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martedì 23 gennaio 2024

Corea 49 - Come muoversi

Express bus - Corea del sud - ottobre 2023

Quando ho cominciato la preparazione, in fretta e furia di questo viaggio, nato per caso, la mia proccupazione principale, dato che si trattava di un classico viaggio zaino in spalla, senza appoggi locali e in totale autonomia, era soprattutto l'organizzazione degli spostamenti in loco, visto che non ho trovato il modo di prenotarli prima della partenza. Come farli e soprattutto quali scegliere, vista anche la difficoltà della lingua. La realtà si è dimostrata molto distante dai miei timori. Spostarsi in Corea del sud è facilissimo e senza problemi. La scelta, nel viaggio fai da te dipenderà anche dal tipo di itinerario che vi prefiggerete di svolgere. 

Intanto per arrivare in Corea dall'Italia, ci sono moltissime opzioni aeree, al momento una delle più convenienti è Air China, sugli 800 €, inclusi bagagli in stiva. Questa opzione consente anche un interessante stop over a Pechino diuno o più giorni, visto che la Cina ha tolto la necessitò di visto per gli italiani fino a 15 gg. (anche prima tuttavia si poteva fare un visto all'arrivo, cosiddetto di transito, fino a 72 ore, che consentivano comunque di vedere Pechino). Per chi invece vuole abbinare questo viaggio al Giappone, c'è sempre la possibilità di usare  il traghetto che da Fukuoka va a Busan in circa mezza giornata. Ma adesso esaminiamo quindi le varie opzioni per spostarsi sul territorio coreano.

Auto privata - Ovviamente è la più comoda. Una auto piccola per due persone con bagagli, costerà attorno ai 45/55 € al giorno full insured, prenotandola dall'Italia. Condizione fondamentale è il possesso di patente internazionale che dovrete fare in cartaceo, alla motorizzazione prima di partire; calcolate almeno un mese di tempo necessario, per stare tranquilli. Vale un anno e mi sembra che costi tra tutto circa 100 €. Senza questo documento, che deve riportare tassativamente gli stessi dati del passaporto, non vi faranno avvicinare neache ad un motorino, su questo sono molto rigorosi. Si guida come da noi ed i Coreani sono prudenti oltre ad essere piuttosto rigidi sui limiti di velocità. Sconsiglierei l'auto nelle grandi città, a causa della difficoltà di muoversi, delle indicazioni in coreano, del traffico, della difficoltà di parcheggio e infine perché in città ci si muove molto più agevolmente con la metro, i bus ed al limite con i taxi. Molto suggerita invece per girare per paesini o lungo la costa ed in particolare sull'isola di Jeju, dove potrete vedere molte più cose in molto meno tempo. 

Treno - Ci sono treni ultraveloci, abbastanza cari, che consentono un ottimo spostamento tra le grandi città, ma i posti vanno prenotati in anticipo. 

Autobus tra città - A mio parere questo è il modo più semplice per spostarsi su un itinerario come il mio, che preveda un certo numero di tappe nelle varie città. Comodo, veloce e non caro. I bus sono di tre tipi. Lusso, express (con soli tre sedili per fila di tipo business class aerea) ed economy, con quattro sedili ma sempre comodissimi. Meglio prenotare prima, ma io mi sono mosso in questo semplice modo. La prima tratta me lo ha gentilmente prenotato il gestore dell'hotel di Seul e per i successivi, ho comprato il biglietto per la tratta successiva, direttamente alla biglietteria d'arrivo di ogni città, scegliendo sul posto l'orario che più mi aggradava. Le opzioni sono bene indicate e alla biglietteria ve le mostreranno senza problemi. Le stazioni dei bus intercittadini, sono molto semplici da girare e i grandi tabelloni, vi segnaleranno la piattaforma in cui partirà il vostro, sempre puntualissimo. A metà strada il mezzo si ferma ad un autogril per una decina di minuti. Questi i miei spostamenti:

  1. Aeroporto int. - Terminal Seul - Bus express 6011, uscita 10 - 1 h , 17.000 W
  2. Seul - Andong - Bus express -3:30 h , 17.000 W.
  3. Andong - Gyeongju - 1:30 h - 7.000 W poi bus 110 o 111 per il centro
  4. Gyeongju - Busan - 1 h , 7.700 W, poi meglio taxi per il centro (40 min 20/30.000 W) o metro 1 arancio dal capolinea di Nopo.
  5. Busan - Jeonju - 3 h, da 13 a 27.000 W a seconda della classe. Uno ogni ora. Dalla stazione al centro Taxi 6.000 W
  6. Jeonju - Seul Central - 3:30 h, 16.000 W (economy) ogni mezz'ora. Taxi fino all'hotel a Jongno 18:000 W

