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martedì 7 aprile 2026

Mau 30 - 90 Motivi +1 per visitare la Mauritania

Trasportoapre . Mauritania - Gennaio 2026


Non so se co, questa chiacchierata che porto avanti ornai da quasi tre mesi, sono riuscito a trasmettervi in qualche modo il pacchetto di emozioni davvero potenti che mi sono portato a casa da questa ennesima scorribanda africana e soprattutto nel suo deserto fondamentale ed iconico, il Sahara. Questo è un viaggio che appassionerà certamente tutti quelli che hanno per queste vie delle sabbie, una propensione atavica, frutto chissà, per chi ci crede, di qualche reminiscenza di vite precedenti. Siamo stati forse pastori berberi, conduttori di dromedari o forse peggio, capi carovana che commerciavano schiavi attraverso il Sahel. Non lo so, ma di certo abbiamo dentro una attrazione speciale che non ha bisogno di incentivi o spiegazioni. Tuttavia credo che anche chi col deserto non abbia mai avuto contatti, se lanciato in uno di questi viaggi, non possa ritornarne come prima di quando è partito. Il deserto e il suo mondo unico, gli lascerà di certo qualche cosa, di cui magari non si accorgerà subito, ma questo virus, si svilupperà nel tempo magari rimanendo a lungo latente dentro di lui, per poi scoppiare all'improvviso imponendo la sua legge e allora si ricomincerà a sognare, raid attraverso le sabbie, itinerari inconsueti seguendo tracce di antichi viaggiatori e così via. Comunque tanto per specificare meglio, tutti abbiamo bisogno, oltre che di sognare, anche di dati certi, di indicazioni più precise al fine di costruirci solide motivazioni e quindi voglio elencarvi come mio solito, un elenco pedissequo di motivi, che potrebbero convincervi e spingervi a programmare questo viaggio. Così per questo paese ho cercato di entrare un po' più a fondo di quanto si faccia di solito, approfondendo un po' meglio gli aspetti storici, naturalistici e culturali, mentre penso che tra le righe sia passato anche il sottile e pervasivo desiderio di riuscire un giorno a visitare anche le ultime zone che, per varie motivazioni, soprattutto logistiche e di tempo, ho dovuto forzatamente tralasciare e che indubbiamente varrebbero la pena di essere più a fondo indagate, tornandoci magari per la terza volta. Tuttavia a conclusione, sperando di stimolarvi comunque al viaggio, ecco come al solito, un piccolo elenco di cose imperdibili di questo paese o che, se la volete mettere giù in altro modo, valgono la pena di sobbarcarsi le ore di volo che sono necessarie a raggiungere quella terra, lontana nello spazio e così differente ed intrigante, ricordando sempre che la cultura non alberga solamente nel nostro patinato mondo occidentale, ma che forse si può trovare anche nelle profondità di luoghi dove non si immaginava potesse essere transitata pe secoli.

