza delle preparazioni,  la presenza massiva di chilly e pepe è così invasiva che dopo il primo boccone, ho il cavo orale completamente cotto ed insensibile a qualunque altro tipo di sapore. 

Melanzane, pollo al cocco e verdure
Quindi sono di parte e la mia disamina non è del tutto affidabile, prendetela quindi con le molle. Anzi arrivo addirittura alla perversa convinzione di affermare che questa presenza sia così pesante proprio perché, a causa del clima e delle difficoltà conservative, le materie prime sono qui di difficile conservabilità e assumerebbero facilmente gusti poco simpatici, necessitando quindi di essere ricoperti in maniera saggia ed abbondante. Naturalmente mi smentirà chi della cucina indiana, tandoori e biryani, mi canterà le straordinarie virtù, ma io rimango della mia idea e ogni volta che vado in questa area che amo comunque svisceratamente a prescindere dalla cucina, perdo almeno cinque chili. Ma voi che invece sarete ansiosi di provare i vari manicaretti che vi saranno via via proposti, cosa vi dovete aspettare? Ripeto qui non parlerò della cucina locale e di tradizione, ma di quello che con più facilità vi capiterà di vedere arrivare sul tavolo dei posti nei quali vi fermerete.

Chapatti, riso e verdure
Intanto, calcolate che, se sarete in alberghi da tre stelle in su, per la cena potrà capitarvi di trovare in menù anche piatti cosiddetti continental, che sono fantasiose interpretazioni di piatti di pasta, pollo fritto e simil hamburger. La norma è quella ma il sapore non si differenzia molto da quello indian style, perché quello lo farà la quantità di spezia contenuta. Ricordatevi quindi, anche se in fondo amate il cibo un po' piccante, che qui questa declinazione è completamente diversa dai vostri parametri. Ne ho visti molti dire: non è un problema, a me piace molto il peperoncino e lo mangio a colazione e poi al primo boccone strabuzzare gli occhi e cercare disperatamente qualche cosa da inghiottire per calmare il fuoco vivo che cuoceva le  loro mucose. Quindi, consiglio, non stancatevi mai dopo ogni ordinazione di pregare, supplicare il cameriere di dire al cuoco di non mettere assolutamente nei condimenti pepe e peperoncino. Deve essere un mantra fisso per voi, lo guardate fisso negli occhi e lo pregate supplichevolmente: please no chilly, no pepper. Tranquilli, ce ne sarà ugualmente, ma in quantità quasi accettabile. Alle eventuali lamentele, il ragazzo allargherà le braccia e dirà: ma se no, non sa di niente, ciondolando la testa. 

Legumi per il dal
In ogni caso la pasta viene proposta come un pastone stracotto al forno e ricoperto di abbondantissima crema bianca e dolciastra oppure con una salsa rossa di pomodoro e spezie locali. E' piuttosto comune in quanto soluzione valida per la grande quantità di vegetariani presenti. Si trovano poi sempre molti piatti della cucina similcinese, riso fritto o noodles, con pollo, uova o verdure. In alternativa piatti di montone generalmente molto speziati e le polpette annegate nel sugo (kofta). Assente il maiale, raro il manzo. Spesso ci sono insegne di Pizza che consiglierei di evitare. A colazione avrete generalmente la possibilità di mangiare qualcosa che consentirà la vostra sopravvivenza per tutta la giornata, uova (chiedete plain o cheese omelette o scrambled eggs, ma ricordatevi di dire no masala). Spesso ci saranno toast and jam, una onnipresente confettura rossa dolcissima ed anonima, ma che fornirà le calorie sufficienti ad arrivare fino a sera, poi banane e altro simile. A pranzo finirete spesso in localini di fortuna lungo la strada e qui avrete a disposizione quello che trovate. Di solito questi posti forniscono un paio di piatti o il classico thali indiano, servito in un vassoio di alluminio, con qualche chapatti e plain rice al centro e quattro o cinque mestolate di salse diverse attorno.