Spostamenti in città - Metropolitana - Sicuramente il mezzo ideale e più comodo. Scaricate e impratichitevi prima di partire l'app Subway Korea, dove ci sono tutte le mappe delle metro del paese, con la quale è facilissimo spostarsi seguendo le indicazioni, in unione con l'altra indispensabile app: Naver map, da usare al posto di Google map o Maps.me che in Corea non funzionano o lo fanno male. Usando queste due app avrete indicazioni molto precise per spostarvi senza problemi in ogni città. Sicuramente questo è il modo migliore per girare. 1.400 W per le tratte brevi. Nelle stazioni della metro, immense (anche a questo servirà la mappa elettronica) ci sono pochissime scale mobili e gli ascensori sono difficili da trovare e ben nascosti. Bus - Da usare in funzione della metro, frequenti, economici (1.200 W). Il bigliettaio a richiesta vi dirà quando arriva la vostra fermata, se gli dite o gli fate vedere sul telefonino il posto dove volete scendere. Nessun problema di sicurezza sui mezzi pubblici anche di notte. Taxi - Molto economici rispetto agli altri paesi, se siete in 4, addirittura concorrenziali alla metro su tratte medio-brevi. Partono da 4.000 W a Seul (4.800 a Busan, 3.800 in altre città). Meglio se avete un biglietto scritto con l'indirizzo. Non esistono le mance. 

Spostamenti a Jeju - Come ho detto l'ideale è la macchina a noleggio. Diversamente all'aeroporto, all'ufficio del turismo, distribuiscono una bella carta (oltre alle altre) con tutte le linee di bus che girano sull'isola, ma questo vi porterà via tempo, perché le frequenze non sono ottimali. Date le distanze, i taxi anche se economici fanno lievitare il costo degli spostamenti, ma se siete in quattro ci sta anche una macchina affittata per tutto il giorno, che vi faccia un itinerario concordato. Per arrivare a Jeju il mezzo più semplice e veloce è l'aereo da Busan (circa 80 €) e da molte altre città, diversamente, se avete tempo, da Mokpo, Yeosu a anche dalla stessa Busan, ci sono traghetti che in un certo numero di ore portano all'isola, modo di certo più romantico ma che impone di arrivare in questa area sud del paese e poi di sacrificare almneo tutto un giorno per lo spostamento.

Le biciclette possono essere una soluzione per spostamenti brevi soprattutto nelle cittadine turistiche. Esistono anche mezzi elettrici, disponibili proprio nelle zone turistiche, ma sono carissimi, anche 30.000 W all'ora.

Per comunicare, per chiedere spiegazioni ed altro, scaricate l'altra app indispensabile Papago, un traduttore universale anche vocale di intere frasi, che traduce anche scritte, cartelli, menù ecc, semplicemente fotografandoli. Tutte le app segnalate sono gratuite. In ogni caso tutti sono gentilissimi e si faranno in quattro per aiutarvi, darvi informazioni, addirittura accompagnarvi se vi vedono in difficiltà.

T-Money card - Serve per pagare ogni tipo di trasporto (ma questo mezzo funziona anche in diversi locali e negozi), semplicemente appoggiandola all'apposito schermo ai tornelli della metro o dei bus (e ripassandola all'uscita) e come una qualunque carta di credito per i taxi. Sui mezzi pubblici fa scontare il biglietto di 100 W. Si acquista in qualunque convenience store (7/11 o uno dei tanti altri) o anche nella metro. Si carica di volta in volta di quanto volete e alla fine all'aeroporto prima di ripartire, andando negli stessi negozi, vi farete rimborsare senza problemi quanto rimasto. Comodissima e quasi indispensabile.

Sia per i treni, che per la metro o i bus ci sono biglietti cumulativi, giornalieri o settimanali che certamente garantiscono un ulteriore risparmio, ma non ho indagato più a fondo le soluzioni proposte in quanto per uno straniero mi sembrano un po' macchinose e difficili da espletare, ma non è escluso che convengano dando ulteriori risparmi, se vi muovete vertiginosamente. 