  • Arrivare a Nouakchott nel cuore della notte attraversandone i quartieri addormentati
  • Partire la mattina presto puntando decisamente verso il deserto
  • Fermarsi nel nulla ad osservare i dromedari che brucano tra le dune
  • Mangiare uno squisito mechoui ad Akjaoujit
  • Prendere la prima pista tra le sabbie e fermarsi, aspettando i nostri amici che pregano 
  • Godere il tramonto tra le dune di Azoueiga
  • Rimanere a guardare il cielo e la notte stellata al fuoco di un falò
  • Prendere un tè alla menta nel deserto
  • Camminare sui tratti dove la sabbia cambia colore
  • Fermarsi alle tende dei beduini e comprare un sostegno di sella di cammello
  • Percorrere la Vallée Blanche tra dune di zucchero
  • Sprofondare nella sabbia gialla al passo di Tifoujar e comprare sacchetti di datteri dolcissimi dai nomadi lungo la strada
  • Proseguire di oasi in oasi fino a Toungad e andare a trovare Riccardo che vive lì da 30 anni
  • Arrivare fino alla sorgente tra i monti dell'osai di Terjit
  • Incontrare ragazzi che vivono qui e cenare con loro sotto le stelle
  • Girare nei villaggi tra le case inseguiti da torme di ragazzini
  • Guardare il panorama dei canyon dalla sommità dei tavolati al loro bordo
  • Percorrere la route d'Aoujeft nel deserto sassoso fino all'oasi di M'Hairit
  • Guardare le facce di chi arriva alla sorgente Guelta e si gode le acque del laghetto
  • Arrivare a Cinguetti, la regina delle sabbie
  • Passare da una biblioteca all'altra guardando manoscritti miniati di mille anni
  • Recitare poesie con un custode del sapere
  • Toccare libri divorati dalle termiti con teoremi di geometria
  • Ritrovare lo stipite della porta su cui mi sono rotto l'omero dopo un anno
  • Essere riconosciuto dai camerieri dell'albergo
  • Camminare tra i vicoli della città semisepolta dalle sabbie
  • Sostare davanti alla moschea semisepolta da sei secoli, della prima Cinguetti 
  • Ritornare in città in cammello
  • Visitare il piccolo museo etnografico e la cooperativa delle donne comprando braccialettini
  • Camminare tra i negozi della nuova Cinguetti per arrivare al centro
  • Fermarsi ad un incrocio a guardare uomini che giocano a scacchi in mezzo alla sabbia
  • Osservare i bambini che corrono in mezzo alla strada con giocattoli fatti da loro
  • Farsi agghindare di sciarpe in un negozio di un bravo venditore
  • Vedere il tramonto dalla duna più alta davanti alla città
  • Partecipare ad un matrimonio tra canti e balli forsennati nello stadio cittadino
  • Correre in auto tra le dune formando carreggiate nuove senza il timore di perdersi e sfiorare carovane che fanno il nostro percorso in una settimana