Thali
Dal
Si tratta in generale di diverse versioni di dal, una "minestra" più o meno brodosa gialla o rossiccia, che può raggiungere la consistenza di una crema, spesso servita in una ciotola a parte, che a volte è mangiabile, da raccogliere con i vari tipi di pani indiani forniti. In generale si dovrebbe mangiare formando il boccone con le tre dita della mano destra, ma agli occidentali viene sempre data forchetta  e cucchiaio di default. I pani indiani di accompagnamento sono molteplici. Chapati e roti, piadine di 10/15 cm di gusto neutro di farina di frumento non lievitato, cotti a secco su piastre, paratha, simili ma più conditi ma fritti in padella con burro ed altri grassi, o ripiene di formaggio (paneer paratha) o patate (aloo paratha). Migliori in assoluto i naan (butter naan o paneer naan) che sono più morbidi e gustosi, più grandi e molto simili alla pasta da pizza lievitata e cotta in forno, serviti caldi e croccanti a pezzi. I poori, sono focaccine fritte in abbondante olio. 

Pollo
Ci sono poi delle specie di gallettine sottili secche molto speziate (papadam, papad e similari), fritte ed anche di farina di mais. Il riso è sempre presente, come contorno in bianco (pulao) o fritto alla cinese o con salse indiane (masala o biryani, un po' meno aggressiva). Nei mercati grande abbondanza di fritti dolci e salati, samosa, triangoli ripieni di verdura, pakora e pastelle fritte di ogni tipo come le juleb, vermicelli di pasta arrotolata tipo i churros messicani. Tra le verdure molti tipi di zucche e zucchini vari. I dolci sono quasi sempre a base di riso e cocco, con aggiunte di melassa. Ottimi invece i croccanti di arachidi molto simili ai nostri. Nei giri sulle colline vicino alla Birmania vi potrà capitare l'offerta di piatti cosiddetti locali, generalmente pollo o verdure cotte nel bambù con salse al cocco, melanzane e pomodoro. La frutta va comprata direttamente nei mercatini, perché difficilmente viene offerta nei ristoranti. 

Nespole
Le più comuni, banane, papaye, ananas, mandarini e manghi in stagione. In inverno si trova spesso la guava e l'anona, un frutto particolare dai profumi molto esotici. Onnipresente l'acqua imbottigliata, generalmente fornita nella misura di una bottiglietta a testa dall'albergo, sempre complimentary (o come diciamo noi aggratis) e a volontà da chi vi accompagna (dotazione standard dell'auto a disposizione) e i vari soft drink (20/30 taka); ci sono poi nelle bancarelle succhi di frutta confezionati (40 taka); rara e costosa invece la birra e gli alcoolici. Disponibili yogurt e lassi (con aggiunta di acqua gelata) che vi sconsiglierei per ragioni sanitarie. Adesso anche nei bar di paese sono disponibili gelati confezionati e sigillati. Caffè generalmente solubile e thè nelle due versioni, black (10 taka), che contiene sempre zenzero, cannella e/o cardammomo (se non lo volete dovete dirlo prima) oppure con il latte condensato. Di norma vi sarà richiesto se lo volete già zuccherato. Insomma più o meno quello che troverete in India, ragione per la quale non ripeterò questo argomento per quella parte di viaggio. Tranquilli dimagrirete sicuramente.





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Butter naan




mercoledì 19 agosto 2015

India - Ma cosa si mangia?

Classico Dhal con naan



Pollo con salsa, riso basmati e verdure bollite
E' venuto finalmente il momento di accontentare i miei seguaci gourmet, sicuramente interessati a cosa si mangia nei luoghi che vi ho raccontato negli ultimi tempi, Bhutan, Sikkim, Nordest dell'India, ma anche India del nord in generale. Intanto bisogna premettere che a me la cucina indiana non piace molto, soprattutto a causa dell'odore di coriandolo che predomina un po' tutto ed il curry in particolare onnipresente e quindi parto prevenuto. Tralascio il fatto che come in ogni parte del mondo globalizzato potrete comunque trovare qualunque tipo di cucina internazionale per sfamarvi a vostro piacimento, italiana compresa, nonché tutte le più note catene di fast food. Inoltre spessissimo anche i ristoranti indiani offrono sempre piatti di cucina cinese, meno aggressivi per il nostro delicato palato. Ma qui vorrei riferirmi soltanto alla cucina indiana specifica ed a quella del nord in particolare. Intanto si tenga conto che tradizionalmente, anche nella maggior parte dei ristoranti non esclusivamente internazionali, si mangia con la mano destra, impastando con tre dita piccoli bocconi dal piatto e portandoli via via alla bocca (la mano sinistra serva per altri scopi di igiene intima  meno nobili, per cui possibilmente non toccate le persone con questa mano impura). Agli occidentali vengono comunque fornite delle posate. 