Penso di avere esaminato tutte le soluzioni possibili per spostarvi nel paese e tranquillizzatevi sulle eventuali difficoltà, perché vi assicuro che non ci sono problemi sotto questo punto di vista, ma preparatevi comunque a programmare un gran numero di percorsi a piedi e tante, tante scale.


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martedì 26 settembre 2023

Gli spostamenti

dal web

 

Per preparare un viaggio in totale autonomia, come vi ho già detto nei post precedenti, bisogna avere la costanza di programmare tutto o quantomeno molto, prima della partenza. Voli interni e alloggiamento è il minimo, assieme allo scarico delle app che si ritengono utili se non indispensabili sul posto. Un altro punto importante è la decisione di come spostarsi sul posto, visto che il mio giro è stato progettato su un itinerario di sei città diverse (ho deciso di tagliare purtroppo, la settima, il parco di Seoraksan e la cittadina di Sokcho, perché tanto per cambiare, ci sarebbero voluti almeno tre o quattro giorni in più e già me ne pento perché, visto che saremo in piena stagione di foliage, questa area prometteva paesaggi indimenticabili, speriamo dunque di vedere qualche cosa di valido su questo frangente in altri luoghi, più specificamente sull'isola di Jeju. Pazienza è il destino dei turisti, la rinuncia per mancanza di tempo. Dunque, a questo punto, bisogna decidere come muoversi, visto che le date sono precise. Intanto ho dovuto escludere l'auto (che per chi è interessato va sui 50 euro al giorno, in quanto non ho pensato in tempo a fare la patente internazionale, che mi dicono è obbligatoria. Questo di certo questo mi procurerà difficoltà nella visita dell'isola di Jeju, che essendo piuttosto grande (perimetro superiore ai 250 km) e con pochi mezzi pubblici, sarebbe stata ideale per l'uso dell'auto. Vedremo se sul posto sarà possibile affittare quantomeno uno scooter, che sarebbe altrettanto indicato. 

Ci sarebbe anche il problema che io non ho mai guidato uno scooter nella mia vita, ma questo è un intoppo secondario e poi c'è sempre una prima volta. Qualcuno sa, se per caso te lo danno anche con la sola patente italiana? All'interno delle città vedremo di utilizzare al massimo bus e metro con l'uso della comoda T-card prepagata, anche se provando ad usare, tanto per impratichirmi le app Naver Map che sostituisce Google map che laggiù non funziona e Subway, mi vengono fuori solo indicazioni in coreano, cosa che chi preplime al momento, abbastanza. Invece, come dicevo, per lo spostamento tra le città ho tentato di prenotare ed acquistare i biglietti di bus o treni (piuttosto carucci mi sembra), ma, o per mia congenita incapacità, capirete i contadini hanno i ditoni grossi e di fronte alla tastiera sono sempre in difficoltà, già su quella del computer, figuratevi su quella minuscola del telefonino, sono rimasto bloccato e riesco a trovare la strada e gli orari, ma quando è ora di comprare, il sistema non mi consente di andare avanti. Nella maggior parte dei casi con sibilline comunicazioni in coreano (lingua che al momento non pagroneggio, per cui ho naturalmente utilizzato il traduttore, ma i messaggi sono comunque rimasti inutili a spiegare le cose). Mi comunicano anche quanti posti sono ancora disponibili su quel bus, in un caso mi consente addirittura di scegliere i sedili, ma non riesco a procedere per prenotare e a pagare. Mi sembra di avere letto che i biglietti di bus extraurbani e treni coreani non si possono acquistare dall'estero, non so se qualcuno può darmi conferme al riguardo, ma a questo punto rinuncio e cercherò di risolvere in loco magari con l'aiuto di qualche amico pescato nei vari alloggiamenti che ho scelto. 