  • Fermarsi a bere un té in un gruppo di capanne di paglia
  • Medicare sommariamente la ferita di un anziano che accorre appena vista una macchina che si è fermata
  • Osservare le barriere di foglie di palma innalzata per fermare l'avanzata delle dune
  • Arrivare da Zaida e ritrovarla come un anno fa allegra ed attiva
  • Visitare il nuovo centro dove si svolge il festival annuale e il suo museo
  • Fare foto alle ragazze ritrose che poi le vogliono assolutamente
  • Ripercorrere le scale di pietra di Ouadane, la città dei Sapienti
  • Ammirare i pilastri, gli archi ed il minareto della antica moschea di pietre
  • Guardare le palme dell'oasi dall'alto delle mura
  • Vedere con stupore le antiche serrature di legno
  • Percorrere la larghe strade sabbiose della città nuova inseguiti dalle ragazzine
  • Incontrare l'accompagnatore di Filippo Tenti durante il suo documentario e farsi nuovi amici
  • Raggiungere la struttura di Richat detta l'Occhio del Sahara
  • Arrivare fino al centro e dall'altura cercare di riconoscere i bordi e mettere una pietra sulla piramide
  • Fermarsi davanti ad una piccola mandria di onagri immobili che ci guardano
  • Cercare sulla montagna la giraffa ed il toro tra i graffiti di Agrour Amojar 
  • Camminare sulla lastra di pietra nera cercando antichi Dolmen
  • Fotografare la modella camerunense Aisha che posa sui massi di lava nera, carica di monili d'oro
  • Ammirare il fortino di Sedan dall'alto del passo di Ebnou 
  • Passeggiare nel mercato di Atar guardando tra i banchi
  • Bere carcadè mangiando stufato di cammello
  • Ballare e suonare tamburi al suono della Kora di un griot con le ragazze del posto
  • Visitare le rovine della antica città di Azougui ancora da scavare
  • Fermarsi al passo a raccogliere pezzi di roccia mirabilmente venati di ogni colore
  • Raggiungere Choum e vedere per la prima volta il famoso treno che passa
  • Percorrere per intero il famoso tunnel, monumento alla stupidità europea
  • Raggiungere Zouerat e celebre miniera di ferro
  • Andare al  punto di partenza del treno e salire sui vagoni "passeggeri" familiarizzando con chi cerca di salirci
  • Visitare i vari cantieri della miniera tra residuati e pezzo abbandonati
  • Passare tra i banchi del mercato di Zouerat
  • Aspettare nel deserto il passaggio del treno carico di minerale
  • Passare nei villaggi fatti di traversine di ferro
  • Correre tra le sabbie per raggiungere il monolite di Ben Amerà
  • Transitare per cinque chilometri oltre il confine del Sahara Occidentale
  • Toccare il monolite per cercare di assimilarne la forza
  • Girare attorno al monolite femmina ascoltandone le leggende che li circondano
  • Godersi l'ennesimo tramonto e dormire tra le sabbie, dopo essersi fatti passare la paura dello scorpione
  • Dare un passaggio nel deserto e toccare con mano le tragedie della migrazione
  • Mangiare riso e pollo in una baracca lungo la strada nazionale ritrovata
  • Raggiungere finalmente il mare e il porto di Nouadhibou
  • Visitare Cap Blanc e il museo della foca monaca, camminando sulla spiaggia