Aloo paratha con zuppa di patate
Considerate inoltre che in molti luoghi troverete ristoranti esclusivamente vegani (o vegetariani) che sconsiglio vivamente a chi non segue queste abitudini alimentari. In generale tutte le vivande sono cotte, i piatti crudi sono quasi assenti in questa cucina e questo vi eviterà problemi molesti che comunque saranno sempre in agguato. Dunque partiamo dai cosiddetti pani indiani che troverete sempre in ogni tipo di ristorante, che vanno dal classico chapati (o roti se cotto nel forno), una sorta di piadina per intenderci con cui accompagnare i piatti, facendo "scarpetta" per raccogliere le onnipresenti salse che vi verranno servite. Le varianti sono molte e vanno dai paratha che contengono in aggiunta altri ingredienti, come le patate (Aloo paratha), i naan , di origine farsi, che fungono un po' da base pizza e sui quali vengono aggiunte altre cose come yogurt o anche solo sfregate con l'aglio, i poori, fatti con l'aggiunta di burro chiarificato (ghee). Inoltre viene sempre servito riso bianco, da utilizzare insaporito con le salse dei piatti che vengono serviti. Il piatto classico dei ristorantini indiani è il thali, una sorta di menù fisso del giorno, servito in una sola portata che ogni ristorante compone a suo gusto. Viene servito in un vassoio metallico o a scomparti o su una foglia di banana che funge da piattio nei posti più poveri, spesso nel sud e consta di un monticello di riso bianco al centro circondato da scodelline o mucchietti di pietanze diverse, due o tre verdure, asciutte o in salsa e due o tre tipi di carni, sempre solo pollo o montone.  

Chicken tandoori tikka
Una delle pietanze classiche sempre presente è il dhal, una zuppa di lenticchie con varie ricette tutte piuttosto speziate con curcuma, zenzero e curry, il misto di spezie che è presente in ogni piatto indiano che si rispetti e che potete assimilare ad una nostra minestra di fagioli molto spessa e scura. In ogni caso, avrete a disposizione una vasta scelta di vivande, carni e verdure, con base di curry, che dà quel particolare sapore di India a tutti i cibi, oppure alla salsa, che in questo caso sarà curry masala. Ci sono poi le cucine particolari come i piatti Tandoori di origine moghul, dal particolare colore vermiglio (chicken tikka o tandoori chicken), in cui le vivande, pollo o montone o altro, vengono marinate in varie spezie, tra cui chilly, curcuma, zenzero, aglio e yogurt e quindi cucinate in un forno detto appunto tandoor (tranquilli che oggi fanno quasi tutto sulle griglie a gas). Ci sono poi i piatti Biryani, di origine persiana, non vegetariani, a base di riso basmati aromatico con spezie, carni o pesce o gamberi, uova e verdure. Il condimento è a base di burro, piselli, fagioli, cumino, garofano, cannella, cardammomo, coriandolo, menta, alloro, zenzero, cipolle e aglio. La differenza con gli altri piatti è che tutti gli ingredienti vengono cotti separatamente e poi aggiunti uno ad uno. Come per il tandoori, ogni città ha la sua ricetta. 

Orribili crispies noodles
Famoso è il biryani di Hyderabad. Comunque tenete conto che la cucina indiana è il regno delle spezie, onnipresenti e pervasive ed i piatti sono spesso così piccanti che non riuscirete a mangiarli. In alcuni ristoranti turistici, vicino ad ogni piatto nel menù sono segnati 1 o 2 o 3 peperoncini per segnalare la piccantezza del piatto. Al limite col riso bianco e i vari tipi di pane potete levarvi la più grossa, senza contare le banane. Come verdure, le più frequenti sono patate, cipolle e melanzane. Ovviamente farete incetta di frutta tropicale, manghi (in stagione), papaye, ananas, banane (quelle rosse sono eccezionali), agrumi e tutte le altre meno conosciute. Molta frutta viene usata per la preparazione dei vari chatney, salse speziate tipo sottaceti. Comunissime le polpette di carne varia (kofta). Nei cibi di strada trionfano i fritti in pastella come i samosa, salatini triangolari di pasta ripieni di verdure come spinaci e costine. Tra i dolci vi verranno senz'altro offerti i laddoo, palline di farina e zucchero con cocco o altro, amate dai bambini. Per quanto riguarda le bevande, thé (chai) e caffé (meno) che vengono sempre serviti con latte se non specificate Black. Per le spremute di frutta, io farei attenzione, mentre per acqua e soft drinks controllate sempre che siano rigorosamente tappati. 