Questo fatto, tuttavia mi dà una certa ansia. in quanto in alcuni casi, mi pare di aver capito che ci sono solo un paio di bus che fanno quella tratta ogni giorno (ad esempio da Andong a Gyeongju, per un totale di una cinquantina di posti, e se fossero tutti pieni?). Rischierei di non riuscire a spostarmi nella città successiva facendo saltare programma e prenoitazioni dell'hotel. Mi fido tuttavia del fatto che non dovremmo essere in piena stagione e poi qualche santo provvederà, mi accorgo di star diventando piuttosto fatalista man mano che l'età avanza. In ogni caso mi pare di aver capito, dando una scorsa ai prezzi dei biglietti, che la spesa per i trasporti sarà non trascurabile. Bus oltre i 10/20 euro e treni tra i 30 e i 50 a tratta, ma vi sarò più preciso in fase di consuntivo. Intanto vi aggiungo sempre per info, in quanto ormai non posso più cambiare nulla o quasi senza complicarmi la vita, l'itinerario definitivo del mio giro. Seul (4 notti), Andong (2 n.), Gyeongju (3 n.), Busan (2 n.), Jeju (4 n.), ancora Busan (2 n.), Jeonju (2 n.), e gran finale a Seul (2 n.). Come vedete gli spostamenti sono molti e il rischio è quello di trascorrere molto tempo sui mezzi pubblici, ma per un viaggio in autonomia e con una oculata gestione dei fondi a disposizione del budget, non sono riuscito a fare di meglio. Ovviamente al termine del viaggio potremo capire se ci sono stati degli errori programmatici e suggerirvi le corrette alternative. Per il  momento, mentre l'altro componente del gruppo si dedica alla preparazione e alla gestione del bagaglio al seguito con ammirevole impegno e competenza, della qual cosa magari vi parlerò nei prossimi giorni, io mi devo invece applicare alla gestione dei tempi e alla loro distribuzione per le cose da vedere. 


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venerdì 14 maggio 2010

Lettere dalla Kampuchea 10: Flussi e riflussi.