  • Cercare il cimitero delle navi arenate e non trovarlo più
  • Correre sulla riva tra milioni di gabbiani e cercando uccelli migratori
  • Chiacchierare con Fatma al mercato di Nouadhibou
  • Fotografare piedi disegnati con l'henne di amiche di Ahmed
  • Percorrere la riva del Banc d'Arguin osservando le barche dei pescatori che pescano coi delfini
  • Fotografare la fauna ornitologica che popola il parco
  • Stupirsi della quantità di pesce pescato e vistare i villaggi dove essiccano i muggini
  • Essere ricevuti da un capo villaggio che offre tè e farina di pesce secco
  • Correre a tutta velocità sulla riva per decine di chilometri sollevando nuvole di gabbiani
  • Percorrere lingue di sabbia dove sostano pellicani e cormorani
  • Stupirsi delle mille sfumatura di sabbia lungo le rive
  • Aggirarsi tra i pescatori nei villaggi Imraguin mentre scaricano i pesci dalle barche
  • Girare per il mercato dei cammelli di Nouakchot
  • Chiacchierare con le divorziate al loro specifico mercato
  • Vedere la grande moschea della città ed il suo polveroso Museo
  • Passeggiare nell'enorme mercato e finire in un ristorante turco
  • Perdersi lungo la riva del porto al mercato dei pescatori tra migliaia di barche colorate 
ed infine
  • Fare un'ultima foto ricordo con gli amici alla grande scritta col nome della città mentre vai all'aeroporto per tornartene a casa
Dromedari


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Mau 29 - Come andare

Deserto 

giovedì 12 febbraio 2026

UZB 24 - 60 Motivi + 1 per andare in Uzbekistan

Tombe dei figli di Tamerlano - Shahkhrisabz - Uzbekistan - ottobre 2025 - foto T. Sofi

 

A conclusione del giro di sensazioni che spero di essere riuscito a trasmettervi, anche solo con questo breve ma piacevolissimo itinerario, che mi ha portato a ripercorrere sentieri antichi, anche se vissuti in un momento e per motivazioni del tutto differenti, a testimonianza di aver ripercorso per l'ennesima volta  i passi di Marco Polo, sulla classica via della seta, nella zona più classica dell'Asia Centrale, voglio elencarvi come mio solito, un elenco pedissequo di motivazioni, che potrebbero convincervi e spingervi a programmare questo viaggio. Così per questo paese ho cercato di entrare un po' più a fondo negli aspetti storici, naturalistici e culturali, mentre penso che tra le righe sia passato anche il sottile e pervasivo desiderio di riuscire un giorno a visitare anche le ultime zone che, per varie motivazioni, soprattutto logistiche e di tempo, ho dovuto forzatamente tralasciare e che indubbiamente varrebbero la pena di essere più a fondo indagate, tornandoci magari per la terza volta. Sperando di stimolarvi comunque al viaggio, ecco quindi come al solito, un piccolo elenco di cose imperdibili di questo paese o che, se la volete mettere giù in altro modo, valgono la pena di sobbarcarsi le ore di volo che sono necessarie a raggiungere quella terra, lontana nello spazio e così differente ed intrigante, ricordando sempre che questo è stato un altro dei diversi fulcri da cui la civiltà umana ha preso vita.