Momo tibetatni
Molto comune il lassi, yogurt gelato allungato con acqua per chi se la sente. Gli alcoolici sono un problema in India, per cui in molte zone sono proibite e nei dry days non sono disponibili; i negozi che li vendono sono addirittura protetti da inferiate. Anche la birra, è costosa e spesso non disponibile, comuni e discrete, la Tiger e la Kingfisher, Al di là del confine del Sikkim, zona favorita o in altre località privilegiate (come Diu, Goa, ecc) alcool a gogo, infatti sono luoghi popolatissimi da comitive di indiani durante i fine settimana e altri giorni festivi. Nelle campagne roba clandestina, con avvelenamenti per alcool metilico di interi paesi ai matrimoni e arak, con nomi diversi da luogo a luogo, liquore di palma da cocco. Nelle zone himalayane, la cucina non varia molto, ma dovrete provare i famosi momo tibetani, ravioloni ripieni e fritti, piuttosto cinesi. Per chi non è ancora riuscito a mangiare niente, la consolazione del breakfest che, in tutti gli hotel che frequenterete, sarà comunque di tipo continental, con burro, marmellata, pankake, uova, toast e frutta. In ogni caso non sperate di sfuggire alla maledizione di Montezuma, che prima o poi vi prenderà, in molti casi appena scesi dall'aereo a causa delle vaschette mal scongelate della vostra amata compagnia aerea. E con questo buona fortuna.

Classico piatto international- chinese- indian : riso con verdure e pollo


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lunedì 20 ottobre 2014

Recensione: L. Hallstrom - Amore, cucina e curry

Ogni tanto mi portano anche al cinema. Dunque ecco qua. Tratto da un romanzotto di Morais, dall'autore di Chocolat, ci si aspetterebbe un po' più di originalità, invece diciamo che questo gradevole filmetto ne ricalca in pieno soltanto stile e andamento. Confezionato con cura ed una certa eleganza a partire da una accattivante fotografia, con ottimi caratteristi a condire il tutto, segue un filone che ormai sembra imperare nello showbusiness, la cucina. Visto che ormai su ogni schermo televisivo non si parla d'altro e che i ragazzini sognano di fare lo chef invece che il calciatore, si è pensato di mettere insieme un buon prodotto di consumo, ben presentato, che paghi lì'occhio assieme al gusto come si conviene nei ristoranti che vogliono fare successo. L'esile vicenda, comprende un giovane cuoco indiano costretto a fuggire dalla sua terra con la sua famiglia, che si trasferisce in un idilliaco paesino francese, appunto nel mondo simbolo della cucina assoluta e dopo alterne vicende con la cattiva oppositrice che poi, finalmente affascinata si trasforma in buon mentore, mutandosi da strega infame in fata buona, incontra successo e amore e vissero felici e contenti. Passerete un paio d'ore gradevoli e moderatamente divertenti, perché comunque se sei un abile confezionatore di piatti raffinati alla fine anche con ingredienti banali, riesci a presentare un piatto piacevole. D'altronde ne abbiamo anche bisogno, non è obbligatorio produrre solo capolavori. Fatto apposta per andare bene sugli schermi di tutto il mondo, perché così si fa il successo globalizzato, piacerà di certo anche dagli Stati Uniti all'India, dove rivaleggerà di certo con Bolliwood. Almeno però dargli un titolo meno scontato, ma questo è solo un problema del distributore italiano.



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sabato 27 agosto 2011

Il MIlione 53: Castità allo zenzero e sacerdozio.