Il sole sorge presto anche a Battam- bang. Mentre il mio amico penserà a Phnom Penh alle cose che deve fare, un po' più importanti delle mie, la mia strada mi porta ancora verso Siem Reap, per una totale immersione nella ricchezza dei templi e della storia antica, la perla autentica, l'attrazione fatale che porta il turismo in Cambogia. Questa volta saggiamente, il pulmann sarà il mio Garuda, per la barca ho già dato. Eccomi quindi di primo mattino, già stanco, ad aspettare il mezzo che deve passare dalla stazione di servizio vicina al mio albergo. Mescolato ai clienti in attesa come me, sorveglio il mio valigione; si portano sempre troppe cose inutili con sé, direbbe Diogene e anche il monaco che sarà mio vicino, detentore solo della sua bisaccia. Quando parte l'autobus, mi accoccolo tranquillo, cercando di godermi la vita che fluisce intorno, la fiumana di motorini e i trasporti che tanto affascinano noi occidentali. Chissà che anche lo zio di mio papà che faceva il cavallante a Valle San Bartolomeo facesse, con il suo biroccio, trasporti così pittoreschi come quelli che si vedono dal finestrino. Basta scostare la tendina colorata e vedi attraverso una finestra del tempo, cose che a te oggi fanno sorridere, ma forse uguali a quelle che vivevano i tuoi padri. Così la strada corre veloce, l'aria condizionata è sopportabile, quando inattesa, subdola e feroce, carognescamente cattiva, arriva lei. Quasi non te ne accorgi o quantomeno il sintomo è così mascherato da fartelo trascurare completamente, come cosa di nessuna importanza. Comincia con un lieve movimento, un quasi inavvertibile borborigmo tale da farti pensare di essere stato troppo tempo in una posizione contorta. Ti muovi appena e invece no, la leggera fittarella che si sposta lentamente verso il lato sinistro, prende corpo, manifesta a poco a poco la sua presenza inquietante e ammonitrice. Ulteriori movimenti e gorgoglìi a livello gastroenterico, chiariscono che il problema esiste e che non si trattava di falsi allarmi. E' chiaramente in arrivo la maledizione di Montezuma o come altrimenti viene chiamata nei vari paesi del mondo, ma che sempre alla stessa cosa prelude. Momenti di sofferenza inaudita. Ormai hai capito. Si tratta solo di organizzare una linea di resistenza. Calcoli mentalmente le ore che ti separano dall'arrivo. Sempre troppe. Assumi una posizione il più possibile comoda e rilassata compatibilmente con la situazione e cominci operazioni di concentrazione mentale che i lunghi anni dedicati allo studio delle arti e delle tecniche del corpo orientali, ti hanno insegnato. Accidenti questo è il momento che servano a qualcosa. Inutilmente pensi a dove hai sbagliato. A quale è stato il momento in cui ti sei lasciato andare trascurando le precauzioni che ti eri promesso di rispettare con precisione. Forse ieri in quel mercato quando non hai potuto rifiutare l'assaggio di quel frutto delizioso che la donnina ha sbucciato con le sue manine, ben lavate. coltello incluso un quell'orcio pieno di liquido marrone, o sarà stato il ghiaccio di quella deliziosa spremuta di mango, ieri sera, così godibile sulla balconata del Geko Cafè, mentre ti godevi il traffico animato del centro. Ma tutto questo ormai non conta più, anzi è troppo tardi lanciare maledizioni, cosa poi decisamente in contrasto con la ricerca del non pensiero che si sta cercando di raggiungere. Astrarsi dal proprio corpo e dalle proprie basse pulsioni, questo è il segreto, del Tao, dello Zen, degli insegnamenti del Buddha. Ma un conto è dirlo, la realtà invece non bada a queste cose. Gli impulsi arrivano sempre più impetuosi e violenti ad ondate regolari, che cerchi di vincere con un rallentamento della respirazione, poi la frequenza aumenta e la necessità diventa via via più ravvicinata, il controllo più difficile e faticoso. Sudi freddo e a nulla vale concentrarsi ad osservare il motorini che frecciano attorno, cercando di calcolare quanti maiali stiano nella sporta o quante oche siano attaccate alla stanga posteriore, la situazione peggiora continuamente. Qualche pausa in cui ti illudi che tutto possa posticiparsi risolvendo la situazione per il meglio, oppure convincendoti di avere avuto ragione sugli impulsi incontrollabili del tuo corpaccio avido di sensazioni terrene, invece no, ecco che il tutto si ripresenta e con maggior vigore, più forza, più implacabile determinazione. Allora ti assale lo conforto, al diavolo la forza della mente, cominci a capire che forsa non ce la farai, che le forze della natura avranno un definitivo ed ineludibile sopravvento sulla tua volontà, che si sta inevitabilmente per raggiungere l'acme, il climax finale inevitabile, in un big bang primordiale che potrebbe dare vita ad una nuova era, un Kali Yuga oscuro e senza speranze. Poi d'improvviso, inopinatamente il pulmann rallenta, sterza lentamente e imbocca uno sterrato laterale alla strada che conduce a delle baracche malandate circondate da una piccola folla. Non credi ai tuoi occhi, è l'isola per il naufrago ormai disperato di sopravvivere ai flutti di un oceano nemico, è il desiato traguardo raggiunto quando ormai sembrava superato il punto di non ritorno, il paradiso promesso e sognato, è il succedaneo dell'Autogrill. Appena si spalanca la porta, sei già in piedi, sgomitando sgarbatamente per scendere tra i primi, affrettandoti per risalire la fila dei monaci silenziosi, ma che si avviano infidi nella tua stessa direzione, una costruzione bassa con una paio di porticine sconnesse sul retro, da cui emergono liquami ed emanano odori che sono promessa e garanzia di essere nel giusto. Spalanchi con foga la porta ed a fatica ti introduci in una dimensione pensata per le taglie cambogiane, ti liberi come puoi degli inutili orpelli di cui la nostra civiltà ti costringe a bardarti e poi, dopo un tempo che ti era apparso infinito, finalmente ti lasci andare. Finalmente la pace. Sul tuo corpo costretto e sfatto dalla tensione, si distende un rilassamento totale, un momento di oblio e di serenità con cui poche cose hanno confronto. Poi a poco a poco la mente riprende il controllo della situazione, risolve i problemi materiali, con quello che trova a disposizione, valuta il grande orcio pieno d'acqua, il pentolino di plastica che vi galleggia, calcola, stima le possibilità, opera scelte, risolve per il meglio. Quando rivedi il sole, tutto ti appare sotto una luce diversa, più serena, oggettivamente più bella. Risali tranquillo, dando strada alle donnine e alle loro ceste, sorridendo ai monaci dai visi compunti e riprendi la tua posizione. Quando Siem Reap appare all'orizzonte, non sei più governato dalla necessità, ma prendi la tua valigia, calmo e tratti col tuk tuk il prezzo della corsa che ti porta alla tua nuova casa.

Comunicazione di servizio: Poiché, date le circostanze, non ho potuto dedicarmi come in altri frangenti a cogliere immagini interessanti, utilizzo per questo post una serie di belle foto dei trasporti descritti, che l'amico P. ha raccolto nei suoi tanti soggiorni sul posto.


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