  • Stendersi per qualche ora in un letto dopo la notte in aereo pregustando l'inizio delle visite
  • Mangiare a colazione le migliori patate fritte da molto tempo
  • Ritrovare l'ingresso dell'Hotel Uzbekistan di un tempo e salirne la maestosa scalinata
  • Godersi le stazioni della metro sovietica di Taskent
  • Passeggiare per i parchi dalla statua di Tamerlano a cavallo e ai palazzi del potere
  • Aggirarsi tra i banchi del mercato tra frutta secca e trippe calde
  • Guardare come si fa il pane tradizionale e come lo si cuoce
  • Visitare il centro islamico in costruzione stupendosi delle dimensioni
  • Traversare la pianura tra campi di cotone pronto per la raccolta
  • Parlare coi contadini di semine e raccolti
  • Stupirsi davanti alle mura colossali di Khiva
  • Ammirare il minareto mozzo perdendosi nelle sue maioliche blu
  • Salire sulle terrazze del forte e godersi il tramonto dall'alto
  • Girare per tutti i monumenti della città di giorno, stupendosi della bellezza dei decori illuminati dal sole
  • Ammirare antiche porte scolpite. 
  • Provarsi improbabili cappelli di pelliccia
  • Ascoltare i canti delle donne all'interno dell'antico Harem
  • Provare le tecniche artigianali al museo della seta
  • Divorare fantastici spiedini in un ristorante tradizionale
  • Passare l'Amu Daria, fiume iconico dell'Asia centrale
  • Aspettare che passi il treno che va in Turkmenistan
  • Comprare una bottiglia di delizioso koniàk in un autogrill
  • Traversare il deserto di monticelli di sabbia infiniti tra file di cammelli
  • Precipitarsi appena arrivati nel centro storico di Bukhara per vederlo nella dorata luca della sera
  • Rimanere incantati davanti al minareto illuminato più bello del mondo
  • Camminare sul selciato dei bazar cercando di ricordare i posti già visti
  • Ammirare il lavoro dei miniaturisti
  • Visitare un laboratorio di tessitura di tappeti ed estasiarsi davanti ad opere da 10.000 euro
  • Cercare lapislazzuli sui banchetti
  • Visitare antichi mausolei e belle moschee tra colonne di legno scolpite e laghetti 
  • Godere ancora del verde di parchi enormi
  • Visitare la grande fortezza ed i suoi segreti e guardare la città dall'alto delle mura
  • Provare un ottimo plof in un ristorante elegante
  • Ammirare la grande piazza Registan anche di giorno per apprezzarne un altro punto di vista
  • Passare per cortili segreti e cenare sui bordi della piscina del Lyabi Hauz allo stesso tavolo di 25 anni fa
  • Sorridere davanti alla statua con l'asino di Nasreddin ricordando le sue leggende
  • Stupirsi davanti alla madrasa Chor MInar ed ai suo quattro stupendi minareti
  • Rovistare sui banchetti di memorabilia sovietiche
  • Bersi una spremuta di melagrana lungo la strada mentre ci sorridono denti d'oro
  • Essere sorpresi a rubare ciuffi di cotone ed essere cacciati malamente dalla padrona del campo
  • Arrivare a Samarcanda e precipitarsi subito a vedere il Registan più bello e grandioso del paese
  • Perdersi nel lavoro certosino operato dagli artigiani sulle pareti dei monumenti della piazza
  • Guardare cupole dorate e splendenti di maioliche blu con il naso per aria
  • Ammirare le ragazze che posano per le foto agghindate in splendidi vestiti
  • Rimanere in estatica ammirazione davanti e dentro il mausoleo di Tamerlano
  • Estasiarsi davanti allo spettacolo di Suoni e luci al Registan
  • Godersi di nuovo i monumenti di notte
  • Cercare tra la foschia la città lontana di Shakhrisabz dall'alto del passo
  • Camminare per lo splendido parco alla ricerca delle rovine monumentari dell'antica capitale
  • Aggirarsi tra tombe di sapienti e mausolei vuoti alla ricerca della caducità del mondo
  • Rimanere attoniti davanti al sarcofago vuoto del grande imperatore
  • Non credere ai propri occhi davanti alle dimensioni della porta di ingresso del palazzo in rovina
  • Ammirarla ancora una volta dal punti di vista della sua statua in piedi
  • Sedersi al fresco di platani di 600 anni piantati da Tamerlano, tra vecchi pensionati
  • Passeggiare sotto le mura della città per apprezzarne le dimensioni
  • Fermarsi al mercato del passo per scoprire prodotti sconosciuti tra i banchetti
  • Risalire con fatica la scalinata tra le meravigliose facciate delle tombe di Shaki-Zinda
  • Muoversi nella maestosità della moschea di Bibi cercando di comprendere la bellezza tra  i lavori di restauro
  • Visitare il museo della carta nel parco tematico di Meros e riposare tra verde e ruscelli
  • Passare tra l'osservatorio di Uluk Beg per capire il livello scientifico del medioevo dell'Asia Centrale e entrare poi nella tomba di Daniele, venerato da tre religioni diverse
e infine
  • Tornare in treno sui propri passi meditando sugli inaspettati interessi che questo paese sa offrire, rimpiangendo di averne trascurato una parte