Le navi di Marco procedono verso Nord-Ovest. E' ancora presto per dire che sente aria di casa, perché qui dove si trova ora, siamo ancora nell'India piena, anche se al suo limite di confine con la piana dell'Indo. E' la grande penisola del Gujarat, terra di incanti, poco conosciuta anche adesso, che riceve solo i turisti davvero curiosi di esplorare a fondo questa parte del mondo. Terra abbastanza lontana dalle modernità dell'India del XXI secolo, dai computer di Bangalore, le luci della Bollywood di Mumbai, la ricchezza cosmopolita di Delhi. Questo è ancora un mondo dove la religione è davvero padrona e le prescrizioni che detta vengono rispettate a fondo. Ancora oggi in questo stato vive un rigoroso obbligo di vegetarianesimo, a cui volenti o nolenti dovrete adattarvi e magari la cosa vi permetterà di entrare appieno nell'atmosfera. Davanti agli 8000 gradini per salire alla città templare di Palitana (di cui vi avevo già parlato qui), la forza di intraprendere la salita, me la diede infatti una specie di pasta al forno in bianco, noodles con una specie di besciamella vegetale, insaporita dalle tante spezie del luogo e con una deliziosa crosticina che nascondeva il calor bianco del sottostante pizzicore dell'abbondante zenzero fresco. Ma basta fare attenzione e non essere ingordi, come certo non era Marco.

Cap. 180
Gofurat è uno grande reame, e ànno re e linguaggio per loro. In questo paese si à pepe e gengiove (zenzero) assai e bambagia (cotone). Ancora non mangiano né animale, né uccello perché dicono che ànno un'anima. E non ucciderebbero niuno animale di mondo, né pulci, nè pidocchi, onde sarebbe peccato. Elli dormono ignudi su la terra né non tengono nulla né sotto, né addosso e tutto l'anno digiunano e no mangiano altro che pane ed acqua.

Questa è la terra del trionfo del Jainismo con la sua fede forte e decisa nei divieti correlati al rispetto di qualunque forma di vita. Così, non si può non rimanere stupiti anche da quelle che noi possiamo reputare esagerazioni. Era quasi sera quando lasciavo le cupole rosate dei diecimila templi sparsi sulla sommità delle colline, una frastagliata sequenza di cupole, di pinnacoli, di ogive indicanti il cielo greve di nuvole monsoniche da cui sprazzi di rosso carico manifestavano prepotenti, il desiderio di vivere del sole al tramonto. All'interno decine di sacerdoti con una pezzuola sulla bocca per non inghiottire e quindi uccidere microbi, scopavano il selciato davanti a loro prima di uscire per non correre il rischio di calpestare qualche scarafaggio. Una vita attenta e all'apparenza pura e non solo sul versante dell'alimentazione.

Cap. 173
E le donzelle portano da mangiare a questi idoli ove sono oferte; e pongono la tavola dinanzi a l'idolo e pongovi suso vivande e lasciavi stare una grande pezza , tuttavia le pulzelle cantando e ballando per la casa. Quando ànno fatto questo dicono che lo spirito de l'idolo à mangiato tutto il sottile de la vivanda, lo ripongono e vànnosine. Ancora vi dico che elli ànno loro aregolati (sacerdoti), che guardano l'idoli. Ora li vogliono provare s'egli sono bene onesti, e mandano loro per le pulcelle che sono offerte all'idoli e fannoli toccare a loro in più parte del corpo ed istare con loro in sollazzi; e se 'l loro vembro si muta o si rizza, sì 'l mandano via e dicono che non è onesto e non vogliono tenere all'idolo uomo lusurioso; se 'l vembro non si muta, sì 'l tengono a servire nel munistero. 

Tempi duri per i monaci del tempo e grande varietà di compiti per le inservienti. E' probabile che molti sacerdoti non abbiano superato le dure prove a cui erano sottoposti, tanto è vero che oggi, la regola prevede che nei templi Jainisti, le funzioni religiose siano svolte da sacerdoti di fede induista, ma di specchiata moralità naturalmente. Quando vi capiterà di visitare qualcuno di questi templi, ricordatevi di portare con voi una corda o una cinta di stoffa. Il divieto di usare cinghie di cuoio all'interno dell'edificio, potrebbe provocarvi difficoltà nel tener su i pantaloni e trovarsi di colpo in mutande davanti all'altare di Gomateswara, potrebbe essere interpretato come una imperdonabile mancanza di rispetto e da queste parti sono ancora piuttosto severi al riguardo.






Refoli spiranti da: Marco Polo - Milione - Ed.Garzanti S.p.A. 1982


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Un indovino
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