I I I 
I mausolei di Shaki - Zinda


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 01 - Il progetto

martedì 17 dicembre 2024

Caucaso 37 - 75 Motivi +1 per andare nel Caucaso

Ushguli . Georgia - maggio 2024

 

A conclusione del giro di sensazioni che spero di essere riuscito a trasmettervi sul Caucaso entrando un po' più a fondo nei suoi aspetti storici, naturalistici e culturali, mentre penso che tra le righe sia passato il sottile e pervasivo desiderio di riuscire un giorno a visitare anche tutte le altre zone che, per varie motivazioni, soprattutto logistiche, ho dovuto forzatamente tralasciare e che indubbiamente  valgono la pena di essere più a fondo indagate, stimolandovi comunque al viaggio, vorrei fare, come al solito, un piccolo elenco di cose imperdibili di questo paese o che, se la volete mettere giù in altro modo, valgono la pena di sobbarcarsi le ore di volo che sono necessarie a raggiungere quella terra non così lontana nello spazio, ma così differente ed intrigante.

  • Arrivare all'alba a Tbilisi cogliendo la città addormentata
  • Fare colazione in un piccolo caffè turco apprezzando i dolcetti tradizionali
  • Camminare nel quartiere georgiano apprezzando le costruzioni storiche
  • Rifare la colazione all'ostello Fabrika tra frikkettoni e lusso incombente
  • Guardare un panettiere che mette le forme di pane nel forno tradizionale e le estrae calde e fragranti e mangiarne un pezzo
  • Ammirare i bovindi e i balconi in legno tradizionali delle case più antiche
  • Guardare le acque limacciose e tumultuanti del fiume Kura dalle mura della città
  • Guardare all'insù per apprezzare meglio la cupola dorata della cattedrale nel quartiere armeno
  • Bere un bicchiere di Kidzmarauli profumato e sorridere alle belle ragazze con le coroncine di rose che visitano la chiesa di Metheki
  • Spaziare sulla città dall'alto del castello e della cittadella sotto la statua della madre Georgia
  • Scendere il canon che porta alle antiche terme ammirando gli arabeschi della facciata
  • Mangiarsi un gelato al vino nel tunnel del mercato dopo aver visto chiese e sinagoghe
  • Mangiare khinkali e khachapuri in una trattoria con un calice di vino bianco
  • Visitare il santuario di Santa Nino e assistere all'adorazione della sua tomba da parte dei fedeli
  • Degustare vini e chacha in una cantina di un allegro produttore di Sighnaghi
  • Bere un succo di melagrana spaziando dalle mura sulla valle del Kakheti
  • Aggirarsi nella fortezza di Anamuri tra torri e chiese
  • Stupirsi davanti all'incontro di due fiumi Aragvi che non vogliono mescolare le loro acque
  • Superare alti passi innevati per arrivare al confine con l'Inguscezia
  • Rimanere a bocca aperta davanti alla chiesa della Trinità di Girgeti dietro il massiccio del Khazbek
  • Mangiare il più buon pane del mondo in una trattoria di Stepantsminda
  • Camminare sulle lunghe mura della fortezza di Rabati visitandone il ricco museo
  • Perdersi tra le grotte della città sotterranea di Vardzia
  • Cercare di individuare gli affreschi sbiaditi che raccontano la grandezza della regina Tamara
  • Percorrere le valli solitarie e nascoste dello Javakheti per arrivare a Kutaisi
  • Camminare sul selciato del centro storico bagnato di pioggia  tra vecchie case e ristorantini accattivanti
  • Visitare la bella città tra chiese antiche, mercati e parchi
  • Sgranocchiare una churchkhela mentre si passeggia sul lungo fiume senza rompersi un dente
  • Visitare il monastero di Gelati anche se i preziosi e famosissimi affreschi sono in restauro
  • Affascinarsi davanti alle foreste infinite che circondano il piccolo monastero fortezza di Motsameta
  • Prendere parte ad una cooking class nell'agriturismo preparando con kla signora Shoreka e poi sbafandosele, ricche badrijani e succulente khacharuri
  • Risalire le valli montagne verso Mestia su una marshrutkha chiacchierando con una turista di Shenzen col traduttore del telefonino
  • Transitare a pochi chilometri dal confine con l'Abkhazia e non poterci entrare
  • Percorrere le strade ed i sentieri tra i paesi più isolati dello Svaneti tra antiche torri e musei contadini
  • Cercare di salirne una e camminare nel fango tra maiali e ghiacciai
  • Suonare la campanella della chiesetta di Ushguli 
  • Guardare stupito le pareti del monte Dzhangi- tau coperte di neve
  • Ammirare nel museo le vecchie foto di Vittorio Sella passato di qui quasi cento anni fa che raccontano la valle quasi uguale ad oggi
  • Scendere dalla montagna al mare fino a Batumi, la sedicente Dubai georgiana
  • Percorrere tutta la passeggiata tra improbabili palazzi, finte torri di Pisa e Colossei volenterosi
  • Commuoversi davanti al monumento all'amore di Ali e di Nino
  • Percorrere le spettacolari grotte di Prometeo
  • Entrare nel recinto dell'imponente monastero di Mtskheta alla ricerca della tunica di Gesù
  • Guardarlo anche dall'alto della collina cercando di non farsi portare via dal vento che soffia tra gli androni del piccolo monastero
  • Prendere il treno notturno che ti porterà da Tbilisi e Yerevan senza sbagliare binario
  • Aprire il finestrino all'alba a trovarsi di fronte allo spettacolo del monte Ararat incappucciato di neve rosata
  • Girare per il centro di Yerevan risalendo la gradinata della Cascade e apprezzandone le opere d'arte esposte
  • Girare per il GUM cercando di resistere all'acquisto compulsivo di frutta secca, fragole, ciliegie e formaggi
  • Guardare le rovine di Erebuni e il suo museo imparando la storia antica armena
  • Sedersi tra le rose del giardino della moschea blu respirando aria di pace
  • Rimanere attoniti davanti alla perfezione del tempio di Garni
  • Percorrere la strada sotto la volta naturale di basalto nero della Sinfonia delle pietre
  • Stupirsi davanti al fondovalle di pietra rossa che circonda il monastero di Novarank
  • Meravigliarsi davanti alla bellezza delle antiche khrachkhar scolpite nella pietra
  • Spiare il confine turco dal monastero di Khor Virap con lo sfondo dell'Ararat
  • Stupirsi davanti alla sfilata dei pali della luce con in cima i grandi nidi delle cicogne
  • Percorrere il Vorotan pass e gli spazi infiniti degli altipiani che portano alla Persia
  • Camminare tra gli inquietanti menhir bucati del sito di Zorats Karer
  • Osservare gli strapiombi della valle dalla funivia del Tatev per arrivare al monastero 
  • Scavallare il solitario passo di Selim e prendere il caffè davanti al caravanserraglio di Orbelliani, immaginando che qui sia passato Marco Polo
  • Stupirsi della bellezza del lago Sevan tra le croci antichissime del cimitero di Noraduz
  • Guardare l'arcobaleno sul lago dopo la pioggia dalla collina della penisoletta del monastero di Sevanavank
  • Trascorrere una sera tra le vecchie case di Dilijan
  • Godersi la sfilata di monasteri lungo la valle che scende verso Debed
  • Bere una chacha da 62° distillata da un insegnate in pensione che non ti lascia più andare via
  • Percorrere tutta la valle dei villaggi dei Molokhans discendenti dei deportati russi 
  • Conoscere l'archeologia industriale delle miniere abbandonate di Alaverdi
  • Godersi il centro di Gyumri con le sue bellissime case di tufo nero
  • Visitare gallerie d'arte e la cattedrale ricostruita dopo il terremoto
  • Mangiarsi un paio di deliziosi ponchik sulla piazza principale
  • Ammirare ancora una volta la città dal castello nero
  • Aggirarsi tra i giardini e le costruzioni del Vaticano armeno a Echmyadzin
  • Ritornare a Yerevan per visitare i quartieri non ancora visti e brindare visitando la storica fabbrica del brandy Ararat
  • Visitare con grande commozione il museo del genocidio sulla cima della collina e guardare per l'ultima volta la città dall'alto
  • Gustarsi ancora il meraviglioso e ricchissimo museo della storia dell'Armenia 
  • Assistere ad una festa in costume di tutte le regioni del paese

ed infine
 
  • Dare l'addio a Yerevan dopo avere finalmente mangiato la colossale fetta di torta millefoglie del famoso ristorante Lavash.



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7 -  Kazbegi

martedì 28 febbraio 2017

50 motivi + 1 per andare in Madagascar

A conclusione del giro di sensazioni che spero di essere riuscito a trasmettervi sul Madagascar, stimolandovi al viaggio e stavolta è davvero quella definitiva, come ormai faccio ogni volta, vorrei fare un piccolo elenco di cose imperdibili di quel paese o che se la volete mettere giù in altro modo, valgono la pena di sobbarcarsi le ore di volo che sono necessarie a raggiungere quella terra lontana.

  • Godere di panorami unici e sempre diversi e stupirsi davanti alla serie di animali mai visti a Peyrieras
  • Assaggiare un succo di frutta fresco diverso ad ogni colazione
  • Bagnarsi come oche in una foresta pluviale vera e dar da mangiare ai lemuri a Varona
  • Incontrare gente che torna dai funerali facendo festa
  • Entrare in una casa di villaggio e vederne la vita reale
  • Assistere alla lavorazione tradizionale degli oggetti in alluminio
  • Comprare manghi e litchi dai coltivatori lungo la strada
  • Partecipare ad una messa cattolica ed alle comunioni ad Antasirabe
  • Vedere come si lavora il corno di zebù e girare la città in risciò 
  • Visitare i villaggi Zafimaniry e parlare col capovillaggio
  • Meravigliarsi davanti alle sfumature di rosso dell'altipiano
  • Assistere ad una battaglia tra i galli, in mezzo agli scommettitori
  • Salire i vicoli della città vecchia di Fianarantsoa e assistere alle lezioni in un'aula di scuola elementare
  • Girare assiduamente per i mille mercati gustandosi odori e colori
  • Godersi l'atmosfera di decadenza coloniale sul lungomare di Manakara
  • Passare una giornata sul canale des Pangalanes tra la vita dei villaggi, con picnic a base di aragoste e gamberoni
  • Finire ogni pasto con un bicchiere di rum arrangé alla vaniglia, chiacchierando con qualche francese che parla della sua tranquilla vita di colonia
  • Ballare sull'aia di un villaggio di pescatori
  • Cercare di distinguere le varie specie di lemuri nel parco di Ranomafama sotto la pioggia
  • Mangiarsi un bel piatto di fois gras servito da una ragazzina cinese e poi perdersi tra le migliaia di zebù del mercato di Ambalavao
  • Imparare la lavorazione della seta e della carta Antemoro
  • Stupirsi davanti alle famiglie di lemuri Katta ad Anya
  • Camminare fino a sfinirsi tra le rocce del canon del parco Isalo
  • Farsi fare un bel massaggio dopo essere arrivati stremati da un trekking
  • Bere un rum guardando il tramonto alla Fenetre de l'Isalo
  • Assaporare un filetto di zebù al pepe verde respirando l'eria della foresta
  • Bighellonare tra i banchetti che comprano gemme grezze dai cercatori
  • Camminare tra i baobab di un villaggio sperduto dell'atopiano circondati da bambini seminudi che gridano vasà, vasà
  • Approfittare delle spiagge deserte attorno a Tulear
  • Vedere tutti i tipi di tombe e sepolture che delineano la cultura tradizionale del paese
  • Stupirsi alla bellezza ed alla diversità delle baie di Diego
  • Passare un giorno in barca sul mare di smeraldo
  • Guardare la luna piena davanti alla sagoma dell'isola a Pan di zucchero
  • Aggirarsi tra i palazzi coloniali in rovina di Diego coperti di murales
  • Scoprire camaleonti e gechi invisibili sulle cortecce ed i rami degli alberi
  • Camminare tra i senttierie i laghetti del parco della montagna d'ambra cercando millepiedi
  • Perdersi tra i pinnacoli degli Tsingy rouges
  • Rimanere incantati da un uccello del paradiso nel parco dell'Ankarana
  • Fare un percorso tortuoso nella foresta di pietra degli Tsingy grigi
  • Visitare una fattoria delle spezie tentando di comperare bacche di vaniglia
  • Aspirare il profumo dei fiori di ylang ylang
  • Camminare nella polvere delle strade di una piccola cittadina e tra i suoi mercati
  • Aspettare sul molo una barca che ti porti tra le isole dell'arcipelago di Nosy Bé
  • Stare un giorno su una lingua di sabbia di Nosy Tanikely e fare snorkeling (chi è in grado) tra pesci colorate e tartarughe
  • Godersi la tranquilla vita di mare dell'isola
  • Girare per Nosy Komba e i suoi lemuri
  • Percorrere la strada attraverso gli altipiani per ritornare a Tana
  • Guardare da una terrazza la vita di una città di transito
  • Percorrere le affollate strade di Tana, i suoi mercati e i suoi giardini
  • Guardare la città dall'alto del palazzo reale
e infine

  • Dispiacersi di non aver programmato una settimana in più per vedere le tante, tante cose che sono state lasciare indietro
Spero di avervi convinto. Questo era il mio ultimo invito al viaggio. Per la serie completa dei dettagli pratici preparerò una pagina apposita.


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